13 Responses

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    Anonimo at |

    Silendo, volevo fare una domanda:

    siamo certi che non facciamo la fine di Telecom Spa?

    Riusciremo a mantenere il Controllo di CDP Reti ma soprattutto del pacchetto di controllo del 29,85 di Terna ?

    L'accesso alle informazioni sensibili della Rete Elettrica di Terna non possono essere limitate e quindi non possono essere garantite.

    B.A.

     

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    Nemo Profeta at |

    Vabbé, non stiamo a raccontarcela, é un ulteriore passo verso la svendita di quel poco che ci rimane dei gioelli di famiglia. Si comincia sempre cosi, con le quote non di maggioranza… e intanto un altro prezzo d'Italia se la sono comprata… ovviamente i Cinesi non sono scemi, intanto hanno infilato una zeppa … certo che si tratta della stessa storia di Telecom…

     

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    Nemo Profeta at |

    Giusto per intenderci, dobbiamo venderci una parte importante di Snal e Terna per trovare 2.4 milardi e nel frattempo

    1. ci siamo messi da soli , senza che nessuno ci obbligasse, un vincolo di bilancio allo 0% in costituzione, quando l'Europa di chiederebbe il 3% (3 punti di PIL sono 45 milardi) e mentre, udite udite, dell stesso vinncolo Francia e Spagna se ne fregano altamente e lo superano senza che nessuno si sogni di dirgli mbe'.

    2. Per fare un favore ai tedeschi e ai creditori del nord ci siamo accollati una quota monstre del fondo europeo di stabilità finanziaria, creato per salvare prevalentemente banche non nostre e a causa di una crisi bancaria in cui eravamo tra i meno esposti. Copio in basso le quote paese per paese, in grassetto la quota spropositata che ci siamo accollati, con sommo gaudio dei creditori del nord, a cui abbiamo tolto le castagne dal fuoco.

    Membro MES

    Numero di quote

    Sottoscrizione di capitale (EUR)

     

    Regno del Belgio

    243 397

    24 339 700 000

     

    Repubblica federale di Germania

    1 900 248

    190 024 800 000

     

    Repubblica di Estonia

    13 020

    1 302 000 000

     

    Irlanda

    111 454

    11 145 400 000

     

    Repubblica ellenica

    197 169

    19 716 900 000

     

    Regno di Spagna

    833 259

    83 325 900 000

     

    Repubblica francese

    1 427 013

    142 701 300 000

     

    Repubblica italiana

    1 253 959

    125 395 900 000

     

    Repubblica di Cipro

    13 734

    1 373 400 000

     

    Granducato di Lussemburgo

    17 528

    1 752 800 000

     

    Malta

    5 117

    511 700 000

     

    Regno dei Paesi Bassi

    400 190

    40 019 000 000

     

    Repubblica d’Austria

    194 838

    19 483 800 000

     

    Repubblica portoghese

    175 644

    17 564 400 000

     

    Repubblica di Slovenia

    29 932

    2 993 200 000

     

    Repubblica slovacca

    57 680

    5 768 000 000

     

    Repubblica di Finlandia

    125 818

    12 581 800 000

     

    Totale

    7 000 000

    700 000 000 000

     

     

    Sulla base dei dati citati, mi permetto di dissentire con l'affermazione del post iniziale, secondo cui dobbiamo vendere le reti strategiche perché sono cambiati i rapporti di forza, implicitamente quelli con la Cina, perché é a lei che vendiamo.

    Ecco, non mi sembra proprio che sia una questione di rapporti di forza mutati, é solo che abbiamo avuto dei governi  che hanno supinamente firmato tutto quello che la Germania e i creditori del nord chiedevano. E per inciso, i due governi Monti  e Letta che si sono susseguiti spacciando agli italiani la pietosa bugia che il loro target era ridurre il rapporto debito/PIL l'hanno trovato a 121 e lasciato a 132.

    Due alterative

    1) chi ci ha ficcato in questa situazione é un incompetente totale

    2) chi ci ha ficcato in questa situazione non é un incompetente totale, ma semplicemente il suo obiettivo non era fare il bene dell'Italia ma del sistema bancario internazionale, il cui centro di gravità in Europa non risiede in Italia.

    Saluti

    Nemo

     

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    1. avatar
      mv at |

      Mi permetto di sottolineare che non intendevo che "dobbiamo vendere le reti strategiche perché sono cambiati i rapporti di forza, implicitamente quelli con la Cina, perché é a lei che vendiamo", ma solo che a comprare sono i cinesi (e non, per esempio, i fondi di investimento statunitensi o una società europea) perché la liquidità è in misura crescente nella disponibilità delle economie emergenti e, in particolare, delle entità pubbliche e semi-private cinesi.

      Diciamo che guardavo a un'ottica più globale, a prescindere dalle dinamiche per cui le reti italiane sono finite in vendita.

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    Vigile urbano at |

    ogni cosa del cosmo è regolata da un rapporto di forza.

    Mio piccolo nemo, non hai capito un cazzo delle relazioni internazionali.

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    mv at |
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    ilconte at |

    I cinesi fanno pigliatutto. Ora entrano anche in Telecom <!– –>

    La Bank of China ha il 2% del Gruppo. È il terzo azionista

    Dopo l’energia ora i cinesi puntano alla conquista delle telecomunicazioni. Non conosce sosta l’offensiva della Cina alla conquista dei «gioielli» dell’industria italiana. Non si è ancora spento l’eco dell’acquisto da parte di State Grid del 35% di Cassa depositi e prestiti Reti a cui fanno capo quote strategiche in Terna e Snam, che ecco un’altra operazione dai risvolti ambiziosi. Questa volta sono coinvolti i piani alti del potere finanziario e politico della Repubblica Popolare: la Peoplès Bank of China è entrata nell'azionariato di Telecom Italia.

    La banca centrale cinese non è nuova ad operazioni di questa portata. Ha già investito in Fiat mettendo le mani sul 2,001% del capitale e in Prysmian (2,018%) e a fine marzo è entrata in Enel con il 2,071% e in Eni con il 2,102%. Ora è nel gruppo telefonico con una partecipazione diretta del 2,081%. La banca cinese si posiziona dietro alla Findim di Marco Fossati, che detiene il 4,989% e a Telco che ha il 22,447%.

    È l’ennesima conferma che il capitale cinese guarda con interesse crescente all'Italia fino ad averne fatto la sua base di espansione in Europa. Non è certo un caso se Dagong, l'agenzia di rating a capitale cinese, ha scelto Milano come quartier generale in Europa. L'ingresso dei cinesi nel capitale di Telecom coincide con una svolta importante nella vita della società. Telco, il salotto che finora ha conservato la maggioranza del gruppo telefonico verrà sciolta e le azioni assegnate direttamente ai partecipanti. Con questa operazione gli spagnoli di Telefonica diventeranno i primi azionisti. La banca centrale cinese sarà al terzo posto.

    A questo passaggio strategico si aggiunge le possibile cessione di Tim Brasil che oggi, probabilmente, sarà all'ordine del giorno del consiglio d’amministrazione insieme ai conti del primo semestre. L'amministratore delegato Marco Patuano, ha più volte ribadito che la controllata brasiliana rappresenta una parte insostituibile del patrimonio. Della possibile vendita si potrebbe discutere solo nel caso in cui venisse presentata un'offerta con un premio consistente. A gennaio Marco Fossati ha quantificato in 30 miliardi il valore della filiale brasiliana, che corrisponderebbe a 20 miliardi per la quota di Telecom Italia. In un'intervista al Financial Times il presidente Giuseppe Recchi, ha comunque assicurato che il governo italiano non avrebbe nè il diritto nè tanto meno l'intenzione di intervenire su possibili scelte del gruppo telefonico sulle proprie attività brasiliane. «Se lo facesse, il giorno successivo il rating sul credito italiano verrebbe tagliato al di sotto del livello junk, perchè vorrebbe dire che il governo si comporta alla maniera di un controllore di stampo staliniano», ha spiegato Recchi. A luglio erano circolate alcune indiscrezioni relative all'intenzione del governo italiano di estendere il potere di veto anche alle reti delle aziende italiane all'estero, il che avrebbe potuto essere d'impedimento a una possibile cessione di Tim Brasil. Il Brasile resta comunque una delle aree su cui il gruppo tlc dovrà prendere decisioni importanti nei prossimi mesi. «Tutto è possibile», ha detto Recchi in merito a una possibile cessione del cespite carioca, ricordando come tutte le società di tlc stiano cercando di reinventarsi e di cercare nuovi ambiti d'azione o accordi commerciali, per restituire ossigeno ai rispettivi conti economici.

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    ilconteleon at |

    Snam, Terna e non solo, vi spiego le mire della Cina sull’Italia. Parla il generale Jean

    http://www.formiche.net/2014/08/06/cina-investimenti-italia/

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      The Hooded Claw at |

      Roma, al centro del Mediterraneo, sta assumendo una nuova centralità geostrategica.

      A me sembra che sia un attore internazionale sempre più marginale, ma sarei felicissimo di aver torto!

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        The Hooded Claw at |
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    Asso at |

    La futura centralità geostrategica ce l’avrà Gerusalemme non Roma. Roma è destinata a capitolare

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    mv at |

    Soluzione Cassa depositi e prestiti per Saipem?
    (titolo a parte, in teoria sarebbe la mia risposta al dibattito sui rischi derivanti da investimenti stranieri)

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