Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Le Corea del Nord e le difficoltà dell’intelligence di contro-proliferazione

apr
14


Ne avevamo già parlato lo scorso anno in relazione all’Iran (qui e qui) e prima ancora riguardo al fallimento iraqeno. Le attuali divergenze analitiche all’interno della comunità dei Servizi statunitensi non fanno che confermare l’estrema difficoltà nella raccolta e nell’elaborazione di informazioni nel campo della proliferazione nucleare con tutto ciò che ne consegue in termini di processo decisionale politico-strategico (si veda qui, qui e qui)

14 aprile 2013 - 12:23 pm | by | 6 Comments »
Tags: , , , , .

Il bilancio 2014 dell’Intelligence statunitense

apr
12


Ieri il Governo americano ha reso noto il piano di bilancio (budget request) 2014 per il comparto Intelligence. Negli Stati Uniti il budget delle agenzie di intelligence è diviso in due macro-aggregati denominati “National Intelligence Program” (già “National Foreign Intelligence Program“) e “Military Intelligence Program” (nato dalla fusione dei due precedenti “Joint Military Intelligence Program” e “Tactical Intelligence and Related Activities program“). Il primo, il NIP, è gestito dal Director of National Intelligence. Il secondo, il MIP, è gestito dal Pentagono.

Tra il 2007 ed il 2012, gli anni per i quali  sono stati resi pubblici i dati, il bilancio complessivo (NIP+MIP) è stato tra i 63 miliardi di dollari (2007) e gli 80 miliardi di dollari (2010), con un percorso di graduale diminuzione dal 2011 che ha interessato principalmente la componente militare, il MIP, passata dai 27 miliardi del 2010 ai 21,5 del 2012. Il National Intelligence Program, infatti, è stato in costante crescita fino al 2011 (54,6 miliardi) e si è assestato nel 2012 (53,9 miliardi).

Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi, invece, i tagli complessivi al bilancio federale statunitense inciderebbero anche sul comparto Intelligence. Il piano del governo per il 2014, infatti, prevede un finanziamento di 48,2 miliardi per il NIP ( -4 miliardi rispetto al 2012) e di 14,6 per il Military Intelligence Program ( -7 miliardi rispetto al 2012). Queste somme, però, non comprendono i finanziamenti per le operazioni militari all’estero.

12 aprile 2013 - 10:00 am | by | 10 Comments »
Tags: , .

L’information-sharing tra Intelligence ed aziende

apr
11


Si è svolto a fine marzo, presso l’Aspen Institute, un incontro a porte chiuse sul tema della sicurezza economica nazionale e dei rapporti tra aziende private ed organismi di informazione.
Ne dà conto proprio l’Aspen sul suo sito:

Nella competizione globale, l’informazione è uno strumento fondamentale per sostenere le possibilità di sviluppo e affermazione di un sistema Paese. Alla luce di questa considerazione, l’attività di intelligence economica svolta dai Servizi di informazione per la sicurezza della Repubblica appare come una leva essenziale, anche se certamente non l’unica, per preparare le decisioni governative riguardanti sia la difesa del sistema economico e produttivo dalle minacce esterne, sempre più gravi, sia la tutela e il sostegno alla proiezione estera delle imprese nazionali, oggi più che mai decisiva per la ripresa dello sviluppo.

Spetta dunque all’Esecutivo fissare le linee e le priorità della ricerca informativa affidata ai Servizi in questo delicato settore, sulla base di una puntuale, anche se spesso non facile, individuazione degli interessi nazionali – declinati in via generale dalle norme di legge – che permetta di distinguerli da quelli esclusivamente privati. La completa attuazione della riforma del 2007 richiede un deciso indirizzo politico che legittimi stabilmente i rapporti tra Servizi di informazione e imprese, inquadrandoli in una solida cornice di correttezza costituzionale.

logo disSono queste le premesse indispensabili affinché il rapporto pubblico-privato possa esprimere tutte le sue potenzialità positive nel campo del sostegno intelligence al sistema Paese. Oggi ciò avviene, del resto, in moltissimi Stati, col risultato che le imprese italiane si trovano spesso a operare all’estero in condizioni di particolare svantaggio.

Occorre perciò colmare questo divario adottando con urgenza le necessarie misure organizzative e ordinamentali che permettano di attivare un processo circolare nel quale sicurezza nazionale e sviluppo economico si alimentino reciprocamente, grazie ad una gestione accorta e efficiente delle informazioni, che coniughi la trasparenza delle procedure con la riservatezza dei contenuti.

In questa direzione appaiono ormai mature tutte le condizioni per creare un sistema di convenzioni che permetta ai Servizi – in attuazione di indirizzi politici precisi e coerenti con il dettato della riforma, che fa riferimento alla tutela degli interessi “economici, scientifici e industriali dell’Italia” – di collaborare direttamente con le aziende sulla base di apposite convenzioni, volte a disciplinare con chiarezza i termini e il campo della collaborazione, così come le modalità dello scambio di informazioni.

Lo strumento convenzionale appare oggi la via più sicura e immediata per creare una rete di rapporti stabili, efficaci e giuridicamente corretti tra l’intelligence nazionale e le organizzazioni di sicurezza delle maggiori aziende italiane, che sono spesso veri punti di eccellenza, per professionalità ed esperienza. Saper mettere a sistema questo patrimonio di risorse private con quello dell’intelligence pubblica è la chiave di volta per consentire un forte salto di qualità alla competitività dell’intero sistema Paese.

Più complesso, ma altrettanto urgente, è il problema della difesa e del sostegno competitivo alla multiforme galassia delle piccole e medie imprese, ricche di tecnologia e sempre più portate ad operare sui mercati esteri.

In questo caso il processo di organizzazione dei rapporti può passare, almeno in una prima fase, nella creazione di un “punto di contatto” istituzionale, al quale le imprese o le loro organizzazioni possano rivolgersi direttamente, anche in questo chiaro sulla base di regole certe, chiare e solidamente ancorate ai principi del nostro ordinamento costituzionale.

11 aprile 2013 - 4:57 pm | by | 3 Comments »
Tags: , , .

Il miglior libro del 2012

apr
09


L’International Security Section dell’ISA, in occasione della convention annuale appena svoltasi a San Francisco, ha premiato il più recente libro di Joshua Rovner, “Fixing the Facts: National Security and the Politics of Intelligence“, come miglior libro del 2012.
Sono perfettamente d’accordo. Nel campo degli studi di intelligence è uno dei migliori libri di questi ultimi anni.

9 aprile 2013 - 9:22 pm | by | 7 Comments »
Tags: , , .

CIA: una donna a capo dell’NCS

mar
27


Per la prima volta nella storia dell’agenzia di spionaggio statunitense una donna è stata posta al vertice – benché provvisoriamente – del National Clandestine Service (già Directorate of Operations) ovvero del braccio operativo della CIA. Scrive il Washington Post:

[...] The acting chief, who according to public records is in her 50s, is part of a generation that over the past two decades has pushed through many obstacles confronting women. The CIA refused to comment on her background, but former colleagues said she mastered several languages and served multiple tours in Moscow and other cities overseas. She also held senior posts at CIA headquarters.After the Sept. 11 attacks, she took on a senior assignment at the Counterterrorism Center, which put her in the chain of command on the interrogation and detention program, former officials said.In a fateful decision, the CIA set up a video camera at its secret prison in Thailand shortly after it opened in the months after the attacks. The agency recorded more than 90 tapes of often-brutal interrogations, footage that became increasingly worrisome to officials as the legal basis for the program began to crumble.
When the head of the Counterterrorism Center, Jose Rodriguez, was promoted to head of the clandestine service in 2004, he took the female officer along as his chief of staff. According to former officials, the two repeatedly sought permission to have the tapes destroyed but were denied.
In 2005, instructions to get rid of the recordings went out anyway. Former officials said the order carried just two names: Rodriguez and his chief of staff.
The officer went on to hold top positions in London and New York before returning to Langley as deputy chief of the clandestine service. She became acting director on Feb. 28, when the previous head of the service, John Bennett, retired.
The Justice Department has twice investigated the tapes’ destruction and brought no charges against anyone at the CIA.
Former senior CIA officials said that outcome should clear any obstacles to the acting director getting the job permanently. But the seemingly dormant controversy over the interrogation program was revived by Brennan’s nomination and completion of a 6,000-page report from the Senate Intelligence Committee that accuses the agency of exaggerating the program’s results.
The acting director is mentioned in several passages of the report, according to officials familiar with its contents, although they declined to provide more details.

27 marzo 2013 - 10:25 am | by | 4 Comments »
Tags: , .

Il cyber-espionage secondo l’Intelligence di Berlino

mar
24


Anche il BND, a seguito dei continui episodi di spionaggio tramite il cyber-spazio ai danni sia di aziende che di istituzioni tedesche, sta strutturando un dipartimento esclusivamente dedicato al contrasto al cyber-espionage.
Lo ha affermato il direttore Gerhard Schindler (lo riporta lo Spiegel) evidenziando il ruolo della Cina e della Russia nonchè il timore per la sicurezza delle infrastrutture critiche:

Schindler zeichnete ein drastisches Bild der Bedrohung durch Cyberspionage, die vor allem von China ausgehe. Dort arbeiten nach BND-Erkenntnissen bis zu 6000 Experten in einer eigens eingerichteten Abteilung des Verteidigungsministeriums, die sich auf die Abschöpfung von Technologieunternehmen und Rüstungskonzernen aus dem Ausland spezialisiert haben. Russland betreibe eine ähnlich aggressive Cyberstrategie, allerdings seien die staatlichen Hacker dort als private Firmen getarnt. In den letzten Monaten registrierte der Dienst pro Tag drei bis fünf Attacken allein auf Bundes- und Regierungsstellen in Deutschland. Bisher richten sich die Attacken noch auf die Informationsabschöpfung, beispielsweise bei Behörden, aber auch bei Rüstungs- oder Telekommunikationsunternehmen. Schindler warnte jedoch in seinem Vortrag, dass die Informationsgewinnung immer der erste Schritt zu Versuchen von Sabotage durch Cyber-Attacken sein könne.

24 marzo 2013 - 4:46 pm | by | No Comments »
Tags: , , .

Troppa attenzione su Al Qaeda

mar
23


Lo avrebbe segnalato qualche mese fa al Presidente degli Stati Uniti il suo Intelligence Advisory Board, secondo il quale l’eccessiva focalizzazione dell’Intelligence (CIA, in particolare) sulle attività paramilitari per il contrasto ad Al Qaeda avrebbe distorto le Agenzie americane da altre priorità, quali la Cina ed il Medio-Oriente.

A panel of White House advisers warned President Obama in a secret report that U.S. spy agencies were paying inadequate attention to China, the Middle East and other national security flash points because they had become too focused on military operations and drone strikes, U.S. officials said.
Led by influential figures including new Defense Secretary Chuck Hagel and former senator David L. Boren (D-Okla.), the panel concluded in a report last year that the roles of the CIA, the National Security Agency and other spy services had been distorted by more than a decade of conflict.
The classified document called for the first significant shift in intelligence resources since they began flowing heavily toward counterterrorism programs and war zones after the attacks of Sept. 11, 2001.
The findings by the President’s Intelligence Advisory Board may signal a turning point in the terrorism fight. The document was distributed to senior national security officials at the White House whose public remarks in recent weeks suggest that they share some of the panel’s concerns. [...]

“The intelligence community has become to some degree a military support operation,” said Boren, a former chairman of the Senate Intelligence Committee who serves as co-chairman of the Intelligence Advisory Board. Boren said the deployment of intelligence personnel and resources has become so unbalanced that it “needs to be changed as dramatically as it was at the end of the Cold War.”
Another panelist, former congressman Lee H. Hamilton (D-Ind.), said traditional espionage “has suffered as the CIA has put more and more effort into the operational side.” Hamilton was co-chairman of the 9/11 Commission, whose findings helped usher in far-reaching intelligence changes, including shifting huge resources to counter the terrorist threat.
Now concerned that the shift has gone too far, Hamilton said that it is time to “redirect the war footing that we’ve had, the focus on counterterrorism . . . and go back to the traditional functions of gathering and analyzing.”
U.S. intelligence officials acknowledged that demands on spy agencies have grown in recent years, driven by political turmoil associated with the Arab Spring, the cyber-espionage threat posed by China and the splintering of militant groups in North Africa. The pressure has been compounded by shrinking or stagnant budgets for most agencies after years of double-digit increases.

In breve: il calo nella percezione della minaccia terroristica, i limiti al budget, gli eventi in Medio-Oriente e la continua ascesa cinese nel Sud-Est asiatico consigliano di ritornare, dopo la fase degli anni Duemila post-11 settembre, a fare “business as usual”.

23 marzo 2013 - 2:59 pm | by | No Comments »
Tags: , , , .

Le parole dell’Intelligence XI: ciberspazio&C.

mar
22


Il recente decreto sulla sicurezza nel ciberspazio, più precisamente l’art.2, mi ha dato l’idea di riprendere il filo di una serie di post, interrotta ad ottobre scorso, su “Le parole dell’Intelligence. Si trattava, come forse ricorderete, di un semplicissimo raffronto tra le definizioni di alcuni termini contenute nel Glossario della nostra Intelligence e quelle contenute in un testo anglosassone in un certo senso simile: “Words of Intelligence” di Jan Goldman.
Nel DPCM 24 gennaio 2013, l’articolo 2 reca formale definizione di alcuni termini, tra i quali “spazio cibernetico”, “minaccia cibernetica” e “sicurezza cibernetica”. Tali definizioni sono sostanzialmente identiche a quelle pubblicate nel Glossario edito dal DIS.
Ho pensato, quindi, di andare a verificare come tali termini vengano definiti da Goldman e, con mia sorpresa, ho scoperto che nessuno di questi è contenuto nel libro.

Qui di seguito le definizioni dei principali termini “cyber” contenuti nel nostro Glossario.

Cyberspace:
L’insieme delle infrastrutture informatiche interconnesse, comprensivo di hardware, software, dati ed utenti nonché delle relazioni logiche, comunque stabilite, tra di essi. Include tra l’altro internet, reti di comunicazione, sistemi attuatori di processo ed apparecchiature mobili dotate di connessione di rete.

Cybersecurity:
Condizione in cui il cyber-space risulti protetto rispetto ad eventi, di natura volontaria od accidentale, consistenti nell’acquisizione e nel trasferimento indebiti di dati, nella loro modifica o distruzione illegittime ovvero nel blocco dei sistemi informativi, grazie ad idonee misure di sicurezza fisica, logica e procedurale.
Queste includono: audit di sicurezza, gestione di aggiornamenti (patches) di sicurezza, procedure di autenticazione, gestione degli accessi, analisi del rischio, rilevazione e reazione ad incidenti/attacchi, mitigazione degli impatti, recupero delle componenti oggetto di attacco, addestramento e formazione del personale, nonché verifica e potenziamento della sicurezza fisica dei locali dove sono collocati i sistemi informativi e di comunicazione.

Minaccia cibernetica:
Espressione impiegata per indicare l’insieme delle condotte controindicate che possono essere realizzate nel e tramite il cyber-space ovvero in danno di quest’ultimo e dei suoi elementi costitutivi. Si sostanzia in attacchi cibernetici: azioni di singoli individui o organizzazioni, statuali e non, finalizzate a distruggere, danneggiare o ostacolare il regolare funzionamento dei sistemi e delle reti e/o dei sistemi attuatori di processo da essi controllati, ovvero a violare integrità e riservatezza di dati/informazioni.
A seconda degli attori e delle finalità, si parla di:
- criminalità cibernetica (cyber-crime): complesso delle attività con finalità criminali (quali, per esempio, la truffa o frode telematica, il furto d’identità, la sottrazione indebita di informazioni o di creazioni e proprietà intellettuali);
- spionaggio cibernetico (cyber-espionage): acquisizione indebita di dati/informazioni sensibili, proprietarie o classificate;
- terrorismo cibernetico (cyber-terrorism): insieme delle azioni ideologicamente motivate, volte a condizionare uno stato o un’organizzazione internazionale.
Tale categorizzazione ha valenza meramente descrittiva, fermo restando che, in concreto, l’azione controindicata spesso non presenta alcuna caratterizzazione peculiare: un’intrusione in un sistema informatico, per esempio, può essere strumentale tanto alla sottrazione di dati per fini di lucro (matrice criminale) quanto ad intenti spionistici o terroristici oppure, ancora, ad attività di cd. “hacktivism” o “cyber agitation” (l’impiego di computer e di sistemi correlati, con o senza il ricorso a tecniche di hackeraggio, quale forma di protesta ideologicamente motivata).

Cyberwar:
L’insieme delle operazioni condotte nel e tramite il cyber-space al fine di negare all’avversario – statuale o non – l’uso efficace di sistemi, armi e strumenti informatici o comunque di infrastrutture e processi da questi controllati. Include anche attività di difesa e “capacitanti” (volte cioè a garantirsi la disponibilità e l’uso del cyber-space).
Può assumere la fisionomia di un conflitto di tipo “tradizionale” – quando coinvolge le forze armate di due o più stati – ovvero “irregolare”, quando si svolge tra forze ufficiali e non ufficiali.
Può rappresentare l’unica forma di confronto ovvero costituire uno degli aspetti di un conflitto che coinvolga altri dominii (terra, mare, cielo e spazio); in entrambi i casi, i suoi effetti possono essere limitati al cyber-space ovvero tradursi in danni concreti, inclusa la perdita di vite umane.

Cyber-intelligence:
Ricerca ed elaborazione di notizie di interesse nel e sul cyber-space al fine di prevenire, rilevare, contenere e contrastare le minacce alla sicurezza nazionale, con riguardo ad esempio alle infrastrutture critiche.

22 marzo 2013 - 5:55 pm | by | 4 Comments »
Tags: , , .

Il Center for 21st Century Security and Intelligence

mar
22


Il Brookings, uno dei principali think tank al mondo, da pochi giorni ha lanciato il nuovo Center for 21st Centuriy Security and Intelligence (21CSI).
Diretto da Peter Singer, il programma avrà quattro linee di ricerca: un “Defense Policy team” guidato da Michael O’Hanlon e di cui faranno parte i Federal Executive Fellows; l’Arms Control Initiative diretto da Stephen Pivers; un progetto di ricerca sulla Cybersecurity cui parteciperanno Ralph Langner (vedasi Stuxnet…), Ian Wallace e Noah Shachtman; ed infine un gruppo di ricerca sull’Intelligence.
A quest’ultimo, diretto da Bruce Riedel, parteciperanno anche Paul Pillar e John McLaughlin e, secondo quanto riportato dal think-tank di Washington, dovrebbe focalizzarsi sul rapporto tra Intelligence e decisore.

22 marzo 2013 - 2:35 pm | by | No Comments »
Tags: , .

“Targeting packages” siriani

mar
17


Il Los Angeles Times, un paio di giorni fa, ha riportato la notizia secondo la quale il Counterterrorism Center della CIA avrebbe avviato la raccolta di informazioni (i c.d. “targeting packages“) sugli jihadisti operanti in Siria, tra le fila dei gruppi anti-governativi:

The CIA has stepped up secret contingency planning to protect the United States and its allies as the turmoil expands in Syria, including collecting intelligence on Islamic extremists for the first time for possible lethal drone strikes, according to current and former U.S. officials.[...]
The Counterterrorism Center, which runs the CIA’s covert drone killing program in Pakistan and Yemen, recently shifted several targeting officers to improve intelligence collection on militants in Syria who could pose a terrorist threat, the officials said.
The targeting officers have formed a unit with colleagues who were tracking Al Qaeda operatives and fighters in Iraq. U.S. officials believe that some of these operatives have moved to Syria and joined Islamic militias battling to overthrow President Bashar Assad.
The CIA effort, which involves assembling detailed dossiers on key militants, gives the White House both lethal and nonlethal options if it concludes that Syria’s 2-year-old civil war — which has caused 70,000 deaths, according to United Nations estimates — is creating a haven for terrorists. The intelligence files also could be used to help opposition figures with moderate views prevail over extremists.
The targeting is part of an array of CIA and Pentagon responses and contingency plans as the Syrian bloodletting steadily worsens, threatening regional stability. Other proposals include plans to seize or destroy Syria’s chemical weapons stockpiles, which are closely monitored by U.S. intelligence, to prevent their misuse.
The targeting officers focusing on Syria are based at CIA headquarters in Langley, Va., officials said. The agency has not deployed many American operatives into the war zone, but it works closely with Saudi, Jordanian and other regional spy services active there. CIA officers meet with Syrian rebel leaders in Turkey and Jordan, current and former officials say.

17 marzo 2013 - 9:50 pm | by | 1 Comment »
Tags: , , , , .

Dall’inaugurazione della Scuola di formazione del Sistema

mar
07


Oggi il Dipartimento Informazioni per la Sicurezza ha pubblicato il testo degli interventi del Presidente del Consiglio e del Direttore Generale Massolo all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di formazione della nostra Intelligence. Qui di seguito alcuni dei passaggi più interessanti (a mio modesto parere).

- Sull’attuazione della riforma prevista dalla legge 124 del 2007:

L’inaugurazione di oggi si colloca in un contesto temporale molto significativo. Si può infatti, a questo punto, ritenere concluso il percorso di riforma dello strumento d’intelligence avviato con la legge n.124 del 2007,che aveva introdotto significative novità in un settore per sua natura delicato e sensibile, e che ha avuto un importante momento di affinamento con la legge n. 133, varata l’anno scorso all’unanimità[...] Con questi provvedimenti normativi, e con i regolamenti interni messi a punto negli ultimi mesi, si è infatti compiuto un importante processo di riforma, il cui obiettivo è stato quello di dotare il Paese di uno strumento agile, pienamente in grado di rispondere alle sfide e alle minacce del mondo in cui viviamo. E’ stato costituito e si sta sviluppando un vero e proprio “sistema” organico di soggetti e interazioni, atto a tutelare e garantire la nostra sicurezza nazionale. La riforma del Comparto intelligence ne ha profondamente ridisegnato le strutture e razionalizzato gli strumenti, anche tenendo a mente le necessità poste dalla spending review. (Intervento del Presidente del Consiglio)

-Sul rapporto tra Intelligence e decisore:

[...] l’intelligence ha come compito primario quello di reperire, analizzare, fornire al decisore politico informazioni utili, proprio perché il decisore politico possa prendere le decisioni più opportune o quanto meno quelle più informate a tutela della sicurezza nazionale.
Noi non ci illudiamo e non vogliamo fare supplenza e siamo solo una delle componenti del decision making di un governo, del decision making di un sistema Paese. Ma forse possiamo essere una componente che ogni tanto vede anche al buio o per lo meno che dovrebbe aiutare chi decide a basare le proprie decisioni su qualcosa che è stato visto al buio e che forse non era così evidente che altri vedessero. [...] l’intelligence è una componente ma è una componente forse meglio piazzata di altri per fornire al governo una sintesi, un raccordo tra informazioni e realtà differenti che qualcuno deve in qualche modo deve pur mettere insieme e offrire all’analisi del livello politico. [...] proprio perché non possiamo fare tutto, noi abbiamo assolutamente bisogno di essere molto accurati nelle priorità e questo significa che l’intelligence deve essere quanto più vicina possibile al decisore politico, deve in qualche modo partecipare ad un disegno comune di fissazione e di priorità con i principali stakeholder del sistema, quindi anzitutto con i ministri membri del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica decidere insieme, andare avanti ricevendo, sapendo cosa in quel momento interessa che l’intelligence faccia o cerchi. (Intervento del Direttore Generale) 

- Sul rapporto tra Intelligence ed aziende:

[...] stiamo intensificando questo rapporto, faremo presto una convenzione aperta alla firma delle aziende che intendono sottoscriverla, basata sullo scambio aperte delle informazioni, basata soprattutto sull’emersione di un rapporto. È chiaro che i Servizi hanno poi come punto primario di offrire al proprio Governo e chiedere al proprio Governo cosa poi e fino a che punto estendere le informazioni di cui vengono in possesso. Però se poi sottostante c’è un livello, c’è un quadro diciamo normativo e convenzionale e pattizio chiaro, questo è tutto a vantaggio del Sistema. (Intervento del Direttore Generale)

- Sul reclutamento:

Vi è poi la prosecuzione dell’opera di rinnovamento del capitale umano della nostra intelligence, per il reclutamento del quale si stanno sperimentando [...] metodi e procedure innovativi, che favoriscono l’apporto anche di risorse provenienti dalle Università e dalla società civile, in sinergico affiancamento con le professionalità più tradizionali. Uno strumento moderno non può infatti prescindere dal dotarsi di risorse umane, capacità e conoscenze nuove, indispensabili per affrontare le minacce emergenti in settori critici sensibili, come quelli dell’economia e della finanza, dei mercati energetici, o ancora della protezione degli assetti cibernetici.
Sono settori in cui tutti i Paesi nostri alleati si stanno attrezzando, ma voglio ricordare come questo sia particolarmente necessario per l’Italia, dove più che altrove è evidente il rapporto che lega l’economia della conoscenza e del saper fare alla competitività del sistema Paese. Questo per noi è un asset, è un vantaggio competitivo assolutamente fondamentale, non ancora pienamente valorizzato, ma che non possiamo permetterci di non proteggere adeguatamente. (Intervento del Presidente del Consiglio)

Tutto questo comporta un’esigenza di reperimento di nuove professionalità, anche da bacini non tradizionali. E devo dire che oltre il 60% dei reclutamenti che abbiamo fatto nell’anno 2012 viene da bacini non tradizionali. (Intervento del Direttore Generale)

- Sulla Scuola unica di formazione e sulla diffusione della cultura della sicurezza:

A questo risponde la nostra Scuola che è come dicevo unificata, non più tre Scuole ma una Scuola unica, con dei percorsi formativi, per l’appunto, di questa doppia accezione, valoriale e professionale, ma anche con il compito che le abbiamo dato di essere catalizzatore per la promozione di una rinnovata, una nuova, direi a questo punto, cultura della sicurezza. [...] quella cultura della sicurezza che forse in passato non è sempre stata così presente alle menti in questo Paese e che consiste essenzialmente nel far crescere la consapevolezza per i temi dell’interesse nazionale e soprattutto del tema della sua difesa, della difesa dell’interesse nazionale in tutte le declinazioni che l’interesse nazionale assume in un mondo globalizzato.
E da questo punto di vista la Scuola è un veicolo per un’operazione di outreach, per il coinvolgimento di istituzioni, di soggetti della società civile, di università e abbiamo rapporti di collaborazione con la gran parte di essi.
(Intervento del Direttore Generale)

7 marzo 2013 - 11:45 pm | by | 72 Comments »
Tags: , , , .

E’ stata inaugurata la Scuola di formazione dell’Intelligence

mar
06


Da Governo.it:

logo disIl Presidente del Consiglio, senatore Mario Monti, ha inaugurato oggi l’anno accademico della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nell’aula magna dell’Aisi, alla presenza dell’Autorità delegata, prefetto Gianni De Gennaro.
Introdotta dal Direttore generale del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, la cerimonia ha visto la prolusione del professor Andrea Sironi, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, sul tema “La crisi finanziaria, l’Italia e l’Europa”.
Con l’inaugurazione dell’anno accademico entra nella fase operativa la scuola unica del Comparto intelligence, una struttura – prevista dalla legge di riforma del 2007 – dove sono confluite tutte le competenze in materia di formazione, aggiornamento, addestramento specialistico e tecnico-operativo degli appartenenti al comparto Intelligence, razionalizzando l’offerta formativa fornita finora da Aisi e Aise.
Si costituisce così un polo unitario che lavorerà in collaborazione con i centri di ricerca e il mondo accademico, testimoniato oggi al più autorevole livello dall’intervento del Rettore della Bocconi. L’invito al professor Sironi, del resto, è il segno del dialogo e di una nuova sensibilità delle università italiane, impegnate nella messa a punto di nuovi prodotti formativi e nella ricerca dedicati all’intelligence, nel quadro della promozione della cultura della sicurezza sostenuta dal Dis in coerenza con la legge di riforma.
Il rinnovamento e l’aggiornamento del capitale umano dell’intelligence, di cui la Scuola unica si fa portatrice, puntano in particolare a soddisfare obiettivi formativi specializzati e strategici: quelli del mondo economico-finanziario, la sicurezza cibernetica, la protezione delle infrastrutture critiche. La prospettiva finale è formare e addestrare risorse umane in grado di affrontare gli interessi politico-militari dello Stato ma anche le minacce emergenti alla nazione in settori critici sensibili – come i mercati energetici, le speculazioni finanziarie o lo spionaggio industriale – in un’economia globalizzata e priva di confini.
In questo senso l’attività di intelligence si sviluppa non solo per la prevenzione dei rischi sulla sicurezza degli interessi economici nazionali in Italia e all’estero, ma anche per svolgere un supporto strategico alle decisioni di Governo per sostenere l’Italia nella ripresa, lo sviluppo e la competizione internazionale.

6 marzo 2013 - 1:51 pm | by | 32 Comments »
Tags: , .