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    The Hooded Claw at |

    Occorre che i Servizi siano dotati delle necessarie capacità in campo sia finanziario che tecnologico. Costituiscono un elemento sempre più centrale per la competitività del “sistema-Italia” e per far sì che il governo possa sostenere le imprese aggiungendo alle loro valutazioni economiche, valutazioni di ordine politico-strategico e di tutela del patrimonio tecnologico nazionale.

    Mi vien da chiedere, ma quanta tecnologia nuova produce effettivamente l'Italia? Quanto IP sforniamo sia a livello privato che accademico? Esiste una strategia (ed una roadmap precisa) per rilanciare l'innovazione in maniera che sia parte integrante del sistema paese a non lasciata all'iniziativa di pochi. Una vera e propria strategia dell'innovazione? Una cultura della proprietà intellettuale? Esiste un framework nazionale per il processo del Technology Transfer? Perchè senza innovazione continua (e non stiamo parlando di software start-up, ma di manufatturiero ad altissimo valore aggiunto) gli investitori esterni si compreranno quel poco che gli serve e poi lasceranno morire le strutture industriali. Inoltre, visto che il generale accenna al ruolo dei servizi: questi ultimi hanno le capacità tecniche, le giuste risorese intellettuali e l'esperienza necessaria per individuare tecnologie di valore strategico (e quindi non cedibili) all'interno del paese e quelle potenzialmente competitive all'estero? Quanti operativi hanno le doti per potersi muovere a livello internazionale nei meandri dell leggi sull'IP e conoscono gli aspetti del business developement necessari per rilanciare una economia avanzata che poi vada anche ad innestarsi nell'industria della difesa?

    Quanti nelle stanze dei bottoni hanno la formazione necessaria per indirizzare alcuni settori della ricerca e dell'innovazione al fine di allinearli con le tendenze geopolitiche sul medio e lungo periodo?

     

    [Perchè Taiwan è disperata per avere gli F-35 ? OK, questa la sanno anche i bambini…]

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    Saint-Germain at |

    Concordo pienamente con quanto affermato dal Gen. Jean e da Silendo. E mi permetto di aggiungere che l' "italianità" non è strategica a prescindere (specialmente le aziende in mani italiane mal gestite). Questa considerazione vale, ovviamente, per i settori non strategici e così si rientra nella tautologia italica del "Cosa è strategico?" e della mancanza di programmazione. Navighiamo a vista!!!

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      Anonimo at |

      Verissimo!

      barry lyndon

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    marco ciaccia at |

    Il manufatturiero ad alto valore aggiunto rientra in parte in alcune strategie messe a punto in passato, ma una vera e propria road map delle Key Enabling Technologies manca purtroppo. Incide su tutto a mio parere un'evoluzione "all'inglese" vs modello franco-tedesco, ovvero eccesso di influenza del sistema mediatico sul personale politico che dal craxismo-anticraxismo in poi è sempre più allineato sul terziario informativo lasciando a nicchie territoriali (occupate insufficientemente dal leghismo) la rappresentanza dell'industria strategico-tecnologica. 

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    The Hooded Claw at |

    Una strategia europea per le KET esiste, almeno sulla carta, da due anni. Non ho idea di come, e se, venga implementata a livello nazionale. 

    http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52012DC0341&from=EN

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    Saint-Germain at |

    Grazie per la segnalazione Hooded Claw, ma… probabilmente è "strategia" quanto lo è stata la "Strategia di Lisbona". Ahimé!

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    The Hooded Claw at |

     

    Una delle azioni che ha causato più scalpore a livello di policy è stato quando si decise di spedere €1 miliardo in ricerche connesse al grafene, cifra che andava ripartita sul territorio europeo. 

    Il quadro amministrativo per gestire tali fondi EU si chiama Horizon 2020 e dovrebbe rappresentare un punto di discontinuitá con il precedente detto FP13, perché quest'ultimo si era configurato in modo tale che a vincere i fondi erano il soliti consorzi noti. In Horizon 2020 l'attenzione alle SME ad alto valore technologico è molto maggiore che non in precedenza ma alla fine si basa sempre su consorzi ed avere qualcuno che ha avuto successo precedentemente in un consorzio aiuta parecchio.

    In UK la Technology Strategy Board (adesso si chiama Innovate UK) mette a disposizione soldi (pubblici) per aiutare industrie e centri di ricerca a scrivere proposal in modo di massimizzare le possibilitá di ottenere i fondi stanziati da Horizon 2020.

     

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    The Hooded Claw at |

    Un'ultima cosa, l'MoD britannico (ed anche altri immagino) trae beneficio da tali fondi anche (ma non solo) tramite le varie compagnie spin-out che vengono create dal medesimo nelle quali mantiene quote azionarie di varia entità. 

    Anche il Ministero della Difesa italiano, soprattutto nell'ambito della sezione Secure Societies del vecchio FP 7, fa la sua parte coinvolgendo CNR e Finmeccanica. L'Italia non lavora male quando si tratta di attrarre i fondi, é l'output che a volte lascia a desiderare…

    OK mi fermo altrimenti la cosa diventa noiosa

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    Sultano at |

    Ho i miei dubbi sul fatto che ci possa essere una politica industriale europea su temi strategici come quello delle KET.

    Ogni stato gestisce secondo la propria cultura e interessi, al massimo la cooperazione é a livello bilaterale.

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