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    ILCONTELEON at |

    Consiglio Supremo Difesa: il terrorismo minaccia di investire l’Italia

     «L'Italia opera in seno alla Comunità Internazionale, con tutte le capacità di cui dispone, per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell'offensiva terroristica nei diversi teatri di crisi in cui essa si sviluppa e dai quali minaccia di investire il nostro stesso Paese». Lo sottolinea il Consiglio Supremo di Difesa in una nota, organo di rilievo costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica.

    Consiglio Supremo: sicurezza in rapido deterioramento
    Il Consiglio supremo osserva «un quadro delle relazioni internazionali e della sicurezza in rapido e sensibile deterioramento in aree molto prossime all'Italia e all'Europa». È quanto sottolinea il Quirinale al termine del Consiglio Supremo di Difesa (Csd), esaminate le relazioni dei ministri degli esteri e della Difesa.

    «Usare con realismo risorse sicurezza»
    In una nota del Consiglio Supremo di Difesa si legge che le risorse per la sicurezza e la difesa vanno «impiegate con intelligenza e pragmatismo per prevenire prima ancora che per reagire, sono produttive» per il Paese. E ancora: «È necessario che gli sforzi siano concentrati sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo».

    «Occorre chiara razionalizzazione forze armate»
    Non solo. Per far fronte alle nuove sfide occorre che lo «strumento militare» si riorganizzi. Per cui «occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo». E la «riorganizzazione delle Forze Armate riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese»

    http://gds.it/2015/10/22/terrorismo-minaccia-litalia-lallarme-del-consiglio-supremo-di-difesa_425879/

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/10/21/al-quirinale-il-consiglio-supremo-difesa_a8fc439c-90ab-4224-afca-0fd694dbe88d.html

     

     

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    ILCONTELEON at |

    Il Presidente Mattarella ha presieduto il Consiglio Supremo di Difesa (comunicato del Quirinale)

    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto, al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

    Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Dott. Matteo Renzi; il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Paolo Gentiloni; il Ministro dell'Interno, On. Angelino Alfano; il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Prof. Pier Carlo Padoan; il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti; il Ministro dello Sviluppo Economico, Dott.ssa Federica Guidi; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano.

    Hanno altresì presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Prof. Claudio De Vincenti; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dott. Ugo Zampetti; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.

    Sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri e della Difesa, il Consiglio ha esaminato la situazione internazionale rilevando come la perdurante offensiva Daesh, il moltiplicarsi dei conflitti e l'instabilità nella regione mediterranea e nel vicino oriente, le crescenti ondate migratorie, nonché le difficoltà incontrate dalla Comunità Internazionale nella gestione delle crisi caratterizzino un quadro delle relazioni internazionali e della sicurezza in rapido e sensibile deterioramento in aree molto prossime all'Italia e all'Europa.

    Il Consiglio ha quindi valutato i possibili riflessi della situazione sul territorio nazionale, illustrati dalla relazione del Ministro dell'Interno.

    In questo contesto, le risorse per la sicurezza e la difesa, bene impiegate con intelligenza e pragmatismo per prevenire prima ancora che per reagire, sono produttive per il benessere e lo sviluppo del nostro Paese.

    È necessario che gli sforzi siano concentrati sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza.

    L'Italia opera in seno alla Comunità Internazionale, con tutte le capacità di cui dispone, per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell'offensiva terroristica nei diversi teatri di crisi in cui essa si sviluppa e dai quali minaccia di investire il nostro stesso Paese.

    In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l'importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.

    In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all'Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.

    Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione , con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all'Italia e all'Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi.

    Roma, 21 ottobre 2015

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    Nemo Profeta at |

    chi scrive male pensa anche male.

    L'antilingua, ovvero l'arte di complicare una lingua semplice

    Italo Calvino descrisse, in un articolo apparso nel 1965 su "Il Giorno", l'antilingua: quell'italiano surreale che ha contagiato il nostro linguaggio quotidiano. Per correttezza non riporto l'intero articolo (dovrei chiedere il permesso a Mondadori), ma solo i passi più interessanti.

    Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: "Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata".

    Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: "Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l'avviamento dell'impianto termico, dichiara d'essere casualmente incorso nel ritrovamento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l'asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante".

    Ogni giorno, soprattutto da cent'anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un'antilingua inesistente.
    Avvocati e funzionari. gabinetti ministeriali e consigli d'amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell'antilingua.

    […]come se "fiasco", "stufa", "carbone" fossero parole oscene, come se "andare", "trovare" "sapere" indicassero azioni turpi.

    […]Chi parla l'antilingua ha sempre paura di mostrare familiarità e interesse per le cose di cui parla, crede di dover sottintendere: "io parlo di queste cose per caso, ma la mia funzione è ben più in alto delle cose che dico e che faccio, la mia funzione è più in alto di tutto, anche di me stesso". La motivazione psicologica dell'antilingua è la mancanza di un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l'odio per se stessi.

    […]Perciò dove trionfa l'antilingua – l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato" – la lingua viene uccisa.

    I passi sono tratti da: Italo Calvino – SAGGI 1945-1985 a cura di Mario Barenghi, Arnoldo Mondadori Editore.

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    Nemo Profeta at |

    per correttezza, il mio post precedente è tratto da: 

    http://www.carlalattanzi.it/viewdoc.asp?CO_ID=146

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    #35 at |

    Complimenti. Ottima e interessante la tua citazione. Sei una persona di larghe vedute.

     

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