9 Responses

  1. avatar
    mv at |
    Reply
  2. avatar
    Morgana at |

    MV….secondo me ti porto fortuna!!!!

                                                                     Morgana

    Reply
  3. avatar
    Anonimo_2 at |

    Sono perfettamente d'accordo con l'articolo di mv, a cui faccio i miei complimenti.

    Aggiungerei che la comunicazione al mercato della scoperta, giunge in un momento particolarmente propizio per Eni e cioè a ridosso della trimestrale e in un contesto di mercato e di risultati (vd Kashagan) non particolarmente entusiasmanti.

    P.S. sono abbastanza nuovo del forum e ho inavvertitamente utilizzato un nick già un uso da un altro utente. Rivendico :) i precedenti post sullo shale gas ucraino a firma Anonimo. Da qui in avanti sarò Anonimo_2.

    Saluti

    Reply
  4. avatar
    SG at |

    una domanda da dummy puro. Come si fa a stabilire la proprietà di un giacimento quando si trova offshore?

    Reply
  5. avatar
    Anonimo_2 at |

    Risposta da dummy: lo sfruttamento delle risorse sottomarine è regolato dalla Law of the Sea Convention. Il diritto internazionale divide le acque prospicienti le coste di uno Stato in 3 zone: acque territoriali (entro le 12 miglia), zona contigua (tra 12 e 200 miglia) e la Zona Economica Esclusiva (entro le 200 miglia). Uno Stato può concedere una concessione esplorativa o di sfruttamento per un blocco esclusivamente all'interno della ZEE. Non risulta possibile l'esplorazione o lo sfruttamento di un giacimento che non ricade all'interno della ZEE di alcuno Stato.

    Gli esperti di diritto internazionale mi correggano, per favore.

    Reply
    1. avatar
      sg at |

      grassie!

      Reply
  6. avatar
    SG at |

    http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/colomba-vol-nido-francoforte-droga-draghi-funziona-piazza-107966.htm

    ANALISI/ ENI, IL CROLLO DEL PETROLIO E IL 'RISCHIO' TOTAL (di Fabio Tamburini) (ANSA)

    "L'Eni, in particolare, ha sempre avuto contratti importanti con la Libia di Gheddafi, alla cui caduta ha contribuito in misura determinante il governo guidato da Nicolas Sarkozy. E le recenti scoperte di giacimenti in Egitto e Mozambico hanno permesso di rafforzare le posizioni. Leadership che interessa molto i francesi, a cui va dato atto di una capacità sconosciuta all'Italia: sanno muoversi come sistema Paese. Sulla carta l'intesa verrebbe presentata come la nascita di un polo europeo dell'industria petrolifera ma, al di là delle dichiarazioni e degli accordi iniziali, significherebbe consegnare l'Eni alla Total. Sembra una operazione impossibile, destinata a restare una semplice eventualità in uno scenario di fantaeconomia.Di sicuro è possibile solo alimentando la destabilizzazione della società italiana, per esempio a causa delle inchieste giudiziarie che hanno messo nel mirino commesse ottenute in terra africana."

     

    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)