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    Morgana at |

    E gli onesti cittadini…quelli possono essere truffati in Italia?

    Gentile Silendo, dopo aver acquistato ( e ribadisco acquistato…non l'ho crakkato) un software Microsoft, l'installazione da remoto (le nuove procedure che fanno agire i call center) estenuante e interminabile, con molte cose da fare…ops ho dimenticato la back door aperta!!! Gli effetti…soltanto un furto da carta prepagata perpetrato a centinaia e centinaia di km da me!!!

    Tre anni di burocrazia che non porteranno a niente (compresa la denuncia e le scartoffie di atti giudiziari): posso sbattermi 600km per reclamare un furto di 100 euro!!!!

    Certo è come quando negli anni 90 trafugavano pochi centesimi dai conti bancari, trafugare 100 euro di qua e 100 euro di là scampanndosela con le archiviazioni è come….legalizzare il pizzo!!!

    Questa non è sicurezza informatica!!

    PS. Lo so …potevo evitare di lasciare una back door aperta!!!

    Un'altra curiosità le e-mail ti avvisano quando ti entrano nell'account, con tanto di indirizzo IP e geolocalizzazione, invitando l'utente a cambiare la password…in 2 mesi è successo 3 volte sempre lo stesso IP, devo chiedergli di offrirmi una cena? Famo così una cena a prezzo forfettario…100 euro, senza carta di credito, oppure pagamento in natura…che avete capito! Servizi socialmente utili: pulizie di casa, lavare, stirare per 1 anno intero! Gli passerà la voglia?

                                               Morgana…for dummies

     

     

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    Anonimo at |
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    Morgana at |

    Silendo sei imperdonabile….neanche una parola sul 2 giugno…ti sei dimenticato della Repubblica Italiana? E poi 5 giugno: 50 anni dalla "Guerra dei 6 giorni"…fine del panarabismo!! Ma ce l'hai un calendario, un notes? Cosa stai combinando sono curiosa?

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    Morgana at |

    Non ci credo che stavi guidando la parata!!!! Voglio vedere una foto….Silendo dì la verità, appassionato di relazioni internazionali: la parata….tu pure giochi a pallone col Benfica?

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    Nemo at |

    La madre degli imbecilli è sempre incinta. Hanno approvato il riordino delle FF.PP. Età limite per i TECNICI 30 anni. Peccato che

    1. l'età media di conseguimento del PhD sia 33 anni

    2. col 3+2 le università hanno spostato la formazione di punta dalla laurea al dottorato.

    Adesso si sono preclusi ope legis il reclutamento delle formazioni di punta. 

    Governati da mentecatti, invece di progredire regrediamo. Come la Romania degli anni 80. Povera patria.3BZ8

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    Anonimo at |

    Svolta cyber per gli 007 (senza Carrai)

    2007-2017 Nel decennale della riforma dei Servizi segreti ormai si parla molto più di proteggere i dati che del rischio terrorismo

    Il Fatto Quotidiano

    5 Dec 2017

    » STEFANO FELTRI

    Ansa

    VerticiIl premier Paolo Gentiloni con il direttore del Dis, Alessandro Pansa

    Nel più imponente evento pubblico mai organizzato dall’intelligence italiana la parola Isis viene pronunciata una sola volta, nel discorso del premier Paolo Gentiloni (che preferisce la versione araba “Daesh”). Per il resto si parla soltanto di sicurezza cibernetica. L’inaugurazione della scuola di formazione per gli operatori dei servizi segreti è l’occasione per un bilancio dei dieci anni dalla più profonda riforma del comparto, quella del 2007 che ha ricondotto i servizi interni (Aisi) e quelli esteri ( Aise) sotto la presidenza del Consiglio che li coordina tramite l’apposito dipartimento (Dis) oggi diretto dal prefetto Alessandro Pansa. Dopo 40 anni veniva superata la divisione di competenze tra ministero dell’Interno e Difesa.

    ERANO GLI ANNI a ridosso de ll’undici settembre, di al Qaeda, poi già nel 2012 una riforma del governo Monti indica come nuova priorità la sicurezza cyber. E ieri, nella sala dell’auditorium di Roma con 700 persone del mondo dell’intelligence, non si è parlato d’altro. Secondo le stime del professor Mario Rasetti, fisico e presidente della fondazione Isi che collabora con l’intelligence, a breve ci saranno “150 miliardi di dispositivi connessi tra loro e con le persone, 20 volte le persone sul pianeta”, nell’epoca dell’internet delle cose, tempo 6 o 7 anni, il volume di dati generato “raddoppierà ogni 12 ore”. Molta nuova conoscenza, ma anche molti pericoli, perché chi controlla i dati controlla tutto. E come avverte il premier Gentiloni, la “trappola di Tucidide” può scattare sul piano cyber. L’espressione è del politologo Graham Allison: l’ascesa di Atene spaventa Sparta e la guerra diventa inevitabile. Ora c’è la Cina (o la Russia) al posto di Atene e gli Usa nel ruolo di Sparta.

    LE IMPRESE ITALIANE s ono praticamente indifese. Secondo una ricerca appena pubblicata dalla Banca d’Italia, l’a- zienda mediana spende 4.500 euro all’anno per proteggersi da attacchi cyber, quelli nel settore delle comunicazioni arrivano a una spesa mediana di 44.500. Poco, ma anche i danni per ora sono limitati, tra i 10.000 e i 200.000 euro, ma il pericolo cresce.

    Per questo la strategia cyber dell’intelligence passa dal rapporto con i privati: ora parte una campagna di “consapevolezza digitale” voluta dal direttore Pansa e rivolta agli studenti, ma il passaggio successivo sono le piccole e medie imprese. E sempre per coin- volgere le aziende nella protezione dei dati nascerà a breve una fondazione di diritto privato già prevista nel piano per la sicurezza informatica varato a marzo dal governo Gentiloni. La norma istitutiva doveva entrare in legge di Stabilità, è slittata ma arriverà presto. La fondazione sarà il cuscinetto tra settore privato e pubblico per condividere tecnologie e informazioni con meno passaggi burocratici rispetto a quelli che prevederebbe l’interazione diretta con l’intelligence.

    MATTEO RENZI, da premier, voleva affidare proprio a un imprenditore, l’amico Marco Carrai, la regia di queste operazioni trasformandolo in uno “zar” della cyber security. Le resistenze degli apparati dei servizi hanno fermato l’operazione. E Gentiloni, con mossa molto apprezzata dal mondo intelligence, ha spostato il Nucleo per la sicurezza cibernetica da Palazzo Chigi all’interno del Dis. Ora si tratta di scegliere il responsabile (o il consigliere militare del premier, Carmine Masiello, o il professore della Sapienza Roberto Baldoni). Poi va nominato il direttore del nuovo centro di crittografia che dovrebbe proteggere le comunicazioni di tutta la Pubblica amministrazione. Pratiche che Gentiloni vuole gestire in prima persona visto che, a differenza dei suoi predecessori, ha preferito mantenere le deleghe sull’intelligence senza affidarle a una autorità delegata (l’ultimo con quell’incarico è stato Marco Minniti nel governo Renzi).

    All’ombra del Dis Pronta la fondazione per facilitare i rapporti tra privati e 007 contro gli attacchi

    Da IL FATTO QUOTIDIANO

    BABBANO QUOTIDIANO

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    Anonimo at |

    Gli 007 italiani ai giovani: “Ecco i pericoli della Rete”

    Al via la campagna di informazione per difendersi dalle minacce

    ANSA

    Lo showman Fiorello ha prestato il suo volto come testimonial per un giorno

     

     

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    Pubblicato il 05/12/2017

    francesco grignetti

    roma

     

    Dovremo abituarci a un futuro sempre più minaccioso. La minaccia più pericolosa si chiama «digital warfare», guerra digitale. E come in una vera guerra, occorre la mobilitazione di tutto il Paese. Perciò il vertice dei nostri servizi segreti, il Dipartimento informazioni e sicurezza, nel celebrare i suoi primi dieci anni di vita con un’inedita cerimonia all’Auditorium di Roma, presenti Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni, ha lanciato una iniziativa del tutto nuova: una campagna di alfabetizzazione digitale, affinché i giovani (ma presto anche gli imprenditori) scoprano i rischi del web. Per l’occasione, fatto davvero insolito per i Servizi segreti, come testimonial viene mobilitato persino Fiorello che ha prestato il suo volto per un giorno. 

     

    Nei prossimi giorni nelle scuole e sulle televisioni parte dunque la campagna «Be aware. Be digital». Ovvero: siate digitali, ma siate avvertiti. Si comincia con uno spot. Il cuore della campagna sarà però un videogioco che vuole essere un divertimento e allo stesso tempo un training per gli studenti. Un classico videogame a livelli successivi. Ogni volta che si evita un pericolo – su tutti: il furto di password, che squaderna i nostri segreti – si guadagnano punti e si va avanti.  

    «Il web, i social, i sistemi di comunicazione relazionale – dice il capo dei nostri 007, il prefetto Alessandro Pansa – portano con sé un numero consistente di insidie. E la mancanza di regole e controlli, peraltro ben difficili anche da concepire, lo rendono un mondo ad alto rischio per chi non è ben attrezzato alla navigazione e non è ben consapevole di cosa stia accadendo». In conclusione, «consapevolezza è oggi la parola chiave per la sicurezza, perché più consapevolezza vuol dire più libertà».  

     

    Che cosa si intenda per «digital warfare», lo spiega il professore Mario Rasetti, fisico teorico, presidente della fondazione torinese Istituto per l’Interscambio Scientifico: «È un modo diverso di fare le guerre. Il cosiddetto “accesso pandemico” alle Reti ci lascia enormemente vulnerabili».  

     

    Non c’è solo il terrorismo a minacciarci, insomma. È esplicito Paolo Gentiloni: «Dobbiamo rivendicare, come Italia, di avere portato il problema della cyber-security all’attenzione del G7 a Taormina. Abbiamo lanciato un messaggio forte e chiaro sulla necessità di cooperazione tra gli Stati industrializzati e i giganti del web perchè non è accettabile che la rimozione dai social di messaggi terroristici avvenga con tempi inadeguati alle potenzialità di quelle piattaforme». 

     

    La campagna pubblica sulla cyber-security sarà una novità assoluta, non essendo gli 007 amanti della ribalta. Ma tant’è. Ritengono indispensabile coinvolgere gli italiani, cominciando dalle giovani generazioni, e senza tralasciare le piccole imprese che sono a digiuno di sicurezza informatica, perchè altrimenti la prossima guerra è già perduta.  

     

    E fin qui è la parte pubblica di questa guerra. C’è poi quella occulta, che comincia con la sala operativa dei servizi segreti dedicata a rintuzzare gli attacchi informatici, una futura fondazione di studio, il monitoraggio delle «fake news» e della disinformazione. Ma questa, appunto, è la guerra segreta delle cyber-spie.  

    BABBANO

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    Anonimo at |

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    Sorry, we can't display this document.

    DPCM 17 Febbraio 2017 – Direttiva Recante Indirizzi Per La Protezione Cibernetica e La Sicurezza Informatic… 

    SILENDO spieghi a BABBANO

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    Anonimo at |

    Silendo,

    si sono accorti dopo la pubblicazione sul sito, che il documento doveva essere almeno riservato ?

    Bah !!??

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    Anonimo at |
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