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    STV Giovanni Nacci at |

    Ma almeno una medaglia di plastica nichelata a chi di noi ha fatto risparmiare questi 165 mila euro no? 😀

    (a parte gli scherzi: dite che tale "costo di produzione" di un laureato comprende anche la formazione precedente o si tratta proprio del solo costo per il raggiungimento del titolo, al netto degli studi precedenti?)

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      STV Giovanni Nacci at |

      (chiedo venia: una lettura più attenta ha soddisfatto la mia curiosità 😉 )

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    Anonimo at |

    Silendo, a tale proposito  proprio oggi hanno detto che il reddito medio dichiarato degli Immigrati  è superiore del reddito medio dichiarato in Calabria dagli Italiani.

    Come spesso accade dopo esperienza e riflessione,  verai che gli Immigrati saranno La Risorsa che Tutti i Paesi dell'UE si contenderanno (scegliendoli però) .

    B.A.

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    Anonimo at |

    A tale proposito da Le formiche ….
    08 – 09 – 2015Marcello Inghilesi 
    Perché c'è la corsa ad accogliere i profughi siriani 

    Welcome! hanno urlato austriaci e tedeschi ai poveri siriani (e non) scappati (forse) da pene, violenze, schiavisti e guerre. Non lo avevano fatto prima al Brennero (e i francesi a Ventimiglia) e non erano scesi neppure in Sicilia in macchina ad accoglierli, come hanno fatto alla frontiera con l’Ungheria. Ma in Sicilia i siriani erano pochissimi e gli africani moltissimi. (Anche il Papa ha promesso oggi alloggi ai siriani, magari islamici, ma non agli africani, magari cattolici: perché?)

    Questa politica tedesca, subito seguita da quella francese e anche da quella inglese, da un lato lascia stupiti, dall’altro puzza, appare pelosa. Esistono tre piani sui quali ragionare.

    Quello umanitario. Abbiamo il dovere di aiutare sempre chi ha bisogno; tanto più chi è caduto nel bisogno, a seguito di guerre o porcherie umane. Questo dovere spetta anche agli Stati? Mai nella storia è stato possibile avere uno Stato “buono”, capace di aiutare tutti i bisognosi a lui rivoltisi; mai: neanche gli Stati religiosi, teocratici, socialisti o comunisti, internazionalisti; degli Stati “liberali” non parliamo neppure. E mai sarà possibile; perché uno Stato nasce da un contratto di convivenza di una collettività determinata (che il più delle volte ha una sua forma “costituzionale”), spesso nazionale, talvolta federale, ma mai universale.

    Quello politico. La situazione delle guerre e delle miserie, nelle aree da cui provengono quasi tutti i migranti di oggi, è molto variegata e complicata. Ma un denominatore comune può essere trovato negli errori politici e negli interessi delle grandi “potenze” mondiali, affiancate dai loro amici, congiunturali o storici. Gli americani, da lontano, fanno valere i  loro interessi di politica estera (divide et impera nel mondo arabo) ed economica (controllo delle aree petrolifere ed energetiche medio-orientali). Gli europei fanno confusione; basta solo guardare cosa hanno fatto in Libia e Siria, per capire come politiche spesso nazionalistiche, ma sempre sconclusionate, si traducano in tragedie umanitarie, senza precedenti: in Siria la Francia di Hollande sostenne nel 2013 la guerra civile, contro Assad, con un assurdo e complice silenzio della UE; oggi la stessa Francia di Hollande ha deciso di mandare aerei a combattere contro l’Isis – che con gli americani hanno contribuito ad armare – e quindi a difesa di Assad.

    Gli europei, in questi ultimi anni, hanno lanciato iniziative destabilizzanti, senza mai prevedere i punti di caduta: errore politico imperdonabile (un Maestro diceva: mai cercare di andare da A a B, se non si è sicuri che B sia meglio di A). I russi sembrano restare alla finestra, con un loro nazionalismo fatto di grande concretezza, assediati da una Nato, che appare sempre più equivoca e inutile. Pronti ad intervenire sugli errori degli altri; come peraltro i cinesi.

    Quello economico. Sembra oggi fortemente connesso con quello politico. L’obiettivo delle grandi potenze rimane il controllo delle aree energetiche e di quelle con materie prime di interesse essenziale per la loro vita e il loro sviluppo. Oggi se non ci fossero più petrolio e gas in Arabia Saudita, in Iran e nei Paesi del Golfo, probabilmente le guerre diventerebbero solo tribali, fino a svanire nella povertà dei deserti. Le armi, gli arsenali militari e tutti gli strumenti di difesa (più spesso offesa) bellica provengono dalle aree di queste grandi potenze; e contribuiscono a mantenere questa instabilità drammatica che stiamo vivendo.

    A seguito della fotografia del cadavere di un bambino reso dal mare, dopo un tentativo di fuga dalla guerra siriana, l’Europa si sta muovendo. Col cuore e senza cervello? Non è detto. Avere scelto i siriani come immigrati da accogliere a braccia aperte può non essere casuale. Essi non sono moltissimi (qualche centinaio di migliaia sono integrabili; per esempio, i francesi si sono oggi impegnati per 24 mila in due anni; gli inglesi per 20 mila in 5 anni; e i tedeschi per ora non hanno messo limiti). Possono essere usati come strumento per aiutare a trovare una soluzione al problema siriano, che metta d’accordo russi, iraniani, americani e israeliani. Non presentano fanatismi religiosi. Sono preparati e quindi facilmente impiegabili nelle economie europee. E un giorno potrebbero anche rientrare in una Siria pacificata e in sviluppo. In particolare la Germania ha bisogno di manodopera seria e a basso costo (non dimentichiamo la elasticità del mercato del lavoro tedesco rispetto a quello di molti altri Paesi UE); e potrebbe averla trovata, facendosi oltretutto paladina del buonismo internazionale (precedendo addirittura il Papa).

    I nostri immigrati, africani, poveri e islamisti, interessano meno o nulla. Si sente odore di un certo razzismo in tutta questa vicenda “buonista” europea (a proposito, ma le Nazioni Unite si sono forse evaporate, con i soldi di 193 Stati, che le finanziano per la pace nel mondo?).

    B.A.

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    CaioDecimo at |

    I dati che circolano indicato che i siriani sono diplomati al 45% e laureati al 39%. E se li prende la Germania.

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    Anonimo at |

    Volevo segnalare l'Intervista al Prof. Luttwak su Il Giornale di oggi.

    "Se l'Europa apre le porte verrà con quistata dall'Islam.

    I Profughi vengono da Siria e Irak.

    Tutti gli Altri vanno rispediti a Casa."

    B.A.

     

     

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    Morgana at |

    Sig. Nacci ha finito di sfogliare il calendario Pirelli? Lei darebbe una medaglia al valore per ogni scatto da gennaio a dicembre…..la invito a girare pagina: non si fissi con Agosto!!!!

    "La competizione per le competenze": 90-60-90 …..lo sapevo che avevano sbagliato a scrivere il mio voto di laurea!!!

                                                                                         Morgana

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      STV Giovanni Nacci at |

      GO NAVY! 😀

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    Nemo P. at |

    Ma nessuno ha notato che siamo nel bel mezzo di una crisi di offerta? La crisi economica è legata al fatto che possiamo produrre molto più di quanto possiamo comprare. 

    La ricetta neoliberista (che ha preso il sopravvento dai tempi di Tatcher e Reagan e poi col crollo del muro) nega questa evidenza, sposa in toto la legge dei sbocchi di Say e spinge per aumentare ancora la produttività, sperando che riducendo i costi e quindi i prezzi, prima o poi la produzione ritornerà ad essere comprabile. Per questo, per loro, ben vengano nuovi immigrati. Nuova manodopera, meglio che laureata (anche se bisognerenne vedere come, la qualità delle loro università è bassissima a volte infima) farà abbasare i salari e aumenterà la produttività.

    Il problema pero' è duplice:

    1. il neoliberismo è una ideologia sbagliata, ha fatto danni e ha creato la crisi in cui siamo. Ci sono mille e una ragioni per cui esso non rispecchia la realtà. Aveva ragione Keynes, serve una crescita in cui domanda e offerta crscono in armonia , come è avvenuto nel modello di capitalismo (sano) che ha prevalso dal 1945 ai primi anni 80. E nella visione Keynesiana, quella corretta, importare manodopera in una fase di sovra produttività è una follia catastrofica.

    2. il neoliberismo , nella sua modellizzazione estremamente rozza, considera l'uomo come lavoratore e consumatore. Ma noi non stiamo importando lavoratori, noi stiamo importando lavoratori musulmani. E questo cambia radicalmente.

    Tutti gli indicatori (mi riferisco a indicatori di macro periodo e alla teoria strutturale demografica per la previsione dei periodi di violenza nelle società) dicono  che stiamo andando velocemente verso una balcanizzazione della società, periodi di violenza sociale e possibilmente una guerra civile europea. 

    Ma qualcuno crede che iniettare ancora musulmani in Europa, quando già si sa che in Francia nel 2040 i nuovi nati musulmani saranno la maggioranza, puo' portare a qualcosa si buono? Solo una deficiente come la Merkel puo' pensare di colmare buchi demografici (causati da un abbassamento dei salari tedeschi a causa do politiche neoliberiste) con dei musulmani sia una cosa intelligente. Comunque, sicuramente , da bravi tedeschi, avranno un piano dettagliato. Hanno sempre un piano, solo che gli sfugge il quadro complessivo e creano catastrofi.

    Per quanto riguarda l'Italia, uno scenario molto probabile legato all'immigrazione di massa è che la Lega prenda saldamente il potere al Nord, entri in conflitto col potere centrale indebolito e screditato e decida di dare il via alla secessione per poter attuare politiche alla Orban, col pieno sostegno della popolazione autoctona. Se andiamo avanti cosi, non è detto che fra dieci anni l'Italia unita esista ancora. Io sono del nord e misuro un radicale cambiamento di temperatura della popolazione nei confronti dello Stato Italiano. 

    In sintesi: Luttwak ha ragione. Vanno respinti come ogni mezzo.

    Saluti

    Nemo.

     

     

     

     

     

     

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    Morgana at |

    Nemo la realtà è anche peggio di quello che leggi: le elites competitive ora in auge, dopo aver perfezionato una formazione in peacekiping attueranno la legge per avere finanziamenti sull'immigrazione.

    Cosa vuoi che ti dica? Ricordo ancora le lezioni delle elites (no peacekiping) che mi impartivano i fautori delle leggi contro la tratta degli esseri umani in Europa e il contrasto alle transmafie: dove sono i selezionatori?

    1- stanno giacando a Risiko

    2-si sono dati al mercato equo/solidale

    3-stanno cercando padre dall'Oglio

    4-si sono trasferiti in Ungheria per misurare la lunghezza dei reticolati

    5-sono emigrati

    6-presto le loro idee saranno rivalutate…e saremo selezionati

                                                                            Morgana

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    Morgana at |

    Sig. Nacci una curiosità…ma Lei è pugliese o calabrese?

                                                                     Morgana

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      STV Giovanni Nacci at |

      Sono testardo con un abruzzese. Dicunt… 😉

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    Morgana at |

    Nel senso che ha sposato un abruzzese?

                                                                               Morgana

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      STV Giovanni Nacci at |

      era "come un". Sorry… 

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    Nemo P. at |

    Buona sera

    un dato: la spesa pubblica media, pro capite, per residente in italia è circa 13 mila euro all'anno. Il gettito fiscale medio procapite della popolazione di immigrata REGOLARE è circa 2700 euro al mese.

    Saluti

    Nemo

     

     

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    Morgana at |

    ….dovrebbe essere forte e gentile "come un abruzzese"!!!

                                                                                                     Morgana

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    Alex at |

    –> In Sicilia per esempio solo l’11% dei locali ha una laurea e la popolazione di stranieri con una laurea è all’11,7%.

    Non ho ancora approfondito ma, se fosse vero, qualcuno potrebbe anche chiedersi:

    a) che fine fanno i laureati siciliani – a quali economie nazionali (diverse dalla propria) contribuiscono?

    b) che senso ha "cacciare" i propri connazionali, per "prendersi" degli stranieri, nell'ottica di una reale difesa degli interessi politici, economici, etc. del Paese?

    Oppure un senso ce l'ha, ma in me prevale l'ingenuità :)

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    Anonimo at |

     ""hanno detto che il reddito medio dichiarato degli Immigrati  è superiore del reddito medio dichiarato in Calabria dagli Italiani "  (inclusi  i  pensionati) ? !!

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