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    The Hooded Claw at |

    Panebianco menziona diverse volte il ruolo dell’UK in tutta la faccenda. 
    Io sono giunto ad una conclusione personale a tale riguardo che è indipendente dal fatto che creda o meno nel progetto europeo.
     
    I peggiori nemici dell’integrazione europea in UK sono i pro-EU. 
    Anche se da un punto di vista personale mi fa comodo (e mi semplifica la vita) che il Regno Unito sia nell’ Unione Europea è chiaro ormai che gli interessi dell’UK sono tutti orientati a avere un’influenza disgregativa sul lungo periodo (divide et impera).  Le riforme che vogliono vanno comunque contro quella che è la tendenza generale del continente, anche se si tiene conto dei movimenti di protesta continentali. L’Europa farà ben poco nella direzione dell’integrazione finché l’ UK è parte di essa. 
    Poi possiamo discutere se vogliamo maggiore integrazione o se vogliamo cose diverse. Ma se si volesse andare nella direzione di una super-federazione per quanto labile nei suoi compiti è essenziale che gli inglesi se ne vadano. Per questo motivo sul lungo periodo la vittoria dell’UKIP potrebbe paradossalmente portare ad una europa più dinamica. 
    De Gaulle si oppose fino alla morte all’entrata della GB nell’Unione, forse aveva già capito come sarebbero andate le cose.
     
     
    Dobbiamo anche considerare che le isole Britanniche provengono da una tradizione giuridica completamente diversa da quella del continente. Il sistema anglosassone è basato sulla common law anziché sulla civil law, questo rende l’applicazione delle leggi di Bruxelles un po’ meno semplice ma sopratutto la percezione di esse è altamente più invasiva.

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    Sultano at |

    I peggiori nemici dell’integrazione europea in UK sono i pro-EU.
    Ben detto caro Hooded Claw!!
     

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      The Hooded Claw at |

      😀

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    S.D.L. at |

    Tanto le argomentazioni di natura giuridica (diverso sistema di diritto) quanto quelle di natura economica (spiccata finanziarizzazione dell'economia e regolamentazione conseguente) potrebbero contribuire a giustificare l'uscita dell'UK dall'EU, ma siete sicuri che anche a livello politico, ancor più a livello strategico a dirla tutta, sia lo stesso per il "futuro" dell'EU?

    L'uscita dell'UK determinerebbe ragionevolmente la totale polarizzazione dei diversi stati attorno alle economie di Germania e Francia, cosa che in realtà è già presente oggi in misura minore, con il rischio di avere non solo due "europee" (permettetemi il virgolettato) ma tre e più.

    Questa riflessione mi ricorda un bell'articolo letto su http://www.automoto.it/news/3-cilindri-quando-la-tecnica-cambia-l-opinione.html relativo la ri-scoperta del motore tre cilindri per le produzioni di serie "ecologiche". 

    Il problema del tre cilindri, di fatto la sua caratteristica, è che vi sono tre accenzioni in due giri, in pratica "un'accenzione e mezzo ogni giro", questo crea una zoppia vera e propria che solo ad altissimo numero di giri diventa quasi del tutto irrilevante (motivo per il quale veniva impiegato per le gare ma non per le produzioni su larga scala).

    Una delle prime soluzioni fu il "volano bi-massa, anzi tri-massa. Ѐ la geniale invenzione che consente di assorbire l’irregolarità degli scoppi senza togliere nulla alla coppia […] Nel volano ci sono masse sostenute da molle che assorbono il colpo, lo attutiscono e poi lo restituiscono gradualmente. Così il funzionamento appare dolce e rotondo, almeno a quei regimi ove era più fastidioso.".

    Bene, credo sia questo il punto focale del discorso: le Istituzioni. L'EU mi sa tanto di motore a tre cilindri senza volano ri-massa. Quelle che avrebbero dovuto assorbire/attudire le differenze e restituire gradualmente in termini unitari sono proprio le Istituzioni. Sono queste che non hanno funzionato.

    Ora, se questo malfunzionamento sia dovuto più alle persone che le hanno rappresentate che ad un errore di progettazione, in tutta onestà, non ne ho cognizione. Però credo che solo questa possa essere la strada:è arrivato il momento di un nuovo trattato che corregga ciò che non ha funzionato e ridisegni il quadro istituzionale.

     

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    The Hooded Claw at |
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    Asterix at |

    Non credo che quanto avviene sul sistema Galileo sia solo il risultato di un errore.

    Dietro ci sono forze enormi e la vicenda del Galileo rappresenta quella di maggiore contrasto tra gli interessi americani ed europei.

    Ma ovviamente il lanciatore è russo e non si poteva fare altro… .

    Un serio insuccesso del progetto Galileo, unito agli altri, noti, fattori di tensione per la tenuta dell'UE, potrebbe compromettere il futoro dei nuovi interessi europei.

    Staremo a vedere

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      Anonimo at |

      Dietro ci sono forze enormi

       Cosa intendi? Ritieni che l'anomalia sia stata causata dagli Stati Uniti?

      Ma ovviamente il lanciatore è russo e non si poteva fare altro…

      Il "lanciatore" è francese (con quote azionarie minoritarie in mano anche ad altri paesi europei).

       

      barry lyndon

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        Asterix at |

        Il lanciatore era una Soyuz e non Arianne 5.

        Non posso sapere cosa ci sia dietro, ma sono sicuro che problemi di questo genere non avvengono per errori di progettazione.

        Ci sono molti soggetti interessati a lanciare segnali o addirittura a sabotare il Galileo. Gli americani non lo vogliono (è noto) come alternativa al GPS, ma la vicenda può essere letta anche nell'ottica dello scontro Occidente Russia per la crisi in Eucraina, posto che gli europei (ma anche gli americani) dipendono (in buona parte ma non del tutto) dai lanciatori russi.

        Non ho certo elementi sufficienti, ma soltanto esprimo un grosso sospetto.

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