3 Responses

  1. avatar
    The Hooded Claw at |

    A tale proposito ho trovato questa lettura molto interessante:
    http://www.theguardian.com/world/2014/mar/20/bin-laden-suleiman-abu-ghaith-trial

    Reply
  2. avatar
    Anonimo at |

    1. OBAMA HA MENTITO SUL RAID CHE UCCISE BIN LADEN: I PACHISTANI LO TENEVANO PRIGIONIERO   DAL 2006, NON ERA PIU’ A CAPO DI AL-QAEDA E L’OPERAZIONE FU CONCORDATA

     2. IL CORPO CRIVELLATO DI COLPI NON FU GETTATO IN MARE MA BRUCIATO IN AFGHANISTAN

    3. LE RIVELAZIONI ESPLOSIVE DEL GIORNALISTA E PREMIO PULITZER SEYMOUR HERSH RIVELANO CHE LA CIA APPRESE DELLA POSIZIONE DI OSAMA DA UN UFFICIALE DELL’INTELLIGENCE PACHISTANA (IL QUALE VENDETTE IL SEGRETO PER 25 MILIONI DI DOLLARI) E NON DURANTE L’INTERROGATORIO AD UN CORRIERE DI AL-QAEDA.

    4. OBAMA HA POI NEGOZIATO CON I PACHISTANI

    5. I DETTAGLI DELL'UCCISIONE FURONO ESAGERATI PER LUCIDARE LE CREDENZIALI MILITARI DI OBAMA, INFATTI LA MORTE DI BIN LADEN FU IL PRINCIPALE MOTIVO DELLA SUA RIELEZIONE…
    Wills Robinson per “Daily Mail”

     

    Il Presidente Obama ha mentito agli americani sul ruolo delle forze speciali pachistane nel raid che uccise Osama Bin Laden. Lo ha fatto per prendersi il merito della missione, secondo il giornalista e premio Pulitzer Seymour Hersh, che nell’articolo di ieri su “London Review Of Books” parla di menzogne della Casa Bianca e della CIA, più o meno su ogni aspetto del raid.

    Le dichiarazioni esplosive rivelano che i pachistani hanno tenuto prigioniero Bin Laden per anni, dal 2006, nel compound di Abbottabad. La CIA apprese della posizione del terrorista da un ufficiale dell’intelligence pachistana (il quale vendette il segreto per 25 milioni di dollari) e non durante l’interrogatorio ad un corriere di al-Qaeda. Gli americani hanno poi negoziato con i pachistani, per poter condurre l’operazione.

    L’intelligence pachistana (ISI) quel giorno tagliò l’energia elettrica alla zona in cui si nascondeva Osama e poi si accertò che nessuna forza pachistana interferisse con gli elicotteri americani che sorvolavano quello spazio aereo. Non ci fu nessuno scontro a fuoco durante il raid dei Navy Seal. Gli unici colpi sparati furono quelli che uccisero Bin Laden, descritto da Hersh come un uomo debole e disarmato. E i colpi non furono pochi, come si dice. Il commando aveva la missione di uccidere e lo crivellò. All’epoca Bin Laden era già fuori dal gruppo e non ne era a capo. Dopo l’uccisione, non fu sepolto in mare ma bruciato in Afghanistan.

    Obama annunciò pubblicamente l’azione e poi se ne prese il merito, nonostante avesse concordato con i pachistani di tenere il segreto per almeno sette giorni e di dire che Bin Laden era stato ucciso in un bombardamento di droni. L’annuncio di Obama oscurò sia il contributo dell’intelligence pachistana e omise i legami fra le due nazioni. Ebbe il coraggio di dichiarare che i pachistani non fossero al corrente dell’operazione americana. Il discorso di Obama fu costruito in fretta e furia, creando caos fra i servizi segreti. I suoi consulenti dovettero rimettere mano alla storia.

    Secondo Hersh, il compound era circondato da guardie dell’ISI, che controllavano i movimenti di Bin Laden e della sua famiglia. Avevano l’ordine di andarsene non appena avessero sentito i motori degli elicotteri americani. I dettagli del raid furono esagerati e la minaccia di Al Qaeda fu pubblicizzata nelle settimane che precedettero l’operazione.

    Si doveva dare l’impressione che Bin Laden fosse ancora operativo e una figura centrale, altrimenti non ci sarebbe stato motivo per farlo fuori. Così si creò ad arte la storia di corrieri che andavano e venivano, con chiavette USB e istruzioni precise. Le bugie, le dichiarazioni false, e i tradimenti crearono contraccolpi e reazioni negative.

    Ci fu bisogno di tempo per riguadagnare la fiducia dei pachistani e convincerli a cooperare nelle azioni contro il terrorismo. Tutto questo teatrino politico sarebbe servito per lucidare le credenziali militari di Obama, infatti la morte di Bin Laden fu il principale motivo della sua rielezione.

    B.A. Allora è stata tutta una scusa sin dal 2006 … 

    Reply
  3. avatar
    Anonimo at |
    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)