Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Il “terrorismo fai-da-te” a Londra

mag
23


Un articolo di Guido Olimpio sul Corriere della Sera di oggi:

 

Il vigliacco attacco di Londra è il sintesi del terrorismo fai-da-te. E ne contiene tutte le caratteristiche portate all’estremo. Innanzitutto il bersaglio: un militare in una città occidentale dove non si aspetta certo di essere aggredito ma che comunque è un bersaglio per la divisa che indossa. Poi le armi: non avendo a disposizione una pistola o fucile, i terroristi hanno usato dei coltellacci. Non servono manuali per organizzare l’agguato, solo la determinazione.
«NON SARETE MAI AL SICURO» – Sembra anche che, imitando quanto già visto in altri scacchieri, abbiano provato ad usare la loro vettura come ariete. Infine la motivazione: se sono vere le parole dell’assassino, ha colpito per dimostrare che gli occidentali “non saranno mai al sicuro”, così come non lo sono i musulmani dove l’Occidente partecipa a operazioni militari. Un tema caro al jihadismo che l’attentatore ha rilanciato in modo efferato con la confessione registrata da un telefonino. Un’immagine che, ne siamo certi, verrà scaricata e vista da molti simpatizzanti.

COME GLI APPELLI QAEDISTI – Tutto questo, anche se le indagini sono ancora aperte, ricorda gli appelli degli ideologi qaedisti ad agire in modo individuale con quello che si trova. Se non sei in grado di fare una bomba – suggeriscono i manuali online – prendi una mannaia e vai all’attacco. Questo non significa che, necessariamente, esista un vincolo con il movimento di Bin Laden. Anzi, per ora, nulla lo fa pensare. Siamo davanti a esplosioni di violenza legate ad una matrice jihadista (spesso vaga), sostenute da una radicalizzazione repentina, condotte da figure dai profili incerti, approssimativi, ma comunque terroristi nei comportamenti. Infine un dato evidente e allarmante. Contro questo tipo di avversario c’è ben poco da fare. E saranno problemi seri per chi li deve contrastare.

23 maggio 2013 - 9:23 am | by | 8 Comments »
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Il futuro di Al Qaeda secondo l’Intelligence canadese

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19


L’Intelligence canadese, come abbiamo già visto tempo fa, dispone di un valido programma di “outreach accademico“. In tale ambito il CSIS ha condotto un progetto di ricerca sulle probabili linee di sviluppo del network qaedista nei prossimi cinque anni. I ricercatori, procedendo su documentazione interamente proveniente da fonti aperte, hanno immaginato tre futuri alternativi del network: un graduale declino, una lenta crescita ed una crescita veloce.
Nella costruzione degli scenari si è tenuto conto sia del contesto regionale nel quale opera Al Qaeda sia del “contesto interno” al network stesso (ideologia, obiettivi, struttura, ricorse) valutando, infine, le implicazioni per ciascuno dei tre ipotetici percorsi.

[...] True to the practice of intelligence, this paper does not offer prescriptions to respond to any of the scenarios, a prerogative naturally left to policy-makers. That being said, the participants determined that the second scenario of incremental growth represents the most expected, or likeliest, one. All three scenarios are offered to support further discussions by other AQ observers.

Il documento in allegato contiene le conclusioni della ricerca e quattro paper sui principali gruppi qaedisti presentati dai ricercatori in occasione del workshop conclusivo.

The Future of Al-Qaeda – Csis

19 maggio 2013 - 4:23 pm | by | 1 Comment »
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La crisi in Nord-Africa, gli Stati Uniti (e l’Italia)

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14


Mano a mano che la situazione in alcune aree del Nord-Africa tende a degenerare gli Stati Uniti preparano piani di contingenza che, in parte, coinvolgono anche l’Italia (se non altro come trampolino di lancio di unità di pronto intervento).
Al contempo, logicamente, aumenta anche il livello di attenzione dei pensatoi americani verso quel quadrante geo-strategico. Qui un documento appena pubblicato dallo Stategic Studies Institute del War College: “War and Insurgency in the Western Sahara“.

14 maggio 2013 - 3:37 pm | by | 6 Comments »
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“Libia: il Paese ormai è quartier generale di Al Qaida”

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Da un lancio di TMNews di ieri:

Dopo l’intervento francese in Mali, che ha costretto i miliziani di al Qaida a lasciare il Paese, la Libia è diventata la principale base dell’organizzazione terroristica nella regione. E’ quanto ha dichiarato un alto funzionario dell’intelligence libica al Daily Beast.
“La Libia è diventato il quartier generale di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi)”, ha detto la fonte, riferendo di tre nuovi campi dei terroristi aperti nelle ultime settimane nel sud del Paese.
Fonti occidentali non hanno voluto commentare la minaccia posta dai jihadisti, sottolinea oggi il quotidiano Usa, ricordando però come la scorsa settimana sia stato invece il Presidente del Ciad, Idriss Deby, a denunciare l’inerzia del governo di Tripoli contro i combattenti, accusati di usare la Libia come terreno di addestramento delle nuove reclute, minacciando così la sicurezza della regione. Accuse respinte dal governo libico, che ha smentito l’arrivo dal Mali dei jihadisti. Sempre secondo una fonte dell’intelligence libica, dopo l’attacco dello scorso settembre al consolato Usa di Bengasi, un numero crescente di jihadisti libici sarebbe passato proprio sotto il comando di Aqmi. Secondo la fonte, lo stesso attacco contro il consolato americano non sarebbe stato ordinato o progettato direttamente da Aqmi, ma l’organizzazione terroristica avrebbe avuto un ruolo nella decisione di colpire l’obiettivo statunitense. Decisione presa da un comitato di leader jihadisti egiziani e libici e che ha visto coinvolte “cellule radicali di diverse milizie rivoluzionarie di Bengasi”.

7 maggio 2013 - 9:20 pm | by | 17 Comments »
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EU Terrorism Situation and Trend Report 2013

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L’Europol ha pubblicato qualche giorno fa il TE-SAT 2013, l’analisi strategica sullo stato della minaccia terroristica in Europa.
Due punti degni di nota (a modesto parere del sottoscritto):

1) la crisi economica, fino al momento, non sembra aver avuto un impatto negativo sulla minaccia terroristica nel continente. Scrivono gli analisi dell’Europol:

The current economic conditions in the EU do not appear to have had a significantly negative impact on the overall terrorism and violent extremism picture. In the face of the continuing challenges of the economic situation and the associated governmental austerity measures, attacks by terrorists and violent extremists have not markedly increased since 2008. Although financial institutions, government buildings and officials have been targeted in some EU Member States in 2012, principally by violent leftwing and anarchist extremists, attacks and violent demonstrations appear to have been relatively sporadic. However, this does not preclude the potential for a future increase in similarly motivated offences.

2) crisi nord-africane e, in prospettiva, crisi siriana costituiscono, invece, pericolosi focolai di tensione:

The situation in the Middle East and North Africa (MENA) is significant for the terrorist threat in the EU.
Two years on from the ‘Arab Spring’ uprisings, the situation in North Africa remains unstable. Two attacks in Benghazi, Libya – one in June against the UK Ambassador and the other in September against the US Ambassador, which resulted in his murder – underline the threat. The volatile situation in Mali also requires significant attention, as it offers a new theatre that may appear an attractive destination for those seeking to engage in armed conflict in support of religiously inspired insurgents. These individuals may pose a threat on their return to the EU. [...]
The current civil war in Syria has attracted a number of radicalised EU citizens. In recent years, such individuals seeking to engage in either fighting or training in conflict zones have travelled to the Afghanistan/Pakistan region, Yemen or Somalia – all regions that are relatively difficult to access. However, in 2012 there was a distinct rise in the number of EU citizens travelling to Syria, in a number of cases fighting alongside groups associated with religiously inspired terrorism. Comparative ease of entry and robust facilitation networks offer these individuals a smoother path to the country. The full implications of increased participation of EU citizens are currently unclear but may have an impact on the future security situation in the EU.

 

EU Terrorism Situation and Trend Report 2013

1 maggio 2013 - 11:30 am | by | 5 Comments »
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“Cellula islamista scoperta in Puglia”

apr
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Da Reuters.it, su gentile segnalazione:

ROMA – I carabinieri hanno arrestato oggi quattro uomini, tra cui l’ex imam tunisino della moschea di Andria, accusati di aver creato nel 2008 una cellula terroristica islamica che addestrava militanti da inviare all’estero, soprattutto in Iraq, per compiere attentati.

Lo riferiscono il Ros dei carabinieri e la procura di Bari.

Gli arresti sono avvenuti ad Andria, Catania, Milano e a Bruxelles. Altri due uomini, di nazionalità tunisina, sono invece sfuggiti all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale barese, perché rientrati nel frattempo in Tunisia, riferiscono i carabinieri.

Per gli investigatori, i sei si occupavano soprattutto di indottrinare e addestrare nuovi militanti jihadisti reclutati tra immigrati irregolari, che hanno poi frequentato campi in Afghanistan, Cecenia Iraq e Yemen e anche, ha riferito una fonte investigativa, sull’Etna, in Sicilia.

In alcuni casi, dicono gli inquirenti, i militanti addestrati sono stati utilizzati per attentati in Iraq. Il gruppo preparava anche piani operativi di attacco, soprattutto negli Stati Uniti e in Israele ma anche in Italia.

“Al centro delle indagini del Ros una cellula di matrice islamista, con base logistica in Puglia, in stretto contatto con personaggi di spicco del terrorismo internazionale e caratterizzata da un acceso antisemitismo e da un’aspra avversione verso gli stati ‘infedeli’, quali gli Stati Uniti e la stessa Italia”, dice una nota del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri sulla cosiddetta operazione “Mashrah” (teatro, in arabo).

“L’indagine ha consentito di documentare il ruolo apicale all’interno della “cellula” del tunisino Hosni Hachemi Ben Hassen, già imam della moschea di Andria (fino al 2010, ndr) e gestore di un call center sito in quel centro abitato, non solo riguardo alla sua costante e continua opera di proselitismo e indottrinamento finalizzata a formare ‘nuovi’ adepti e consentire loro di raggiungere i territori della ‘jihad’, con una preparazione, anche psicologica e ideologica, tale da permetterne l’immissione nel circuito terrorista”, dice una nota della Procura.

L’ex imam, è l’accusa dei magistrati, era collegato anche ad almeno “tre personaggi di rilievo del terrorismo internazionale”, cioè Essid Sami Ben Khemais, Ben Yahia Mouldi Ber Rachid e Ben Alì Mohamed.

30 aprile 2013 - 4:21 pm | by | 3 Comments »
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“Targeting packages” siriani

mar
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Il Los Angeles Times, un paio di giorni fa, ha riportato la notizia secondo la quale il Counterterrorism Center della CIA avrebbe avviato la raccolta di informazioni (i c.d. “targeting packages“) sugli jihadisti operanti in Siria, tra le fila dei gruppi anti-governativi:

The CIA has stepped up secret contingency planning to protect the United States and its allies as the turmoil expands in Syria, including collecting intelligence on Islamic extremists for the first time for possible lethal drone strikes, according to current and former U.S. officials.[...]
The Counterterrorism Center, which runs the CIA’s covert drone killing program in Pakistan and Yemen, recently shifted several targeting officers to improve intelligence collection on militants in Syria who could pose a terrorist threat, the officials said.
The targeting officers have formed a unit with colleagues who were tracking Al Qaeda operatives and fighters in Iraq. U.S. officials believe that some of these operatives have moved to Syria and joined Islamic militias battling to overthrow President Bashar Assad.
The CIA effort, which involves assembling detailed dossiers on key militants, gives the White House both lethal and nonlethal options if it concludes that Syria’s 2-year-old civil war — which has caused 70,000 deaths, according to United Nations estimates — is creating a haven for terrorists. The intelligence files also could be used to help opposition figures with moderate views prevail over extremists.
The targeting is part of an array of CIA and Pentagon responses and contingency plans as the Syrian bloodletting steadily worsens, threatening regional stability. Other proposals include plans to seize or destroy Syria’s chemical weapons stockpiles, which are closely monitored by U.S. intelligence, to prevent their misuse.
The targeting officers focusing on Syria are based at CIA headquarters in Langley, Va., officials said. The agency has not deployed many American operatives into the war zone, but it works closely with Saudi, Jordanian and other regional spy services active there. CIA officers meet with Syrian rebel leaders in Turkey and Jordan, current and former officials say.

17 marzo 2013 - 9:50 pm | by | 1 Comment »
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Il futuro della guerra

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Per il terzo anno Foreign Policy ha effettuato un sondaggio sul futuro della guerra interpellando una settantina di esperti statunitensi i quali hanno risposto sui principali temi strategici: dallo stato di Al Qaeda alla competizione con la Cina in Asia, dalla crisi siriana alle primavere arabe, dai droni al cyberwarfare fino ai problemi connessi con le riduzioni nel bilancio della Difesa.

6 marzo 2013 - 10:00 am | by | 2 Comments »
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