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    The Hooded Claw at |

    Finlandizzare o non finladizzare? 

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    mv at |

    Doppia finlandizzazione!

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      The Hooded Claw at |

      Parafrasando Jerry Calà in Bomber—Finlandizzazione, doppia finlandizzazione, finlandizzazione coi fiocchi!—

       

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    Morgana at |

    E lo shale gas dell'Ucraina?

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      mv at |

      Lo shale gas nell'Ucraina occidentale ha dei problemi geologici (è al confine con la Polonia, pure lì hanno mollato quasi tutti: di Marcellus ce n'è uno solo, d'altronde…), quello a est ha problemi di sicurezza per le operazioni (…) e su ogni investimento (a est come a ovest) incombono l'incertezza del diritto, la certezza di dover pagare tangenti per lavorare e un rischio incombente di nazionalizzazione/esproprio (o livello di tassazione comparabile).
      Shell a est e Chevron a ovest sono scappate, senza capitali e tecnologie occidentali la produzione di shale gas in Ucraina è rimandata a tempo indeterminato. 

      Qualche riferimento sulla questione dello shale gas in Ucraina (anche se un po' datati, i dati di fondo restano quelli e non è cambiato molto):
      – FT: Ukraine crisis unsettles Shell and Chevron (24/06/2014)
      – FT: Chevron pulls out of shale gas project in Ukraine (15/12/2014)
      – Platts (aperto): At the Wellhead: Ukraine’s civil strife has a shale angle (02/06/2014)

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    The Hooded Claw at |

    Una mappa che dovrebbe farci pensare…

    Russia Early Warning System Coverage

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      mv at |

      Un punto cieco che è molto meglio resti neutrale…

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    Anonimo at |

    Ciao morgana,

    lo shale gas ucraino non ha mercato, principalmente per 3 motivi:

    1) attualmente non esistono pozzi in produzione, ne in appraisal, ne riserve certe (almeno a livello 1P).

    2) il break even di tale gas é molto al di sopra dell'attuale prezzo del gas in europa, che é da anni ormai in oversupply. Inoltre l' Ucraina non ha accesso a capacità di liquefazione sul mar nero, ed un eventuale terminale sarebbe castrato dalla posizione sfavorevole rispetto ai centri di consumo. Per cui non vi é mercato né in europa (per i prezzi bassi) né altrove tramite LNG.

    3) la russia ha riserve certe per almeno altri 300 anni, escludendo lo shale gas che é presente in quantità ingenti. Attualmente fa fatica a vendere il proprio di gas, per cui scatenare una guerra per avere altro gas mi sembra un ipotesi un po' azzardata.

    Un ultima considerazione: lo shale gas é citato a sproposito praticamente in ogni dove… Attualmente

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    Anonimo at |

    Attualmente lo shale gas é estratto su scala rilevante solo negli US e forse inizierá ad essere esportato, con estrema fatica, in europa a partire dal 2019. Gli Stati Uniti poi hanno un costo di break even estremamente basso e possono contare su un vantaggio tecnologico rilevante (avendone praticamente sviluppato la tecnologia) e su due giacimenti monster (marcellus e Utica)… Questo per dirti che la storia dello shale gas come game changer del mercato dell'energia e degli equilibri geopolitici é pura speculazione.

    un saluto a tutti.

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    Morgana at |

    Buonasera,

    ringrazio tutti per le utili indicazioni. Ma non per contraddire fantasie e congetture le fonti che ho consultato sono i dati letti in:

    http://www.petrolioegas.it 

    http://shalegas-europe.eu

    http://iea.org

    articoli vari su Sole24ore e limes

    Insomma…le mie impressioni non sono così negative: i bassi costi, l'indipendenza dalla Russia, le possibilità di import nonchè di produzione in molti Paesi (la mappa di Limes è molto chiara).

    Scusate se sono un pò sempliciotta ma non stiamo dicendo che è meglio il caminetto di un gasdotto, probabilmente se è vero che le risorse estraibili sono diverse significa che c'è più concorrenza e che l'assolutismo energetico è sbagliato.

    L'economia non è statica, è dinamica soprattutto in campo energetico e si rivolge a tutti i settori della vita sociale: oggi più che in passato non siamo consumatori, ma la possibilità di scegliere è la vera molla della concorrenza.

    MV…."sugli investimenti incombe l'incertezza del diritto"….quella certezza non c'è neanche per gli altri investimenti, la variabile è data soltanto dalla volontà delle nazioni di praticare l'anticorruzione internazionale. Penso che piuttosto che rimandare ad altri super-io le responsabilità personali , dovremmo applicare e praticare l'onestà professionale e forse dovremmo chiederci "E noi individualmente cosa facciamo per rendere i rapporti economici incorruttibili?"

    Penso che la certezza ce l'abbiamo se "abbiamo le palle" per agire correttamente…

                                                                                   Morgana

                                                                                        Morgana

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      mv at |

      Banalizzo e schematizzo, ma la dinamica attesa sullo sfruttamento delle riserve non convezionali sarebbe questa:
      1. le risorse sono economicamente sfruttabili
      2. la proprietà degli investimenti è protetta, i livelli fiscali sono certi e la produzione è liberamente commercializzabile
      3. gli investitori internazionali scelgono di assumersi il rischio
      4. il gas ucraino si sostituisce a quello russo, in Ucraina
      5. il gas ucraino si sostituisce in parte a quello russo, in UE (o comunque aumenta la diversificazione dell'offerta)

      I problemi sono parecchi in ciascuno dei sei punti: non mi dilungo, ma sono facilmente immaginabili.
      In particolare, per rispondere alla obiezione, i costi (per noi) di inverare 2 sarebbero a mio avviso molto più alti dell'effetto positivo 6 (ammesso che sia significativo), dato che non stiamo parlando solo di anticorruzione internazionale, ma anche di problemi enormi di giurisdizione interna e (pure peggio) di struttura della società e del tipo di politiche pubbliche che legittimano il sotegno all'attuale regime (anche triplicando i prezzi del gas per riscaldamento ai cittadini come è stato previsto nei mesi scorsi, saremmo ancora sotto i plausibili costi di produzione dei nuovi giacimenti: siamo sicuri che uno stato in bancarotta sarebbe pronto a pagare a prezzi di mercato la produzione delle multinazionali?).

       

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    Anonimo at |
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    Morgana at |

    Sul sito di http://www.sicurezzanazionale.org c'è una pubblicazione molto utile per capire la questione Ucraina, ho trovato geniale il concetto di "guerra ibrida": a pag. 7 c'è una mappa utile e pag. 10 viene chiarito che "la Russia svolge campagne di disinformazione per sfruttare la dipendenza europea delle risorse russe al fine di indebolire il sostegno verso l'Ucraina". Più che di sicurezza energetica mi sembra di leggere che ci troviamo di fronte a delle minacce energetiche.

    Di solito non mi innamoro di una tesi, osservo la tematica da più fronti compresi gli studi sul contrasto alla mafia russa. La sicurezza nazionale lavora anche su questo fronte?

                                                                                                             Morgana

     

     

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    Morgana at |

    MV come ci sono arrivati alla bancarotta?

    Non mi piacciono le cose facili e la complessità di questa criticità attiva tutto il mio essere donna: nella psiche di genere femminile si attivano spesso meccanismi di resistenza al "farsi dominare dall'assolutismo del genere opposto", la democrazia delle risorse non è fuori da questa logica.

    Perchè non intervengono delle azioni di controllo dei Paesi attraversati dai crisi economiche?

    Storicamente il collasso dell'economia europea post-bellica è stato risolto con il Piano Marshall, oggi assistiamo al collasso della Grecia affrontato con gli sconti sulle vacanze?

                                                                                                             Morgana

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      mv at |

      Alla bancarotta ci sono arrivati spendendo sempre di più pur sapendo di governare un sistema economico inefficiente e sostanzialmente irriformabile. E prendendo a prestito da creditori compiacenti e in pieno moral hazard. Il conflitto coi separatisti drena risorse, ma è la struttura economica del Paese che è in malora da tempo.

      Che cosa intendi per "democrazia delle risorse"? Non sono certo di aver capito correttamente.

      "Perchè non intervengono delle azioni di controllo dei Paesi attraversati dai crisi economiche?", nel senso di controllo esterno? Mi pare che in parte sostanziale avvengano già. Il grado di efficacia dipende dalla struttura del Paese oggetto del controllo e dalla quantità/tipo di risorse che vi si vogliono investire. La mia risposta secca è dunque: perché non conviene.

      Quanto al Piano Marshall, la rilevanza dell'Europa occidentale come mercato finale per le merci statunitensi e come componente politico-miliare del bilanciamento anti-sovietico ha spinto gli Stati Uniti a riversare i noti aiuti al continente.
      Ad oggi, la rilevanza della Grecia per gli Stati Uniti non è tale da spingere a un impegno diretto (anche se in qualche misura la posizione dell'IMF va implicitamente verso un sostegno più attivo, via taglio del debito).
      Il problema è che a farsi carico di un equivalente funzionale del Piano Marshall dovrebbe essere l'UE, ma l'ideologia politica dominante in Germania non lo consente. Ergo, che continuino a vendere isole, aeroporti e pacchetti vacanze ai tedeschi, ai cinesi o ai marziani finché non ripagano un po' di debito, poi si vedrà. Tanto, in fondo l'economia greca vale l'1,8% (in discesa) di quella dell'area euro (o l'1,3% di quella dell'UE nel suo insieme).

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    Morgana at |

    1- la democrazia delle risorse: se un Paese è al collasso economico non può esserci indifferente, la democrazia comporta un sistema di interventi e sussidi per i Paesi in difficoltà, altrimenti ci dimentichiamo di appartenere ad una Unione Europea! Escludi che siano stati indotti alla bancarotta?

    2- "dovrebbe essere l'Unione europea ad intervenire con un Piano Marshall": scusa MV ma l'Italia fa parte dell'UE, pensi che ci riguardo soltanto il nostro bilancio?

    3-"l'ideologia politica dominante in Germania non lo consente"…quindi si vendono tutto. Ho capito… alle svendite ti sei comprato Zante?

                                                                 Morgana

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    mv at |

    Rispondo per punti! :)

    1. Per me la democrazia è un sistema di selezione delle élites di governo attraverso elezioni libere e competitive. Un sistema di interventi e sussidi ai Paesi in difficoltà mi sembra più una roba da otto per mille (con tutto il rispetto) o comunque una questione di valori che se perseguiti a prescindere da considerazioni di realismo possono essere molto nocive all'interesse nazionale.
    Quanto alle finanze pubbliche ucraine, senza i soldi russi in bancarotta rischiava di andarci già Yanokovich nel 2013. Che poi il nuovo regime sia stato messo in difficoltà anche dalle attività russe, mi pare fuori discussione.

    2. Assolutamente no! Ti stupirò, ma sono europeista (con tanti distinguo sull'architettura istituzionale, ma è un altro discorso). I punti sono due: non si può fare qualcosa di così grosso contro il volere del governo tedesco e, anche qualora ci fosse la possibilità, non sono così convinto che accollarsi l'Ucraina sia economicamente e politicamente sensato per l'UE.

    3. Magari avessi la liquidità per farlo.

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    Morgana at |

    MV non ho altre parole per dire che mi hai provocato un forte eccitamento intellettuale…procedo per punti di godimento:

    1- la democrazia è un sistema di selezione di elites: leggi bene E..LITE….finirai col ltigare con te stesso;

    2-la democrazia è un sistema di convivenza: CON…VIVE….vivrai più a lungo;

    3- Ho capito vorresti comprare SPARTA? E tutta la sua elites guerriera? In tal caso avresti molte persone con cui litigare.

    4-Gli ammortizzatori sociali sono presenti in tutte le società evolute e non riguardano solo coloro che arrivano in un Paese perchè disperati, ma anche te che godi di una identità europea: mi piacerebbe fare un esperimento. Ti addormenti e quando ti svegli incontri Morgana, il tuo testosterone crollerà quando scoprirai di non avere più le chiavi di casa, i tuoi documenti, la tua auto, il tuo telefono, il conto in banca, Pensi di farcela?

    5- Una elites democratica e competitiva, scusa se mi permetto una riflessione che mi sta a cuore perchè ho vissuto per 30 anni circondata dal mondo automobilistico: in questa democrazia degli MV elites vanno tutti in berlina e auto sportiva? Acquistando azioni con la frode e con l'inganno e inducendo alla bancarotta chi si oppone?

    6-Uso un'altra metafora…sto leggendo i racconti surreali di Moravia: domani mattina ti svegli e sei scorticato vivo perchè l'elites competitiva ha deciso di produrre divani pregiati fatti con la tua pelle….se hai bisogno di aiuto fatti dare il mio numero!

                                                                  Morgana

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    mv at |

    Meglio la litigiosa competizione elettorale dei cambi di regime basati sulle barricate e le forche: i costi sono decisamente più bassi. Gli europei, in Europa e nelle colonie di popolamento, ci hanno messo parecchi secoli per arrivare ai processi sociali e politici attuali. Non ho nulla contro lo stato sociale e i trasferimenti di ricchezza: sono la base delle democrazie correnti e sono indispensabili per mantenere il sostegno diffuso al sistema politico. Ma all'interno del sistema politico.

    E così veniamo al dunque: la democrazia è un affare interno dei sistemi politici, un meccanismo di funzionamento che si ferma ai confini di un Paese; non necessariamente una democrazia deve esportare e impiantare democrazia altrove (senza speranza di riuscita fuori da contesti sociali adeguati, come la storia anche recente dimostra piuttosto chiaramente) o deve attuare trasferimenti di ricchezza verso Paesi più poveri.
    La sua azione di politica estera può certo favorire lo sviluppo di vicini e lontani perché potrebbe essere vantaggioso (un moderato sviluppo dell'Africa fermerebbe i migranti, un buono sviluppo dell'Asia ha creato nuovi mercati per le nostre merci), ma non crea obblighi all'azione come se il mondo fosse senza confini e tutti gli abitanti della terra potessero avanzare le stesse pretese sulla raccolta fiscale dell'erario europeo/italiano/tedesco che un cittadino europeo può avanzare (non sto parlando di rifugiati, che nel nostro ordinamento hanno un posto più vicino al cittadino che allo straniero).

    Chioso con un esempio geopolitico (!): Svizzera e Svezia sono due democrazie, nessuno può dubitarne. Eppure hanno profili piuttosto diversi, quando si tratta di politica internazionale, e non si può dire che giacché la Svizzera non ha la politica estera della Svezia, per questo sia "meno democrazia". 

    Risposte numerate random:

    3. Gli spartani fornirebbero un'ottima base per l'esercito europeo (e comunque la Legione straniera contiene ben di peggio, ma sotto ottimo controllo: pasta pagarli e integrarli nel sistema).

    4. Sì, penso farcela.

    5. Ho una utilitaria comprata usata e sono felicissimo delle mie libertà economiche, che in nessun regime esistente sono tanto ampie come qui, e della certezza del diritto (relativa, certo). Consentendomi di sperare di poter acquistare un giorno una berlina (o anche no, avendone però la possibilità), a prescindere dal lavoro o dal rango sociale dei miei genitori. 

    6. La competitizione libera delle élites prevede le libertà negative di base delle società liberali (e qui veniamo tra l'altro a uno dei motivi chiave per cui la democrazia stabile è inesportabile, emergendo da processi secolari) e rispetto della legge (la frode e l'inganno sono puniti, all'interno del sistema legale di uno Stato democratico).

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    Anonimo at |

    1- Secondo te la de-localizzazione industriale in Paesi più poveri favorisce le elites competitive?

    2- La de-localizzazione ha favorito lo spionaggio industriale?

    3- Il rispetto della legalità delle transazioni (contrasto della frode e dell'inganno) nella de-localizzazione è garantita?

    La mia esperienza girando, vagando e cercando mi porta verso considerazioni davvero negative circa la legalità di molte attività transnazionali, anche se il mio ottimismo mi orienta verso tutto ciò che è legale e offre il massino profitto. Il problema è che le società non sono composte soltanto da elites formate nella economia e nella sicurezza, sono molti i soggetti che intervengono negli scambi economici: ci sono i fraudolenti di basso profilo, i mercenari, quelli che hanno l'alibi del "non lo so" e quelli che volutamente sono esclusi dalla logica della sicurezza.

    A che serve una elites competitiva se il sistema in cui agisce non lo è?

                                                                                                                           Morgana

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    Asso at |

    L’Elite si sta organizzando – a passi molto veloci secondo me – affinche’ anche il sistema in cui agisce sia adeguato ai loro ‘grandi progetti’. Non li vedi i loro progressi? Non farti depistare dall’attuale caos. Esso e’ solo uno strumento funzionale alla grande opera … E’ questione di anni, cucciolo. Volendo essere piu’ preciso, di una manciata di anni (credo).

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