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    ILCONTELEON at |

    http://www.lastampa.it/2015/05/05/esteri/francia-scatole-nere-per-analizzare-il-web-e-scovare-i-terroristi-cSB90R9hQORkMD6V5IQu7M/pagina.html

    Francia, scatole nere per analizzare il web e scovare i terroristi

    I deputati francesi hanno detto sì alla nuova legge sull’intelligence, la risposta del governo di Manuel Valls agli attentati di Parigi dello scorso gennaio

    Alla fine i deputati francesi hanno detto sì alla nuova legge sull’intelligence, la risposta del governo di Manuel Valls agli attentati dello scorso gennaio, che renderà più facili controlli e intercettazioni, con i sospetti jihadisti sempre nel mirino. Il testo, però, continua a generare dubbi e polemiche a livello della società civile, che punta il dito contro una « sorveglianza di massa».

    L’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale (438 voti favorevoli contro appena 86 contrari) era data per scontata, dato che la maggioranza socialista era pronta quasi interamente ad approvare la nuova legge e al tempo stesso anche il grosso dell’opposizione, almeno quella di centro-destra, l’Ump di Nicolas Sarkozy, ritiene la nuova normativa necessario per la lotta al terrorismo. In realtà l’iter legislativo non finisce qui. A fine maggio il progetto passerà al Senato ma anche lì l’esecutivo non dovrebbe avere problemi a farlo approvare. Tanto per dare un’idea, comunque, della tensione che grava sull’iniziativa, il presidente François Hollande ha già detto che alla fine del processo di adozione invierà comunque la legge all’esame della Corte costituzionale, per verificarne la conformità con il testo fondamentale. Non era mai capitato nella quinta repubblica.

    – DENTRO LE SCATOLE NERE CHE AGITANO LA FRANCIA (Frediani)

    I critici di questo progetto di legge parlano di un Patriot act alla francese, richiamandosi alla legge votata dagli Usa dopo l’11 settembre e che ha portato alle derive denunciate con il Datagate e le rivelazioni di Edward Snowden. In particolare in Francia ci sono nel mirino delle polemiche le cosidette scatole nere. Di cosa si tratta ? Per individuare comportamenti sospetti sulla rete, soprattutto in funzione antiterrorismo, l’intelligence potrà effettuare, con le nuove norme, una scrematura immediata e generalizzata sulla rete delle connessioni sospette. L’intero flusso di internet passerà attraverso queste scatole nere, che funzioneranno mediante algoritmi particolari. Potranno individuare, ad esempio, chi si collega in maniera frequente a certi siti di terroristi jihadisti e soprattutto chi inizia a farlo. Sempre sulla base della nuova legge, i servizi segreti potranno chiedere metadati e dati di login di utenti sospetti alle società telecom e ai fornitori di internet.

    La nuova legge permette anche di procedere a intercettazioni di ogni sorta sui sospetti più facilmente e speditamente di oggi, solo con il via libera fornito da un servizio attivo presso il primo ministro. Una commissione di controllo dovrà essere consultata ma solo a posteriori, almeno nelle fasi « a minaccia immediata » come è quella attuale, successiva agli attentati di gennaio (e che non si sa bene quando finirà). In ogni caso il verdetto della commissione non sarà obbligatorio a differenza di quanto avviene oggi con un organismo simile.

    Anche i motivi che giustificheranno le intercettazioni diventeranno più numerosi e decisamente meno circoscritti rispetto alla situazione attuale. D’altra parte la precedente legge sull’intelligence risale al 1991. Già oggi i servizi segreti francesi fanno ricorso a metodi di controllo e intercettazioni su sospetti criminali (e in particolare terroristi) che in realtà non sarebbero legalmente utilizzabili. E che la nuova legge cerca di regolare.

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    Anonimo at |

    Da La Stampa di oggi pag.16 :

    Sotto accusa la Raccolta Dati denunciata da Snoeden.

    Corte Americana contro NSA :"Spionaggio di Massa Illegale".

    Sentenza dei Giudici di Appello di New York : No ai controlli sui Cittadini Usa .

     

    " … Il Programma non era mai stato reso pubblico, veniva periodicamente riautorizzato da un 

    un Tribunale segreto chiamato Foreing Intelligence Surveillance Court. …"

    B.A.

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    Anonimo at |

    Esteri
    Usa, Hillary Clinton appoggia il progetto di riforma dell’Nsa
    “Un buon passo in avanti negli sforzi per proteggere la nostra sicurezza e le nostre libertà civili”

     08 maggio 2015 09:23 fonte ilVelino/AGV NEWS/Sputnik
     

    http://www.ilvelino.it/it/article/2015/05/08/usa-hillary-clinton-appoggia-il-progetto-di-riforma-dellnsa/0badd227-1e9c-4cdf-bfda-49f4f128ed9e/

     

    B.A .

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    Anonimo at |

    Esteri
    Usa, Hillary Clinton appoggia il progetto di riforma dell’Nsa
    “Un buon passo in avanti negli sforzi per proteggere la nostra sicurezza e le nostre libertà civili”

    di cos – 08 maggio 2015 09:23
    fonte ilVelino/AGV NEWS/Sputnik
    Washington

    Usa, Hillary Clinton appoggia il progetto di riforma dell’Nsa
    “Un buon passo in avanti negli sforzi per proteggere la nostra sicurezza e le nostre libertà civili”

    di cos – 08 maggio 2015 09:23
    fonte ilVelino/AGV NEWS/Sputnik
    Washington
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    Il Congresso degli Stati Uniti dovrebbe approvare la legge che mira a limitare l’archiviazione dei dati telefonici da parte della National Security Agency (Nsa). Lo sostiene il candidato democratico alla presidenza Usa, Hillary Clinton. “Il Congresso dovrebbe andare avanti con la “legge sulla libertà Usa”, un buon passo in avanti negli sforzi per proteggere la nostra sicurezza e le nostre libertà civili”, ha scritto Clinton sulla sua pagina ufficiale di Twitter. Ieri un Tribunale d’appello federale degli Stati Uniti ha stabilito che quel tipo di sorveglianza, stabilita dalle norme antiterrorismo del Patriot Act, è da considerarsi illegale e ha superato la portata di ciò che il Congresso degli Stati Uniti ha autorizzato appunto con il Patriot Act. La sentenza della Corte è arrivata a pochi giorni dalla scadenza del primo giugno, termine ultimo per il Congresso per rinnovare o rivedere il Patriot Act. Allo studio due disegni di legge: uno al Senato che potrebbe rinnovare il Patriot Act e un altro, “l’Usa Freedom Act”, che porrebbe delle limitazioni per consentire di sorvegliare obiettivi specifici – invece di una raccolta di dati alla rinfusa – ma solo dopo l’approvazione di un giudice.

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    Anonimo at |

    Usa, fine del Patriot Act. Da Senato stop a legge antiterrorismo e intercettazioni

    E' una vittoria di Rand Paul, il repubblicano libertarian candidato alla presidenza nel 2016, che si è battuto contro i poteri di ingerenza delle agenzie federali nelle vite dei cittadini. Decadono la clausola che permette la raccolta indiscriminata di dati delle telefonate e il potere di indagare senza mandato i “lupi solitari”, presunti terroristi non legati ad alcun gruppo

    di Roberto Festa | 1 giugno 2015

     
    I larghissimi poteri di sorveglianza della National Security Agency (NSA) non ci sono più.

    Dopo una drammatica seduta notturna, il Senato Usa non ha trovato l’accordo per il rinnovo di parti importanti del Patriot Act, la legge antiterrorismo fatta votare da George W. Bush dopo l’11 settembre. Alle 12.01 di lunedì è andata in scadenza la clausola che permette la raccolta indiscriminata di dati delle telefonate degli americani, così come altri importanti poteri di indagine della Fbi. Nei prossimi giorni, forse già mercoledì, si arriverà a una nuova legge, ma il dato politico è davanti agli occhi di tutti. Per la prima volta, da decenni, l’allarme sicurezza non viene ascoltato e vincono le preoccupazioni legate alla privacy.

    “Volete tracciare i sospetti di terrorismo? Ottenete un mandato!”. Questa una delle frasi lanciate dagli scranni del Senato da Rand Paul, il repubblicano libertarian, candidato alla presidenza nel 2016, che ha guidato una battaglia pressoché solitaria contro il Patriot Act e contro larghi settori del suo stesso partito. Da anni Paul critica i poteri di indagine e di ingerenza delle agenzie del governo federale nelle vite dei cittadini. Il suo individualismo libertario ha trovato un’occasione privilegiata di espressione proprio in occasione del rinnovo del Patriot Act. Paul – coadiuvato da due democratici, Ron Wyden e Martin Heinrich – ha più volte preso la parola, si è lanciato in lunghe ed estenuanti schermaglie procedurali, non ha smesso di battere sulla necessità di difendere le libertà minacciate. “Non sono più disposto ad accettare gli abusi della sorveglianza – ha detto -. E, come me, non sono più disposti ad accettarlo gli americani”.

    Per settimane il presidente Barack Obama, il capo della CIA John Brennan e quello della National Intelligence, James R. Clapper Jr., hanno chiesto il rinnovo del Patriot Act. I veri nemici di Rand Paul sono però stati i suoi compagni di partito, quei repubblicani che da George W. Bush in avanti hanno costantemente alimentato gli allarmi anti-terrorismo e la necessità di ampi poteri di indagine e controllo. In particolare, in questa occasione, il nemico numero uno di Paul è stato il vecchio senatore John McCain. “Ho sempre sostenuto che il senatore Paul sarebbe il peggior candidato alla presidenza per i repubblicani”, ha detto McCain nell’aula del Senato. “E’ ovvio che per il senatore Paul sono più importanti le sue ambizioni politiche, e la raccolta di finanziamenti, che la sicurezza della nazione”, ha aggiunto. Paul non si è scomposto. Ha continuato nella sua estenuante tattica di ostruzionismo, arrivando anche a lanciare accuse pesantissime nei confronti dei compagni di partito. “Alcuni di loro sperano segretamente in un attacco terroristico contro gli Stati Uniti, in modo da potermi biasimare”.

    Tra le clausole scadute con il 31 maggio, c’è anzitutto la possibilità per la National Security Agency, prevista dalla Sezione 215 del Patriot Act, di raccogliere enormi quantità di metadati relativi alle telefonate degli americani. Ma in soffitta finiscono anche altri importanti poteri di indagine dell’FBI. Per esempio, quello che permette di tracciare il nuovo numero di telefono di un sospetto terrorista senza ottenere un mandato; o il potere di indagare senza mandato i cosiddetti “lupi solitari”, presunti terroristi non legati ad alcun gruppo; o ancora, la possibilità di ottenere informazioni su tutta una serie di transazioni commerciali non immediatamente legate a un’indagine. Se questi poteri sono stati più volte definiti “essenziali” dall’amministrazione Obama, un rapporto del Dipartimento alla Giustizia ha rilevato che “la raccolta così massiccia di dati non ha portato ad alcun sviluppo determinante nelle indagini anti-terrorismo”.

    A questo punto, comunque, non si torna più indietro. Consegnato al passato il Patriot Act, almeno nella forma conosciuta sinora, il Senato nelle prossime ore si troverà a considerare lo USA Freedom Act già passato alla Camera. E cioè, una legge che trasferisce il controllo sui dati delle telefonate degli americani dalla National Security Agency alle società telefoniche. Toccherà di volta in volta alla NSA rivolgersi alle società telefoniche per ottenere dati relativi a un’indagine. Il senatore Paul si è dichiarato contrario anche a questa possibilità – “Piano piano, permettiamo che le nostre libertà scivolino via”, ha detto – ma è indubbio che il nuovo ordinamento porrà limitazioni sinora sconosciute alla NSA e alle altre agenzie di intelligence. Per ottenere dalle società telefoniche elementi utili a un’indagine, gli investigatori americani dovranno infatti giustificare la loro richiesta, e ottenere l’ok, della “Foreign Intelligence Surveillance Act Court”.

    Si tratta, per l’appunto, di un dato storico. Per la prima volta, almeno a partire dal 1978 e dopo l’accelerazione provocata dall’11 settembre, i poteri di indagine e polizia delle agenzie americane subiscono uno stop. Per la prima volta, da anni, le preoccupazioni legate alla privacy, al rispetto delle libertà civili, alla sfera più intima dei cittadini, hanno il sopravvento su quelle legate alla sicurezza e alla lotta al terrorismo. Sono passati quasi due anni dal momento in cui Edward Snowden rivelò la trama di controlli e ingerenze della NSA e il paesaggio, politico e civile, appare ormai irrimediabilmente cambiato.

    B.A. 

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