Speravate che mi fossi dimenticato di voi? Ed invece no! Qui e qui due analisi per il 2013 ed oltre di Alessandro Fugnoli, strategist del Fondo Kairos.
Fugnoli realizza una rubrica settimanale di strategia, “Il rosso ed i nero”, che, a mio avviso, offre sempre spunti piuttosto interessante.
6 gennaio 2013 - 12:30 pm | by Silendo | No Comments »
Tags: affari strategici, iran, israele, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche, sicurezza nazionale, stati uniti.
Se lo chiedono Geoffrey Kemp e John Allen Gay.
20 dicembre 2012 - 3:00 pm | by Silendo | 3 Comments »
Tags: iran, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche, stati uniti.
Tempi e conseguenze della caduta del regime di Assad negli scenari dell’Oxford Analytica.

3 dicembre 2012 - 8:00 pm | by Silendo | 3 Comments »
Tags: affari strategici, hezbollah, iran, libano, medio-oriente, russia, siria, stati uniti.
Il CSIS ha pubblicato un report che analizza il ruolo della Russia e della Cina nella competizione strategica tra Stati Uniti ed Iran.
Facilmente sintetizzato in questo passaggio:
China and Russia are key players in US-Iranian strategic competition. As major world powers and permanent members of the UN Security Council, China and Russia play an important role in shaping sanctions and other aspects of international action in dealing with Iran’s nuclear program. Leaders in Moscow and Beijing focus on the influence, security and economic gains to their respective leaderships, and pursue international relationships from that standpoint. At present, external pressure from the US and its allies is not able to make either China or Russia give up all ties to Iran, and they manipulate such ties to Iran as a bargaining chip in dealing with the US, as well as the European and Arab Gulf states.
Both countries seek to maximize the benefits they can gain from the ongoing competition by refusing to commit to either player. Both nations have an interest in preventing or at least forestalling open hostility that will upset this balancing act, as any conflict could have an impact on their economies and seek to use their support of either side to advance their own positions.
30 novembre 2012 - 5:30 pm | by Silendo | 1 Comment »
Tags: cina, iran, medio-oriente, russia, stati uniti.
27 novembre 2012 - 11:30 am | by Silendo | No Comments »
Tags: iran, israele, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche, stati uniti.
E’ stato presentato ieri, a Roma, l’interessante rapporto “La politica estera dell’energia” edito dalla Fondazione Fare Futuro e dall’ISPI.
A proposito di energia e sicurezza vi segnalo anche questo studio pubblicato dallo Strategic Studies Institute americano: “The Energy and Security Nexus: A Strategic Dilemma“.
La politica estera dell’energia
27 novembre 2012 - 9:00 am | by Silendo | 14 Comments »
Tags: italia, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche, sicurezza nazionale.
Qualche settimana fa il Saban Center della Brookings Institution ha organizzato una simulazione su uno scenario di crisi tra Stati Uniti ed Iran riguardo al programma nucleare di Teheran. Qui la sintesi.
26 novembre 2012 - 7:00 am | by Silendo | No Comments »
Tags: iran, israele, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche, stati uniti.
Il punto di vista di Vittorio Emanuele Parsi. A proposito di visione e di…. mancanza di visione.
18 novembre 2012 - 10:00 pm | by Silendo | 2 Comments »
Tags: affari strategici, classe dirigente, germania, israele, italia, medio-oriente.
Alla luce degli avvenimenti in corso in Palestina, vi segnalo questo paper del bravo Thomas Rid pubblicato qualche mese fa su Contemporary Security Policy: “Deterrence beyond the State: The Israeli Experience“.
17 novembre 2012 - 9:32 pm | by Silendo | No Comments »
Tags: affari strategici, hamas, israele, medio-oriente, palestina.
… secondo Maurizio Molinari (La Stampa):
[...] Le priorità in questo momento per la Casa Bianca sono scongiurare il collasso dei propri alleati» aggiunge Robert Satloff, analista di Medio Oriente del “Washington Institute”, secondo il quale “il crollo della Giordania a causa della guerra in Siria e l’implosione dell’Anp per l’offensiva di Hamas contro Israele a Gaza” sono le mine da disinnescare. Da qui la necessità di «far cadere Assad il prima possibile», concordano Danin e Satloff, per potersi dedicare al rilancio del negoziato diretto IsraeleAnp, a cui Obama dedicò una parte importante del discorso sulla Primavera araba del maggio 2011. Di questo Obama ha parlato al telefono con Netanyahu il 7 novembre, affidando ieri al consigliere per la sicurezza Tom Donilon un incontro con il parigrado israeliano Yaakov Amidror alla Casa Bianca. Per Obama si tratta di un “«percorso a tappe», come riassume una fonte diplomatica, nel quale «il tempo non gioca a suo favore».
Da qui la scelta di tentare di sciogliere i nodi più urgenti: favorendo in Siria un’opposizione più solida e chiedendo ad Abbas di rinunciare al riconoscimento unilaterale all’Onu perché ciò pregiudica nuovi colloqui con Israele sullo status finale. La reazione dell’Anp è stata negativa perché «non possiamo rinunciare alla strada dell’Onu – ha detto il portavoce Nabil Abu Rdaineh – fino a quando Israele continuerà la politica degli insediamenti». Ciò significa che Abbas condiziona il passo indietro all’Onu al blocco degli insediamenti, nell’evidente intenzione di spingere Obama a porre questa condizione al governo di Gerusalemme. Si tratta di uno scenario simile a quello che Obama affrontò nel 2009 quando l’affondo contro gli insediamenti portò a tensioni con Israele. L’interrogativo è quale strada seguirà ora. Una prima indicazione verrà da chi designerà consigliere per il Medio Oriente in un team rimasto senza nomi di punta.
13 novembre 2012 - 8:30 pm | by Silendo | 5 Comments »
Tags: israele, medio-oriente, palestina, siria, stati uniti.
5 novembre 2012 - 12:30 am | by Silendo | 4 Comments »
Tags: al qaeda, libia, medio-oriente, stati uniti, terrorismo.
Secondo un’inchiesta giornalistica israeliana – in onda domani – nel 2010 il Primo Ministro Netanyahu ed il Ministro della Difesa Barak avrebbero ordinato al Mossad ed alle Forze Armate di prepararsi per un attacco all’Iran ricevendo un sostanziale rifiuto.
[...] According to the “Uvda” investigation, Dagan came out sharply against the move in the 2010 meeting, telling Netanyahu and Barak: “You are likely to make an illegal decision to go to war. Only the cabinet is authorized to decide this.” Meanwhile, associates of Ashkenazi explain that the former IDF chief was concerned that raising the alert level would “create new facts on the ground,” leading to a war.
Defense Minister Ehud Barak said in an interview to the “Uvda” program that Ashkenazi responded to Netanyahu at the time, saying that the IDF was not ready, and that he did not have the operational capacity to carry out the order. Barak claims in the interview that, in contrast to Ashkenazi and Dagan’s positions, raising the alert level to “P Plus” does not necessarily entail going to war.[...]
4 novembre 2012 - 10:53 pm | by Silendo | 5 Comments »
Tags: iran, israele, medio-oriente, nucleare e risorse energetiche.
Di Guido Olimpio, dal Corriere.it:
WASHINGTON – Un gruppo qaedista era pronto a colpire in Giordania con un sofisticato piano che avrebbe potuto causare decine di vittime. I terroristi, sorvegliati da giugno, sono stati però arrestati. Secondo le autorità il progetto criminale organizzato da Al Qaeda in Iraq prevedeva diverse fasi: 1) Un’azione diversiva contro centri commerciali e negozi per attirare le forze di polizia. 2) Un attacco contro hotel e sedi diplomatiche, tra cui quella americana. 3) Tiri con colpi di mortaio e uso di attentatori suicidi. La formazione era composta da undici elementi locali (ma è probabile che dovessero arrivare degli altri) che hanno trascorso diversi mesi in Siria al fianco di una «brigata» jihadista.
Un soggiorno usato anche per mettere insieme il team d’assalto e l’equipaggiamento necessario. Durante le indagini sono state sequestrate armi in quantità, proiettili per mortaio ed esplosivo (artigianale e militare). In base alle informazioni raccolte dal Gid – il servizio di sicurezza – i terroristi volevano ripetere un’operazione simile a quella che nel 2005 fu sferrata contro alcuni hotel di Amman provocando 60 morti e decine di feriti.
Come allora, l’obiettivo era quello di destabilizzare la Giordania in un momento di forti tensioni sociali e internazionali. Il blitz anti-terrorismo è stata preceduto, qualche giorno fa, dalla cattura alla frontiera con la Siria di due cugini di Abu Musab Al Zarkawi, l’uomo che ha guidato il braccio iracheno di Al Qaeda ed è stato poi ucciso dagli americani nel 2006. Sembra che la coppia facesse parte di un gruppo jihadista attualmente in azione sul territorio siriano. I due stavano tornando a casa per riposarsi o il loro rientro era legato a qualche attività eversiva in Giordania? Per ora non c’è risposta ma solo la consapevolezza che i pericoli di attentati sono cresciuti. Da quando è esplosa la guerra civile, il Gid ha intensificato la sorveglianza per prevenire attacchi sia da parte dei qaedisti che dei servizi segreti siriani, sospettosi nei riguardi di Amman per supporto alla ribellione. Una missione difficile che in passato è stato svolta da un’unità speciale, «i cavalieri della giustizia», creata per combattere i seguaci di Osama.
22 ottobre 2012 - 12:09 pm | by AllegraBrigata | 4 Comments »
Tags: al qaeda, medio-oriente, siria, stati uniti, terrorismo.
15 ottobre 2012 - 8:00 am | by Silendo | 1 Comment »
Tags: affari strategici, iran, medio-oriente, stati uniti.