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    Anonimo at |

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24-storia/2014-06-20/operazione-gladio-112715.php?idpuntata=gSLAJASFi&date=2014-06-20

    Buongiorno Silendo,

    volevo segnalare la puntata di oggi MIX 24 su di Mioli su Radio24 : OPERAZIONE GLADIO.

    L'ho trovata molto interessante in quela logica di divulgazione.

    Però ho notato qualche affermazione che contrasta con quanto affermato dall'Ammiraglio Fulvio Martini nel suo Libro. Faccio riferimento al fatto che gli appartenenti all'organizzazione Gladio erano stati autorizzati a comunicare ai propri congiugi  l'appartenenza all'organizzazione. 

    Comunque è molto interezzante e sarebbe utile una sua trascizione da rendere disponibile.

    Buon Ascolto..

    B.A.

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    Anonimo at |
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      Anonimo at |

      Grazie.

      Il primo l'ho letto, il secondo no e l'ho trovato interessante (anche il sito).

      Mi è sembrato, e di questo chiedo conferma, che l'impostazione e le argomentazioni fossero "leggermente" nuove. Come se fosse legato in qualche modo alla desecretazione dei documenti delle stragi. Iniziamo a dire qualcosa di più.

      B.A. dietrologo 

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    Anonimo at |

    Il nostro Ministro della Difesa ha reso pubbliche le linee guida che costituiranno la base per l'elaborazione del prossimo Libro Bianco "per la sicurezza internazionale e la difesa".

    Qui il documento: http://www.difesa.it/News/Documents/Linee%20Guida.pdf

    Sarebbe utile scambiarci qualche opinione (costruttiva!) sul documento 😉

     

    barry lyndon

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      The Hooded Claw at |

      Se posso dare un parere sulla parte "Ricerca tecnologica, sviluppo e acquisizione delle capacità".

       

      Quello che non sembra essere ben sviluppato in Italia è una procedura strutturata dove le SME che stanno sviluppando tecnlogie che ritengono utili per la difesa possono rivolgersi direttamente al Ministero. Questo dovrebbe avvenire attraverso canali specifici ma ben noti e facilmente accessibili. È chiaro che bisognerebbe desinare parte del budget della difesa alla R&D condotta dalle imprese che offrono i loro servizi. In un paese dove non sono i soliti noti a prendere i soldi lo si potrebbe fare col sistema del Responsive Mode Application, o anche Specific Call a seconda delle esigenze del momento o dei vari canali di finanziamento.

      Il Ministero dovrebbe anche possedere centri di ricerca propri che funzionano sinergicamente impiegando civili e militari cosicchè si possano invogliare laureati e tecnici a cui non interessa indossare le stellette a lavorare per il proprio paese. Dovrebbe essere un'osmosi continua di tecnologie che vengono sviluppate a livello civile che trovano impiego nella difesa e vice versa, ovvero tecnologie sviluppate all'interno del comparto militare che una volta che sono state 'vetted and sanitised' possono essere messe a disposizione delle industrie nazionali (in prima istanza) o internazionali (come seconda opzione).

      Per i grandi gruppi industriali le cose credo che funzionino diversamente e le collaborazioni immagino siano già ben avviate. Finmeccanica addirittura lavora moltissimo con l' MoD britannico nonstante tutti gli ostacoli del caso (non scendo in particolari).

       

      In termini di strategia tecnologica da perseguire, secondo me si deve fare un discorso sulla base di quelli che si prevedono essere gli impegni dei prossimi anni. È vero che i conflitti non possono essere facilmente previsti ma le tendenze generali ci sono. Ad esempio per i paesi coinvolti nel Pivot Asia (ma anche per quelli che intendono vendere tecnologie ai paesi coinvolti) è chiaro che sviluppare nuovi sistemi per migliorare situazioni con boots on the ground potrebbe lasciare il tempo che trova visto che un eventuale confronto avverrà molto probabilmente a livello blue water coinvolgendo principalmente dinamiche di tipo A2/AD.  Quindi, se a livello nazionale devo indirizzare la mia ricerca militare per far fronte ad esigenze di questo tipo stanzierò dei fondi specifici ad esempio per industrie che sviluppano tecnologie di target acquisition for ballistic response o similari, non certo nel miglioramento di un fucile mitragliatore.

      Io la vedo così, potrei scrivere per un'altra ora ma non voglio annoiarvi troppo e devo anche guadagnarmi la pagnotta!

       

       

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        Anonimo at |

        Dear Claw,

        grazie per le tue riflessioni, che condivido integralmente.

        Aggiungo che Finmeccanica – tralasciando per un momento il modus operandi di parte del suo management – è ben inserita, oltre che nei progetti di politica industriale della difesa di numerosi Paesi, anche nei programmi di ammodernamento tecnologico ed investimento industriale di alcune organizzazioni internazionali (giusto per fare un esempio: NATO).  L'azienda, inoltre, credo si "muova" già da tempo, e nella direzione giusta, anche nel settore più trendy degli ultimi 5 anni. Mi riferisco al tanto amato/odiato cyber! :)

        barry lyndon

         

        PS: quando parlavi di Pivot Asia immagino che tu facessi solo un esempio per spiegare quanto sia importante prendere in considerazione le tendenze generali al fine di poter ben formulare un documento strategico così importante come il Libro Bianco e non valutassi quel quadrante come specifica area di interesse per la nostra Difesa. Giusto?

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          The Hooded Claw at |

          Sí Barry usavo il Pivot Asia come scenario ipotetico, non credo che la nostra difesa e governo siano interessati ad entrare in un contenzioso del genere, ma chi lo sa esattamente? In fin dei conti, proprio come hai fatto notare, Finmeccanica ha interessi nella difesa di molti paesi e mi stupirebbe se le sue tecnologie non giocassero un ruolo nei confronti a venire. 

           magari non un coivolgimento diretto ma uno preso molto alla larga, probabilmente nei settori aerospaziale e navale. Queste sono supposizioni personale, non ho fatti per confermare.

           

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    The Hooded Claw at |

    Non so se sia già stato segnalato ma una cara amica specializzata nel tema in quaestione mi ha consigliato questo libro del nostro connazionale che lavora al King's College London, visto che ho parlato di Pivot Asia…

    http://www.amazon.com/Maritime-Strategy-National-Security-Britain/dp/1906876274/ref=la_B008MIJDPU_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1404308945&sr=1-1

     

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    Saint-Germain at |

    Buongiorno Silendo,

    so di essere un po' OT, ma volevo segnalare questa notizia:

    http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_28072014_1136_247499973.html

    Sintomo di cambiamenti già nel medio periodo?!

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      The Hooded Claw at |

      Ottima notizia, un passo nella giusta direzione.

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      Anonimo at |

      Valutazione secca: sono tentativi di far sopravvivere ciò che resta del comparto industriale della Difesa (mi riferisco a ciò che è stato "impacchettato" sotto l'AID).

      barry lyndon

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        STV Giovanni Nacci at |

        Molto giusto. Tentativi, appunto…

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    Asso at |

    Noto vieppiù una sempre maggiore interconnessione tra mondo militare e mondo civile 

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    marco mayer at |

    Asso secondo me ha ragione: la convergenza a livello R&S è davvero consistente. Nelle mie ricerche la osservo in particolare tra le Tecnologie della sanità e quelle di Sicurezza e Difesa

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