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    Anonimo at |

    Le considerazioni che la Flournoy esprime sul processo di pianificazione strategica del DoD USA (e, nello specifico, sulla QDR) costituiscono un'ulteriore conferma di due tendenze che caratterizzano i processi decisionali di molte amministrazioni (anche europee):

    – lo spostamento dell'attenzione (e delle risorse) sul processo, a discapito dei risultati. Si tende ad essere talmente rigorosi nel rispettare le regole dei processi, che si incappa nell'errore (macroscopico) di vedere la compliance alle regole come fine del processo decisionale stesso! Si perde di vista, quindi, il vero fine dei processi decisionali: adottare delle decisioni che abbiano degli output ed outcome misurabili.

    – la spinta bottom-up, che spesso è la diretta conseguenza del 'vuoto' della politica o di quelle posizioni vertice che fanno da cerniera tra il livello politico e quello amministrativo. In sostanza le amministrazioni (non solo quelle della difesa e della sicurezza nazionale), in assenza di una chiara policy e di obiettivi strategici fissati dal vertice politico-amministrativo, tendono a riempire gli spazi vuoti, colmandoli con obiettivi che, proveniendo dal 'basso', non possono che essere di livello gestionale\operativo e quasi mai strategico. Questa spinta dal basso (in qualche misura fisiologica e necessaria a compensare la carenza di leadership) porta inevitabilmente ad un "impoverimento" dei processi decisionali di vertice. Tali processi diventano degli esercizi di stile, routinari, in cui prevalgono gli aspetti 'procedimentali' e le questioni 'gestionali', cadendo spesso nella deriva del micromanagement.

     

    barry lyndon  

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      STV Giovanni Nacci at |

      adottare delle decisioni che abbiano degli output ed outcome misurabili

      Standing ovation per Barry! :)

      Aggiungo solo che – stando almeno alla mia esperienza – è già una bella fortuna quando la "spinta dal basso" esiste ed è in qualche modo "positiva" (con tutte le limitazioni "sistemiche" di cui Barry parlava, s'intende).

      Infatti più che di un "impoverimento" dei processi decisionali di vertice (che magari poveri lo sono già per fatti loro, a prescindere da quel che fanno "sotto"…) io parlerei di un radicato fenomeno di abdicatio – più o meno spontanea, più o meno consapevole, più o meno completa, più o meno "topic driven" – di ruoli decisionali strategici (e conseguentemente, in una qualche misura, di responsabilità) a favore delle "strutture" sottostanti*. 

      Ciò non significa – tout court – che i risultati non siano misurabili, ma semplicemente che vengono misurati sulla base di una parametrizzazione che può rivelarsi inadatta ad oggettivare il livello di efficacia strategica della decisione. E questo è forse anche peggio dell'assenza di misurazione.

      Troppo spesso accade infatti che il risultato insoddisfacente di una misurazione inadeguata invece che far riflettere sulle modalità con la quale è stata effettuata, finisca permettere in dubbio l'utilità stessa della misurazione (in altre parole se sto misurando la temperatura del forno di casa con un igrometro e poi mi ustiono afferando il tegame della crostata a mani nude, non vuol affatto dire che misurare la temperatura del forno non sia il metodo giusto per cuocere crostate sempre perfette. Specie se di crostate non devo cuocerne una ogni tanto ma cinquanta al giorno (perché vendere crostate è il mio core business…).

       

       

       

      *  è il classico caso del decisore di vertice che dice "mi dovete dire voi cosa devo fare, voi siete i tecnici"

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      1. avatar
        The Hooded Claw at |

        Giovanni, la standing ovation te la meriti tu, hai centrato il problema perfettamente, infatti stavo per scrivere un commento, poi ho letto il tuo e non ne ho più avuto bisogno.

        Le attività process oriented (generalmente molto amate da burocrati e middle managers) sono in realtá altamente misurabili. La misura dell'attuazione dei processi viene in genere trivializzata e ridotta ad un box ticking exercise che permette a certi individui di pararsi il posteriore potendo affermare di aver fatto il loro dovere ma senza aver fatto nulla di effettivamente utile o produttivo. 

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          STV Giovanni Nacci at |

          Caro Hooded, sei troppo gentile… io al massimo merito una "scrambled UOVAtion"… 😉 😀

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    Anonimo at |

    Incredibile, accade anche in campo aeronautico

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