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    Morgana at |

    Silendo inizio a spaventarmi…sei un genio!

    ….mi hai letto nel pensiero!!! Come fai?…questa mattina stavo pensando proprio a questo, alle proiezioni di Kissinger.

     

                                                                                                                                 Morgana

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    Diana at |

    In pochissime parole, su "Il Foglio" data odierna:

    Oggi sul Washington Post l'ex segretario di stato Henry Kissinger snocciola la sua considerazione ultrarealista sulla situazione ucraina prescrivendo una serie di soluzioni per dare "equilibrate insoddisfazioni alle parti in causa". Ma basterebbe un aforisma dei suoi per giustificare l'analisi: "Per l'occidente la demonizzazione di Putin non è una strategia, ma l'alibi per l'assenza di una strategia" (Hillary dovrebbe prendere nota prima di fare il solito paragone con Hitler). La demonizzazione dell'altro per compensare il proprio vuoto è un concetto che s'applica bene all'oggi dell'occidente.

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    Diana at |

    … sappiamo che è uno dei quotidiani preferiti da Sil 😉 ops…

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    Anonimo at |

    Ciao a tutti, la proiezione di Kissinger è concordante da quanto sostenuto da Lavrov durante l'ultimo incontro di Parigi. Il riequilibrio geopolitico europeo è coinciso con le strabilianti capacità diplomatiche russe  sul Mediterraneo, a ciò andava aggiunta una riqualificazione del ruolo della Nato tra gli alleati, tutt'ora da ritrovare. Il Gen. Jean da tempo sostiene su Formiche.net che la crisi strategica geopolitico economica europea è dovuta all'incapacità di controbilanciamento USA nel proporre una seria trattativa sul TTIP. Il versante Eurasiatico troverà sia per affinità culturali che commerciali una sua ragion d'essere, chi ne rimetterebbe sarebbero gli stati baltici e qualche gigante dai piedi d'argilla che aleggia sulle nostre charte. 

    Come anticipava il German Marshall Fund con lo IAI qualche anno fa, senza un equilibrio nel golfo tramite il GCC non vi sarebbe stato alcun compromesso euroatlantico. 

    Tocca alla Turchia ed alla GermPolonia mollare l'osso ora. Vale piů l'equilibrio nei Balcani, Serbia e Bosnia, rispetto all'ossessione per l'Ucraina. Finiamo i corridoi europei orientali cosi alimentiamo gli scambi e le sinergie culturali con ci è più affine, la sicurezza diverrebbe circolare ed inclusiva, come ai tempi di Bisanzio…

    .H.

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