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    The Hooded Claw at |

    Sile, sei telepatico, sto giusto leggendo l’articolo nella versione cartacea apro Silendo.org e che ti trovo?!?!
     
    Mi prostro!
     
    😉

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    Nemo Profeta at |

    Salve a tutti
    ho appena finito di leggere “Makers of Modern Strategy”, mattonazzo di 1549 pagine. Pero’ ne valeva la pena. 
    Un saluto 
    Nemo
     

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      The Hooded Claw at |

      Mi dispiace, vinco io, ho letto tutta “La Recherche” di Proust.
       
      :-)
       
      Scherzi a parte, una recensione con riassunto delle conclusioni più significative a me interesserebbe, da buon pigro…

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    The Hooded Claw at |

    Altra nota, visto che siamo in un post che cita il FT, l’articolo sulla situazione libica di oggi a p.13 merita una lettura.

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    The Hooded Claw at |
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    The Hooded Claw at |
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    CaioDecimo at |

    A proposito di Giappone, un editoriale oggi 6 dicembre 2013 su “Il Foglio” a proposito della imminente approvazione in quel paese della normativa sul segreto di stato.
     

    La sicurezza del segreto di stato

    A Tokyo si approva il Secret bill contro i feticisti della trasparenza

     

    La legge sul segreto di stato che la Camera alta giapponese dovrebbe approvare oggi è scritta sul modello di quella americana. Tokyo vuole un suo Consiglio di sicurezza nazionale e la possibilità di mettere il sigillo del segreto di stato a tutte le informazioni ritenute a rischio. Dopo aver osservato le conseguenze delle rivelazioni di Edward Snowden, il governo di centrodestra guidato da Shinzo Abe si sta attrezzando. Il Secret bill è stato già approvato alla Camera bassa il 26 novembre scorso dopo una inusuale maratona notturna e con un centrosinistra fortemente critico sulle modalità di classificazione del segreto di stato. Ora se l’esecutivo riterrà che alcune informazioni su difesa, diplomazia, spionaggio e terrorismo rischiano di ettere a repentaglio la sicurezza del aese, potrà secretarle. Il nucleare, e uindi Fukushima, fa parte degli argomenti he il ministero dell’Industria potrebbe facilmente ritenere “a rischio”. be ha assicurato che sarà istituita una ommissione indipendente per monitorare  processi di classificazione del segreto. a a far indignare i feticisti della rasparenza – gli stessi che si indignano er le ultime indiscrezioni del Washington Post, secondo le quali la National security agency americana raccoglie ogni giorno i dati di almeno 5 miliardi di cellulari in tutto il mondo – sono soprattutto e pene previste per il funzionario che diffonde il segreto: dieci anni di galera. Eppure la confusione delle informazioni trapelate sul disastro nucleare di Fukushima, per esempio, dovrebbe far riflettere. Il segreto di stato è uno strumento delicato da maneggiare, ma legittimo e a volte anche indispensabile.

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