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    Sultano at |

    Di ritorno la cara lista dei libri di Silendo. Ecco come farsi qualche regalo nel weekend 😉

     

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    The Hooded Claw at |

    Sile, se posso permettermi, senza voler essere invadente, vorrei consigliare un libro che ho appena finito ed ho trovato molto interessante.

    Crouching Tiger di Peter Navarro: un'analisi delle capacità militari  cinesi, di come la Cina cercherà di attuare il suo piano per una egemonia prima regionale poi globale e di come gli US dovrebbero agire in risposta. A Navarro non piace nulla della Cina contemporanea, e non ne fa mistero, quindi non ci si aspetti un resoconto imparziale perché non é nelle intenzioni dell'autore. Ciononostante molte informazioni mi sono sembrte utili, e certa parte delle analisi estremanente istruttiva.

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      The Hooded Claw at |

      Peter Navarro ha pubblicato un articolo sul tema:

      http://www.theglobalist.com/china-a-free-hand-in-the-south-china-sea/

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    Anonimo at |

    segnalo un'iteressante articolo di Stephen Marrin, che descrive il panorama attuale degli intelligence studies, interrogandosi se abbiano raggiunto, o meno, il rango di disciplina accademica:

    http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/02684527.2014.952932

    barry lyndon

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      STV Giovanni Nacci at |

      Marrin è un mito :)

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    The Hooded Claw at |

    Un libro che non ho letto ma che mi sembra interessante:

    Realpolitik: A History, John Bew

    http://www.amazon.co.uk/Realpolitik-History-John-Bew/dp/0199331936/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1455819988&sr=1-1&keywords=realpolitik

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    Nemo at |

    Io segnalo un articolo che mi è piaciuto moltissimo (e con cui concordo): It Is Kind to Be Cruel: The Humanity of American Realism

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    Anonimo at |

    Silendo,

    Complimenti per lil nuovo restyling del sito.

    Hai per caso usufruito anche Tu dell'Super Ammortamento degli investimenti 2015-2016 ?

    Scherzi a parte.

    Auguri di Buona Pasqua a Tutti.

    B.A.

    P.S. Un Pensiero a Tutti cittadini caduri a Bruxelles

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    Anonimo at |

    Fonti Sicurezza UE: 400 Combattenti Isis inviati in Europa per Attacchi.

    Facendo un rapido conto : 4 kamikaze per attacco, vuol dire che ci dobbiamo aspettare 100 attacchi. 

    Facciamo 50 attacchi ? OK prepariamoci

    Faccio un'altra osservazione :

    Gli attentatori avevano prenotato alla centrale taxi un taxi furgone che poi non e' stato mandato così non hanno potuto caricare tutti i bagagli.

    Forse sarebbe il caso di "utilizzare" la rete dei taxisti e dei noleggiatori come sensori …

     

     

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    Anonimo at |

    SILENDO,

    Ti volevo segnalare l'articolo su L'ESPRESSO di questa settima na : NON CI RESTA CHE l'INTELLIGENCE "

    di Achille Della Ragione (?) dove si suggerisce per potenziare rapidamente  i Nostri Servizi di assumere agenti segreti dei paesi dell'Est come analogamente ha fatto la nostra criminalità organizzata con i rappresentanti della criminalità dell'Est.

    B.A. ……

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    The Hooded Claw at |

    Anche se ormai si dovrebbe parlare di libri per l'estate, mi permetto di suggerire un libro che ho cominciato ieri ma di cui ho già letto la maggior parte dei capitoli tanto lo trovo interessante:

    Connectography di Parag Khanna

    Una mappatura globale delle grandi autostrade finanziare, informatiche, di accesso ai mercati e di supply chain; il tutto visto attraverso la lente della geopolitica. Forse un po' troppo ottimista in alcune conclusioni, ciò nonostante è una miniera di informazioni e mappe interessanti.

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    Anonimo at |
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    Anonimo at |
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    Lorenzo at |

    Buongiorno!

    Trovo molto interessanti le Vostre segnalazioni.

    Vi chiedo di essere inserito nella Vostra mailing list.

    Grazie!

    Lorenzo 

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    Anonimo at |

    Skorpio – Vincenzo Li Causi, morte di un agente segreto di Massimiliano Giannantoni, Round Robin editrice, 2018, pag 215, euro 14

    Lo chiamavano Sirio, Livio, Vinicio. Alcuni anche Domenico. Per il servizio militare era Maurizio Vicari o Salvatore Bortone. Per i più era un esperto di telecomunicazioni; per i meno era uno degli Operatori speciali dei servizi italiani, precisamente della sezione K. Quella con licenza di uccidere. Era capo del Centro Scorpione e membro del gruppo paramilitare Gladio. Si dice conoscesse Ilaria Alpi e ne fosse suo informatore.

    Si chiamava, in realtà, Vincenzo Li Causi ed è morto a Balad in Somalia in un conflitto a fuoco il 12 novembre 1993. Così, almeno, pare. Sembra l’inizio di una spy story, ma i riferimenti a persone e fatti sono tutt’altro che casuali.

    A indagare e scavare sotto le sabbie somale è stato Massimiliano Giannantoni, grande esperto di casi difficili: per Sky Tg24 ha curato inchieste sul caso Moro, la P2 e la Banda della Magliana; una sua intervista al presidente emerito Francesco Cossiga fece riaprire le indagini sul caso Ustica.

    Per questa sua ultima fatica editoriale, Giannantoni ha scartabellato archivi, reperito numeri telefonici apparentemente introvabili e intervistato familiari, generali e gladiatori.

    Il 13 aprile 1991 Vincenzo Li Causi viene mandato, come agente del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare, a sovraintendere le indagini e le operazioni di sequestro di materiali riguardanti il caso Gladio – l’organizzazione paramilitare clandestina creata con il pretesto di contrastare un’ipotetica invasione dell’Europa da parte dell’Unione sovietica.

    Tra i documenti spunta una scheda intestata a Salvatore Bortone; ma foto, dati e impronte sono proprio quelle di Vincenzo Li Causi. Il nostro uomo guarda i carabinieri e non dice nulla: ammetterà solo davanti al sostituto procuratore di essere stato a capo del Centro Scorpione, che aveva base a Trapani, in una normale palazzina che si scoprirà poi essere di proprietà di un condannato per criminalità mafiosa.

    Secondo le testimonianze raccolte da Giannantoni, il centro era composto da una decina di reclutati, aveva armi d’ordinanza, un ultraleggero, una radio e un computer. Dai rapporti ufficiali vi erano previste 355 persone – solo in parte effettivamente reclutate -, un terzo in più di quelle destinate a un centro analogo al confine con la Jugoslavia. E quindi con il Mondo comunista. Cosa c’era in Sicilia?, cosa si faceva nel centro Scorpione?

    Il magistrato Giovanni Falcone sospettava che Trapani, negli Anni 80, fosse un crocevia tra mafia, massoneria e Stato, ivi rappresentato da Sismi, Sisde e, in forma deviata, Gladio. Il senatore Massimo Brutti ne era certo: Trapani era il centro di convergenze e traffici occulti, armi, droga, rifiuti tossici, terroristi internazionali.

    Il giornalista Mauro Rostagno, animatore della comunità Saman e di RadioTeleCine, aveva quasi trovato le prove: aveva filmato la scena in cui casse di medicinali, pronte per essere portate in Africa, venivano sostituite da casse di armi. Rostagno morì, in circostanze molto sospette, mai chiarite, nel 1988.

    E questo è niente. A sentire l’ex gladiatore Dino, nome di fantasia dato dall’autore alla sua fonte, intervistata a La Spezia, Trapani era solo un campo di esercitazione: la vera base operativa era a San Vito Lo Capo.

    Quando il Centro Scorpione venne chiuso, l’agente segreto Li Causi non era più segreto, anzi, era assediato dalla giustizia e dalla stampa. Bisognava farlo sparire. In Somalia. Le grane e gli interrogatori erano l’unico motivo?

    Si dice che in Somalia Vincenzo ci fosse andato per controllare il traffico di armi e per cercare documenti e soldi. E si dice che là ci fosse una parte di soldi trafugati dal Banco Ambrosiano; e qui entrano in scena Roberto Calvi e Bettino Craxi perché Vincenzo era “un uomo di Craxi”, parola di Dino.

    Li Causi, insomma, arrivato a Balad ufficialmente nell’agosto del 1993, ufficiosamente tra aprile e maggio, vi morirà il 12 novembre. Quella domenica era andato a caccia con quattro colleghi, non si sa se fossero degli amici. Una jeep li seguiva all’andata, al ritorno un camion. Poi una raffica di pallottole.

    Vincenzo, rispondendo ai colpi, si era rivolto al suo assalitore in italiano. Lo aveva riconosciuto? Era una trappola? Sapeva troppo e doveva essere eliminato?

    Diceva Churchill I panni dei servizi segreti … si devono lavare più spesso degli altri. Ma a differenza degli altri, non si possono mettere ad asciugare alla finestra; e questa è anche la conclusione di Giannantoni. Che, però, nel suo libro di panni sporchi – e non lavati – ne ha stesi parecchi.

    a cura di Virginia Volpi

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