Il senatore Marco Minniti è stato appena nominato sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi.

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Il senatore Marco Minniti è stato appena nominato sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi.

17 maggio 2013 - 1:41 pm | by Silendo | 4 Comments »
Tags: intelligence, italia.
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La vecchiaia avanza ed io perdo pezzi. Solo oggi, infatti, e per puro caso ho scoperto che a fine marzo, sulla rivista Io Donna (in effetti non propriamente una rivista che acquisto usualmente…) è stato pubblicato un breve articolo sul lato femminile della nostra Intelligence, dal titolo: “Noi, donne dei Servizi segreti“.
16 maggio 2013 - 10:37 pm | by Silendo | 7 Comments »
Tags: intelligence, italia.
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14
Mano a mano che la situazione in alcune aree del Nord-Africa tende a degenerare gli Stati Uniti preparano piani di contingenza che, in parte, coinvolgono anche l’Italia (se non altro come trampolino di lancio di unità di pronto intervento).
Al contempo, logicamente, aumenta anche il livello di attenzione dei pensatoi americani verso quel quadrante geo-strategico. Qui un documento appena pubblicato dallo Stategic Studies Institute del War College: “War and Insurgency in the Western Sahara“.
14 maggio 2013 - 3:37 pm | by Silendo | 6 Comments »
Tags: al qaeda, italia, sicurezza nazionale, stati uniti, terrorismo.
mag
12
Grazie alla segnalazione di un illustre lettore ho scoperto questo saggio dal titolo: “Chi ha rubato il Rapporto Pacatte?“, dove si narra la vicenda di un prezioso rapporto dell’OSS americana scomparso a Parigi nel 1944. Una rilassante lettura domenicale.
A proposito di letture gradevoli, è di prossima pubblicazione l’ultimo libro della Professoressa Pasqualini, come tutti sappiamo già autrice di altri volumi sulla storia della nostra Intelligence. Il titolo del libro è: “Breve storia dell’organizzazione dei Servizi di informazione della Regia Marina e Regia Aeronautica: 1919 – 1945” e sarà edito dalla Commissione Italiana di Storia Militare.
2013 PASQUALINI Chi Ha Rubato Il Rapporto Pacatte? Who purloined the Pacatte Report? by Virgilio_Ilari
12 maggio 2013 - 12:26 am | by Silendo | 5 Comments »
Tags: intelligence, italia, libri, stati uniti.
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07
Da un lancio di TMNews di ieri:
Dopo l’intervento francese in Mali, che ha costretto i miliziani di al Qaida a lasciare il Paese, la Libia è diventata la principale base dell’organizzazione terroristica nella regione. E’ quanto ha dichiarato un alto funzionario dell’intelligence libica al Daily Beast.
“La Libia è diventato il quartier generale di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi)”, ha detto la fonte, riferendo di tre nuovi campi dei terroristi aperti nelle ultime settimane nel sud del Paese.
Fonti occidentali non hanno voluto commentare la minaccia posta dai jihadisti, sottolinea oggi il quotidiano Usa, ricordando però come la scorsa settimana sia stato invece il Presidente del Ciad, Idriss Deby, a denunciare l’inerzia del governo di Tripoli contro i combattenti, accusati di usare la Libia come terreno di addestramento delle nuove reclute, minacciando così la sicurezza della regione. Accuse respinte dal governo libico, che ha smentito l’arrivo dal Mali dei jihadisti. Sempre secondo una fonte dell’intelligence libica, dopo l’attacco dello scorso settembre al consolato Usa di Bengasi, un numero crescente di jihadisti libici sarebbe passato proprio sotto il comando di Aqmi. Secondo la fonte, lo stesso attacco contro il consolato americano non sarebbe stato ordinato o progettato direttamente da Aqmi, ma l’organizzazione terroristica avrebbe avuto un ruolo nella decisione di colpire l’obiettivo statunitense. Decisione presa da un comitato di leader jihadisti egiziani e libici e che ha visto coinvolte “cellule radicali di diverse milizie rivoluzionarie di Bengasi”.
7 maggio 2013 - 9:20 pm | by AllegraBrigata | 17 Comments »
Tags: al qaeda, francia, intelligence, italia, libia, sicurezza nazionale, terrorismo.
mag
01
L’Europol ha pubblicato qualche giorno fa il TE-SAT 2013, l’analisi strategica sullo stato della minaccia terroristica in Europa.
Due punti degni di nota (a modesto parere del sottoscritto):
1) la crisi economica, fino al momento, non sembra aver avuto un impatto negativo sulla minaccia terroristica nel continente. Scrivono gli analisi dell’Europol:
The current economic conditions in the EU do not appear to have had a significantly negative impact on the overall terrorism and violent extremism picture. In the face of the continuing challenges of the economic situation and the associated governmental austerity measures, attacks by terrorists and violent extremists have not markedly increased since 2008. Although financial institutions, government buildings and officials have been targeted in some EU Member States in 2012, principally by violent leftwing and anarchist extremists, attacks and violent demonstrations appear to have been relatively sporadic. However, this does not preclude the potential for a future increase in similarly motivated offences.
2) crisi nord-africane e, in prospettiva, crisi siriana costituiscono, invece, pericolosi focolai di tensione:
The situation in the Middle East and North Africa (MENA) is significant for the terrorist threat in the EU.
Two years on from the ‘Arab Spring’ uprisings, the situation in North Africa remains unstable. Two attacks in Benghazi, Libya – one in June against the UK Ambassador and the other in September against the US Ambassador, which resulted in his murder – underline the threat. The volatile situation in Mali also requires significant attention, as it offers a new theatre that may appear an attractive destination for those seeking to engage in armed conflict in support of religiously inspired insurgents. These individuals may pose a threat on their return to the EU. [...]
The current civil war in Syria has attracted a number of radicalised EU citizens. In recent years, such individuals seeking to engage in either fighting or training in conflict zones have travelled to the Afghanistan/Pakistan region, Yemen or Somalia – all regions that are relatively difficult to access. However, in 2012 there was a distinct rise in the number of EU citizens travelling to Syria, in a number of cases fighting alongside groups associated with religiously inspired terrorism. Comparative ease of entry and robust facilitation networks offer these individuals a smoother path to the country. The full implications of increased participation of EU citizens are currently unclear but may have an impact on the future security situation in the EU.
EU Terrorism Situation and Trend Report 2013
1 maggio 2013 - 11:30 am | by Silendo | 5 Comments »
Tags: algeria, italia, libia, sicurezza nazionale, siria, terrorismo, tunisia.
mag
01
Il nuovo numero di Foreign Policy affronta il tema del potere e delle “persone che realmente guidano il mondo“. Tra queste – lo 0,000007% della popolazione mondiale – la rivista statunitense colloca anche 9 italiani. Ovviamente, in assoluto, la quota più importante va agli Stati Uniti (143 persone). Circa i due terzi sono “occidentali” (Europa+Nord America+Australia) mentre Cina (38), Russia (24) ed India (17) inseguono…
1 maggio 2013 - 10:30 am | by Silendo | 10 Comments »
Tags: affari strategici, cina, classe dirigente, francia, germania, gran bretagna, india, italia, russia, stati uniti.
apr
30
Da Reuters.it, su gentile segnalazione:
ROMA – I carabinieri hanno arrestato oggi quattro uomini, tra cui l’ex imam tunisino della moschea di Andria, accusati di aver creato nel 2008 una cellula terroristica islamica che addestrava militanti da inviare all’estero, soprattutto in Iraq, per compiere attentati.
Lo riferiscono il Ros dei carabinieri e la procura di Bari.
Gli arresti sono avvenuti ad Andria, Catania, Milano e a Bruxelles. Altri due uomini, di nazionalità tunisina, sono invece sfuggiti all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale barese, perché rientrati nel frattempo in Tunisia, riferiscono i carabinieri.
Per gli investigatori, i sei si occupavano soprattutto di indottrinare e addestrare nuovi militanti jihadisti reclutati tra immigrati irregolari, che hanno poi frequentato campi in Afghanistan, Cecenia Iraq e Yemen e anche, ha riferito una fonte investigativa, sull’Etna, in Sicilia.
In alcuni casi, dicono gli inquirenti, i militanti addestrati sono stati utilizzati per attentati in Iraq. Il gruppo preparava anche piani operativi di attacco, soprattutto negli Stati Uniti e in Israele ma anche in Italia.
“Al centro delle indagini del Ros una cellula di matrice islamista, con base logistica in Puglia, in stretto contatto con personaggi di spicco del terrorismo internazionale e caratterizzata da un acceso antisemitismo e da un’aspra avversione verso gli stati ‘infedeli’, quali gli Stati Uniti e la stessa Italia”, dice una nota del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri sulla cosiddetta operazione “Mashrah” (teatro, in arabo).
“L’indagine ha consentito di documentare il ruolo apicale all’interno della “cellula” del tunisino Hosni Hachemi Ben Hassen, già imam della moschea di Andria (fino al 2010, ndr) e gestore di un call center sito in quel centro abitato, non solo riguardo alla sua costante e continua opera di proselitismo e indottrinamento finalizzata a formare ‘nuovi’ adepti e consentire loro di raggiungere i territori della ‘jihad’, con una preparazione, anche psicologica e ideologica, tale da permetterne l’immissione nel circuito terrorista”, dice una nota della Procura.
L’ex imam, è l’accusa dei magistrati, era collegato anche ad almeno “tre personaggi di rilievo del terrorismo internazionale”, cioè Essid Sami Ben Khemais, Ben Yahia Mouldi Ber Rachid e Ben Alì Mohamed.
30 aprile 2013 - 4:21 pm | by Silendo | 3 Comments »
Tags: italia, sicurezza nazionale, terrorismo.
apr
28
28 aprile 2013 - 11:43 am | by AllegraBrigata | 12 Comments »
Tags: italia, sicurezza nazionale.
apr
27
Se il nuovo Governo otterrà la fiducia dalle Camere ecco chi comporrà il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, ex art. 5 della legge 124/07:
- Presidente del Consiglio: Enrico Letta;
- Ministro degli affari esteri: Emma Bonino;
- Ministro dell’interno: Angelino Alfano;
- Ministro della difesa: Mario Mauro;
- Ministro della giustizia: Anna Maria Cancellieri;
- Ministro dell’economia e delle finanze: Fabrizio Saccomanni;
- Ministro dello sviluppo economico: Flavio Zanonato.
Assieme, se nominata, all’Autorità delegata ex art. 3.
27 aprile 2013 - 6:24 pm | by Silendo | 19 Comments »
Tags: intelligence, italia.
apr
26
Continuano le attività di “apertura”, per così dire, del Sistema di informazione verso il mondo delle imprese.
Dieci giorni fa, organizzato dal Master in Intelligence economica di Tor Vergata in collaborazione con la rivista Formiche, si è svolto a Roma un seminario dal titolo “Informazioni per la sicurezza, una relazione istituzionale“:
[...] L’incontro, svoltosi a porte chiuse, è stato occasione per discutere le relazioni per l’anno 2012 del COPASIR e del DIS. Il dibattito è stato introdotto dal Prof. Luciano Hinna, Direttore del Master, e moderato dal Dott. Paolo Messa, fondatore di Formiche. Ospite d’eccezione l’Ambasciatore Giampiero Massolo Direttore del DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza).
Hanno partecipato 30 tra le più importanti Aziende nazionali e multinazionali italiane che, partendo dalla relazione del Prof. Hinna, hanno potuto confrontarsi con l’Ambasciatore Massolo sull’importanza delle relazioni tra Istituzioni e Imprese per la difesa e per la competitività del Sistema Paese.
Il Prof. Hinna, nella sua presentazione, ha voluto estrapolare alcuni spunti delle due relazioni che potessero meglio inquadrare gli obiettivi comuni dell’Intelligence di Stato e dell’Intelligence d’Impresa. Particolare attenzione è stata posta quindi alle correlazioni tra Intelligence Economica e Cyber crime, tematiche sempre più calde e oggetto di alert, per le quali si è auspicata una maggiore e più coordinata collaborazione tra Intelligence Istituzionale e d’Impresa.
A tal proposito, il CISPA ha fissato per il prossimo 13 maggio un altro seminario dal titolo “L’Intelligence Economica nelle ultime relazioni annuali di Governo e Comitato Parlamentare di Controllo“.
26 aprile 2013 - 2:49 pm | by Silendo | 8 Comments »
Tags: intelligence, italia, sicurezza nazionale, studi di intelligence.
apr
24
In vista del Consiglio Europeo della Difesa del prossimo dicembre l’Istituto Affari Internazionali ed il Centro Studi sul Federalismo hanno provato a quantificare i costi economici ed i costi politico-strategici derivanti dalla mancata integrazione europea del settore difesa. Ne è venuto fuori uno studio a mio avviso molto interessante nel quale l’autore, Valerio Briani stima in 120 miliardi all’anno “I costi della non-Europa della Difesa“.
Secondo il rapporto, i fattori che determinano questa cifra possono essere ricompresi in due macrocategorie. La prima è quella dei fattori direttamente derivanti dalla mancanza di una unica struttura militare europea. Ci si riferisce quindi alla coesistenza di 27 forze nazionali, controllate da 27 differenti strutture di comando, servite ognuna dalla propria struttura di supporto logistico e addestrativo, ed equipaggiata con armamenti, mezzi ed equipaggiamenti prodotti e manutenuti su base nazionale.
L’esistenza di tante strutture duplicate è tanto più paradossale, dal punto di vista strettamente pratico, se si pensa che le forze europee svolgono missioni e operazioni quasi sempre insieme.
La seconda categoria è quella dei costi derivanti dalla mancanza di un mercato unico europeo della difesa. Politiche para-protezionistiche nei maggiori Stati membri dell’Ue hanno contribuito a proteggere e far sbocciare una base industriale di grande rilevanza economica e industriale, oltre che ovviamente strategica.
I costi della non-Europa della Difesa
24 aprile 2013 - 4:10 pm | by Silendo | 4 Comments »
Tags: difesa, italia.
apr
17
In un articolo pubblicato su Italia Oggi si evidenziano le acquisizioni di aziende italiane, in crisi o prive di liquidità, da parte di soggetti stranieri:
L’Italia in saldo. Ne approfittano un po’ tutti. Gli stranieri sono all’arrembaggio. Il Paese è diventato improvvisamente appetibile dopo i tanti lamenti (a cominciare da quelli pronunciati ripetutamente dal premier Mario Monti) sullo scarso fascino del sistema imprenditoriale e quindi sulla mancanza di investimenti? Più semplicemente la crisi sta facendo mettere sul mercato pezzi di economia a quotazioni da realizzo e mentre in patria i denari non ci sono, all’estero i tycoon allungano il collo, poi le mani e acquisiscono. [...]
17 aprile 2013 - 3:50 pm | by Silendo | 6 Comments »
Tags: italia, sicurezza nazionale.
apr
11
Si è svolto a fine marzo, presso l’Aspen Institute, un incontro a porte chiuse sul tema della sicurezza economica nazionale e dei rapporti tra aziende private ed organismi di informazione.
Ne dà conto proprio l’Aspen sul suo sito:
Nella competizione globale, l’informazione è uno strumento fondamentale per sostenere le possibilità di sviluppo e affermazione di un sistema Paese. Alla luce di questa considerazione, l’attività di intelligence economica svolta dai Servizi di informazione per la sicurezza della Repubblica appare come una leva essenziale, anche se certamente non l’unica, per preparare le decisioni governative riguardanti sia la difesa del sistema economico e produttivo dalle minacce esterne, sempre più gravi, sia la tutela e il sostegno alla proiezione estera delle imprese nazionali, oggi più che mai decisiva per la ripresa dello sviluppo.
Spetta dunque all’Esecutivo fissare le linee e le priorità della ricerca informativa affidata ai Servizi in questo delicato settore, sulla base di una puntuale, anche se spesso non facile, individuazione degli interessi nazionali – declinati in via generale dalle norme di legge – che permetta di distinguerli da quelli esclusivamente privati. La completa attuazione della riforma del 2007 richiede un deciso indirizzo politico che legittimi stabilmente i rapporti tra Servizi di informazione e imprese, inquadrandoli in una solida cornice di correttezza costituzionale.
Sono queste le premesse indispensabili affinché il rapporto pubblico-privato possa esprimere tutte le sue potenzialità positive nel campo del sostegno intelligence al sistema Paese. Oggi ciò avviene, del resto, in moltissimi Stati, col risultato che le imprese italiane si trovano spesso a operare all’estero in condizioni di particolare svantaggio.
Occorre perciò colmare questo divario adottando con urgenza le necessarie misure organizzative e ordinamentali che permettano di attivare un processo circolare nel quale sicurezza nazionale e sviluppo economico si alimentino reciprocamente, grazie ad una gestione accorta e efficiente delle informazioni, che coniughi la trasparenza delle procedure con la riservatezza dei contenuti.
In questa direzione appaiono ormai mature tutte le condizioni per creare un sistema di convenzioni che permetta ai Servizi – in attuazione di indirizzi politici precisi e coerenti con il dettato della riforma, che fa riferimento alla tutela degli interessi “economici, scientifici e industriali dell’Italia” – di collaborare direttamente con le aziende sulla base di apposite convenzioni, volte a disciplinare con chiarezza i termini e il campo della collaborazione, così come le modalità dello scambio di informazioni.
Lo strumento convenzionale appare oggi la via più sicura e immediata per creare una rete di rapporti stabili, efficaci e giuridicamente corretti tra l’intelligence nazionale e le organizzazioni di sicurezza delle maggiori aziende italiane, che sono spesso veri punti di eccellenza, per professionalità ed esperienza. Saper mettere a sistema questo patrimonio di risorse private con quello dell’intelligence pubblica è la chiave di volta per consentire un forte salto di qualità alla competitività dell’intero sistema Paese.
Più complesso, ma altrettanto urgente, è il problema della difesa e del sostegno competitivo alla multiforme galassia delle piccole e medie imprese, ricche di tecnologia e sempre più portate ad operare sui mercati esteri.
In questo caso il processo di organizzazione dei rapporti può passare, almeno in una prima fase, nella creazione di un “punto di contatto” istituzionale, al quale le imprese o le loro organizzazioni possano rivolgersi direttamente, anche in questo chiaro sulla base di regole certe, chiare e solidamente ancorate ai principi del nostro ordinamento costituzionale.
11 aprile 2013 - 4:57 pm | by Silendo | 3 Comments »
Tags: intelligence, italia, sicurezza nazionale.
mar
25
Stefano Silvestri, Presidente dell’Istituto Affari Internazionali, prendendo spunto dalla pessima gestione del caso dei nostri Marò evidenzia i limiti del processo decisionale di vertice del nostro governo e la conseguente necessità di una sua ristrutturazione che non può non passare anche attraverso l’istituzione di un consiglio di sicurezza nazionale:
[...] Benché il Presidente del Consiglio abbia la responsabilità di assicurare la linea politica del Governo, egli non è un Primo Ministro come in Gran Bretagna né ha i poteri del Cancelliere in Germania. La sua preminenza sui singoli ministri (le cui competenze sono definite e garantite per legge) è assicurata solo quando si esprime a nome del Consiglio. Nello stesso tempo, giorno per giorno, i singoli atti governativi, vengono in realtà preparati e decisi autonomamente dai singoli ministri, e dipende solo da loro decidere chi consultare e quando.
Il ruolo della Presidenza del Consiglio si è leggermente rafforzato nel tempo, sia con atti legislativi, sia (più sostanzialmente) per il ruolo crescente che il Presidente gioca in campo internazionale e all’interno dell’Unione Europea (come si desume anche dalle competenze che vengono man mano attribuite a cosiddetti ministri senza Portafoglio, cioè direttamente collegati alla Presidenza stessa). Ma il sistema resta farraginoso ed esposto ad errori e contraddizioni, in particolare quando (come in questo caso) il Presidente non è il leader indiscusso della maggioranza di governo (e non può quindi compensare la sua debolezza istituzionale con la sua forza politica).
Esistono metodi e procedure che potrebbero ovviare in larga parte a questa debolezza strutturale del Governo, ma essi non sono mai stati realmente adottati (salvo un paio di parziali tentativi rapidamente dimenticati, come accadde ad esempio durante un ormai lontano Governo Spadolini).
Si tratta di creare un sistema continuo di circolazione delle informazioni all’interno del Governo attraverso lo snodo istituzionale della Presidenza del Consiglio, in modo che il Presidente sia sempre informato in tempo reale dei comportamenti e delle scelte dei singoli Ministri e allo stesso tempo abbia a sua disposizione una struttura in grado di analizzarne le conseguenze, presentare eventuali ipotesi alternative o correttive e capace di intervenire subito per indirizzare le scelte stesse e controllarne l’attuazione.
Una tale struttura equivale in qualche misura al Consiglio per la Sicurezza Nazionale esistente negli Usa, ma presente sotto varie forme e con diverse competenze in molti altri Paesi, è situata presso la Presidenza e si avvale di strutture tecniche adeguate, quali una Sala Situazione e una Sala Operativa che, nel nostro caso, dovrebbero coincidere con il segretariato del Consiglio dei Ministri.
Non è chiaro perché una simile struttura non sia mai stata creata in Italia, al di là della volontà dei singoli dicasteri di garantirsi il margine massimo di autonomia di decisione e della sottovalutazione che quasi tutti i Presidenti del Consiglio hanno dimostrato dei benefici di un corretto e funzionante sistema informativo e decisionale. Il risultato però può a volte essere veramente deprimente, ed umiliante per il Paese.
25 marzo 2013 - 12:00 am | by Silendo | 10 Comments »
Tags: classe dirigente, italia, sicurezza nazionale.