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    Anonimo at |

    Breve analisi, ben fatta e ricca di spunti utili.
    Aggiungo un elemento: le nostre missioni all’estero – con particolare riguardo a quelle aventi finalità di peace keeping, peace enforcing, post-conflict rebuilding, stability policing, mentoring, etc. – hanno (anche) una “linea di finanziamento” sovranazionale (ad es EU – EAS). L’Italia, a mio avviso, dovrebbe sviluppare ulteriormente la già buona capacità di “intercettare” risorse finanziarie from abroad. Risorse, oggi più che mai preziose, che vanno ad integrare quelle stanziate direttamente dal nostro Parlamento.
     
    barry lyndon

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    Anonimo at |

    Rimanendo in tema, segnalo la recente  presentazione del rapporto “Italia, Europa, Mondo: Scegliere per contare”, documento elaborato dallo IAI per analizzare la politica estera nazionale.
    Nel rapporto vengono evidenziati, analogamente a quanto fatto da Venus in Arms, i limiti del processo decisionale di vertice nel campo degli affari esteri, con particolare riguardo agli impegni militari oltre confine e il depotenziamento del potere legislativo che si trova “costretto” a ratificare (per non dire sanzionare) le scelte adottate (spesso, ahimè, senza adeguata capacità di pianificazione) dal Governo.
    Viene, inoltre, raccomandata l’adozione di una specifica sessione parlamentare annuale, nel corso della quale l’esecutivo possa illustrare l’andamento delle missioni (già autorizzate) e delle iniziative di sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione e coinvolgere attivamente il Parlamento che non deve ridursi a mero “finanziatore”.
    Per chi vuole approfondire, di seguito materiale audio e video dell’evento di presentazione del rapporto:
     http://www.radioradicale.it/scheda/408829
    barry lyndon
     

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