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    The Hooded Claw at |
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    Anonimo at |

    Caro Claw,

    vorrei porti una domanda mooolto offtopic.

    Tenuto conto del tuo forte legame con il suolo (e non solo!) britannico e considerato che sei un buon conoscitore delle vicende di quel paese, cosa ne pensi del referendum per l'indipendenza della Scozia che si terrà il prossimo settembre (probabilità di vittoria per il movimento dello "Yes", posizione del governo britannico, possibili implicazioni per gli interessi nazionali, etc.).

    Thanks! :)

    barry lyndon

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      The Hooded Claw at |

      Caro Barry, questo è un argomento complicato! La mia speranza è che si sia una vittoria schiacciante degli unionisti e che si archivi questa faccenda della secessione una volta per tutte. A mio parere nessuno dei due ha l'interesse a separarsi. Lo scenario peggiore sarebbe quello di una vittoria di misura degli indipendentisti perchè lascerebbe una Scozia divisa al suo stesso interno con risentimenti e continue accuse tra le due fazioni. Se invece dovessero vincere di misura quelli del "better together" allora i secessionisti non molleranno e continueranno a cercare l'indipendenza in qualche modo.

      Se la Scozia dovesse andarsene la questione diventerebbe altamente complicata e la separazione sarebbe lunga e dolorosa. A Westminster ci sono moltissimi politici scozzesi che dovrebbero tornarsene a casa, in Scozia ci sono un sacco di infrastrutture volute e gestite da Londra (BBC, MoD, etc) che dovrebbero levare le ancore.

      Le forze armate di sua maestà contengono un numero sproporzionato di scozzesi sopratutto nelle unità di elite, SAS in primis. Lo scorso anno il governo ha deciso di spostare la base dei sottomarini da Portsmouth alla Scozia, cosa succede se la Scozia se ne va? Riportano tutto al Sud dell'Inghilterra? Sarebbe uno spreco di soldi mostruoso. Il cantiere dove hanno costruito la Queen Elizabeth (la nuova portaerei della marina) è in Scozia e la nave verrà collaudata nel 2016, quindi potenzialmente fuori dalle acque territoriali inglesi. 

      Alex Salmond (il primo ministro scozzese, capo dello Scottish National Party che vuole l'indipendenza) vuole mantenere la sterlina contro la volontà di Westminster ma con la scusa delle forze armate può 'ricattare' Londra su questo punto.

      Altre complicazioni in ordine sparso: 

      -Il parlamento scozzese si trova ad Edinburgo, città aristocratica tradizionalmente filo-inglese. 

      -I cattolici scozzesi un tempo erano schierati con gli unionisti perchè anche se discriminati la chiesa anglicana li proteggeva dagli eccessi degli evengelici scozzesi (che sono più settari dei talebani), oggi tali distinzioni di religione sono meno importanti ed il voto cattolico (anche a Glasgow dove la violenza settaria faceva eco a quella di Belfast in NI) non lo si dà più per scontato come un tempo.

      -I pozzi nel Mare del Nord sarebbero in acque territoriali scozzesi e quindi vanno alla Scozia. Lo SNP conta tantissimo su questo per l'economia. Ci sono stime contradittorie sulle riserve, gli scozzesi dicono c'è ancora un sacco di greggio menre gli inglesi sostengono il contrario. Magari Matteo Verda ha qualche informazione migliore a riguardo…

      -Gli Scozzesi sono sproporzionatamente Labour, anche lo SNP è un partito di sinistra (parliamo di sinistra anglosassone, non dimentichiamocelo!), ogni qualvolta a Londra comandano i Tory gli scozzesi si sentono tagliati fuori. E purtroppo spesso hanno ragione, la GB è diventata insopportabilmente Londra-centrica.

      -Un altro punto è che alla fine gli inglesi non stanno simpatici a nessuno e questo non aiuta.

       

      Insomma, sono passati più di 300 anni dall' Act Of Union (1707) e le due nazioni sono così legate che la matassa da dirimere se dovessero separarsi potrebbe diventare un ostacolo più serio del previsto.

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        STV Giovanni Nacci at |

        Non so nulla dell'argomento in questione ma…adoro leggere analisi/pareri di questo tipo :)

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          The Hooded Claw at |

          :-)

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    Anonimo at |

    Claw, 

    ti ringrazio per la risposta dettagliata. 

    Mi confermi che la questione è alquanto spinosa ed articolata. Non sono riuscito però a capire se  gli indipendentisti hanno effettivamente chance di vittoria e se il governo britannico (e l'MI5) percepisca questo evento elettorale come una reale minaccia all'integrità nazionale. Qualora quest'ultima ipotesi fosse fondata, infine, considerato che numerosi scozzesi ricoprono posizioni importanti sia a livello politico centrale sia negli apparati di informazione e sicurezza, mi chiedo (e, di rimbalzo, ti chiedo) come stiano riuscendo a gestire questa potenziale situazione di "conflitto di interessi".

    barry lyndon

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      The Hooded Claw at |

      Al momento è difficile fare predizioni, i sondaggi a volte danno in vantaggio la campagna "Yes" e altre quella "Better together", il numero di indecisi sembra essere alto.

      Non ho idea di come vengano affrontati i conflitti di 'interessi', comunque considera che quelli che sono nell'esercito o a Westminster credo siano unionisti, a meno che non siano come quie tacchini che non vedono l'ora che arrivi il Natale!

      Si dice che il coinvolgimento dell' MI5 sia stato notevole sopratutto a livello di influenzare i gruppi di discussione on-line. 

      Gli indipendentisti hanno anche accusato l'MI5 di aver finto una campagna di troll on-line contro J K Rowling, che è scozzese e unionista, per screditare il movimento di secessione e farlo apparire come una banda di facinorosi esaltati. Mi stupirebbe assai se i servizi se ne fossero stati con le mani in mano ad essere onesti, lavorare per mantenere l'unità nazionale è parte essenziale della loro job description.

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        STV Giovanni Nacci at |

        Non saprei Hooded… nel senso che i "Servizi" devono certamente lavorare per mantenere l'unità nazionale, ma se i soggetti fruitori (del diritto alla unità nazionale) decidono democraticamente (e presumo che il referendum in parola sia informato a principi di democaticità) di modificarlo in senso separatista allora i servizi non si devono permettere di fare un bel nulla.

        E porto all'estremo il ragionamento con un esempio-limite: se un Paese democratico decide – con i mezzi e gli strumenti che la democrazia prevede – di rinunciare all'assetto democratico, ebbene quella sarebbe una decisione che non andrebbe ostacolata (da nessuno). Salvo – ovviamente – la presenza di palesi distorsioni della volontà dei soggetti che legittimamente detengono la sovranità….

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          The Hooded Claw at |

          Posso solo concordare, ma i Servizi, come le Forze Armate, in circostanze normali e democratiche non dovrebbero esseri agenti del cambiamento. A mio parere possono solo operare nel paradigma della difesa dell'ordine costituito finché un nuovo paradigma non sostituisce quello vecchio. Perdipù l'azione di intelligence non è di per sè ostile ma va ad informare il decisore politico correntemente al potere. Certo se l'MI5 ha veramente 'trollato' la mamma di Harry Potter, quello è piuttosto meschino…

           

          [Mi sono appena reso conto che ho applicato la teoria di Thomas Kuhn sulla Struttura della Rivoluzioni Scientifiche all'azione dei Servizi… Non credo di aver fatto una cosa epistemologicamente corretta, sorry!]

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            STV Giovanni Nacci at |

            Non credo di aver fatto una cosa epistemologicamente corretta, sorry

            Perchè no? A certe condizioni e con le giuste premesse… :)  

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            Anonimo at |

            l'azione di intelligence non è di per sè ostile ma va ad informare il decisore politico

            Su questo aspetto, Claw, non mi trovi completamente d'accordo. Diciamo, in sintesi, che l'intelligence è prevalentemente volta ad informare il decisore. Ma non solo: le covert action, le operazioni psicologiche ed il controspionaggio hanno ben altre finalità, pur rientrando nelle attività di intelligence. Anche sulla mancanza di ostilità nutro qualche dubbio. Le attività che citavo prima, infatti, richiedono una certa "ostilità" o, comunque, possono assumere una connotazione offensiva (sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali). 

            barry lyndon

             

             

             

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              Anonimo at |

              mi sembra un discorso un po' pericoloso. Quantomeno se non si specifica che i confini dettati dal decisore debbano essere anche loro perfettamente legittimi…

              Questo lo davo per scontato!

              il citato articolo della Costituzione e le norme in senso lato servono a creare un sistema tale da indirizzare preventivamente l'azione burocratica delle amministrazioni all'interno di certi limiti ben precisi (o sbaglio?). 

              Infatti la L. 124/07 prevede sempre un'autorizzazione preventiva da parte dell'autorità politica per il ricorso agli strumenti giuridici che consentono – tra le altre cose – di agire in deroga all. art. 97 della Costituzione. 😉

              Mettiamo che questa forza politica – caratterizzata dalla sua propria… "tipicità" – venga poi legittimamente portata al governo (a seguito di libere elezioni) dal popolo per realizzare il suo programma. La domanda quindi è: ai nostri amici del Ministero dell'Interno, della Difesa, del DIS, dell'AISE e dell'AISI, nonché le Forze Armate, le forze di polizia e mettiamoci pure il corpo di polizia municipale di Canicattì, quale livello "non  neutralità" deve essere concesso e tollerato nell'ambito della loro azione burocratica? Oppure l'amministrazione (o chi per lei) decide autonomamente che trattasi di un caso di deroga all'art. 97 Cost.?

              In questa ipotesi, a mio avviso, il problema non si porrebbe proprio! Per una ragione molto semplice: la nuova forza politica, giungendo al governo del Paese a seguito di regolari elezioni e, quindi, in modo democratico, deterrebbe il potere legittimamente e, conseguentemente, tutti gli appartenenti agli apparati dello Stato (compresa l'intelligence) avrebbero il dovere di fedeltà ex art. 54 della Costituzione. 

               

              barry lyndon

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                STV Giovanni Nacci at |

                Barry caro, capisco che il problema, a posteriori, non si ponga. È più che ovvio. Nel mio esempio io mi preoccupavo del problema "nel mentre". E' chiaro infatti che una "non neutralità" spiccata da parte di certe amministrazioni potrebbe contribuire all'insuccesso (magari anche solo parziale…) di quella parte diciamo così "innovativa" che – democraticamente – lo stava meritando… 

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    Anonimo at |

    Gli indipendentisti hanno anche accusato l'MI5 di aver finto una campagna di troll on-line contro J K Rowling, che è scozzese e unionista, per screditare il movimento di secessione e farlo apparire come una banda di facinorosi esaltati.

    Ne avevo letto già qualcosa :)

    Mi stupirebbe assai se i servizi se ne fossero stati con le mani in mano ad essere onesti, lavorare per mantenere l'unità nazionale è parte essenziale della loro job description.

    Stupirebbe anche me 😉

     

    Dear Claw, thank you for your reply!

    barry lyndon

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      The Hooded Claw at |

      My pleasure!

       

       

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      The Hooded Claw at |

      Uno degli intellettuali scozzesi più in vista, lo storico Tom Devine, ha preso una posizione inaspettata a meno di un mese dal voto, interessante che egli sia dell'opinione che anche la devo max non arresterebbe il processo:

      http://theconversation.com/tom-devine-why-i-now-say-yes-to-independence-for-scotland-30733

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