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    Morgana at |

    Sono letteralmente estasiata da tutto quello che Silendo esplica in questo blog…sono in contemplazione ascetica…penso che non mi riprenderò più dalla sequenza di emozioni intellettuali che provo…

    ……………………………………………………………..Morgana

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    Anonimo at |

    Silendo, il Dis avrebbe dovuto prendere tale iniziativa anche con altre analoghe Istituzioni di Altre Religioni o non avrebbe dovuto rendere pubblica tale iniziati perché potrebbe essere interpretata come una chiara ed attiva presa di posizione e  partecipazione alla lotta contro il Terrorismo mettendo ulteriorme a rischio i Cristiani che vivono in quei paesi controllati dai terroristi.

    Troppo Banale ?

    B.A.

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    Caio Decimo at |

     Un accordo coi baffi!

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    The Hooded Claw at |

    A proposito di religioni, ho appena finito un libro che mi sento di consigliare vivamente a chi è interessato alla situazione delle religioni minoritarie del medio oriente. Scritto da un ex-diplomatico anglo-americano fluente in arabo e farsi, il libro esamina la storia e l'attualitá di alcune delle religioni minoritarie che devono fare i conti con l'ortodossia sunnita. Gli Yazidi ne sono un esempio, ma ci sono anche cristiani copti, sétte sciite o giudee. Davvero affascinante, tanto che anche Bill Clinton in una delle sue lezioni alla Georgetown Uni lo ha caldamente raccomandato un paio di settimane fa.

    "Heirs to Forgotten Kingdoms" di Gerard Russell

    Se qualcuno lo avesse letto mi picerebbe sentire cosa ne pensa, soprattutto nel caso non fosse piaciuto.

     

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    Anonimo at |

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/convegno-a-lecce-gli-007-oggi-si-cercano-all-universita-no816639

    Convegno a Lecce:   Gli 007 ? Oggi  sono all’Università

    di MIMMO MAZZA

     LECCE – Da servizi deviati a intelligence 3.0, da segreti insabbiati a intelligence community, è cambiata la cloud dei nostri agenti segreti, una cloud piena di buone parole. Fa tappa stamattina all’Università del Salento «Intelligence live», il roadshow che da ottobre 2013 il Comparto Intelligence nazionale sta portando avanti nelle principali Università italiane per accorciare le distanze con i cittadini e confrontarsi con le realtà di eccellenza da cui il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica intende attingere «per garantire – spiega alla “Gazz etta” Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione istituzionale dei nuovi servizi (che hanno come acronimo Dis: dipartimento delle informazioni per la sicurezza) – il ricambio generazionale dei propri operatori e per rispondere in maniera adeguata alle nuove minacce, sempre più fluide, multivettoriali e asimmetriche, dentro e fuori i confini nazionali».

    L’Intelligence nazionale va, insomma, a caccia di talenti. «L’obiettivo è strutturare percorsi formativi e – dice il direttore – attivare un confronto con un Ateneo che ha all’attivo, tra l’altro, tanti spin-off capaci di utilizzare i risultati della ricerca nei più svariati campi di applicazione». L'appuntamento è per stamattina con inizio alle 11.30, presso il Centro congressi del complesso Ecotekne (via per Monteroni, Lecce). Dopo i saluti introduttivi del Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, su «Fare sistema per capire la complessità », il programma dei lavori prevede l’intervento di Antonio Palmisano (docente di Antropologia culturale) su «Scenari mediterranei: per un’antropologia della sicurezza nella nostra epoca».

    Il senatore Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, si soffermerà quindi su «Nuove sfide e ruolo dell’intelligence», Bruno Valensise su «L’Abc della funzione informativa » e lo stesso Paolo Scotto di Castelbianco su «Comunicare il segreto ». Modererà i lavori Gabriele Papadia, docente di Tecnologia meccanica. Nel corso dell’incontro – tappa numero 19 del roadshow «Intelligence live» – verrà descritto il mondo dei servizi segreti andando al di là dell’alo – ne di mistero che ha dato origine a stereotipi, pregiudizi e immagini distorte, così da raccontare in modo nuovo quali sono le competenze che lavorano nel «backstage» in campo tecnologico e delle analisi geo-politiche, economico-finanziarie e socio-culturali. Ma non solo. Dopo il boom di contatti registrati dalla sezione «Lavora con noi” del sito http://www.sicurezzanazionale.gov.it, verrà spiegato agli studenti come candidarsi a lavorare con l’Intelligence.

    «Il nostro sito Internet compie due anni il prossimo 18 giugno ed è diventato – dice Paolo Scotto di Castelbianco – l'interfaccia tra noi e la società. Si tratta di uno strumento di apertura al mondo delle imprese che hanno necessità di ottenere la certificazione per la sicurezza ma anche a tutti coloro i quali vogliono saperne di più su di noi e chi chiedono, come fanno tanti giovani, di lavorare con noi».

    Gli sbarchi di immigrati e il loro arrivo a Taranto hanno suscitato apprensione nella popolazione per possibili infiltrazioni terroristiche. Timore giustificati? «Non siamo preoccupati. Riteniamo al momento improbabili infiltrazioni tramite gli sbarchi anche se naturalmente il monitoraggio è continuo e costante».

    Ma qual è la minaccia più grave per l'Italia? «Non stiliamo classifiche – conclude Paolo Scotto di Castelbianco – ma siamo consapevoli della minaccia costituita dagli attacchi cyber, una consapevolezza che vorremmo fosse più diffusa nel Paese perché via web possono avvenire furti di denaro ma anche e soprattutto di tecnologia industriale strategica ed essenziale per le nostre piccole e medie imprese».

    B.A. NEWS

     

     

     

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    Anonimo at |

    29 – 04 – 2015 Antonino D'Anna 
    Perché dal Covolo e Massolo si alleano 

    Che cosa prevede l'intesa fra Università Pontificia Lateranense e Dipartimento informazioni per la sicurezza

    Grazie all’autorizzazione del gruppo Class Editori, pubblichiamo un estratto dell’articolo di Antonino D’Anna uscito sul quotidiano Italia Oggi diretto da Pierluigi Magnaschi.

    Per ulteriori informazioni si può leggere questo articolo pubblicato ieri su Formiche.net

    Qui le foto di Umberto Pizzi

    La Pontificia Università Lateranense (Pul) e gli 007 italiani, un binomio che nasce da un accordo e permetterà ai nostri servizi segreti di fare formazione, offrire borse di studio e cercare personale.

    Tutto comincia con un dibattito pubblico sulle emergenze internazionali in programma oggi 29 aprile a Roma alle 15 nell’Aula magna dell’università, con ospiti importanti: a fare gli onori di casa il rettore della Pul monsignor Enrico dal Covolo, tra i relatori il direttore generale del Dis (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza) che ha assorbito il vecchio Cesis, l’organo di coordinamento dei servizi segreti italiani, ambasciatore Giampiero Massolo. Gli ospiti sono di prestigio e tra questi vi è il comandante della Gendarmeria vaticana Domenico Giani. Modera il professor Marcello Volpe, incaricato di diritto internazionale della Pul.

    LE PAROLE DELLA PUL

    Don Mirko Integlia, segretario particolare di dal Covolo, spiega i temi dell’accordo: “Il Dis ci ha contattato perché è da diversi mesi che vogliono entrare nelle università. Il loro scopo è far conoscere le tematiche legate alla sicurezza nazionale e internazionale”. E spiega che gli 007 “ci hanno contattato per cercare di capire se da parte nostra ci potesse essere un’interesse a quest’esperienza; loro sarebbero venuti, ci avrebbero contattato per una lezione e sarebbe finita lì. Poi il dialogo si è approfondito e abbiamo formulato insieme un’intesa, un accordo quadro”.

    I PUNTI DELL’INTESA

    Un accordo che prevede diversi punti: il primo è i progetti formativi comuni, in particolare l’ingresso del Dis nel Centro per gli Alti Studi della Pul. Si prevede che dal prossimo anno accademico le nostre facoltà giuridiche e il Dis faranno un corso di alta formazione insieme. L’accordo è tra l’Institutum Utriusque Iuris, che comprende Diritto Civile, Canonico e l’Utroque, il misto che le comprende entramde, e il Dipartimento.

    Don Integlia sottolinea che “da una parte abbiamo il percorso comune di formazione da far partire l’anno prossimo: il 95% dei nostri studenti delle facoltà giuridiche sono laici che escono di qui e fanno le professioni più diverse, quindi anche molti impegnati in ambiti vicini alle tematiche del Dis: diritti umani, crisi umanitarie e così via”.

    Il secondo punto dell’accordo? “Il Dis”, dice don Integlia, “ha espresso la sua disponibilità a finanziare borse di studio per studenti che provengono dal Medio Oriente. È una cosa molto bella e interessante: per aiutare il Medio Oriente a risorgere con la cultura, saranno individuati dei profili di studenti del M.O., in particolare il Dis ci segnala quelli della Siria, dove hanno contatti con la locale comunità religiosa”. Il Dipartimento mette a disposizione borse di studio per i corsi di laurea delle facoltà giuridiche che ai corsi di formazioni congiunti tra Lateranense e Dis.

    Infine il terzo punto d’accordo: lo screening degli studenti. Il Dis già domani per esempio prenderà dei questionari conoscitivi e poi sulla base dei questionari selezioneranno delle persone per dei colloqui conoscitivi.

    Titolo dell’incontro? Shomèr, che in ebraico vuol dire “sentinella”.

    (IL RESOCONTO DELLA PRESENTAZIONE DELL’INTESA)

    29 – 04 – 2015  Redazione 
    Dis-Università Lateranense, tutti i perché dell'accordo 

    In vista del grande appuntamento del Giubileo straordinario della Misericordia, ma non solo, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, il Dis, e la Pontificia Università Lateranense hanno stretto una intesa che porterà a una comune strategia che intende allargare il campo delle collaborazioni, dal punto di vista accademico, tra due mondi all’apparenza così lontani.

    A illustrare nel pomeriggio questa iniziativa presso l’ateneo Pontificio (qui le anticipazioni di Formiche.net e di Antonino D’Anna) sono stati il rettore monsignor Enrico dal Covolo e il direttore generale del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo. Tra i diversi punti della futura collaborazione la realizzazione, è stato spiegato, di corsi di studio comuni “post lauream” e l’istituzione di progetti di formazione messi a disposizione dal comparto Intelligence, per giovani studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente.

    CHI C’ERA

    A illustrare l’iniziativa, nel corso dell’incontro romano dal titolo “Shomer. Sicurezza internazionale e costruzione della pace” sono stati anche il comandante della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani, il direttore della Scuola di formazione del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Bruno Valensise, e il responsabile della comunicazione istituzionale del Dis, Paolo Scotto di Castelbianco.

    LE PAROLE DI MASSOLO

    “Dobbiamo sempre più fare squadra e serrare le maglie della rete di una sicurezza davvero partecipata“, ha sottolineato l’ambasciatore Giampiero Massolo. “L’Intelligence e i cittadini sono sullo stesso fronte contro la liquidità di minacce asimmetriche che cercano di colpire al cuore la libertà e la democrazia, il pensiero e la capacità di futuro di interi popoli e culture“. Da qui l’apprezzamento di Massolo per l’impegno assunto dall’Università Lateranense che, ha spiegato, “apre le porte al confronto su temi comuni e di grande rilievo come quelli della prevenzione e della sicurezza internazionale trasformandoli in sfide educative“.

    LE NUOVE SFIDE SECONDO DAL COVOLO

    “Occorre fuggire dalla tentazione – ha spiegato monsignor dal Covolo – di guardare la realtà dalla finestra per questo abbiamo voluto raccogliere le sfide che arrivano da un mondo scosso dalla povertà e dai drammi dell’immigrazione. Le questioni della sicurezza internazionale riguardano ciascuno di noi, né si può restare in silenzio rispetto al dramma delle persecuzione dei cristiani“.

    BANDO AI PREGIUDIZI

    Il responsabile della comunicazione del Dis, Paolo Scotto di Castelbianco, ha sottolineato che “l’Intelligence produce sicurezza concreta ma che la cattiva conoscenza e il pregiudizio – ha rimarcato – possono produrre effetti negativi. Da qui – ha concluso – l’esigenza di far conoscere sempre meglio chi siamo e che cosa facciamo soprattutto ai più giovani“.

    http://www.formiche.net/2015/04/28/sicurezza-studenti-scuola-intelligence-grazie-allintesa-dis-universita-lateranense/

    Come nasce l’intesa tra Dis e Università Lateranense
    28 – 04 – 2015 

    Chiesa e Intelligence si confrontano sui temi della sicurezza e della pace in un incontro pubblico che si terrà domani, alle 15, nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense (PUL) a Roma dal titolo “Shomèr. Sicurezza internazionale e costruzione della pace“.

    L’ACCORDO MASSOLO-DAL COVOLO

    Il rettore della PUL monsignor Enrico dal Covolo e il direttore generale del Dis, Giampiero Massolo, metteranno a fuoco alcune questioni legate alle emergenze internazionali: dai drammi umanitari all’accoglienza degli immigrati, dalle minacce senza volto del terrorismo molecolare alle frontiere delle nuove povertà e del disagio sociale, con l’intento di proporre ai giovani un progetto formativo che offra loro strumenti per decodificare e gestire le crisi del nostro tempo, alzando la soglia della prevenzione.

    SICUREZZA E PACE

    Costruire percorsi di conoscenza e sicurezza, per contribuire alla pace. È l’obiettivo che vede insieme il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e la Pontificia Università Lateranense (PUL), in una strategia che intende allungare il campo delle collaborazioni ma si propone anche come un cantiere di sicurezza partecipata in vista del grande appuntamento del Giubileo straordinario della Misericordia, che inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione per concludersi il 20 novembre 2016.

    GLI OSPITI PRESENTI

    All’incontro “Shomèr. Sicurezza internazionale e costruzione della pace”, parteciperanno, oltre a dal Covolo e Massolo, anche il Comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, il Direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Bruno Valensise, il Responsabile della comunicazione istituzionale del DIS, Paolo Scotto di Castelbianco e il prof. Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto Internazionale della PUL. Introdurrà Manuel Arroba Conde, Preside dell’Institutum Utriusque Iuris della PUL, mentre a moderare i lavori sarà Marcello Volpe, docente incaricato di Istituzioni di Diritto Pubblico Comparato della PUL.

    IL TITOLO

    Il titolo dell’appuntamento, Shomèr, che in ebraico significa sentinella, guardiano, trae spunto da una citazione del profeta Isaia (21,11-12: Mi gridano da Seir: «Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite”), ed esprime il bisogno di vegliare e avvertire, di porre domande e leggere dentro le cose.

    PARLA DAL COVOLO

    Tra i diversi punti della futura collaborazione tra il DIS e l’Istitutum Utriusque Iuris della Lateranense, la realizzazione di corsi di studio comuni post lauream e l’istituzione di progetti di formazione, messi a disposizione dal Comparto Intelligence, per giovani studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente.
     Dopo la recente intesa con l’università iraniana di Qom, l’Università Lateranense continua nel suo impegno di trasformare gli scenari di crisi in temi concreti di formazione. “Occorre fuggire dalla tentazione di guardare la realtà dalla finestra – spiega mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Lateranense – vogliamo raccogliere le sfide che arrivano da un mondo scosso dalla povertà e dai drammi dell’immigrazione. Le questioni della sicurezza internazionale riguardano ciascuno di noi, né si può restare in silenzio rispetto al dramma della persecuzione dei cristiani”. “L’Università Lateranense – prosegue dal Covolo – promuove formazione per costruire umanità, perché quando manca la ragione arriva l’Apocalisse della violenza e dell’intolleranza. Shomèr, sentinella, è ciascuno di noi quando fa parlare la propria coscienza e fa spazio alla verità e all’altro, contro la notte di ogni paura e pensiero unico”.

    LE PAROLE DI MASSOLO

    “Dobbiamo sempre più fare squadra e serrare le maglie della rete di una sicurezza davvero partecipata”, sottolinea l’ambasciatore Giampiero Massolo, Direttore generale del DIS. Che rilancia: “Intelligence e cittadini sono sullo stesso fronte contro la liquidità di minacce asimmetriche che cercano di colpire al cuore la libertà e la democrazia, il pensiero e la capacità di futuro di interi popoli e culture”. “In questo percorso – rimarca l’ambasciatore Massolo – è da apprezzare l’impegno della la Pontificia Università Lateranense che apre le porte al confronto su temi comuni e di grande rilievo come quelli della prevenzione e della sicurezza internazionale, trasformandoli in sfide educative. Sono percorsi che guardano lontano – conclude il Direttore generale del DIS – e scelgono di declinare insieme all’Intelligence Community una narrazione più umana e solidale del nostro tempo di incertezze. La partita della sicurezza è un gioco di squadra”.

    La Formica di B.A.

     

     

     

     

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    Anonimo at |

    28 – 04 – 2015 Redazione 
    Come nasce l'intesa tra Dis e Università Lateranense 

    Chiesa e Intelligence si confrontano sui temi della sicurezza e della pace in un incontro pubblico che si terrà domani, alle 15, nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense (PUL) a Roma dal titolo “Shomèr. Sicurezza internazionale e costruzione della pace“.

    L’ACCORDO MASSOLO-DAL COVOLO

    Il rettore della PUL monsignor Enrico dal Covolo e il direttore generale del Dis, Giampiero Massolo, metteranno a fuoco alcune questioni legate alle emergenze internazionali: dai drammi umanitari all’accoglienza degli immigrati, dalle minacce senza volto del terrorismo molecolare alle frontiere delle nuove povertà e del disagio sociale, con l’intento di proporre ai giovani un progetto formativo che offra loro strumenti per decodificare e gestire le crisi del nostro tempo, alzando la soglia della prevenzione.

    SICUREZZA E PACE

    Costruire percorsi di conoscenza e sicurezza, per contribuire alla pace. È l’obiettivo che vede insieme il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e la Pontificia Università Lateranense (PUL), in una strategia che intende allungare il campo delle collaborazioni ma si propone anche come un cantiere di sicurezza partecipata in vista del grande appuntamento del Giubileo straordinario della Misericordia, che inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione per concludersi il 20 novembre 2016.

    GLI OSPITI PRESENTI

    All’incontro “Shomèr. Sicurezza internazionale e costruzione della pace”, parteciperanno, oltre a dal Covolo e Massolo, anche il Comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, il Direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Bruno Valensise, il Responsabile della comunicazione istituzionale del DIS, Paolo Scotto di Castelbianco e il prof. Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto Internazionale della PUL. Introdurrà Manuel Arroba Conde, Preside dell’Institutum Utriusque Iuris della PUL, mentre a moderare i lavori sarà Marcello Volpe, docente incaricato di Istituzioni di Diritto Pubblico Comparato della PUL.

    IL TITOLO

    Il titolo dell’appuntamento, Shomèr, che in ebraico significa sentinella, guardiano, trae spunto da una citazione del profeta Isaia (21,11-12: Mi gridano da Seir: «Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite”), ed esprime il bisogno di vegliare e avvertire, di porre domande e leggere dentro le cose.

    PARLA DAL COVOLO

    Tra i diversi punti della futura collaborazione tra il DIS e l’Istitutum Utriusque Iuris della Lateranense, la realizzazione di corsi di studio comuni post lauream e l’istituzione di progetti di formazione, messi a disposizione dal Comparto Intelligence, per giovani studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente.
     Dopo la recente intesa con l’università iraniana di Qom, l’Università Lateranense continua nel suo impegno di trasformare gli scenari di crisi in temi concreti di formazione. “Occorre fuggire dalla tentazione di guardare la realtà dalla finestra – spiega mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Lateranense – vogliamo raccogliere le sfide che arrivano da un mondo scosso dalla povertà e dai drammi dell’immigrazione. Le questioni della sicurezza internazionale riguardano ciascuno di noi, né si può restare in silenzio rispetto al dramma della persecuzione dei cristiani”. “L’Università Lateranense – prosegue dal Covolo – promuove formazione per costruire umanità, perché quando manca la ragione arriva l’Apocalisse della violenza e dell’intolleranza. Shomèr, sentinella, è ciascuno di noi quando fa parlare la propria coscienza e fa spazio alla verità e all’altro, contro la notte di ogni paura e pensiero unico”.

    LE PAROLE DI MASSOLO

    “Dobbiamo sempre più fare squadra e serrare le maglie della rete di una sicurezza davvero partecipata”, sottolinea l’ambasciatore Giampiero Massolo, Direttore generale del DIS. Che rilancia: “Intelligence e cittadini sono sullo stesso fronte contro la liquidità di minacce asimmetriche che cercano di colpire al cuore la libertà e la democrazia, il pensiero e la capacità di futuro di interi popoli e culture”. “In questo percorso – rimarca l’ambasciatore Massolo – è da apprezzare l’impegno della la Pontificia Università Lateranense che apre le porte al confronto su temi comuni e di grande rilievo come quelli della prevenzione e della sicurezza internazionale, trasformandoli in sfide educative. Sono percorsi che guardano lontano – conclude il Direttore generale del DIS – e scelgono di declinare insieme all’Intelligence Community una narrazione più umana e solidale del nostro tempo di incertezze. La partita della sicurezza è un gioco di squadra”.

    29 – 04 – 2015  Redazione 
    Dis-Università Lateranense, tutti i perché dell'accordo 

    In vista del grande appuntamento del Giubileo straordinario della Misericordia, ma non solo, il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, il Dis, e la Pontificia Università Lateranense hanno stretto una intesa che porterà a una comune strategia che intende allargare il campo delle collaborazioni, dal punto di vista accademico, tra due mondi all’apparenza così lontani.

    A illustrare nel pomeriggio questa iniziativa presso l’ateneo Pontificio (qui le anticipazioni di Formiche.net e di Antonino D’Anna) sono stati il rettore monsignor Enrico dal Covolo e il direttore generale del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo. Tra i diversi punti della futura collaborazione la realizzazione, è stato spiegato, di corsi di studio comuni “post lauream” e l’istituzione di progetti di formazione messi a disposizione dal comparto Intelligence, per giovani studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente.

    CHI C’ERA

    A illustrare l’iniziativa, nel corso dell’incontro romano dal titolo “Shomer. Sicurezza internazionale e costruzione della pace” sono stati anche il comandante della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani, il direttore della Scuola di formazione del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Bruno Valensise, e il responsabile della comunicazione istituzionale del Dis, Paolo Scotto di Castelbianco.

    LE PAROLE DI MASSOLO

    “Dobbiamo sempre più fare squadra e serrare le maglie della rete di una sicurezza davvero partecipata“, ha sottolineato l’ambasciatore Giampiero Massolo. “L’Intelligence e i cittadini sono sullo stesso fronte contro la liquidità di minacce asimmetriche che cercano di colpire al cuore la libertà e la democrazia, il pensiero e la capacità di futuro di interi popoli e culture“. Da qui l’apprezzamento di Massolo per l’impegno assunto dall’Università Lateranense che, ha spiegato, “apre le porte al confronto su temi comuni e di grande rilievo come quelli della prevenzione e della sicurezza internazionale trasformandoli in sfide educative“.

    LE NUOVE SFIDE SECONDO DAL COVOLO

    “Occorre fuggire dalla tentazione – ha spiegato monsignor dal Covolo – di guardare la realtà dalla finestra per questo abbiamo voluto raccogliere le sfide che arrivano da un mondo scosso dalla povertà e dai drammi dell’immigrazione. Le questioni della sicurezza internazionale riguardano ciascuno di noi, né si può restare in silenzio rispetto al dramma delle persecuzione dei cristiani“.

    BANDO AI PREGIUDIZI

    Il responsabile della comunicazione del Dis, Paolo Scotto di Castelbianco, ha sottolineato che “l’Intelligence produce sicurezza concreta ma che la cattiva conoscenza e il pregiudizio – ha rimarcato – possono produrre effetti negativi. Da qui – ha concluso – l’esigenza di far conoscere sempre meglio chi siamo e che cosa facciamo soprattutto ai più giovani“.

    29 – 04 – 2015 Antonino D'Anna 
    Perché dal Covolo e Massolo si alleano 

    Che cosa prevede l'intesa fra Università Pontificia Lateranense e Dipartimento informazioni per la sicurezza

    Grazie all’autorizzazione del gruppo Class Editori, pubblichiamo un estratto dell’articolo di Antonino D’Anna uscito sul quotidiano Italia Oggi diretto da Pierluigi Magnaschi.

    Per ulteriori informazioni si può leggere questo articolo pubblicato ieri su Formiche.net

    La Pontificia Università Lateranense (Pul) e gli 007 italiani, un binomio che nasce da un accordo e permetterà ai nostri servizi segreti di fare formazione, offrire borse di studio e cercare personale.

    Tutto comincia con un dibattito pubblico sulle emergenze internazionali in programma oggi 29 aprile a Roma alle 15 nell’Aula magna dell’università, con ospiti importanti: a fare gli onori di casa il rettore della Pul monsignor Enrico dal Covolo, tra i relatori il direttore generale del Dis (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza) che ha assorbito il vecchio Cesis, l’organo di coordinamento dei servizi segreti italiani, ambasciatore Giampiero Massolo. Gli ospiti sono di prestigio e tra questi vi è il comandante della Gendarmeria vaticana Domenico Giani. Modera il professor Marcello Volpe, incaricato di diritto internazionale della Pul.

    LE PAROLE DELLA PUL

    Don Mirko Integlia, segretario particolare di dal Covolo, spiega i temi dell’accordo: “Il Dis ci ha contattato perché è da diversi mesi che vogliono entrare nelle università. Il loro scopo è far conoscere le tematiche legate alla sicurezza nazionale e internazionale”. E spiega che gli 007 “ci hanno contattato per cercare di capire se da parte nostra ci potesse essere un’interesse a quest’esperienza; loro sarebbero venuti, ci avrebbero contattato per una lezione e sarebbe finita lì. Poi il dialogo si è approfondito e abbiamo formulato insieme un’intesa, un accordo quadro”.

    I PUNTI DELL’INTESA

    Un accordo che prevede diversi punti: il primo è i progetti formativi comuni, in particolare l’ingresso del Dis nel Centro per gli Alti Studi della Pul. Si prevede che dal prossimo anno accademico le nostre facoltà giuridiche e il Dis faranno un corso di alta formazione insieme. L’accordo è tra l’Institutum Utriusque Iuris, che comprende Diritto Civile, Canonico e l’Utroque, il misto che le comprende entramde, e il Dipartimento.

    Don Integlia sottolinea che “da una parte abbiamo il percorso comune di formazione da far partire l’anno prossimo: il 95% dei nostri studenti delle facoltà giuridiche sono laici che escono di qui e fanno le professioni più diverse, quindi anche molti impegnati in ambiti vicini alle tematiche del Dis: diritti umani, crisi umanitarie e così via”.

    Il secondo punto dell’accordo? “Il Dis”, dice don Integlia, “ha espresso la sua disponibilità a finanziare borse di studio per studenti che provengono dal Medio Oriente. È una cosa molto bella e interessante: per aiutare il Medio Oriente a risorgere con la cultura, saranno individuati dei profili di studenti del M.O., in particolare il Dis ci segnala quelli della Siria, dove hanno contatti con la locale comunità religiosa”. Il Dipartimento mette a disposizione borse di studio per i corsi di laurea delle facoltà giuridiche che ai corsi di formazioni congiunti tra Lateranense e Dis.

    Infine il terzo punto d’accordo: lo screening degli studenti. Il Dis già domani per esempio prenderà dei questionari conoscitivi e poi sulla base dei questionari selezioneranno delle persone per dei colloqui conoscitivi.

    Titolo dell’incontro? Shomèr, che in ebraico vuol dire “sentinella”.

    (IL RESOCONTO DELLA PRESENTAZIONE DELL’INTESA)

    Le Formiche di B.A.

      

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    The Hooded Claw at |

    Lo Stato Laico, questo sconosciuto…

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    Anonimo at |

    Volevo solo ricordare che il Dr. Massolo è stato anche Ambasciatore per l'Italia presso lo Stato Città del Vaticano, per cui conosce Molto Bene …

    B.A.

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    1. avatar
      Name * at |

      …………non è detto….

      Il Pulcino

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    ilconteleon at |
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    Anonimo at |
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