11 Responses

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    CaioDecimo at |

    Grazie Silendo per l’informazione. In Italia abbiamo certamente qualcosa da dire a proposito di CIMIC.

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    The Hooded Claw at |

    La nostra portaerei Cavour quando ha fatto il giro del Golfo portava sul ponte oltre alle ovvie tecnologie militari da esibire ad eventuali compratori pure una Maserati. 
    Maserati dal canto suo ha contribuito con finanziamenti cospicui al giro dimostrativo. Un esempio di sinergia civile-militare direi.
    Poi non dimentichiamo che molte delle tecnologie militari (in US e UK) al giorno d’oggi vengono sviluppate da ditte private che decidono di proporre la loro ricerca prima ad un ministero della difesa invece che a degli operatori privati secondo modelli di business cooperativi ben collaudati. E qui mi devo fermare!
    😉

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    The Hooded Claw at |

    Una divagazione: collaborazioni civili-militari sono più facili in società dove le forze armate non hanno connotazioni politiche di nessun genere e vengono percepite dal popolo come attori integranti ed imprescindibili della vita di un paese moderno e democratico. In Italia dobbiamo politicizzare tutto, dare un’etichetta ‘destra’o ‘sinistra’ a tutto anche quando buon senso e pragmatismo dovrebbero essere i soli criteri da usare. La strada è ancora lunga.

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    Sultano at |

    Riflessione molto interessante, come al solito dire di Caro Hooded Claw.
    Ma cosa vuoi dire con
    Poi non dimentichiamo che molte delle tecnologie militari (in US e UK) al giorno d’oggi vengono sviluppate da ditte private che decidono di proporre la loro ricerca prima ad un ministero della difesa invece che a degli operatori privati secondo modelli di business cooperativi ben collaudati.
    ? a quali modelli ti riferisci? qualche esempio passato?
    grazie in anticipo!
     
     
     

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    1. avatar
      The Hooded Claw at |

      Caro Sultano, buonasera!
      Faccio un esempio.
       
      Sei una start-up o una spin-out che ha proprietà intellettuale (IP) generica su una certa tecnologia, o più di una. Sai che per arrivare a fare dei soldi devi migliorare in tuo IP durante il ‘periodo di grazia’ (12 mesi stando alla leggi internazionali sull’ IP prima di passare alla fase PCT) e consolidarlo in modo da avere buone possibilità di vendere la licenza a qualcuno più grosso (escludo qui la strada di diventare una manufacturing company). 
      Ipotizziamo che uno dei possibili sviluppi della tua tecnologia abbia applicazioni di interesse per la difesa. A questo punto puoi decidere di chiedere a loro i finanziamenti per l’ R&D con la clausola che poi loro avranno uso esclusivo, non-esclusivo o solo diritto di prelazione del brevetto o altri tipi di contratti con licence agreement negoziabili. I soldi che rio vengono dati sono a fondo perduto, per cui se la ricerca non porta risultati sperati, amici come prima.
      In UK, per fare un esempio a caso, esistono enti come il Centre for Defence Enterprise o l’affiliato Defence Science Technology Laboratory che favoriscono la ricerca industriale privata ma defence oriented. Il DSTL addirittura è un trading fund!
       
      Questo è solo un esempio di osmosi tra il civile e il militare ce ne sarebbero altri; la cosa bella è che non devi essere un gigante come Finmeccanica o Rolls Royce per arrivare a parlare col MoD, se hai qualcosa che gli interessa ti richiamano loro.
       
      L’osmosi funziona anche nell’altro senso, cioè ci sono ricerche che una volta esplorate nel loro potenziale militare poi diventano appetibili per il mercato civile. Ci sono molte compagnie che sono nate come spin-out dal ministero della difesa, in tutti i campi della ricerca.
       
      Ancora più interessante è il fatto che la percentuale di ricercatori universitari che sviluppano progetti direttamente su commissione dell’ MoD è ragguardevole, e non parlo solo di “cyber” ma di chimica dei materiali, biologia, fisica, ingegneria e pure social science. (Ahimè, umanisti in senso stretto un po’ meno…)
       
      Spero di aver risposto alla tua domanda, o sono andato fuori tema?

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    Sultano at |

    Chiarissmo !  mi chiedo allora perché in alcuni paesi , l’osmosi di cui parli funziona meglio e in altri invece ci sono barriere insuperabili…
    Grazie encore della risposta.
    Cari saluti

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    1. avatar
      The Hooded Claw at |

      mi chiedo allora perché in alcuni paesi , l’osmosi di cui parli funziona meglio e in altri invece ci sono barriere insuperabili

      Mi sa che per rispondere a questo ci vogliono sociologi ed antropologi…

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    2. avatar
      The Hooded Claw at |

      Questa capita proprio nel momento giusto:

      Innovation in defense technology requires collaboration between military organizations (who know what they need), the defense industry (which appreciates the parameters of the possible), and the broader civilian economy (which lays the foundation for technological development and provides the resources for defense spending).

      Qui tutto l’articolo: 
      http://thediplomat.com/2014/05/can-chinas-defense-industry-catch-up/?utm_content=buffera16a1&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

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    3. avatar
      The Hooded Claw at |

      E parlando di robotica (o cibernetica nel senso originale del termine):
      http://www.foreignpolicy.com/articles/2014/05/05/the_looming_robotics_gap_us_military_technology_dominance
       
      [Mi scuso per il numero di commenti, ma questi temi mi coinvolgono in modo particolare.]

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    S.D.L. at |

    buongiorno a tutti, proprio di recente si e’ tenuto in USA un convegno congiunto USA-Italia nell’ambito della ricerca di base con possibili impieghi militari ed e’ emersa per i relatori italiani la difficolta’ di rappresentare il “non-sistema” italiano.. volendo pero’ rifocalizzare il post sulla cooperazione civile-militare vera e propria, credo che le implicazioni a livello d’intelligence siano ancor piu’ rilevanti persino rispetto a quelle militari in senso stretto. E’ palese l’importanza degli aspetti sociali, la comprensione “dei cuori e delle menti”, nel processo di analisi d’intelligence… pensate a quanto osservato nel post sull’Ucraina… e’ chiaro che se una tale osservazione la leggesse un appartenente ad una qualche ong di “sani principi” storcerebbe il naso… in tutti gli altri casi, la cooperazione con la popolazione e’ una preziosissima fonte di informazioni (e dall’altro lato e’ un confine virtuale che va adeguatamente protetto..). Un saluto cordiale, S.D.L.

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    Asso at |

    In generale, credo che il concetto che deve passare è costituito dalla necessaria e indispensabile cooperazione in materia di intelligence che deve essere promossa sino ai minori livelli (leggi singolo privato cittadino). Questo perché si è realizzato il fatto che anche in questa materia, così complessa e delicata, l’unione fa la forza. Per favorire il controllo (in senso democratico) è necessario che tutti collaborino.  Anche in virtu di questa consapevolezza/necessità, il Sistema si sta avvicinando sempre più al cittadino. Questo avvicinamento lo osservo peraltro in tanti altri settori. Ad esempio, anche un mondo molto particolare quale l’istituzione massonica, si sta avvicinando sempre di più al cittadino e allo stesso Vaticano. Con particolari suoi obiettivi, per carità. Ma vi è pur sempre un processo di compattazione in atto in molti ‘settori’. Nell’ottica più generale del: da molti Uno!

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