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    The Hooded Claw at |

    Dal Guardian:

    The US posture is complicated by recent revelations of widespread NSA surveillance that impacts the blurry area between economic and security matters. Since the Edward Snowden disclosures began, the US has drawn a distinction between spying for security purposes, which it considers legitimate, and surveillance intended to reap economic advantages, which it does not.
    But the NSA penetrated the servers of the Chinese telecom corporation Huawei, which US officials consider little more than a stalking horse for Chinese surveillance, and put the company’s executives under surveillance, the New York Times and Der Spiegel reported in March.
    While the US insists its concerns about Huawei are predicated on security threats from Huawei products sending customer data back to China – and the opportunities of inserting backdoors into Huawei products used by surveillance targets – Huawei has felt those concerns amounted to a pretext. Last year it announced it would abandon the US market, although executives later walked the announcement back somewhat.
    Documents leaked by Edward Snowden showed the NSA targeted the Brazilian oil firm Petrobras, even as the NSA insisted that its Defense Department parent “does not engage in economic espionage in any domain, including cyber,” in a statement to the Washington Post.
    Holder attempted to distinguish between economic and security surveillance in a Monday press conference. “All nations are engaged in intelligence gathering,” Holder said, but the current indictment involves “a state sponsored entity, state sponsored individuals, using intelligence tools to gain commercial advantages, and that is what makes this case different.”

    Sile, durante i 5 minuti di chiacchierata che ho fatto con David Omand qualche giorno fa gli ho chiesto proprio se il GCHQ aiutasse le compagnie britanniche; ovviamente la sua risposta è stata no, né il GCHQ  né l’NSA per quelle americane. Ha poi aggiunto che per la CIA  invece la faccenda è diversa (e qui mi fermo).

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    The Hooded Claw at |

    Non sono sicuro quali possano essere le conseguenze a livello pratico di tale azione statunitense, sembra essere più una faccenda di ‘named and shamed‘. Per quanto mi riguarda è interessante notare che tra le varie compagnie vittime degli attacchi una è SolarWorld che è tedesca di suo anche se ha il grosso della produzione negli US. Anche ATI è interessante sia per i materiali ad alte prestazioni che produce ma ancora di più per la sua spin-off: Teledyne che opera in un settore tecnologico di altissimo interesse per la difesa. Come sempre in queste faccende quello che viene detto al pubblico lascia solo intuire la complessità della situazione. 
     
    ATI aveva una joint venture con i cinesi ma, a quanto mi si dice, le joint venture coi cinesi in Cina finiscono inesorabilmente sotto controllo cinese estromettendo i partner con tattiche commerciali e manageriali da guerra fredda. Perché quindi si lascia che queste cose accadano? Semplice se alla fine del processo gli shareholders hanno fatto soldi a loro non interessa chi entra in possesso del know-how o dell’IP. Qui sono solo i governi che possono intervenire ed anche se lo fanno hanno strumenti piuttosto limitati. Si veda la recente bagarre Pfzier vs Astra-Zeneca.

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    CaioDecimo at |

    Questo tentativo di disegnare una linea tra spinaggio per la tutela della sicurezza nazionale e spionaggio con fini commerciali merita di essere seguito. Anche se fatico a distinguere il confine quando si parla – ad esempio- di sicurezza per gli approvigionamenti energetici ( pensando alle operazioni di NSA su PetroBras) o alle note qualificate dichiarazioni per cui ” ENI e’ un pezzo fondametnale dei nostr iservizi segreti “.

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      The Hooded Claw at |

      Caio, da quanto mi è stato detto il tipo di intelligence necessaria per gli scenari del settore energetico è per la grande maggioranza HumInt, da cui si spiega la presenza di tanti operativi sul campo. Detto questo mi è anche stato detto che comunque l’agenzia Centrale ha più computer dedicati a fare SigInt di quanti non ne abbia l’NSA (qui immagino ci si riferisse al numero di computer piuttosto che alla capacitá di calcolo e back-up effettiva, ma non saprei confermare né in un senso, né nell’altro). 
       

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    Frumentarius at |

    Avevo lasciato un commento, ma credo si sia perso nell’ iperspazio. Prima di tutto un saluto e complimenti a Silendo per l’ottimo blog.
    Come dice Hooded, e come rilevano tutti gli analisti, si tratta solo di pressione politica senza chiaramente l’obiettivo di ottenere estradizioni.

    Ma visto il tema del blog, una domanda: qual è la situazione attuale delle intrusioni nel sistema industriale italiano? Trovo “strano” che non se ne parli, e non conosco un assessment pubblico degli incidenti. Vero che noi non abbiamo un proxy privato come Mandiant, e forse un impianto legislativo più flessibile come quello americano, ma che sia tempo di fare chiarezza?

    Un saluto a tutti.

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    jackallo at |

    Ma che brutti amici che hai, Sile.. ;)))

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    Asso at |

    Caro Frumentarius. Ancora qualche anno di caos e poi si spera che le cose vengano messe in chiaro

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      Frumentarius at |

      Asso, speriamo. Ho come l’impressione che chiuderemo le stalle con i buoi gia’ scappati da un pezzo.

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    The Hooded Claw at |

    Altro pezzo del puzzle sull’intelligence economica americana oggi sul FT, pagina 6 articolo nella metà sotto.

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    CaioDecimo at |

    Caro THClaw grazie per le informazioni.
    A proposito della situazione attuale delle intrusioni nel sistema industriale italiano, e’ presente a pagina 22 della relazione 2013 sulla politica dell’informazione per la sicurezza (pubblicata poche settimane fa) del materiale che ritengo interessante. Il link e’ qui: http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2014/02/relazione-2013.pdf
     

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    The Hooded Claw at |
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    Sulano at |

     @Hooded Claw: qual é titolo dell’articolo sul FT please?
    Grazie! 

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    The Hooded Claw at |

    China charges test ‘good’ spying espionage mantra 
    di Richard McGregor

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    Nelson at |
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