Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

I costi della mancata integrazione militare europea

apr
24


In vista del Consiglio Europeo della Difesa del prossimo dicembre l’Istituto Affari Internazionali ed il Centro Studi sul Federalismo hanno provato a quantificare i costi economici ed i costi politico-strategici derivanti dalla mancata integrazione europea del settore difesa. Ne è venuto fuori uno studio a mio avviso molto interessante nel quale l’autore, Valerio Briani stima in 120 miliardi all’anno “I costi della non-Europa della Difesa“.

Secondo il rapporto, i fattori che determinano questa cifra possono essere ricompresi in due macrocategorie. La prima è quella dei fattori direttamente derivanti dalla mancanza di una unica struttura militare europea. Ci si riferisce quindi alla coesistenza di 27 forze nazionali, controllate da 27 differenti strutture di comando, servite ognuna dalla propria struttura di supporto logistico e addestrativo, ed equipaggiata con armamenti, mezzi ed equipaggiamenti prodotti e manutenuti su base nazionale.
L’esistenza di tante strutture duplicate è tanto più paradossale, dal punto di vista strettamente pratico, se si pensa che le forze europee svolgono missioni e operazioni quasi sempre insieme.
La seconda categoria è quella dei costi derivanti dalla mancanza di un mercato unico europeo della difesa. Politiche para-protezionistiche nei maggiori Stati membri dell’Ue hanno contribuito a proteggere e far sbocciare una base industriale di grande rilevanza economica e industriale, oltre che ovviamente strategica.

 

 

I costi della non-Europa della Difesa

24 aprile 2013 - 4:10 pm | by | 4 Comments »
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L’intervento in Mali: “Now what?”

feb
02


Una breve riflessione di Julian Lindley-French, docente di Scienze militari presso l’Accademia militare olandese:

[...] The French action in Mali was necessary to stop genocide but the use of force without an elaborated political strategy is a short step from failure. That was the lesson of Afghanistan. My sense is that France and its allies are now drifting towards the great unplanned with no real sense of what they want to achieve, no real sense of how to achieve it and no idea at all how long it is going to take or what cost they will incur in lives or money. Once again the solutions they are offering their publics exist purely in political imagininations.
This is action rather than strategy, heat rather than light. If the answers to my two questions can be both provided and demonstrated then there may be the making of strategy.As Professor Colin Gray once wrote, “If we neglect strategic theory, marginalise it as irrelevant or unworldly then we are utterly at the mercy of the perspective of the moment”.

2 febbraio 2013 - 12:00 pm | by | 2 Comments »
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Sullo stato della cultura strategica in Italia

dic
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Cari ragazzi, un piccolo spunto del Prof. Virgilio Ilari per chiudere l’anno in bellezza ed iniziare quello nuovo in letizia.

[...] La Sism, fondata nel 1984 da Raimondo Luraghi, è composta oggi da oltre 200 soci attivi, tra cui autori di successo come Giorgio Rochat, Franco Cardini, Giovanni Brizzi, Sergio Valzania, Alberto Santoni, Renata de Lorenzo e i generali Carlo Jean e Fabio Mini. Molti anche i giovani, come Giovanni Cerino Badone, massimo specialista italiano di archeologia dei campi di battaglia, e Pier Paolo Battistelli, che ogni anno guida i viaggi di studio degli allievi ufficiali inglesi alle vestigia della Linea Gotica. E proprio dei giovani si preoccupa Ilari: “Dobbiamo aiutarli a orientarsi, a formarsi e ad affermarsi. Invece la storia militare e gli studi strategici e di intelligence continuano ad essere la cenerentola sia dell’università che delle forze armate. Le due istituzioni, che in passato si ignoravano, ora si incensano e si riveriscono, ma continuano a non collaborare. Non abbiamo bisogno di altre messe cantate o di altre cattedre e master fai-da-te, ma di rimontare insieme il gap che ci penalizza rispetto alla comunità scientifica internazionale”. “Basta entrare – osserva il presidente della Sism – nelle due librerie militari di Milano e di Roma o partecipare ad una riunione della redazione di Limes, per accorgersi che la forza trainante della cultura strategica e storico-militare italiana non sta nell’università e negli enti culturali della Difesa” [...]

A buon intenditor poche parole…

30 dicembre 2012 - 9:56 pm | by | 26 Comments »
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La riunione del Consiglio Supremo di Difesa

nov
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Si è svolta oggi, al Quirinale, una seduta del Consiglio Supremo di Difesa. Qui di seguito il comunicato della Presidenza della Repubblica:

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha presieduto oggi, al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa.
Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Sen. Mario Monti; il Ministro per gli affari esteri, Amb. Giulio Terzi di Sant’Agata; il Ministro per l’interno, Dott.ssa Annamaria Cancellieri; il Ministro per l’economia e le finanze, Prof. Vittorio Grilli; il Ministro per la difesa, Amm. Giampaolo Di Paola; il Capo di Stato Maggiore della difesa, Generale Biagio Abrate. In rappresentanza del Ministro per lo sviluppo economico, Dott. Corrado Passera, è intervenuto il Sottosegretario al Ministero per lo sviluppo economico, Prof. Massimo Vari.
Hanno altresì presenziato alla riunione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dott. Antonio Catricalà; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Cons. Donato Marra; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.
Il Consiglio ha fatto il punto sulla situazione nelle aree di crisi, a partire dai drammatici eventi del confronto armato tra Israele ed Hamas e dagli ultimi sviluppi del conflitto interno siriano, valutandone il possibile impatto sugli equilibri medio-orientali e sul processo di stabilizzazione in corso nei Paesi della Primavera Araba. Su tali basi e nella considerazione della perdurante crisi economica e delle tendenze di fondo degli scenari internazionali, sono state altresì discusse le prospettive della sicurezza nel Mediterraneo e nelle regioni di più diretto interesse strategico per il nostro Paese e per l’Europa. Al riguardo, ribadita la validità e l’opportunità del processo di riqualificazione e razionalizzazione del nostro impegno nelle missioni internazionali, già da tempo avviato in linea con i più stringenti vincoli di bilancio, si è convenuto sull’esigenza che le Forze Armate italiane restino comunque pronte a fornire nuovi contributi ad interventi militari della Comunità Internazionale, qualora se ne evidenziasse la necessità.
Il Consiglio ha quindi espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa assunta dall’Italia in seno alla Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC), volta a promuovere la progressiva integrazione degli strumenti militari europei. Al riguardo, è stata evidenziata la necessità di avviare progetti di cooperazione tecnico-militare, inizialmente anche a livello bilaterale, che rispondano a requisiti di concretezza e innovazione e, sia nel breve sia nel medio-lungo termine, siano in grado di garantire efficacia operativa, attraverso la condivisione delle limitate risorse disponibili a supporto delle capacità di intervento dell’Unione nelle aree di primario interesse. In tale prospettiva, un ruolo importante potrà essere svolto da un’industria europea della Difesa più competitiva, economicamente remunerativa ed in grado di far fronte alle crescenti e sempre più complesse esigenze di sicurezza dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica, ma anche della Comunità Internazionale nel suo insieme.
Il Ministro della Difesa ha poi illustrato lo stato dei lavori parlamentari per l’approvazione del disegno di legge delega relativo alla riforma delle Forze Armate e gli sviluppi del progetto. Al riguardo, ha sottolineato la necessità di rendere operanti strumenti normativi idonei a ridurre gli organici nella misura e nei tempi previsti, garantendo ogni possibile tutela del personale interessato ma tenendo anche conto dell’irrinunciabile esigenza di continuare ad assicurare un regolare, seppur ricalibrato, flusso dei reclutamenti. In tale quadro, sono in corso di elaborazione disposizioni regolamentari per l’armonizzazione dell’accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa e sicurezza con le norme di recente adottate in materia per la Pubblica Amministrazione.
Una significativa riduzione dei costi della Difesa deriverà anche dal settore della gestione delle infrastrutture. A tal fine, è in atto una profonda revisione dell’articolazione delle Forze Armate nel Paese, ispirata a criteri di distribuzione bilanciata su tutto il territorio nazionale.
Il Consiglio ha ribadito il proprio apprezzamento per il lavoro svolto, auspicando che il progetto venga approvato dal Parlamento prima della fine della legislatura, in linea con i criteri di riequilibrio dei settori funzionali di spesa e gli obiettivi di qualificazione delle capacità posti a fondamento della sua attuazione, in modo che il Paese possa continuare a disporre di uno strumento militare efficiente e pienamente in grado di far fronte alle crescenti e sempre più complesse esigenze di sicurezza.

28 novembre 2012 - 7:06 pm | by | No Comments »
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