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    Name * at |

    Bene, la Procura nazionale diretta da  Franco Roberti avrà ottimi risultati. 

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    Arpo at |

    Buonasera, si paventava un nuovo impluso a tecnologie e nuovi reclutamenti,nel comparto intelligence…, qualcuno ha approndito questo aspetto ?.

    Grazie a tutti.

    Arpo 

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    elperroloco at |

    Pene ridicole per essere efficaci.

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    Arpo at |

    Ciao estratto da Repubblica…

    commenti….?

    Buona mattinata a tutti 

    Arpo

    "Del resto, che il governo abbia deciso di investire sul piano della qualità della raccolta dell'intelligence è dimostrato da almeno altre due circostanze. Il progetto coltivato da Palazzo Chigi di rendere presto il "Casa" (organismo di coordinamento antiterrorismo tra forze dell'ordine e Servizi) il fulcro e l'interfaccia della procura nazionale antiterrorismo e l'annuncio che, ieri, lo stesso Minniti ha voluto fare di fronte agli studenti della Luiss. Entro l'estate, per la prima volta nella storia repubblicana, entreranno in servizio nelle nostre agenzie di spionaggio e controspionaggio trenta giovani donne e uomini, tutti sotto i 30 anni, selezionati nei mesi scorsi tra i neolaureati delle nostre università.

    "In qualche modo, una "rivoluzione culturale" che dovrebbe avvicinare i nostri Servizi segreti agli standard di arruolamento delle altre agenzie europee (per non parlare di quelle americane), rompendo così il monopolio del personale proveniente da forze armate e forze di polizia."

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    STV Giovanni Nacci at |

     Tra le nuove misure, è previsto l’arresto per chi detiene materiali destinati alla fabbricazione di esplosivi

    Io non sono un esperto ma… perchè prima si potevano detenere "materiali destinati alla fabbricazione di esplosivi"? (anche se qui forse si voleva intendere congegni esplosivi?)

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    1. avatar
      Anonimo at |

      Forse volevano intendere "anche il materiale esplosivo e non solo i congegni".

       

      Se deterrò 2 bombole di gas e una foto della bandiera dell'Isis , che rischi corro?

      Inoltre i genitori e parenti dei  Foreign Fighters italiani saranno quindi d'ora in poi perseguibili?

      Che cosa di quello richiesto, non è stato riportato/permesso  nel/dal  decreto antiterrorismo ? 

      B.A. Patriot Act 

       

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    ilconteleon at |

    Oggetto: Cosa cambia per i servizi segreti con il decreto anti jihadismo- formiche.net

    11 – 02 – 2015

    Dopo un mese di rinvii, il governo ha approvato ieri le nuove misure anti terrorismo di contrasto al jihad islamico. Le nuove norme di Palazzo Chigi entrano in vigore per decreto e coprono l’intero spettro della minaccia.

    Il decreto, come annunciato, interviene anche nella raccolta di informazioni da parte dell’intelligence, seppur con una validità temporale limitata (fino al 2016). Il 29 maggio scorso, alla presentazione del master d’Intelligence della Sioi, era stato lo stesso direttore generale del Dis, Giampiero Massolo, a evidenziare la necessità di un rafforzamento dei poteri e della dotazione, finanziaria e di uomini, dei Servizi italiani.

    Al momento il testo del decreto non è ancora disponibile, ma fonti del Copasir dicono a Formiche.net che anche la questione delle risorse finanziarie in più per gli 007 è contemplata nel decreto.

    LE GARANZIE FUNZIONALI

    Ai Servizi – racconta su Repubblica Carlo Bonini – “viene riconosciuta la facoltà di ottenere informazioni con attività coperte nel circuito carcerario“. Norme, prosegue, “la cui gestazione non era stata semplicissima“, e che “vengono infatti “messe in sicurezza” dal cosiddetto “sistema della doppia chiave”. Quello che attualmente regola le cosiddette “intercettazioni preventive”. Per condurre operazioni il cui obiettivo sia la raccolta di informazioni da detenuti, i nostri Servizi dovranno infatti ottenere a monte l’autorizzazione di governo e magistratura e, a valle, informarne il Copasir (organo di controllo parlamentare). Di più: ai nuovi poteri di intrusione viene messa una data di scadenza, gennaio 2016“.
    Una fonte sottolinea al quotidiano diretto da Ezio Mauro che si tratta infatti di una sperimentazione, necessaria di fronte alla nuova minaccia. “Ma che, di qui a un anno, sarà bene sottoporre a verifica per valutarne non solo l’efficacia ma, giunti a quel punto, anche l’esigenza“.

    SOLO PER PREVENIRE

    Sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini spiega che “il presidente del Consiglio, che delega il direttore del Dis, potrà autorizzare gli 007 «a colloqui personali con detenuti e internati, al solo fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale». Spetterà «al procuratore generale concedere l’autorizzazione quando sussistano specifici e concreti elementi informativi che rendano assolutamente indispensabile l’attività di prevenzione». Il decreto prevede infatti anche che l’autorità giudiziaria, su richiesta dei direttori dei Servizi «quando sia necessaria mantenerne segreta la reale identità nell’interesse della sicurezza della Repubblica o per tutelarne l’incolumità, autorizza gli addetti a deporre con identità di copertura»“.

    GLI ALTRI PROGETTI

    Queste misure, rimarca ancora Bonini, si affiancano al “progetto coltivato da Palazzo Chigi di rendere presto il “Casa” (organismo di coordinamento antiterrorismo tra forze dell’ordine e Servizi) il fulcro e l’interfaccia della procura nazionale antiterrorismo” e l’annuncio fatto ieri dal sottosegretario Marco Minniti, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. “Entro l’estate, per la prima volta nella storia repubblicana, entreranno in servizio nelle nostre agenzie di spionaggio e controspionaggio trenta giovani donne e uomini, tutti sotto i 30 anni, selezionati nei mesi scorsi tra i neolaureati delle nostre università. In qualche modo, una “rivoluzione culturale” che dovrebbe avvicinare i nostri Servizi segreti agli standard di arruolamento delle altre agenzie europee (per non parlare di quelle americane), rompendo così il monopolio del personale proveniente da forze armate e forze di polizia“.

     

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      Anonimo at |

      Sembra che il testo del Decreto Antiterrorismo sia oggetto ulteriori "considerazioni" prima della Firma del Presidente della Repubblica e della Sua pubblicazione.

      B.A.

      P.S. Silendo ,  Il frequentare questo sito potrebbe intendersi come i "addestramento" per lupi solitari" ?

      Vorrei rassicurazioni se necessarie 

       

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    Anonimo at |
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      Anonimo at |
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    Anonimo at |

    Gli zii di Giampiero Filangieri nato 35 anni fa a Reggio Calabria e vissuto a Bologna ed ora in arresto a Ebal , alla luce della nuova normativa , potrebbero essere accusati di qualche nuovo delitto previsto dal Decreto Antiterrorismo.?

    La possibilità per gli 007 di parlare in carcere è limitata per ora solo al 2015 per l'opposizione della Magistratura 

    (ricordo il Protocollo Farfalla).

    B.A. 

     

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    Anonimo at |

    https://www.agi.it/estero/notizie/anonymous_anche_hacker_italiano_tra_esperti_propaganda_isis-201502111357-est-rt10117

    Anche un Italiano fra gli esperTi della propaganda dell'Isis secondo un hacker di Anonymous.

    B.A. 

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    D at |

    Quoto Giovanni N. in toto!!!

    Buona serata a tutti in particolare al padrone di casa 😉 

     

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    Morgana at |

    Sig. Nacci credo che la risposta in termini di definizioni e chiarezza la trova nell'Appendice del TULPS Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

                                                                                                           Morgana

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    Anonimo at |
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    ALBATOR at |

    ~~La possibilità per gli 007 di parlare in carcere è limitata per ora solo al 2015 per l'opposizione della Magistratura

    (ricordo il Protocollo Farfalla).

     

    Adesso non vorrei essere polemico, ma questa limitazione mi sembra alquanto ridicola, in primis perché in questo settore per concretizzare dei risultati ci vuole del tempo, poi perchè non capisco tutta questa avversione, ed infine (e direi per fortuna) quei galantuomini di terroristi (mi riferisco alla galassia alqaeda&co) non hanno mai colpito la magistratura italiana o esponenti di governo…ma se ciò accadesse, il vincolo sarebbe rivisto?….spero di tenermi il dubbio…..

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    Anonimo at |
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    ilconteleon at |
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    Name * at |

    Buona sera a tutti,scusate ma adesso il decreto potrà subire modifiche in parlamento e quale iter potrà avere..

    Grazie mille a tutti.

    Cari saluti

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    Anonimo at |

    http://www.ipt-uk.com/docs/Liberty-Order6Feb15.pdf

    http://www.formiche.net/2015/02/15/servizi-segreti-uk-spionaggio-cyber/

     

    Perché una sentenza ha condannato (a metà) i Servizi britannici
    15 – 02 – 2015Luigi Martino 
    Perché una sentenza ha condannato (a metà) i Servizi britannici 

    Secondo una recente sentenza dell’Investigatory Powers Tribunal (IPT) del Regno Unito, i servizi segreti inglesi avrebbero avviato un sistema di sorveglianza di massa violando le leggi sui diritti umani.

    La sentenza, pur essendo unica nel suo genere in quanto per la prima volta che l’IPT (tribunale creato ad hoc per le questioni giudiziarie legate alle azioni delle agenzie di intelligence britanniche) ha dichiarato illegittime le attività svolte dal Government Communications Headquarters (GCHQ), tuttavia ha stabilito che tali attività sono da considerarsi illegali solo fino al dicembre 2014.

    La decisione del tribunale britannico rappresenta una vittoria a metà per gli attivisti (tra cui Amnesty International), che da tempo avevano lanciato un grido di allarme contro le tattiche di spionaggio informatiche usate dai servizi di sicurezza.

    Secondo il Financial Times, a fondamento delle proprie accuse gli attivisti avrebbero fornito i documenti sottratti da Edward Snowden relativi ai programmi di sorveglianza di massa eseguiti in collaborazione tra le agenzie di intelligence del Regno Unito e degli Stati Uniti. In particolare si fa riferimento ai programmi Prism, Upstream e Tempora.

    Il forte disappunto sulle tecniche di spionaggio attuate dai Servizi britannici è stato a più riprese sottolineato dai giudici secondo i quali “il regime che disciplina la ricezione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati di comunicazioni private scambiate tra individui presenti sul territorio del Regno Unito, da parte delle autorità britanniche con le autorità degli Stati Uniti, attraverso il programma Prism, ha violato gli articoli 8 e 10 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo”.

    Dello stesso avviso è Eric King, vice direttore di Privacy International che sempre al Financial Times ha dichiarato: “La decisione di oggi conferma al pubblico dominio ciò che molti avevano già annunciato: negli ultimi dieci anni, GCHQ e NSA sono stati impegnati in un programma di sorveglianza illegale allo scopo di condividere informazioni private di milioni di persone in tutto il mondo”.

    Il governo britannico ha adottato un approccio di no comment alle accuse rivolte ai propri programmi di sorveglianza. Mentre il GCHQ ha annunciato di non voler modificare le pratiche attuali affermando che “la sentenza dell’Investigatory Powers Tribunal ribadisce che i processi e le garanzie nel regime dello scambio di informazioni (intelligence sharing) erano pienamente adeguate alle minacce attuali. Per la loro natura, molte attività del GCHQ devono rimanere segrete. Ma stiamo lavorando in collaborazione con il governo per migliorare la comprensione, da parte dell’opinione pubblica, del nostro lavoro cercando di armonizzare le nostre azioni con il quadro giuridico e politico nazionale”.

    La sentenza del tribunale, limitandosi ai soli programmi di sorveglianza dei Servizi di Sua Maestà e pronunciandosi a più di un anno di distanza dalle rivelazioni di Snowden, entra in aperto contrasto con il dibattito pubblico innescato dagli attacchi terroristici parigini. Infatti, se da un lato la decisione dei giudici sembra sostenere la libertà e la tutela della privacy sul web, dall’altro contrasta con le misure adottate dai governi schierati in prima linea nella lotta alle attività terroristiche sul web. Non è un caso che non molto tempo fa il capo del GCHQ abbia accusato apertamente i maggiori attori di Internet di “favorire le attività di propaganda del califfato islamico”.

    Proprio sulle pagine di Formiche.net, pochi giorni fa, si è rilanciata la notizia che alcuni tra i maggiori player del web (tra i quali Facebook, Yahoo e Pinterest) stanno programmando delle piattaforme informatiche in grado di contrastare il cybercrime e la propaganda estremista islamica. Ennesimo segnale del fatto che, nell’annoso dilemma tra sicurezza e privacy, a prevalere è la sicurezza nazionale.

    B.A.

     

     

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    Morgana at |

    Buonasera Conteleon,

    la glocalizzazione dei provider in termini di reati informatici esisteva già, forse quella che non è abbastanza attenzionata è la relazione tra boom delle comunicazioni di massa (social network, chat ecc..) e vulnerabilità della privacy (programmi sniffer, violazione degli accessi ecc..). Sarebbe auspicabile anche orientare gli utenti a un uso consapevole dei mezzi informatici, insomma una netiquette più specifica per la prevenzione delle violazioni in rete, che possono avere anche spazi legati al terrorismo islamico. Gli americani dalla "bona fide intention to use" dei domain name a seguire hanno sempre educato il popolo di internet ad un uso consapevole del web, in Italia questa estate ho visto un demo di Mediaset streaming che, un pò come i bollini colorati dei televisori ordinari, propone una comunicazione preventiva sulla tutela delle comunicazioni web streaming: sono esempi di prevenzione non in termini di antiterrorismo, ma potrebbero sensibilizzare alla prevenzione nella sicurezza delle reti, responsabilizzando l'utente contro i rischi del terrorismo telematico.

    Insomma un grazie caloroso ai provider che ci tutelano, invece a tutti i silendiani…ecco…le nostre backdoor sono gestite dalla "bona fide intention to use of Silendo site".

    PS La backdoor di Asso è presidiata contro gli accessi delle sette dei satanisti, all'ingresso c'è scritto "lasciate ogni speranza o Voi ch'entrate!", a fianco c'è il campanello, il videocitofono e il cartello "attenti al cane" e non si può accedere neanche dall'uscita di emergenza.

                                                                                    Morgana…….to be continued

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    Anonimo at |

     ROMA Centro Alti Studi Difesa ore 9.30,
     convegno "Stato islamico e minaccia   
     jihadista:quale risposta?", organizzato
     da Dipartimento Informazioni Sicurezza
     (Dis) e Fondazione Icsa in collabora- 
     zione con RaiNews   

    B.A.

     

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    Anonimo at |

    http://www.siap-polizia.org/uploads/docs/brochure-def-stato-islamico-1165252.pdf

    Il terrorismo molecolare ovvero la minaccia dell'imprevedibilità

    Marco Minniti, sottosegretario ed eminenza grigia dell'intelligence traccia l'identikit del nuovo terrore islamista. E spiega come combatterlo

    Gian Micalessin  – Mer, 18/02/2015 – 15:47

    "Vogliono creare un clima di aggressione e paura perché sono convinti che la nostra opinione pubblica e quelle occidentali in genere non reggeranno.
    Per questo l'Italia deve rispondere alle minacce dello Stato Islamico come sistema paese. Per una volta bisogna lasciar da parte le polemiche e le divisioni politiche che contraddistinguono l'Italia e rispondere tutti insieme alle loro intimidazioni". Il messaggio di Marco Minniti – sottosegretario all'intelligence e protagonista di primo piano nelle iniziative di contrasto all'offensiva dello Stato Islamico è quanto mai deciso. Ed ecumenico. Nel suo intervento al convegno sullo stato islamico organizzato dalla fondazione Icsa ( Cultura d'intelligence e analisi strategiche) il sottosegretario si spoglia innanzitutto della sua casacca politica per richiamare all'unità nazionale. Un'unita nazionale considerata indispensabile per combattere un nemico "aggressivo ed irriducibile". Un nemico che non va sottovalutato. E con il quale non ci possono permettere errori. Ma intervenendo dal palco del "Centro Alti Studi per la Difesa" di Roma non risparmia una stoccata, pur senza nominarlo ai ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Un ministro che sottovalutando la capacità comunicativa del nemico ha offerto alla variante libica del Califfato la possibilità offrire un'immagine di se molto più temibile e potente rispetto alla realtà. Il riferimento, seppur implicito, è alla frase "siamo pronti a combattere" pronunciata dal ministro in una trasmissione televisiva. Una frase improvvida perché – come spiega l'eminenza grigia della nostra intelligence – si è così trasformata la discesa verso la Sirte di qualche centinaio di militanti in una sorta di conquista dell'intera Libia.

    Una frase che ha permesso allo Stato Islamico di affibbiare a Gentiloni la definizione di "ministro crociato" portando così a termine un "abilissima operazione di posizionamento politico mediatico… Ponendosi come difensore della Libia e offrendo a tutti l'impressione di controllarla interamente…. pur controllandone soltanto un esigua parte". Errori da non ripetere spiega Minniti "perchè se bastano due comunicati per farci credere che lo Stato Islamico ha ormai il controllo dell'intera Libia allora la situazione è grave". Da qui il richiamo non solo ai politici, ma anche ai rappresentanti istituzionali a "muoversi come un sistema paese" ovvero come una nazione capace di contrapporre un fronte unito e concorde contro chi gioca a trasmettere la "sindrome della paura." Ma il sottosegretario ricorda anche le difficoltà della lotta al terrorismo sul terreno di casa nostra . Un terrorismo che non si muove come ai tempi delle Brigate Rosse seguendo le direttive di una "direzione strategica", ma agisce semplicemente "attraverso un sistema di relazioni". Se un tempo per "comprendere la struttura delle organizzazioni terroristiche bastava intercettare le comunicazioni della direzione strategica oggi – spiega Minniti – questo non basta più perchè non esiste qualcuno che distribuisce ordini da Raqqa o da qualche altra capitale del terrore. Oggi siamo di fronte al massimo dell'imprevedibilità." Un'imprevedibilità identificata da quello che Minniti definisce "terrorismo molecolare". La definizione coniata da Minniti comprende sia la figura del "lupo solitario" che quella del "combattente di ritorno" dai fronti della jihad. L'esemplare tipico di questo imprevedibile terrorismo molecolare è – a sentir il sottosegretario – Omar Abdel Hamid El-Hussein, ovvero il lupo solitario ed ex criminale comune entrato in azione domenica a Copenaghen uccidendo tre persone. "Un terrorista che dopo aver messo a segno il primo colpo – spiega il sottosegretario – prende un taxi si fa portare a casa e poi chiama un secondo taxi per farsi portare sul secondo obbiettivo. Nessun terrorista classico si muoverebbe così. E proprio per questo lui e i suoi simili rischiano di sorprenderci. Soprattutto se non riusciremo ad adattarci mentalmente e strutturalmente a questi cambiamenti ".

    B.A.

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    Anonimo at |

    Silendo, volevo un Tuo parere circa una domanda che mi sono fatto leggendo l'articolo di IL MATTINO di oggi 

    sul Manuale in italiano messo in rete " lo Stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare" .

    Quale rischio correrebbe l'autore se il manuale fosse prettamente Religioso e contro le altre Religioni occidentali?

    E quale effetto avrebbe se l'autore fosse perseguitato in base alle leggi occidentali ?

    B.A.

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  22. avatar
    Diana at |

    Un nuovo rapporto pubblicato dall’Intelligence Service russo (SVR) oggi afferma che il presidente Barack Obama s’era così infuriato per l’abbattimento sulla Francia meridionale, durante le “manovre” della NATO, del Volo 9525 Germanwings, uccidendone i 150 passeggeri a bordo, che si era scandalosamente rifiutato d’incontrare il comandante in capo dell’alleanza occidentale, il segretario generale Jens Stoltenberg, nonostante le ripetute richieste in tal senso. L’incidente nelle manovre NATO del Volo 9525 della Germanwings, che il Ministero della Difesa (MoD) aveva precedentemente riferito esser causato da un fallito test dell’US Air Force del suo High Energy Liquid Laser Area Defense System (HELLADS), nel tentativo di abbattere un veicolo di rientro simulante l’attacco nucleare con ICBM della Federazione russa sulla base aerea di Aviano in Italia.

    L’SVR nel suo rapporto osserva che il presidente Obama aveva saputo dei pericoli del test laser per i voli civili durante le manovre all’inizio del mese, dopo che un test simile aveva quasi causato la distruzione del Volo LH1172 della Lufthansa sulla Francia solo due settimane fa, e che esattamente come il Volo 9525 della Germanwings era disceso rapidamente prima che i piloti e i controllori del volo potessero riprenderne il controllo.

    Più interessante notare, nel rapporto del SVR, tuttavia, sono le contraddizioni tecniche di ciò che definisce “massiccia operazione di copertura” delle agenzie d’intelligence occidentali volta a mantenere i cittadini all’oscuro della verità di ciò che è accaduto al Volo 9525 Germanwings, incolpando di tutto il co-pilota Andreas Lubitz

    L’operazione d’insabbiamento del disastro del Volo 9525 della Germanwings, secondo questa relazione del SVR, è condotta da un’unità specializzata del Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti, su richiesta dell’Unione europea che, come in tutti gli incidenti precedenti di questo tipo e senza conoscere tutti i fatti, con forza afferma che l’incidente non è dovuto al terrorismo.

    Al contrario, però, gli esperti del SVR nel rapporto, mentre da un lato attestano la certezza che l’aereo non è stato abbattuto per terrorismo, le agenzie d’intelligence occidentali, guidate dall’FBI, ora inondano i loro media nazionali con rapporti secondo cui il co-pilota Lubitz, in effetti, era un terrorista… che aveva bloccato il pilota fuori dall’abitacolo per poi deliberatamente mettersi in rotta di collisione con le montagne francesi.

    Dalle immagini del sito dello schianto del Volo 9525 della Germanwings, che mostrano migliaia di frammenti sparsi su un’area enorme di centinaia di ettari, con le numerose insenature della montagna e senza un punto d’impatto singolo identificabile, si può solo giungere alla conclusione logica che sia esploso in aria, secondo questo rapporto, ed obiettivo principale dell’operazione di copertura delle agenzie d’intelligence occidentali è distrarre il pubblico da ciò che vede, costringendolo invece a concentrarsi sul terrorista “capro espiatorio”.

    Tale assai nota tattica dell’insabbiamento, spiega la relazione, fu forse utilizzata con massimo successo nel 2001, per l’attacco dell’11 settembre al Pentagono, quando il popolo statunitense fu “convinto” che un aereo dirottato l’aveva colpito, nonostante i primi rapporti della CNN affermassero che ciò non era successo, e le foto del buco nell’edificio dimostrassero le dimensioni di un missile cruise, e non di un aereo di linea.

    Ancora più preoccupante in tale operazione d’insabbiamento, dicono nel rapporto gli esperti del SVR, è che anche se il co-pilota Lubitz avesse avviato il Controlled Flight Into Terrain (CFIT) del Volo 9525 della Germanwings, il Lufthansa Aviation Center (LAC) presso l’aeroporto di Francoforte, l’avrebbe rilevato immediatamente tramite l’Aircraft Communications Addressing and Reporting System (ACARS) e così corretto la rotta da remoto. Dell’elevata competenza tecnica della Lufthansa nel controllo del loro aereo, afferma il rapporto, si può leggere dal relativo sito su come il suo Aviation Center operi: “Il monitoraggio costante di tutti gli aeromobili presso il Maintenance Control Center del Maintenance Control Center Lufthansa Technik, segue lo stato tecnico dei velivoli in tutto il mondo, sia a terra che in volo, e controlla le necessarie procedure.

    La situazione strutturale dei velivoli, come le dovute scadenze e modifiche previste e richieste, sono costantemente monitorate e controllate. Tutto ciò che rientra nella gestione della flotta è controllata qui tutti i giorni e in tutto il mondo. Al Traffic Control Center della Lufthansa di Francoforte, il personale compila tutti i dati richiesti dalla flotta Lufthansa operante in tutto il mondo, utilizzando ciò che è noto come sistema ACARS, una rete dati e analisi che utilizza radio HF e satelliti. I potenziali guasti vengono immediatamente rilevati”. Con il Lufthansa Aviation Center, quindi, in grado di “rilevare immediatamente” e “controllare le procedure necessarie“, anche dei voli in corso, come il Volo 9525 della Germanwings, nota la presente relazione, è inconcepibile che non avessero notato che uno dei loro aerei di linea stava precipitando nel sud della Francia e che non ne assumessero il controllo da remoto prima che si schiantasse.

    In realtà, quindi la fondamentale importanza per la Lufthansa di poter controllare i propri aerei a distanza in caso di crisi/emergenza, secondo il rapporto, fu il fattore decisivo che l’indusse ad acquisire, per i propri aerei di linea Airbus i più sofisticati sistemi fly-by-wire (FBW) del mondo, sostituendo i convenzionali comandi manuali degli aeromobili con un’interfaccia elettronico. Con il sistema fly-by-wire, il rapporto spiega, i movimenti dei comandi di volo sono convertiti in segnali elettronici trasmessi via cavo (da qui il termine fly-by-wire) e i computer di controllo del volo decidono come spostare gli attuatori di ogni superficie di controllo per avere la risposta ordinata. Il sistema fly-by-wire permette anche che segnali automatici siano inviati dal computer del velivolo eseguendo funzioni senza l’intervento del pilota, come nei sistemi che stabilizzano automaticamente l’aeromobile o impediscono azioni nocive per l’inviluppo in volo dell’aeromobile.

    Con il Volo 9525 Germanwings, chiaramente agendo in modo non sicuro “al di fuori del suo inviluppo in volo“, e con il monitoraggio del Lufthansa Aviation Center in tempo reale e in grado di controllare l’aereo senza l’input dei piloti attraverso il sistema FBW, secondo il rapporto del SVR, si dimostra chiaramente che l’aereo esplose in aria e che non poteva essere controllato a distanza… come le prove sul luogo dell’incidente rivelano. Purtroppo, però, il rapporto conclude, gli occidentali non sapranno mai la verità di ciò che è accaduto al Volo 9525 della Germanwings, dato che i loro bellicosi governi sanno delle conseguenze che potrebbero aspettarsi se la verità fosse conosciuta. Purtroppo tale massiccia propaganda per insabbiare la distruzione del Volo 9525 della Germanwings, non toccherà il giornalista iraniano Hussein Javadi, che prese l’ultima fotografia inquietante dell’aereo condannato, all’inizio del suo ultimo viaggio.

    Tutti gli altri, ovviamente, dovrebbero prepararsi al prossimo sensazionalismo, pronto a sostenere l’insabbiamento… dopo tutto questi mostri hanno dimostrato e provato che funziona e che la gente ne accetta le bugie.

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      Anonimo at |

      Muos: procura sequestra impianto

      Dopo decisione Tar Palermo su sospensione lavori

      Fonte © ANSA   CALTAGIRONE (CATANIA) 01 aprile 2015
      (ANSA) – CALTAGIRONE (CATANIA), 1 APR

       La procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell'impianto satellitare Usa Muos nella riserva di Niscemi (Cl). Il provvedimento fa seguito alla decisione del Tar di Palermo che aveva accolto i ricorsi dei No muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto di Tlc nella base americana.

      B.A.

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        Anonimo at |

        http://www.ecplanet.com/node/4593

        B.A. disinformazia

         

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    ILCONTELEON at |

    Oggetto: Decreto antiterrorismo, ok del Senato alla fiducia: provvedimento diventa legge

     

    Questo articolo è stato pubblicato il alle ore 12:28 http://www.ilsole24ore.it

    Il Governo ha incassato la fiducia del Senato sul decreto antiterrorismo che contiene anche la proroga delle missioni internazionali con 161 sì, 108 no e un astenuto. Il provvedimento è stato approvato in seconda lettura, nel testo votato dalla Camera il 31 marzo. Il decreto scadeva il 20 aprile. Hanno votato sì i partiti della maggioranza («Possiamo dividerci su molte cose ma sul terrorismo la nostra unica parola deve essere unità» ha detto il capogruppo Dem al Senato Luigi Zanda). Voto contrario dalle opposizioni. Sandro Bondi e Manuela Repetti hanno votato sì alla fiducia posta dal governo al Senato sul dl contro il terrorismo. I due senatori hanno di recente lasciato Forza Italia confluendo nel gruppo Misto.

    Giro di vite contro i foreign fighters
    Tra le principali novità, il Dl antiterrorismo istituisce la superprocura nazionale antimafia e antiterrorismo e prevede un giro di vite contro i “foreign fighters”, quelli che partono per la Siria o l'Iraq per arruolarsi nelle file dei terroristi: rischiano da 5 a 8 anni di reclusione. Stessa pena per chi organizzi, finanzi o propagandi i viaggi. Da 5 a 10 anni sarà invece punito chi fabbrica armi fai-da-te e mette in atto comportamenti «finalizzati in maniera univoca» al compimento di atti di violenza con finalità terroristiche. Nel Codice penale sono introdotte due nuove contravvenzioni: la detenzione abusiva di precursori di esplosivi (sanzionata con la pena congiunta dell'arresto fino a 18 mesi e ammenda fino a 1.000 euro) e la mancata segnalazione all'autorità di furti o sparizioni dei precursori (arresto fino a 12 mesi o ammenda fino a 371 euro). Pene aggravate, infine, per chi addestra potenziali terroristi se utilizza strumenti telematici o informatici. Aggravanti analoghe sono previste per il possesso e la fabbricazione di documenti falsi, delitti per cui scatta l'arresto obbligatorio in flagranza (ora invece è facoltativo).

    Maglia più larga per le intercettazioni
    Il decreto permette di usare programmi per acquisire “da remoto” le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico e modifica la disciplina delle norme di attuazione del Codice processuale penale sulle intercettazioni preventive, anche in relazione a indagini per delitti in materia di terrorismo commessi con l'impiego di tecnologie informatiche o telematiche. La polizia postale dovrà essere costantemente aggiornare una black-list dei siti internet che inneggiano al terrorismo, anche per favorire lo svolgimento di indagini da parte della polizia giudiziaria, pure sotto copertura.

    Immunità per gli 007
    Con il decreto si estende la possibilità di rilasciare agli stranieri permessi di soggiorno a fini investigativi. Si introduce inoltre in via transitoria la facoltà, per i servizi di informazione e sicurezza, di effettuare colloqui investigativi con detenuti per prevenire azioni terroristiche. Per il personale di Aisi, Aise e Dis sono previste disposizioni volte alla tutela funzionale e processuale: potranno usare le generalità “di copertura” anche mentre depongono in un processo penale sulle attività svolte in incognito e sono autorizzati a commettere reati (nei loro confronti si applicherà la speciale causa di non punibilità).

     

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