Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Il Qatar e la diffusione dello jihadismo…

ott
20


… secondo i Servizi francesi, di Gianandrea Gaiani:

ANSA – Lo Stato maggiore dell’esercito e i servizi segreti francesi hanno informato l’Eliseo che “organizzazioni non governative del Qatar finanziano i gruppi jihadisti sistemati nel nord del Mali, attraverso una banca islamica, come anche i loro ‘colleghi’ attivi in Siria”. Lo scrive oggi il settimanale satirico Le Canard Enchaine’, sempre molto ben informato sui retroscena della politica francese. ”Da tre mesi – prosegue il Canard – la Dgse (l’intelligence, ndr.) moltiplica le note allarmistiche con la speranza, si suppone, di convincere il presidente (Francois Hollande, ndr.) di ‘pretendere che il Qatar consacri i suoi petrodollari a migliori cause’, come ironizza un membro dello Stato maggiore dell’esercito”. Sempre secondo gli 007 francesi citati dal Canard i fondamentalisti islamici di Aqmi, Ansar Dine e Dujano, che agiscono nel nord del Mali, non sono i soli beneficiari della generosita’ del Qatar. Anche in Libia, Tunisia e Marocco, i loro fratelli salafisti sono ”ben foraggiati” da Doha. Dai tempi della presidenza di Nicolas Sarkozy, La Francia e il Qatar hanno stretto relazioni strettissime, coltivate anche da Francois Hollande. Il piccolo Emirato affacciato sul Golfo Persico e’ stato anche accolto, nei giorni scorsi, nell’ organizzazione internazionale della Francofonia, non senza suscitare polemiche. Da settimane, la Francia spinge per un intervento militare africano per combattere i fondamentalisti islamici nel Nord del Mali.

20 ottobre 2012 - 8:00 am | by | No Comments »
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Il numero di marzo di Sentinel è online

mar
25


Nell’ultimo numero della rivista del Combating Terrorism Center di West Point vi segnalo anche un articolo sulla presenza qaedista in Libia.
Gli autori concludono che:

There are clear signs of jihadist efforts to infiltrate Libya, and even signs of some possible success for al-Qa`ida in establishing a limited presence in Libya. Security officials must be vigilant for signs of support for al-Qa`ida among Libyan militias and further expansion of the group’s reach, especially evidence of training and indoctrination of Libyans by al-Qa`ida-linked figures.

It appears that AQIM in particular has chosen to profit from the Libyan unrest by seizing weapons, but have remained ensconced in safe havens in northern Mali and Algeria. The same cannot be definitively said for other al-Qa`ida-linked figures, who are accustomed to operating clandestinely when setting up funding and operational networks and may be doing the same in Libya. Given al-Qa`ida’s expressed interest in the country and the key role Libyan militants have historically played in the organization, this concern cannot be easily dismissed.

For the moment, though, armed jihadists—especially those sharing al-Qa`ida’s extreme ideology—do not appear to be in a position to contest the fragile Libyan state. Ultimately, while there are more than the “flickers” of al-Qa`ida in Libya first suggested by NATO commander Admiral James Stavridis in March 2011, there is not enough information to determine if the group has the means, or even the desire, to set up a durable presence in the country—especially when Western governments and special forces are keeping a keen eye on Libya, and opposing armed militias remain ready to protect their own power and influence.

25 marzo 2012 - 9:00 am | by | 3 Comments »
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Uno studio sui processi di radicalizzazione

mar
21


Il Combating Terrorism Center di West Point ha pubblicato un’interessantissima quanto approfondita ricerca sui processi di radicalizzazione. Ne consiglio vivamente la lettura.

Scott Helfstein pone grande rilievo alla inter-relazione tra ideologia e network sociali affermando “that the spread of violent extremism cannot be fully understood as an ideological or social phenomenon, but must be viewed as a process that integrates the two forces in a coevolutionary manner. [...] The coevolutionary nature of the social and ideological spheres presents a unique challenge and is one of the reasons that rigorous efforts to identify a radical or terrorist profile have not yielded significant return. Efforts to develop an archetype often focuses on individual traits, but it may be that profiles based on social and ideological behavior need to be considered simultaneously in developing a theory that is actionable for counterterrorism practitioners. [...]
The analysis of domestic terrorism data shows that, to date, there is little evidence of lone wolf jihadists. There are very few people who progress to violent action in isolation, and those that do so are often motivated by other forces such as mental health issues or other political grievances. Many radicals have a history of social contact or reaching out to develop relationships with like‐minded individuals. [...] The growth of radical groups is a self‐organizing process driven by aggregation of individual behavior, where the entry catalyst into an extremist cell most likely takes the form of someone who recruits one, two or three other participants. This selforganization produces cells that have many close‐knit people, or can easily access others, meaning that such groups are well suited to facilitation and monitoring. By contrast, such cells are much less likely to have many gatekeepers or brokers who operate between cliques.

Edges of Radicalization – Individuals Networks and Ideas in Violet Extremism

21 marzo 2012 - 6:00 pm | by | 11 Comments »
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Sul rapporto tra Al Qaeda ed il talebani…

feb
17


… è stato pubblicato recentemente un libro, frutto di una lunga ricerca sul campo da parte di due analisti: Felix Kuehn e Alex Strick van Linschoten. Il titolo del libro è “An Enemy We Created: The Myth of the Taliban / Al-Qaeda Merger in Afghanistan, 1970-2010“.
Ahimè non l’ho letto ma qualche giorno fa si è svolto presso l’IISS di Londra un interessante seminario di presentazione (qui sotto il video).
A chi, invece, sentisse il bisogno di documentarsi alla ‘vecchia maniera’ segnalo “Separating the Taliban from al-Qaeda: The Core of Success in Afghanistan“, uno studio dei due autori pubblicato lo scorso anno dal Center on International Cooperation della New York University.

17 febbraio 2012 - 8:48 pm | by | No Comments »
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“I timori degli 007″

ott
14


Dal Messaggero.it:

"ROMA – Secondo i servizi di intelligence e l'antiterrorismo sono due gli elementi di rischio che presenta la manifestazione di sabato: la mancanza di leader in piazza e la possibilità che gruppi di estremisti si stacchino dal corteo principale per compiere azioni isolate.
Nelle strade della capitale ci saranno alcune centinaia di migliaia di persone, in arrivo da ogni parte d'Italia ma non dall'estero, e soprattutto centinaia di sigle e di movimenti che si muovono in modo autonomo: dalle informazioni a disposizione dell'intelligence tra questi ci sarebbero molti che spingono per una manifestazione pacifica ed altri che, invece, vorrebbero creare problemi. Con obiettivo soprattutto le banche, ritenute tra i principali artefici della crisi. 
Secondo le fonti il voto di fiducia di domani peserà sull'esito della manifestazione: un'eventuale caduta di Berlusconi, di fatto, spegnerebbe ogni fiamma e lascerebbe spazio ad una manifestazione molto più imponente e senza problemi particolari. La conferma della fiducia al governo, invece, potrebbe riscaldare ulteriormente gli animi. 
Certo è che la mancanza di leader riconosciuti e l'assenza ufficiale dei partiti politici - perchè saranno molti gli esponenti dei partiti di sinistra comunque in strada – non aiuta chi dovrà gestire la piazza. «Il problema è che non comanda nessuno – conferma una qualificata fonte di sicurezza – e dunque bisognerà vedere chi, tra le diverse anime che domenica si ritroveranno a Roma, prevarrà». 
Non ci sono comunque al momento segnali particolari che possano far pensare ad un bis del 14 dicembre, quando gli scontri furono molto duri. Ma è anche vero che in quell'occasione nessuno fu in grado di prevedere nulla perchè a guidare la rivolta furono centinaia di ragazzini non organizzati, che sorpresero anche i leader dei movimenti storici presenti in piazza. Nè al momento si temono iniziative particolari prima del corteo. 
La preoccupazione è che qualcuno possa staccarsi dalla manifestazione quando questa arriverà in via dei Fori Imperiali, per puntare sui palazzi del potere, oppure al termine del corteo. Quando il grosso sarà già a piazza San Giovanni.
L'altro elemento che viene tenuto sotto osservazione è la possibilità che i manifestanti vogliano occupare la piazza ad oltranza. Una possibilità tra l'altro già annunciata da alcune organizzazioni di studenti sui diversi siti di riferimento. È chiaro che, viene sottolineato, non verrà consentito di bloccare per giorni parti nevralgiche della città.
"

14 ottobre 2011 - 2:20 pm | by | No Comments »
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World Summit on Counter-Terrorism

set
21


Una delle principali conferenze internazionali sul terrorismo si svolge annualmente a settembre in Israele, organizzata dall'International Institute for Counterterrorism di Herzliya.
Quest'anno la conferenza è durata quattro giorni ed ha visto la partecipazione di alcuni dei più grossi esperti mondiali del settore. In attesa della pubblicazione degli highlights (qui e qui quelli dell'edizione del 2010) sono disponibili i video degli interventi.

21 settembre 2011 - 8:30 am | by | 5 Comments »
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