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    Giovanni Nacci at |

    “l’esigenza di prosciugare l’acqua da equivoci…”

    Scusate ma come si fa a prosciugare l’acqua DAGLI equivoci? Anzi come si fa a prosciugare l’acqua da qualcosa? E’ qualcosa che viene prosciugata dall’acqua. E comunque se gli equivoci sono nell’acqua, prosciugandola rimangono solo gli equivoci medesimi… magari saranno un po’ umidi oppure, meglio, a bagnomaria, ma sempre equivoci sono. Mi pare si stiano aggiungendo ulteriori equivoci all’acqua da prosciugare. Qualcuno potrebbe dire “piovono equivoci sul bagnato…”   
    (P.S.: Forse era depurare, filtrare, risanare?)
    (P.P.S.: giuro – e dico che lo GIURO, e la cosa per me ha un senso – che ce la metto davvero tutta per evitare di fare il solito-rompino-polemico-non-costruttivo. Ma queste esternazioni di “comunicazione pubblica” non è che mi aiutano tanto però eh… )

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      Anonimo at |

      Giò, sei inequivocabilmente unico! 😛
       
      barry lyndon

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        Giovanni Nacci at |

        Unicum! (dal 1790… 😉 )

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      AllegraBrigata at |

      Ciao Giovanni :) secondo me invece ti diverti parecchio nel cercare il pelo… :)) confessa…
      F.

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        Giovanni Nacci at |

        cercare il… assolutamente si, Federico carissimo, lo confesso :)

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          AllegraBrigata at |

          Ciao Giovanni. A cercare il pelo si perde di vista l’insieme. Spesso è un errore :)

          A.

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            Anonimo at |

            Andrea è vero…ma è anche vero che…U PILU è PILU! 😀
            barry lyndon

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              Giovanni Nacci at |

              concordo con la chiosa del caro Barry 😀

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            Giovanni Nacci at |

            Andrea carissimo, è un rischio che sono ben disposto a gestire… 😀 

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    The Hooded Claw at |

    Se non fosse che è un’affermazione ovvia direi che state facendo battute da caserma!

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    marco mayer at |

    a proposito di cercare il pelo e di  batture da caserma una domanda: vi piace questo titolo (è solo una prima ipotesi personale) per la sezione SISP 2014 dedicata a intelligence e globalizzazione:

    Italian National Interests in the European and the Global Context:
    Strategic Intelligence and Future Policy Challenges

    Uno dei problemi è che la versione in italiano non mi torna. Posso sulla vostra creatività e gentile collaborazione. Grazie!
     

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      The Hooded Claw at |

      Professore se mi posso permettere cambierei leggermente il titolo in Inglese con:
      Italian National Interests in the European and Global Contexts” senza il doppio “the” e con Contexts al plurale; suona molto più naturale me lo ha confermato da una madrelingua pure. (non che la prima versione sia sbagliata).
       

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    CaioDecimo at |

    Si potrebbero risparmiare due lettere cosi’: ” Italy: National Interests in the European and Global Contexts”.

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      The Hooded Claw at |

      Ma ci sono già i due punti per la seconda parte, anche se in effetti un titolo corto sarebbe forse più catchy.

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    Anonimo at |

    11.01.2014 L’arma segreta del Mossad, nome in codice: mamma
    Commento di Alessandro Carlini
    Testata: La Repubblica
    Data: 11 gennaio 2014
    Pagina: 24
    Autore: Alessandro Carlini
    Titolo: «L’arma segreta del Mossad nome in codice: mamma»
     
     
     
     
     
     
    Ripre4diamo dal VENERDI’ di REPUBBLICA del 10/01/2014, a pag.24, con il titolo “L’arma segreta del Mossad nome in codice: mamma” l’articolo di Alessandro Carlini, intrigante e acuto.
     
    Sono una delle armi più potenti di Israele. Insospettabili mamme che indossano i panni di spie del Mossad e sono in grado di compiere operazioni segrete in tutto il mondo. Come racconta il Jerusalem Post, una rara cerimonia che si è tenuta nella residenza del presidente Shimon Peres ha permesso di fare luce su questa risorsa poco conosciuta dello Stato ebraico. Accompagnate dai loro figli, quattro mamme-spia hanno ricevuto gli onori e gli elogi dalle più alte cariche istituzionali. «Avete partecipato in prima linea ad azioni volte a sventare la minaccia delle armi non-convenzionali, del terrorismo e di altri pericoli ancora che incombono sullo Stato di Israele» è stato detto alle super-agenti del Mossad – la cui identità deve restare segreta – che hanno messo a repentaglio la propria vita e rinunciato a incarichi meno avventurosi per il bene del Paese.
     
     «Non so come facciate ad essere al tempo stesso madri di bambini e combattenti del Mossad» ha esclamato Peres, con ammirazione. E il premier Benjamin Netanyahu, riferendosi alla notizia secondo cui la attrice-modella israeliana Gal Gadot è stata scelta a Hollywood per interpretare il personaggio del fumetto Wonder woman, ha rincarato: «Quello che Gal farà nel film, voi lo fate davvero nella realtà». Se le donne sono infatti una componente fondamentale delle forze armate israeliane, in cui prestano normale servizio di leva come gli uomini, esse diventano cruciali nei servizi segreti. Nelle operazioni internazionali più difficili e in quelle in cui si è costretti a uccidere, ci sono sempre anche loro. Come accadde nel gennaio 2010 a Dubai, quando venne eliminato, in quello che ormai da molti viene considerato un complotto in stile Mossad, Mahmoud al-Mabhouh, uno dei massimi esponenti di Hamas. Nella squadra c’era una agente che usava il nome di Gail Folliard, falsa identità irlandese, che ha scatenato le proteste delle autorità di Dublino. Lei e gli altri membri del commando facevano parte del temibile kidon (in ebraico, baionetta), l’unità del Mossad addetta a sequestri e omicidi. E composta da circa 50 persone, fra cui alcune donne. Era stato l’allora direttore dei servizi, Meir Amit, a spiegare negli anni sessanta, con termini non poco maschilisti, l’importanza delle donne nel kidon: «Le donne nell’intelligence hanno risorse che un uomo non ha. La storia è piena di racconti di donne che hanno usato il sesso per il bene del Paese». In una serie di rare interviste pubblicate di recente, alcune agenti hanno comunque precisato che, al di là della leggenda, nello svolgimento del loro lavoro arrivano al massimo a «flirtare» coi nemici di Israele. Il loro addestramento per entrare nell’unità è durissimo: imparano a colpire bersagli, a creare un recapito segreto da usare nelle missioni, a forzare la serratura delle camere d’albergo e a resistere alle torture in caso di cattura. Tutto questo per diventare eccezionali, meglio degli agenti maschi, come ha dichiarato l’attuale capo del Mossad, Tamir Pardo. Secondo il direttore, le donne superano i loro colleghi in tutto, anche nelle capacità tecniche, nella resistenza alla sofferenza, nella abilità di «recitare», e nella disponibilità a rinunciare al proprio ego pur di raggiungere l’obiettivo.
     
    B.A.

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    Anonimo at |

    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=51969
    mi sembra quasi normale che il mossad abbia tra le loro fila agenti in gonnella. Non vedo la particolarità.

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      Anonimo at |

      Scusate la particolarità a mio modesto avviso è :
      “…. Accompagnate dai loro figlispia hanno ricevuto gli onori e gli elogi dalle più alte cariche istituzionali ……”
      Non penso sia prassi nei Ns. Servizi ed inoltre penso un indicatore di quella diffusa riservatezza che penso debba essere un obiettivo nel Ns. Paese.
      B.A.  

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    Anonimo at |

    Scusate la particolarità a mio modesto avviso è :

    “…. Accompagnate dai loro figli, quattro mamme-spia hanno ricevuto gli onori e gli elogi dalle più alte cariche istituzionali …”

    Non penso sia prassi nei Ns. Servizi ed inoltre penso un indicatore di quella diffusa riservatezza che penso debba essere un obiettivo nel Ns. Paese.

    B.A.
    P.S. mancava nel precedente commento  quanto sottolineato

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