Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Le priorità della Casa Bianca in Medio-Oriente

nov
13


secondo Maurizio Molinari (La Stampa):

[...] Le priorità in questo momento per la Casa Bianca sono scongiurare il collasso dei propri alleati» aggiunge Robert Satloff, analista di Medio Oriente del “Washington Institute”, secondo il quale “il crollo della Giordania a causa della guerra in Siria e l’implosione dell’Anp per l’offensiva di Hamas contro Israele a Gaza” sono le mine da disinnescare. Da qui la necessità di «far cadere Assad il prima possibile», concordano Danin e Satloff, per potersi dedicare al rilancio del negoziato diretto IsraeleAnp, a cui Obama dedicò una parte importante del discorso sulla Primavera araba del maggio 2011. Di questo Obama ha parlato al telefono con Netanyahu il 7 novembre, affidando ieri al consigliere per la sicurezza Tom Donilon un incontro con il parigrado israeliano Yaakov Amidror alla Casa Bianca. Per Obama si tratta di un “«percorso a tappe», come riassume una fonte diplomatica, nel quale «il tempo non gioca a suo favore».

Da qui la scelta di tentare di sciogliere i nodi più urgenti: favorendo in Siria un’opposizione più solida e chiedendo ad Abbas di rinunciare al riconoscimento unilaterale all’Onu perché ciò pregiudica nuovi colloqui con Israele sullo status finale. La reazione dell’Anp è stata negativa perché «non possiamo rinunciare alla strada dell’Onu – ha detto il portavoce Nabil Abu Rdaineh – fino a quando Israele continuerà la politica degli insediamenti». Ciò significa che Abbas condiziona il passo indietro all’Onu al blocco degli insediamenti, nell’evidente intenzione di spingere Obama a porre questa condizione al governo di Gerusalemme. Si tratta di uno scenario simile a quello che Obama affrontò nel 2009 quando l’affondo contro gli insediamenti portò a tensioni con Israele. L’interrogativo è quale strada seguirà ora. Una prima indicazione verrà da chi designerà consigliere per il Medio Oriente in un team rimasto senza nomi di punta.

13 novembre 2012 - 8:30 pm | by | 5 Comments »
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“Blitz anti-terrorismo in Giordania”

ott
22


Di Guido Olimpio, dal Corriere.it:

WASHINGTON – Un gruppo qaedista era pronto a colpire in Giordania con un sofisticato piano che avrebbe potuto causare decine di vittime. I terroristi, sorvegliati da giugno, sono stati però arrestati. Secondo le autorità il progetto criminale organizzato da Al Qaeda in Iraq prevedeva diverse fasi: 1) Un’azione diversiva contro centri commerciali e negozi per attirare le forze di polizia. 2) Un attacco contro hotel e sedi diplomatiche, tra cui quella americana. 3) Tiri con colpi di mortaio e uso di attentatori suicidi. La formazione era composta da undici elementi locali (ma è probabile che dovessero arrivare degli altri) che hanno trascorso diversi mesi in Siria al fianco di una «brigata» jihadista.
Un soggiorno usato anche per mettere insieme il team d’assalto e l’equipaggiamento necessario. Durante le indagini sono state sequestrate armi in quantità, proiettili per mortaio ed esplosivo (artigianale e militare). In base alle informazioni raccolte dal Gid – il servizio di sicurezza – i terroristi volevano ripetere un’operazione simile a quella che nel 2005 fu sferrata contro alcuni hotel di Amman provocando 60 morti e decine di feriti.

Come allora, l’obiettivo era quello di destabilizzare la Giordania in un momento di forti tensioni sociali e internazionali. Il blitz anti-terrorismo è stata preceduto, qualche giorno fa, dalla cattura alla frontiera con la Siria di due cugini di Abu Musab Al Zarkawi, l’uomo che ha guidato il braccio iracheno di Al Qaeda ed è stato poi ucciso dagli americani nel 2006. Sembra che la coppia facesse parte di un gruppo jihadista attualmente in azione sul territorio siriano. I due stavano tornando a casa per riposarsi o il loro rientro era legato a qualche attività eversiva in Giordania? Per ora non c’è risposta ma solo la consapevolezza che i pericoli di attentati sono cresciuti. Da quando è esplosa la guerra civile, il Gid ha intensificato la sorveglianza per prevenire attacchi sia da parte dei qaedisti che dei servizi segreti siriani, sospettosi nei riguardi di Amman per supporto alla ribellione. Una missione difficile che in passato è stato svolta da un’unità speciale, «i cavalieri della giustizia», creata per combattere i seguaci di Osama.

22 ottobre 2012 - 12:09 pm | by | 4 Comments »
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Il Qatar e la diffusione dello jihadismo…

ott
20


… secondo i Servizi francesi, di Gianandrea Gaiani:

ANSA – Lo Stato maggiore dell’esercito e i servizi segreti francesi hanno informato l’Eliseo che “organizzazioni non governative del Qatar finanziano i gruppi jihadisti sistemati nel nord del Mali, attraverso una banca islamica, come anche i loro ‘colleghi’ attivi in Siria”. Lo scrive oggi il settimanale satirico Le Canard Enchaine’, sempre molto ben informato sui retroscena della politica francese. ”Da tre mesi – prosegue il Canard – la Dgse (l’intelligence, ndr.) moltiplica le note allarmistiche con la speranza, si suppone, di convincere il presidente (Francois Hollande, ndr.) di ‘pretendere che il Qatar consacri i suoi petrodollari a migliori cause’, come ironizza un membro dello Stato maggiore dell’esercito”. Sempre secondo gli 007 francesi citati dal Canard i fondamentalisti islamici di Aqmi, Ansar Dine e Dujano, che agiscono nel nord del Mali, non sono i soli beneficiari della generosita’ del Qatar. Anche in Libia, Tunisia e Marocco, i loro fratelli salafisti sono ”ben foraggiati” da Doha. Dai tempi della presidenza di Nicolas Sarkozy, La Francia e il Qatar hanno stretto relazioni strettissime, coltivate anche da Francois Hollande. Il piccolo Emirato affacciato sul Golfo Persico e’ stato anche accolto, nei giorni scorsi, nell’ organizzazione internazionale della Francofonia, non senza suscitare polemiche. Da settimane, la Francia spinge per un intervento militare africano per combattere i fondamentalisti islamici nel Nord del Mali.

20 ottobre 2012 - 8:00 am | by | No Comments »
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Un po’ di rassegna stampa internazionale

set
17

international media


Breve raccolta di qualche articolo interessante pubblicato negli ultimi giorni nella stampa internazionale:

- “Armada of British naval power massing in the Gulf as Israel prepares an Iran strike” (The Telegraph);

- “Israeli Leader Makes Case Against Iran on U.S. TV” (New York Times);

- “Audacious Raid on NATO Base Shows Taliban’s Reach” (New York Times);

- “Making Sense of the U.S. Oil Boom” (WSJ);

- “Iran acknowledges elite troops in Syria” (FT);

- “Foreign policy makes campaign comeback” (FT);

- “Top Chinese bank targets Europe” (FT);

- “China builds its own military-industrial complex” (Reuters);

- “Panetta seeks closer Sino-U.S. ties as China military expands” (Reuters);

17 settembre 2012 - 9:30 am | by | No Comments »
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