Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Aspettando la relazione del Copasir

gen
25


E’ oramai imminente la pubblicazione della relazione annuale del Copasir. Qui di seguito la notizia riportata da TMNews:

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha trasmesso oggi ai presidenti di Camera e Senato la relazione annuale al Parlamento, che era stata approvata all’unanimità nella seduta dello scorso 23 gennaio. La relazione, chiudendo il lavoro di questi 5 anni, fornisce anche il quadro complessivo dell’attività svolta dal Comitato nella XVI Legislatura, nel corso della quale sono state tenute 184 sedute in cui sono state audite 186 persone, sono state esaminate 9 relazioni semestrali trasmesse dal Governo, nonché 6 comunicazioni di conferma dell’opposizione del segreto di Stato. Sono stati anche espressi 30 pareri su schemi di regolamento attuativi della legge di riforma del 2007 ed effettuati 10 sopralluoghi presso sedi del Sistema di intelligence o missioni all’estero. Infine, sono state acquisite dal Comitato 1.155 unità documentali, raccolte in 234 fascicoli, per un totale di 39.000 pagine.
Nella prima parte del capitolo “Attuazione e prospettive della riforma”, si dà conto del complesso lavoro di ridefinizione del quadro normativo che disciplina l’intelligence avviato con la legge n. 124 e proseguito con l’adozione dei relativi regolamenti attuativi e il successivo intervento legislativo di “manutenzione” costituito dalla legge n. 133 del 2012. Con riferimento a questo quadro normativo, che può ormai ritenersi definito, nella relazione viene espresso un giudizio positivo e vengono sottolineati i punti sollecitati nel corso della Legislatura dal Comitato e recepiti dall’Esecutivo. In particolare, con riguardo al segreto di Stato si è determinato un significativo rafforzamento del controllo parlamentare ed è stato previsto che la sua utilizzazione sia riservata ai casi eccezionali di oggettivo rilievo per la sicurezza dello Stato.
E’ stata poi precisata la funzione delle classifiche di segretezza ed è stata data attuazione alle norme sulla declassifica automatica. Si è proceduto ad una razionalizzazione delle strutture, definendo in modo adeguato le competenze di coordinamento del DIS e operative dell’AISE e dell’AISI, eliminando anche sovrapposizioni e duplicazioni. E’ stato, inoltre, confermato il principio del reclutamento attraverso prove concorsuali e selettive.
Sono stati valorizzati nuovi profili tematici di competenza dei Servizi a cominciare dal cybercrime e dall’intelligence economica. E’ stato previsto di “strutturare” la funzione di programmazione e di definizione del fabbisogno informativo attribuita al CISR e si è giunti a una utile configurazione del servizio ispettivo, quale strumento di controllo del DIS, ma prevedendo anche la possibilità di una sua utilizzazione in funzione del controllo parlamentare. Sono state ricondotte sotto lo stesso controllo parlamentare anche le attività di intelligence del RIS.
Un argomento specifico è quello del servizio di scorta del Presidente del Consiglio e di altre personalità attualmente affidato all’AISI, di cui il Comitato propone il trasferimento alle forze dell’ordine. Nella seconda parte di questo stesso capitolo, viene richiamata l’attenzione del prossimo Parlamento su alcuni profili problematici connessi alla concreta applicazione del nuovo complesso normativo e che riguardano: a) la definizione degli obiettivi dell’attività dei Servizi; b) la minaccia cibernetica; c) l’intelligence economica (una particolare sollecitazione riguarda l’istituzione presso il DIS di una sede di coordinamento pubblico/privato sul modello inglese); d) il reclutamento e la riqualificazione del personale; e) gli archivi.
Nel capitolo successivo vengono quindi illustrate le modifiche introdotte dalla legge n. 133, mentre nel capitolo 4 si dà conto dell’attività consultiva svolta dal Comitato in questi ultimi diciannove mesi.
Il capitolo 5 è dedicato al segreto di Stato. Dopo un primo paragrafo concernente l’importante direttiva del Presidente del Consiglio del 14 febbraio 2012, che accoglie molte delle osservazioni formulate in questi anni dal Comitato, quelli successivi danno conto dell’esame svolto dal Comitato delle comunicazioni pervenute in materia. L’ultimo paragrafo è dedicato alla sentenza della Corte costituzionale n. 40 dello scorso 23 febbraio 2012.
Nel capitolo 6 si riferisce dell’attività di approfondimento che il Comitato ha condotto su alcuni temi specifici riguardanti: a) la sicurezza degli approvvigionamenti energetici; b) l’attività delle strutture preposte alla sicurezza delle aziende; c) i sequestri dei cittadini italiani all’estero; d) il servizio di scorta assicurato dall’AISI.
Infine, nel capitolo 7, si riferisce in modo dettagliato dell’attività di controllo svolta nell’ultimo periodo della Legislatura attraverso l’elencazione della documentazione acquisita, delle audizioni svolte ai sensi dell’articolo 31, dei sopralluoghi e delle missioni effettuate, nonché attraverso l’esame delle relazioni semestrali.

25 gennaio 2013 - 6:52 pm | by | 1 Comment »
Tags: , , .

Davos 2013: benvenuti nel “dinamismo resiliente”

gen
22

davos2013-slate-300x169


E’ appena iniziato, a Davos, l’annuale meeting del World Economic Forum, uno degli appuntamenti dell’elite mondiale e, in quanto tale, punto di osservazione…strategico.
Il tema dell’edizione di quest’anno è “Resilient Dynamism” e sono diverse le sessioni che sarà interessante seguire da domani fino al 26, giorno di chiusura dell’evento.
Si discuterà – solo a titolo di esempio – di AfricaRussiaCinaSiria, di crisi della zona Eurodel contesto economico globale, dei Paesi BRIC ed interverranno leader di tutto il mondo: il governatore Mario Draghi,  Henry KissingerDavid CameronAngela MerkelShimon PeresEhud BarakGeorge SorosJim Yong Kim ma anche il nostro Presidente del Consiglio e la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde e tanti altri.

Per chi vuole seguire le sessioni, oltre al preziosissimo sito del WEF, consiglio gli speciali della Reuters, della CNN, di Bloomberg ed il DealBook del New York Times.

In allegato il Global Agenda Outlook 2013, report del Network of Global Agenda Councils, la rete del World Economic Forum che raccoglie 1.500 tra leader ed esperti internazionali.

Global Agenda Outlook 2013

22 gennaio 2013 - 8:10 pm | by | 1 Comment »
Tags: .

Petrolio e potere in Russia

gen
06


Un libro consigliatomi da uno dei massimi esperti del settore: “Wheel of Fortune: The Battle for Oil and Power in Russia“. L’autore, Thane Gustafson, è docente alla Georgetown e Senior Director dell’IHS CERA.

Qui di seguito il video della conferenza di presentazione del volume, presso l’università di Washington.

6 gennaio 2013 - 6:00 pm | by | 1 Comment »
Tags: , , , , .

“L’Italia non è attrezzata per la competizione geopolitica”

gen
06


Lo afferma Aldo Giannuli ed ha, ovviamente e purtroppo, ragione:

 [...] Giannuli si dichiara apertamente anti-complottista e anti-cospirazionista: “I grandi processi non sono mascherabili” e costituiscono “la base di analisi per capire le singole notizie”. La capacità dell’operatore dell’informazione, analista o giornalista, sta nel tenere fermo questo sfondo fatto di solide e concrete realtà geopolitiche. Non ci vuole un grande dietrologo per capire che cosa implichi, in termini di interessi coinvolti, un progetto come South Stream: basta vederne il tracciato sulla carta geografica. È alla geopolitica che in qualche modo bisogna tornare contro gli eccessi di specialismo che, per esempio, fanno leggere la crisi come un fatto economico agli economisti e come un fatto politico-militare agli strateghi, mentre è dall’intreccio dei due piani che se ne coglie la complessità [...].
Il cumulo di informazioni produce, in modo sempre più complesso e stratificato, giudizi politici. È inevitabile purché, esercitando il raziocinio, il giudizio sia equilibrato e sfaccettato, consapevole della complessità degli interessi in gioco. Che ci sia una infowar in corso in Siria, per esempio, è innegabile. Come spiegare altrimenti, si chiede Giannuli, la presenza di tanti telefoni cellulari non intercettabili, pronti a trasmettere quello che succede in ogni punto di un Paese che era tra i più chiusi alle tecnologie informatiche? Ma lo scontro non è solo mediatico, la posta in palio è reale. Il singolo episodio (questa o quella strage, questo o quel bombardamento) può anche essere “costruito”, ma non lo è la rottura degli equilibri etnici che reggeva uno dei Paesi più complessi dell’area, la cui esplosione preoccupa perfino Israele. Va dunque respinta tanto l’ingenua pretesa che non ci siano manipolazioni quanto l’esagerata (specie da parte russa) sottolineatura di un complotto mediatico internazionale.
“Piaccia o no, nel Medio Oriente contiamo meno che in passato”, dice lo storico, “e di una politica per il Mediterraneo non vedo traccia”. La Libia è stata dunque una sconfitta (gradita, in un certo senso, visto il carattere dittatoriale del regime di Gheddafi) per i nostri servizi, che non sono stati in grado di anticipare le mosse anglo-francesi, di capire l’orientamento neutrale dell’etnia maggioritaria e di prevedere lo sfaldamento del sistema di potere di Tripoli. Forse per pigrizia, non si è stati in grado di rileggere la storia e vedere nelle trasformazioni sociali attorno al porto di Bengasi la miccia per il ritorno di un antico ribellismo cirenaico, di cui pure come potenza coloniale avevamo avuto esperienza diretta. Siamo ora di fronte al maggiore cambiamento epocale dopo il crollo del comunismo in Europa orientale (1989), ma con l’aggravante che “dopo vent’anni di diseducazione non abbiamo prodotto una classe politica di ricambio”.

6 gennaio 2013 - 4:00 pm | by | 73 Comments »
Tags: , , , , , .

Sullo stato della cultura strategica in Italia

dic
30


Cari ragazzi, un piccolo spunto del Prof. Virgilio Ilari per chiudere l’anno in bellezza ed iniziare quello nuovo in letizia.

[...] La Sism, fondata nel 1984 da Raimondo Luraghi, è composta oggi da oltre 200 soci attivi, tra cui autori di successo come Giorgio Rochat, Franco Cardini, Giovanni Brizzi, Sergio Valzania, Alberto Santoni, Renata de Lorenzo e i generali Carlo Jean e Fabio Mini. Molti anche i giovani, come Giovanni Cerino Badone, massimo specialista italiano di archeologia dei campi di battaglia, e Pier Paolo Battistelli, che ogni anno guida i viaggi di studio degli allievi ufficiali inglesi alle vestigia della Linea Gotica. E proprio dei giovani si preoccupa Ilari: “Dobbiamo aiutarli a orientarsi, a formarsi e ad affermarsi. Invece la storia militare e gli studi strategici e di intelligence continuano ad essere la cenerentola sia dell’università che delle forze armate. Le due istituzioni, che in passato si ignoravano, ora si incensano e si riveriscono, ma continuano a non collaborare. Non abbiamo bisogno di altre messe cantate o di altre cattedre e master fai-da-te, ma di rimontare insieme il gap che ci penalizza rispetto alla comunità scientifica internazionale”. “Basta entrare – osserva il presidente della Sism – nelle due librerie militari di Milano e di Roma o partecipare ad una riunione della redazione di Limes, per accorgersi che la forza trainante della cultura strategica e storico-militare italiana non sta nell’università e negli enti culturali della Difesa” [...]

A buon intenditor poche parole…

30 dicembre 2012 - 9:56 pm | by | 26 Comments »
Tags: , , , .

I think tank in Italia

dic
29


E’ stata presentata poche settimane fa, a Roma, una ricerca sul mondo dei think tank italiani. Si tratta, per quello che ho potuto capire, di un censimento realizzato dall’Università La Sapienza e coordinato da Mattia Diletti, già autore di un bel libro e di diverse ricerche sull’argomento.
Il quadro che emerge dalla ricerca sui 105 think tank censiti è, a mio avviso, non confortante benché appaia in tendenziale miglioramento.
Ecco, in particolare, i punti che suscitano in me qualche perplessità:

Dimensioni scarse (con qualche gigante); internazionalizzazione a intermittenza; poca ricerca di impatto pubblico; autoreferenzialità del sistema delle relazioni; i think tank inseguono l’agenda, piuttosto che cercare di definirla; la dimensione valoriale e di espressione cultura politica è, spesso, eccessivamente cangiante (un sistema “pret-a-porter” di valori e idee); incapacità di “fare sistema” e frammentazione; scarsità degli investimenti; “revolving doors” con le istituzioni ancora molto debole.

Presentazione – I Think Tank in Italia by Silendo

Sulle strategie adottate dai think tank per la costruzione dell’agenda segnalo anche queste slides di Davide Bennato, docente dell’Università di Catania.

Processi digitali di Agenda Building – Think Tank – Sisp 2012

29 dicembre 2012 - 10:30 am | by | 16 Comments »
Tags: , .

Stephen Walt su Stati Uniti, Asia ed Iran

dic
17


Per iniziare bene la settimana, ecco l’intervista di The Diplomat al brillante docente di Harvard il quale, tra l’altro, è a favore della “opzione” Hagel come prossimo Ministro della Difesa statunitense.
Chuck Hagel, già senatore repubblicano, è attualmente chairman dell’Intelligence Advisory Board presidenziale e dell’Atlantic Council nonchè docente della Georgetown.

17 dicembre 2012 - 10:30 am | by | No Comments »
Tags: , .

Ecco gli uomini più potenti del mondo…

dic
06


… secondo la rivista Forbes.
In base ad una veloce lettura emerge che, dei 71 uomini più potenti in lista:

a) solo due sono italiani: il Governatore della BCE Mario Draghi (8° posto) ed il Presidente del Consiglio Mario Monti (29° posto);
b) ventisette sono americani: tre sono tra i primi dieci;
c) solo quattro sono cinesi (uno tra i primi dieci);
d) venti appartengono alla categoria “politici/governo”;
e) sei alla categoria “finanza”;
f) dieci alla categoria “tecnologia”;
g) cinque alla categoria “energia”;
h) circa la metà sono euro-atlantici.

6 dicembre 2012 - 2:21 pm | by | 8 Comments »
Tags: .

FP 100 Top Global Thinkers 2012

nov
27


Come ogni anno in questo periodo la rivista statunitense Foreign Policy pubblica la sua lista dei 100 pensatori globali. Questa è la lista del 2012.
Nell’elenco compaiono anche il Governatore della BCE Mario Draghi (20esimo posto) e l’economista Luigi Zingales (96esimo posto).
Nel medesimo numero anche i global thinkers versione social media e l’elenco dei 20 libri preferiti dai pensatori globali.

Ma la parte più interessante della rivista sono i risultati del sondaggio che FP ha effettuato interrogando 65 dei 100 Global Thinkers su Cina, Stati Uniti, Medio Oriente, guerra ed influenza.

27 novembre 2012 - 12:00 am | by | No Comments »
Tags: , , .