16 Responses

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    Anonimo at |

    Buongiorno Silendo,

    se questi 30.000 fossero impiegati in Europa, non sarebbe un numero NOTEVOLE e INASPETTATO ?

    B.A.

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    Anonimo at |

    Secondo la Direttrice del sito Site :

    Il Cooperante italiano Cesare Tavella di 50 anni e' stato ucciso

    con tre colpi di pistola in strada a Dacca in Bangladesh .

    L'Isis avrebbe rivendicato l'atto. 

    Il Dr Tavella lavorava per la siccome Cooperation .

    B.A.

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    Frumentarius at |

    Per non parlare del conflitto ucraino/russo. Nel Donbass sono affluiti foreign fighters da tutta Europa, Italia inclusa, anche se ovviamente in quantità minori rispetto al conflitto siriano. Qui la base ideologica è politica e non religiosa, ma siamo sicuri che si possano fare distinzioni di reato e threat assessment in base a quello?

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    Simpatizzante at |

    Purtroppo le incognite connesse al ritorno dei reduci dalle zone di conflitto e gli indicatori di rischio sono ancora tanti e risiedono in primis nella difficoltà di monitoraggio in fase di rientro nel Paese di origine ed inoltre, nell'influenza che questi ex combattenti possono avere nei processi di radicalizzazione di individui più vulnerabili, così come nella costituzione di reti attive nel reclutamento e nell’instradamento di volontari.

    Un utile supporto é costituito senza dubbio dalle recenti raccomandazioni dell'UE con la compilazione della risk indicators list che consente alle autorità di frontiera di svolgere un profiling coerente alle esigenze, cosi' come l'uso diciamo più spinto dello Schengen Information System e non ultimo  alcuni progetti attualmente in fase di trial in alcuni Paesi che prevedono l'uso di determinate apparecchiature per…

    Sorry can't say more then this

    Anyway molto interessante questo blog for discussion

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    Asso at |
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    Anonimo at |

    Silendo, volevo segnalare i due articoli di oggi su Il Tempo.

    Il primo è una intervista al Dott. Massolo in cui parla dei novanta foreign fighters che hanno avuto a che fare con l'Italia e della distribuzione di tale numero fra italiani figli di genitori italiani, italiani figli di immigrati e immigrati loro stessi.

    Il secondo riguarda la seconda ondata /arrivo degli interpreti afghani che hanno dato supporto alle truppe Italiane di base in Afghanistanta quale ad esempio la base a Bala Boluke Farah.Il Ministero della Difesa ha attivato per loro un programma di protezione Sprar (vedi http://www.sprar.it ) .

    Silendo, secondo Te corriamo qualche rischio che qualcuno di questi sia un terrorista dormiente come accade in una base USA dove furono uccisi molti 007 americani ?

    B.A.

    B.A.

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    Anonimo at |

    Scusa Silendo, ma l'articolo sugli Interpreti Afghani non è su Il Tempo, ma su Il Mattino di oggi.

    B.A. senza Tempo al Mattino

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