13 Responses

  1. avatar
    Morgana at |

    Gentile Silendo buonasera, da quanto leggo in questo allegato ho qualche perplessità circa la diffusione della cultura dell’intelligence in Italia. Con molto entusiasmo ho sempre valorizzato nei miei Maestri la necessità di credere che la vocazione per l’intelligence è analisi pura di informazioni, avente come presupposto fondamentale la storia contemporanea e la morale kantiana. Ma la realtà è assai più faticosa: perchè si diffonde una costante apertura all’est dell’Europa, come se si volesse dimenticare che la storia d’Italia è il frutto del Patto Nato e non del Patto di Varsavia? Perchè ci preoccupiamo del Giorno della Memoria e dobbiamo dimenticare che lo sterminio dei Tibetani è una realtà? Perchè c’è ipocrisia culturale verso orizzonti e scenari distanti da noi? Questo tipo di analisi non aiuta l’intelligence ma devia verso la disinformazione. Che ruolo avranno i nuovi think-tank?

    Reply
    1. avatar
      The Hooded Claw at |

      Gentile Morgana, perdoni l’intromissione, ma il suo post mi lascia confuso. Inizialmente rivendica l’importanza dell’alleanza Nord-Atlantica criticando le aperture all’Est Europa, poi però vorrebbe che ci fosse più interesse per le sorti dei Tibetani, che sono ancora più a Est dell’Est Europa. C’è un nesso che non ho colto?
      Personalmete credo si tenda a ricordare il Giorno Della Memoria per via del fatto che si riferisce ad eventi che ci hanno coinvolti direttamente in un passato recente e che furono anche parte delle ragioni per cui esiste il patto NATO. Per tradizione abbiamo un legame più stretto con il Giorno della Memoria sia per vicinanza geografica che per coinvolgimento storico. Senza parlare del fatto che l’Occidente poggia la sua ragion d’essere sui due pilastri della classicità greco-romana e della religione giudaico-cristiana.
       
      Purtroppo il popolo Tibetano, è lontano e poco influente sui problemi che ci affliggono giornalmente e quello che il governo cinese vuole fare alle porte di Lhasa non ci irriterà mai come se lo facessero alle porte di Gerusalemme perché Lhasa non è parte del nostro paesaggio culturale ed emotivo. E poi perché lasciar fuori Armeni, Curdi e molti altri dall’equazione? Dove ci si ferma?

      Reply
      1. avatar
        Alessandro Guarino at |

        Se tendiamo a ricordare (o meglio tendono a farci ricordare) il giorno della memoria a scapito di molte altre cose non è certo per vicinanza geografica ma per motivazioni ideologiche-politiche ben precise. Le tragedie del nostro confine orientale (e l’esodo di un’intera popolazione) coinvolgevano direttamente l’Italia ma sono state convenientemente sepolte per decenni da una parte politica che di certo non era favorevole al Patto Atlantico…

        Reply
  2. avatar
    Giovanni Nacci at |

    Istruzioni per l’uso di questo post:
    1) stampare;
    2) incorniciare;
    3) appendere;
    4) recitare ad alta voce (di modo che i bambini ascoltino) al mattino, al pomeriggio e alla sera;
    5) dire ai propri figli “questo è un post di Silendo”.
     
    P.S.: non prendete alla leggera queste istruzioni. Questo ha tanto l’aria di essere un post che farà storia…

    Reply
    1. avatar
      AllegraBrigata at |

      Un’altro diamante della corona. Credo ne seguiranno altre nei prossimi giorni…

      Grande Sile

      Reply
      1. avatar
        AllegraBrigata at |

        Io l’ho stampato, domani me lo incorniciano…. ;)))

        F.

        Reply
  3. avatar
    SG at |

    Secondo la leggenda David Packard e William Hewlett, due studenti della Stanford University, con l’incoraggiamento del loro professore Frederick Terman fondarono la loro societa di apparecchiature elettroniche Hewlett & Packard (HP) in un garage, società che poi divenne il colosso che tutti conosciamo (http://www.stanford.edu/about/history/history_ch3.html). La leggenda è, appunto, una leggenda.
     
    La vera storia è molto differente, Frederick Terman era a capo dei Harvard Radio Research Lab (RRL), un laboratorio top secret con 800 dipendenti. Hewlett e Packard quando fondarono la loro società in realtà avevano gia in tasca dei ricchissimi contratti con l’amministrazione USA…
     
     
    Vedere le slide da pagina 50 in poi all’indirizzo http://steveblank.com/secret-history/ “the secret history of silicon valley”.
     
     
    PS. Le leggende in cui due studenti squattrinati e un po’ hippy fondano una società in un garage, uno scantinato o in una cameretta di un campus universitario e che poi, in pochissimi anni, diventano società multinazionali stramiliardarie sono molte e, leggendo la vera storia di HP (e di Ampex, Litton, Varian, solo per citare quelle che compaiono nel link di steven blank), dovrebbe fare riflettere un po’…
     
     
    saluti
     

    Reply
  4. avatar
    Morgana at |

    Cortese Hooded, pardon per la centrifuga concettuale, mi spiego meglio esplicando una distinzione tra i parametri. La mia preoccupazione nell’orizzonte culturale dell’intelligence è l’influenza di:
    1- una formazione che tende ad annullare il significato storico del Patto Nato, cui l’Italia aderì nel 1949, determinando una netta demarcazione dal Patto di Versavia;
    2- una ipocrisia culturale (non afferente alla qualità est-ovest) quale quella di dover valorizzare il Giorno della Memoria, come se dei lager russi  e dei Tibetani si potrebbe dimenticare.
    Se è vero che la storia contemporanea ha un significato pregnante nell’interpretazione dell’informazione, non vuol dire che ci si attiene al “si dice si fa” nella moda dei salotti culturali, ma che l’ermeneutica dei dati necessita di una comprensione globale o meglio glocale dei documenti e delle testimonianze storiche e storiografiche.
     
    PS saluto “Quelli che…a circa 20 anni giocavamo a Trivial Pursit in un garage”!

    Reply
  5. avatar
    Anonimo at |

    io ne ho già ordinato una riproduzione litografica su carta pergamenata e con misure 250 x 180 😀

    Reply
  6. avatar
    barry lyndon at |

    l’anonimo commento era il mio 😉
     
    PS: ora mi rimane solo da far erigere una parete all’altezza 😀 😀 😀

    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)