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    Domenico at |

    Inevitabile che, con la perdita di posizioni in Libia e Siria, la propaganda dei terroristi islamici si focalizzasse sul Paese più ideologicamente confuso e quindi vulnerabile. Sanno che siamo "brava gente" facilmente ipressionabile (indimenticabili le scene di chi faceva scorta ai supermercati ai tempi della Prima Guerra del Golfo del 1990 – '91) così come che altro non siamo se non esecutori materiali dei desideranda di Washington nonchè passivi incassatori delle strategie anglo-francesi, finalizzate a degradare la ns influenza e peso in una Libia nella quale eravamo interlocutori rispettati e ascoltati. Se, d'altronde, siamo passati da Giulio Andreotti al premiato duo di cabarettisti Gentiloni/Mogherini un motivo ci sarà.Con riferimento ai filmati propagandistici dello "Stato Islamico" dubito che questi "richiami" possano concretizzarsi in eclatanti episodi di violenza: non siamo in Francia o Belgio anche se, in ultima analisi, lo "spontaneismo" di qualche idota solitario armato di coltello o cacciavite (stile Mohammed Game) potrebbe colpire inermi cittadini in una via centrale o sui vagoni ferroviari o metropolitani.

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    Nemo at |

    Buon giorno. Guardo il sito del Corriere e leggo subito Mattarella "non ci si difende coi muri". Faccio sommessamente notare che i muri sono sempre stati uno strumento di difesa validissimo e secondo gli storici della military revolution (eg. G. Parker), la necessità di costruire fortificazioni nel periodo 500-700 e di gestire gli eserciti necessari a difenderle  ha stimolato lo sviluppo dell'apparato burocratico dello stato moderno. Per dirla con Tilly, state made war and war made the state. Insomma, senza fortificazioni (muri) gli stati moderni non esisterebbero. Anzi, per la verità non saremmo neanche entrati in fase moderna, senza fortificazioni saremmo stati spazzati via dagli arabi molto prima. In effetti, le fortificazioni sulle cose italiane non sono state costruite da fessi che non sapevano che altro fare, ma da gente col cervello a posto.

     

     

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    Nemo at |

    Secondo me ha detto cose sbagliate. 

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    Asso at |

    Il senso della frase del Presidente e" riconducibile al piu' ampio concetto de De Pluribus Unum. Per attuarlo bisogna non solo non erigere muri ma continuare a distruggere quelli ancora presenti, cosi' come di sta facendo (solve et coagula). Deve essere conosciuto pero' il fatto che per giungere al nuovo stato di cose 'si dovra' passare per il fuoco'. 

    Un saluto dal Nord Europa a tutti

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    deleted at |

    Buonasera Silendo,

    leggo che il nuovo Responsabile della Sicurezza Rai essendo francese non può avere il NOS avendo la cittadinanza francese .

     Soluzione trovata : trattenere al suo fianco il precedente Responsabile.

    Mi spieghi che senso ha, visto che il nuovo responsabile avrà la possibilità di accedere alle informazionie / documenti che gli dovrebbe fornire il precedente Responsabile ?

    Se il fatto di essere straniero non permette di avere il NOS, che senso ha darlo ai cittadini con la doppia nazionalità?

    I cittadini con la doppia nazionalità come possono a lavorare presso i Ns Servizi ?

    Leggo che molti giovani Italiani ebrei scelgono di svolgere il servizio militare presso lo Stato di Israele.

    Non so se questa scelta e' possibile solo per gli Ebrei con la doppia cittadinanza o anche per quelli con la sola Italiana.

    Sia nel primo caso sia nel secondo caso penso che questo possa pregiudicare la Fedeltà all'Italia e quindi la possibilità di svolgere compiti particolarmente sensibili.

    B.A.

    P.S. Come facciamo a sapere se un cittadino italiano va a svolgere il servizio militare in un altro paese?

     

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    Ettore at |

    Audizione della nostra intelligence…che cosa stanno combinando ?

     

    http://www.confindustria.vicenza.it/rassegna/20160803/AK13008.pdf

     

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