Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Alcune ricerche dal Cemiss

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Se non erro il Centro Militare di Studi Strategici ha appena pubblicato online alcune nuove ricerche.
Tra le tante ne ho individuato alcune che ho inserito nella lista delle cose da leggere: "La NATO tra globalizzazione e perdita di centralità" di Massimo De Leonardis, "La sicurezza energetica nelle relazioni internazionali e le implicazioni di carattere politico-militare. Scenari e prospettive per l'Italia" di Federico Bordonaro, "La riorganizzazione delle Forze Armate della Federazione Russa secondo i principi del nuovo Consiglio di Difesa" di Andrea Lopreiato, "Le nuove direttrici jihadiste nel mediterraneo. Il pericolo di Al Qaida in Maghreb" di Maria Losacco.

22 luglio 2010 - 8:05 am | by | No Comments »
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Nell’anniversario dell’11 settembre…

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… un’analisi su Al Qaeda nel Nord Africa (di Riccardo Fabiani, su AffarInternazionali.it) e l’analisi di Brian Jenkins (ADN-Kronos):

"Roma, 10 set. – (Adnkronos/Aki) – "Al Qaeda non è più in grado di organizzare un grande attacco. Le sue capacità sono andate deteriorandosi negli anni e ha grandi difficoltà a portare avanti la sua campagna terroristica globale"
Parola di Brian Michael Jenkins, uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo, che spiega in un’intervista ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL come si sia evoluta dall’11 settembre 2001 a oggi la piu’ grande macchina del terrore di matrice islamica. Per Jenkins, consigliere capo della Rand Corporation, "in particolare fuori dal Pakistan, dall’Afghanistan e dall’Iraq, al Qaeda ha un problema di ‘controllo di qualita”, i suoi uomini sono meno competenti dei loro predecessori".
Anche dal punto di vista della quantità, secondo l’esperto, il gruppo di Bin Laden è costretto a una marcia indietro: "Fino al 2006 organizzava attacchi ogni due mesi, ma da allora il numero di operazioni terroristiche significative e’ andato diminuendo e si assiste solo ad attentati occasionali, soprattutto quelli organizzati dalla Jemaah Islamiyah, scheggia di al-Qaeda, a Giacarta". Subito dopo l’11 settembre, inoltre, "i clamorosi attacchi organizzati in Turchia, Spagna, Indonesia, Regno Unito e Arabia Saudita erano condotti da individui che ricevevano una formazione nei campi di al Qaeda". Ma ora non e’ piu’ cosi’ e, spiega Jenkins, "i complotti fatti in casa" prendono il posto degli "attentati di qualità’". L’altro lato della medaglia e’ la maggiore preparazione degli Stati Uniti, che "hanno un livello di sicurezza interna piu’ alto che in passato". "L’intelligence interna e’ migliorata, la sicurezza e’ aumentata, i cittadini sono piu’ vigili a livello psicologico", spiega Jenkins, che tende a ridimensionare un ipotetico nuovo allarme attentati in America. "Gli Stati Uniti sono una nazione di 300 milioni di persone – dice – la possibilita’ che qualcuno muoia in un attentato terroristico e’ di una su un milione, contro l’una su ottomila di morire in un incidente stradale e l’una su 18mila di essere vittima di un omicidio".
C’e’ inoltre "una cooperazione senza precedenti tra l’intelligence e le forze di sicurezza di tutto il mondo – dice Jenkins – e questo rende l’ambiente meno idoneo per organizzare attentati. Gli scambi a livello di intelligence in materia di terrorismo hanno avuto una crescita senza precedenti". E anche fuori dagli Stati Uniti, in molti paesi islamici, il livello di preparazione e’ piu’ alto. "Gli attacchi in Indonesia, in Marocco e in Egitto hanno spinto i governi a prendere iniziative – spiega l’esperto – perche’ non vedono piu’ al Qaeda come una questione che riguarda solo gli Stati Uniti, ma come una minaccia anche per se’".
L’aver spostato il proprio obiettivo verso paesi islamici è costato inoltre ad al Qaeda una grave crisi di consensi. "La sua carneficina gratuita di musulmani e di ‘infedeli’ ha provocato una reazione negativa tra i musulmani, nonostante una certa ostilita’ per gli Stati Uniti e l’insoddisfazione per le loro condizioni di vita". Ma questo, secondo Jenkins, e’ un problema minore per al Qaeda, che "non e’ un movimento politico e non cerca voti e consensi. E’ un piccolo esercito determinato a portare avanti la sua guerra in nome di Dio e non sara’ quindi un calo di popolarita’ a fermarlo". L’indebolimento di al Qaeda, tuttavia, non vuol dire che abbia rinunciato alla sua lotta. "Abbiamo gia’ potuto sperimentare la sua tenacia e la sua resistenza – spiega Jenkin – Ma la sua lotta non potra’ durare all’infinito. La morte di Osama Bin Laden e di Ayman al-Zawahiri privera’ al Qaeda di seguaci, oltre che del suo principale strumento di connessione" tra le varie anime che la compongono in tutto il mondo. "Non credo che a quel punto l’intero movimento collassera’ – conclude l’esperto – ma sara’ irrimediabilmente ridotto all’irrilevanza, perche’ al Qaeda cavalca le onde, ma non e’ in grado di provocarle".

11 settembre 2009 - 9:50 am | by | 10 Comments »
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Al Qaeda e la peste

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Sul quotidiano inglese The Sun, due giorni fa, è apparsa la notizia che una quarantina di terroristi dell’organizzazione algerina "Al Qaeda nel Maghreb Islamico" sarebbero deceduti per il virus della peste a causa di un esperimento sfuggito al controllo. La notizia è stata poi ripresa dal Washington Times ed oggi anche Guido Olimpio la riporta sul Corriere della Sera.
Qui una breve riflessione di Oliver Guitta sul CounterterrorismBlog.

22 gennaio 2009 - 8:51 am | by | 18 Comments »
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Il numero di novembre…

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… di Sentinel, la rivista del Combating Terrorism Center di West Point.
Vi segnalo in particolare "Al Qaida’s Presence and Influence in Lebanon" "Al-Qa`ida’s Changing Outlook on Pakistan " e "Violent Trends in Algeria Since 9/11"

Adesso avrei un post-scriptum che non c’entra molto con l’argomento del post … ma proprio non riesco a tenermelo dentro… insomma… avete visto, per caso, il film "Gomorra"!?!?!?
Io l’ho visto stasera………. mio dio che minkiata colossale!!!!  E questo sarebbe il film che rappresenta l’Italia agli Oscar??? Mah…Sono attonito ed incredulo (userei volentieri altri termini ma questi mi sembrano più in linea con gli obiettivi educativi che i miei genitori avevano in mente quando decisero di farmi fare elementari e medie dalle suore…).

23 novembre 2008 - 12:41 am | by | 4 Comments »
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Al Qaeda – From bin Laden’s cave command to regionalised “franchise company”?

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dalla Reuters

Posted by: Kerstin Gehmlich

Osama bin Laden is no longer involved in the day-to-day planning of attacks, Germany’s spy chief says, arguing that al Qaeda has turned from a centralised force into a regionalised “franchise company” with power centres in Pakistan, North Africa and the Arab peninsula. Does this weaken or strengthen the Islamist militant group? And how does it influence its operations, planning of attacks and its efforts to recruit new followers?
Ernst Uhrlau, who heads the BND foreign intelligence agency, Germany’s equivalent of the CIA, says al Qaeda’s “concept” has changed significantly over the past few years. “After the centralisation phase and the break-up of its bases in Afghanistan, when it had the backing of the Taliban government, we have seen a regionalisation over the past four years — something like a franchise company.”    “Today, there is al Qadea in the Maghreb, al Qaeda on the Arab Peninsula, in Iraq, in Yemen,” Uhrlau told Reuters in an interview this week.
Uhrlau said many militant groups in those regions had decided to come under the roof of al Qaeda and were applying the group’s strategy to “internationalise the victims and move beyond national struggle.” Security analysts say they are closely watching the Maghreb region, highlighting recent attacks in Mauritania and Algeria for which al Qaeda claimed responsibility. ”With this differentiated concept, they are more able to use regional strengths … for the global jihad,” Uhrlau said, mentioning recruiting efforts.
Pakistan had special significance for al Qaeda, with the group aiming to “attack the United States via Pakistan”, Uhrlau said. “That’s also being reflected in travel movements by Islamists. We see (them) not only (heading) to Iraq, but also to Pakistan and African regions.” Some analysts say American success in Iraq against al Qaeda militants may also have diverted some recruits for the anti-Western cause to the Afghan conflict. U.S. General David McKiernan told Reuters in a recent interview foreign militants had imported sophisticated tactics to invigorate the Taliban insurgency in Afghanistan.
Overall, however, Uhrlau said al Qaeda had suffered serious setbacks through the arrests or killings of senior leaders in past years, which made it unlikely the group would be able to stage another attack of the scale of Sept. 11.  ”International networks, and al Qaeda in particular, have been hurt in their ability to act and in their long-term ability to plan since Sept. 11. They have suffered significant and sustainable losses,” he said, citing better intelligence. “That’s why long-term preparations, movement of groups of people across borders are today a lot more difficult to organise,” he said.
However, despite the setbacks for Qaeda and despite its decentralisation and structural changes, Uhrlau said one thing remained clear: ”That does not mean that the aim of causing the largest possible damage is no longer an al Qaeda concept.”

26 ottobre 2008 - 12:49 am | by | No Comments »
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Organizzazioni terroristiche nel Maghreb

ago
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Giorni fa, leggendo un articolo pubblicato dalla Jamestown Foundation – "Restructuring al Qaeda’s Algerian Insurgency" –  ho scoperto con grande piacere l’esistenza di un Istituto per gli Studi sulla Sicurezza africano.
Una loro ricercatrice, la sudafricana Anneli Botha, ha pubblicato un bel saggio sul terrorismo nel Nord Africa. Veramente completo ed aggiornato: "Terrorism in the Maghreb".

13 agosto 2008 - 3:57 pm | by | 3 Comments »
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CTC Sentinel

apr
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Allego l’ultimo numero della rivista del Combating Terrorism Center. Credo che Silendo non l’abbia già postato.
Vi segnalo, tra gli altri, due articoli molto interessanti sui gruppi qaedisti nel Nord-Africa.

 

Il padrone di casa aggiunge: A proposito di CTC vi segnalo "Cracks in the Foundation". 
Come dice anche il sottotitolo si tratta di un magnifico viaggio nella storia degli "scismi di Al Qaeda", dalla sua fondazione (1989/90) al 2006 studiati attraverso i documenti prodotti dagli stessi estremisti.

19 aprile 2008 - 10:00 pm | by | 2 Comments »
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