Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Sull’uso di armamento chimico in Siria

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Le Nazioni Unite confermerebbero l’uso di armi chimiche in Siria:

(Reuters) - United Nations human rights investigators said on Tuesday they had “reasonable grounds” to believe that limited amounts of chemical weapons had been used in Syria and warned that the shattered country was in “free-fall”.In their latest report, they said they had received allegations that Syrian government forces and rebels had used the banned weapons, but most testimony related to their use by state forces. [...]
The U.N. commission said it examined four reported toxic attacks in March and April but could not determine which side was behind them.”There are reasonable grounds to believe that limited quantities of toxic chemicals were used. It has not been possible, on the evidence available, to determine the precise chemical agents used, their delivery systems or the perpetrator,” Paulo Pinheiro, who chairs the U.N. commission of inquiry, told a news conference in Geneva. “The witnesses that we have interviewed include victims, refugees who fled some areas, and medical staff,” Pinheiro said, declining to be more specific for reasons of confidentiality. [...]

5 giugno 2013 - 9:36 am | by | 2 Comments »
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Alla ricerca di un ruolo globale per l’Europa

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30


A luglio dello scorso anno quattro think-tank europei (l’Istituto Affari Internazionali di Roma, l’Istituto Affari Internazionali polacco, il Real Instituto Elcano spagnolo e l’Istituto Affari Internazionali svedese), stimolati dai rispettivi ministeri degli esteri, hanno dato vita ad un progetto di studio denominato “European Global Strategy” (EGS). Obiettivo del progetto era quello di stimolare il pensiero strategicoe ed il dibattito politico all’interno dell’Europa sugli scenari globali e sul futuro ruolo del Continente.
Ad un anno di distanza l’EGS, cui nel frattempo si sono associati altri partner, ha presentato il suo report finale: “Towards a European Global Strategy: Securing European Influence in a Changing World“.
Come scrivono i ricercatori a pagina 5:

This report suggests ways for the EU and its member states to realise this vision and to effectively manage multipolarity – in other words, to act concertedly to promote shared values and interests in today’s increasingly complex world. It takes as its starting point the identification of vital European interests derived from shared values in order to provide a compass for the coming decades. A set of strategic objectives designed to secure these vital interests in the medium term is then set out, as well as a discussion of the instruments and capabilities needed to achieve them, not least through the adaptation of the EU ’s existing toolbox. The report concludes with some thoughts on the need for a more strategic EU discourse, which might help to mitigate the shortcomings of today’s European narrative.

30 maggio 2013 - 11:18 pm | by | No Comments »
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Ancora sulla guerra per procura in Siria

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30


L’analisi di Ian Bremmer, pubblicata su “The A-List” del Financial Times, nella quale il presidente di Eurasia Group evidenzia il pericolo che il conflitto siriano si trasformi presto in scontro regionale:

[...] So as outside powers take sides in the Syrian struggle, and the regime consolidates its military gains, we are getting closer to a Shia-Sunni war that will spill beyond Syria – creating fragmentation in Iraq, threatening the monarchy in Jordan and bringing Israel into direct military confrontation with proximate perceived security threats on an ongoing basis. International governments understand the risks involved and are likely to push with far more vigour to ensure negotiations occur quickly (with Russia and now China both signing on to direct participation). But it is too little too late, with no capacity to facilitate a near-term resolution or even a ceasefire – and a growing capacity for missteps that could lead to rapid escalation.
Unless we see a dramatic shift, the trajectory remains clear. The situation will metastasise, and it will force further reluctant and incremental intervention from the US and some members of the EU, mainly the UK and France. Call it “cautious escalation”, a worst-case scenario where western powers neither cut loose from their obligations nor expand their involvement in a co-ordinated and efficient manner. Syria is now the poster child for the G-Zero – a global power vacuum where there is no durable alliance of countries willing and able to set the international agenda. In just a matter of months, it has become all too clear that the Syrian war, not Iranian nuclear development (despite an expanding nuclear programme, as documented by last week’s IAEA report) is the greatest risk factor in the region.
What will the next few months bring? The looming danger, and the likeliest path, is that the Syrian war expands as more outside players dig their heels in – or get pulled into the proxy war despite dragging their heels as much as they can.

30 maggio 2013 - 2:47 pm | by | 2 Comments »
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L’Intelligence italiana al Forum P.A. ed un nuovo sito

mag
28

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Quest’anno anche il nostro Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica è presente al Forum della Pubblica Amministrazione (stand 2B), l’expo annuale che si svolge a Roma dal 1990 ed è in corso da oggi fino al 30 maggio al Palazzo dei Congressi dell’EUR.
Ne dà comunicazione il Sistema annunciando, tra l’altro, una conferenza - dal titolo “Intelligence: una nuova cultura” – che si svolgerà domani dalle ore 15 alle ore 17:

L’intelligence si apre al “pubblico”. E lo fa a Forum PA, luogo di condivisione dei saperi tra istituzioni pubbliche e di incontro con le domande dei cittadini.
Ad aprire una finestra sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica – che riunisce il DIS, organo di indirizzo e coordinamento, e l’AISE e l’AISI quali strutture operative sul territorio e all’estero – sarà la Scuola di Formazione. Nata a seguito della riforma del 2007 la Scuola, riservata al personale interno al Sistema, si pone come ponte tra gli Organismi dell’intelligence, percepiti troppo spesso come oscuri e distanti dal cittadino, e la società civile, rappresentata da Università, centri di ricerca, mondo economico industriale e portatori di interesse nei confronti delle questioni inerenti la sicurezza.
Con la propria presenza al Forum PA l’intelligence intende cogliere un duplice obiettivo: sfatare i miti che la circondano, mostrandosi come un “pezzo” normale del Paese – un attore nazionale che opera all’interno dell’ordinamento giuridico, al servizio dei cittadini e che è chiamato a confrontarsi quotidianamente con minacce vecchie e nuove – e far stato dell’impegno a sviluppare una nuova cultura della sicurezza.
È con questo intento che nel corso della manifestazione è stata organizzata il 29 maggio dalle 15 alle 17 una conferenza dal titolo “Intelligence: una nuova cultura”.

Oltre alla presenza al ForumPA la nostra Intelligence preannuncia l’arrivo di un nuovo sito istituzionale, aperto anche a contributi esterni:

[...] tenendo presente il richiamo alla trasparenza – tema del Forum PA di quest’anno – nelle prossime settimane sarà online il nuovo sito istituzionale del Sistema di informazione per la Sicurezza della Repubblica.
Più bello, più chiaro, più vicino ai cittadini, il sito si propone come punto di riferimento e diffusione della cultura della sicurezza, coerente, da una parte, con le linee evolutive della legge di riforma 124/2007 (e con la 133/2012 di ulteriore adeguamento) e, dall’altra, con una nuova visione delle relazioni tra l’intelligence nazionale e i suoi pubblici di riferimento.
Ridisegnato sia a livello grafico sia a livello di percorso cognitivo, il nuovo sito parlerà ad addetti e non addetti ai lavori con un linguaggio più chiaro, nel rispetto delle normative della funzione pubblica sulla semplificazione, e in un’ottica di sempre maggiore coinvolgimento. Oltre a proporre percorsi, utili e utilizzabili, per l’invio di candidature o per la richiesta delle abilitazioni di sicurezza per agli operatori economici, il sito darà ampio spazio ai contributi provenienti dal mondo accademico, dai centri di ricerca e dalle imprese per un dibattito su temi della sicurezza nazionale.
Dal chi siamo al cosa facciamo, dalla cultura della sicurezza alle sezioni “lavora con noi” e per “le imprese”, sino a una comunicazione più diretta, il nuovo sito vuole contribuire a fornire una nuova immagine della sicurezza, non più vincolata ai confini nazionali ma calata in una realtà sempre nuova e in evoluzione in cui le minacce hanno nomi come spread e attacchi cyber e ai nuovi agenti sono richieste allo stesso tempo competenze diversificate e versatilità.

28 maggio 2013 - 11:21 pm | by | 88 Comments »
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Come pensano gli analisti di intelligence

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Un gruppo di ricercatori della Virginia Tech ha effettuato una ricerca sul processo cognitivo degli analisti di intelligence. In particolare, su come essi procedono nell’assemblare parti di informazioni a loro disposizione e su quali strategie cognitive e spaziali essi adoperano per dare un senso a tali informazioni.
Qui di seguito i risultati della ricerca.

How Analysts Cognitively “Connect the Dots” by Silendo

24 maggio 2013 - 9:20 am | by | 7 Comments »
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Il “terrorismo fai-da-te” a Londra

mag
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Un articolo di Guido Olimpio sul Corriere della Sera di oggi:

 

Il vigliacco attacco di Londra è il sintesi del terrorismo fai-da-te. E ne contiene tutte le caratteristiche portate all’estremo. Innanzitutto il bersaglio: un militare in una città occidentale dove non si aspetta certo di essere aggredito ma che comunque è un bersaglio per la divisa che indossa. Poi le armi: non avendo a disposizione una pistola o fucile, i terroristi hanno usato dei coltellacci. Non servono manuali per organizzare l’agguato, solo la determinazione.
«NON SARETE MAI AL SICURO» – Sembra anche che, imitando quanto già visto in altri scacchieri, abbiano provato ad usare la loro vettura come ariete. Infine la motivazione: se sono vere le parole dell’assassino, ha colpito per dimostrare che gli occidentali “non saranno mai al sicuro”, così come non lo sono i musulmani dove l’Occidente partecipa a operazioni militari. Un tema caro al jihadismo che l’attentatore ha rilanciato in modo efferato con la confessione registrata da un telefonino. Un’immagine che, ne siamo certi, verrà scaricata e vista da molti simpatizzanti.

COME GLI APPELLI QAEDISTI – Tutto questo, anche se le indagini sono ancora aperte, ricorda gli appelli degli ideologi qaedisti ad agire in modo individuale con quello che si trova. Se non sei in grado di fare una bomba – suggeriscono i manuali online – prendi una mannaia e vai all’attacco. Questo non significa che, necessariamente, esista un vincolo con il movimento di Bin Laden. Anzi, per ora, nulla lo fa pensare. Siamo davanti a esplosioni di violenza legate ad una matrice jihadista (spesso vaga), sostenute da una radicalizzazione repentina, condotte da figure dai profili incerti, approssimativi, ma comunque terroristi nei comportamenti. Infine un dato evidente e allarmante. Contro questo tipo di avversario c’è ben poco da fare. E saranno problemi seri per chi li deve contrastare.

23 maggio 2013 - 9:23 am | by | 70 Comments »
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Quel sabato in cui morì Giovanni Falcone

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23


 

In memoria degli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo ecco la motivazione della medaglia d’oro al valor civile loro conferita il 5 agosto 1992:

«Preposto al servizio di scorta del giudice Giovani Falcone, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e serena dedizione, pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la giovane vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni. Palermo, 23 maggio 1992.»

23 maggio 2013 - 8:00 am | by | 17 Comments »
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