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    hastatus at |

    Ma infatti, caro Silendo, come gia’ detto in un mio post precedente, l’isis ha una progettualità territoriale dal Marocco all’Iran, il c.d. Califfato. Ed è in Libia che si deve in qualche modo agire per spezzare una continuità territoriale sicuramente nociva all’occidente.
    Sulla possibilità di un riconoscimento di un ipotetico stato Isis, è già successo in passato. E purtroppo l’assenza di una forma di stato democratico non è ostativa per il riconoscimento di un nuovo Stato.

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    The Hooded Claw at |

    Sile, un po' fuori tema dal post (ma neanche tanto), volevo segnalare un libro che ho appena finito:

    The New Spymasters di Stephen Grey.

    L'autore analizza come la figura degli operatori di intelligence sia cambiata dai tempi della WWI fino ad oggi, passando per Guerra Fredda, IRA, narcotrafficanti, 9/11, Iraq, Afghanistan, Snowdon etc. Ho trovato molto interessante anche il suo punto di vista su tutta la faccenda Curveball e le WMD.

    Vengono inoltre messe in luce le profonde differenze tra CIA e SIS (o MI6) in termini di compentenze e modus operandi. Ovvero, della maggiore militarizzazione della CIA contro la natura puramente di raccolta delle informazioni del SIS. Sembrerebbe che quest'ultimo non faccia neanche analisi, in quanto essa è di competenza di altri dipartimenti all'interno del governo stesso.

    Un'altra nota, nel libro si parla di servizi statunitensi, britannici, francesi, belgi, tedeschi, russi, giordani, egiziani,  sauditi ed altri. Mentre gli italiani sembrano essere fuori dai giochi assieme agli spagnoli e a qualche altra nazione europea che avrei creduto avesse più peso. Chissà se tale esclusione è dovuta al fatto che nelle vicende narrate non abbiamo avuto grandi ruoli o se in generale contiamo veramente come il due di briscola…

    Io l'ho letto tutto d'un fiato.

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