8 Responses

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    mv at |

    :)
     

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    Anonimo at |

    http://www.worldenergyoutlook.org/media/weowebsite/factsheets/WEO2013_Factsheets.pdf
    e questo il godibile riassunto, anche se in inglese
    Nessuno

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    CaioDecimo at |

    Alcune dichiarazioni dell’ad di ENI, Paolo Scaroni, come riportate oggi da ” Milano finanza” in occasione della presentazione a Milano del ” World Energy Outlook 2013″
     
    Il sud-est asiatico sarà la seconda grande gamba di Eni

    Di Francesca Gerosa
     

     
    La Libia non le fa dormire sonni tranquilli e quindi Eniguarda al sud-est asiatico. La società, ha ricordato oggi l’ad, Paolo Scaroni, in occasione della presentazione del World energy outlook dell’Iea, è sempre stata una compagnia africana. “Siamo di gran lunga i primi produttori. Ci sono problemi, li affrontiamo ma cerchiamo di reagire senza fare troppi problemi”.Eni in Libia sta effettivamente producendo circa un terzo di quanto potrebbe con il terminal di Mellitah che funziona alimentato dal gas offshore perché il campo di Wafa continua a essere fermo, mentre il rafforzamento delle istituzioni nel Paese procede più lentamente del previsto. In questo momento ci sono due contatori che girano. Il primo “è il fatto che il consiglio di 200 membri potrebbe scadere il 7 febbraio ma non è chiarissimo, il suo mandato potrebbe scadere o essere prorogato, il che dà un senso temporale all’unica istituzione che regge la Libia in questo momento”, ha spiegato Scaroni.Il secondo contatore che gira è il denaro. Ma cominciano a scarseggiare i soldi per pagare gli stipendi e i sussidi. Dal momento che la Libia consuma circa 5 miliardi di dollari al mese per questi pagamenti, se produce 1,6 milioni di barili l’anno non c’è nessun problema, ma se ne produce 200 o 400mila cominciano a mancare i fondi necessari. Così, anche se l’Africa è da sempre al centro dell’attività di Eni, oggi il colosso oil italiano guarda a una nuova frontiera, che è l’Asia e in particolare il sud-est asiatico. Negli ultimi 3-4 anni il gruppo ha sviluppato una strategia asiatica per avvicinarci ai consumi che crescono in quell’area “che ci sta dando soddisfazione”, ha precisato l’ad.Attualmente Eni è primo produttore in Pakistan dove continua ad avere successi esplorativi e sta avviando per la prima volta l’esplorazione del golfo del Bengala. Inoltre è tornata in forze in Indonesia dove è riuscita a prendere due blocchi esplorativi di due grandi compagnie petrolifere che li avevano esplorati per anni senza successo. “Siamo arrivati noi e abbiamo fatto due grandissime scoperte che assicurano una presenza molto forte nei prossimi anni”. E ancora, il gruppo è entrato in Cina, nella provincia del Sichuan e l’ad è ottimista che lo shale gas ci sia e che sia possibile sfruttarlo. Inoltre il management conta “moltissimo” perché, dopo aver conquistato tre blocchi offshore è un Paese promettente, in cui c’è parecchio da fare insieme a PetroVietnam, “una compagnia particolarmente efficiente e con cui è un piacere collaborare”. Senza dimenticare il Myanmar, che si è appena aperto al mondo, dove Eni ha vinto tre blocchi offshore e dove Scaroni si augura di poter stabilire una “grande base”.Insomma, il sud-est asiatico sarà “la seconda grande gamba di Eni, oltre a quella africana, in una parte del mondo in cui i consumi sono crescenti e dove possiamo essere davvero Matteiani”, ha aggiunto, ricordando gli insegnamenti di Enrico Mattei e la dote che Eni porta con sé: “è  gran lunga la compagnia di maggior successo nell’esplorazione”. Continua, infatti, a fare scoperte: negli ultimi 5 anni ha scoperto più del doppio di quanto ha prodotto. In questo modo “ci costruiamo la crescita futura. Ci vorrà qualcheanno però alla fine raddoppieremo la nostra produzione”, ha concluso l’ad.
    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201311281411073352&chkAgenzie=TMFI

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      mv at |

      Ok, stasera sono in vena di pignolerie: ma è possibile sbagliare unità di misura del petrolio in un articolo che parla di produzione? Fare del buon giornalismo passa anche dalla cura dei dettagli (che poi, chiamali dettagli…).

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      mv at |

      Nel merito, segnalo che uno dei motivi per cui Scaroni ha sottolineato in modo così marcato la presenza di Eni nell’area è il fatto che il World Energy Outlook 2013 ha una sezione di approfondimento speciale dedicata all’area.

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    CaioDecimo at |

    Caro Silendo, come sai mi attendo sorprese da luoghi inaspettati, intanto vigilo..
    Buon Thanksgiving e Hannukah per chi festeggia, poiche’ questo blog e’ molto seguito in tutto il mondo ci sara’ sicuramente qualcuno dei nostri amici lettori coinvolto in queste feste!

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      AllegraBrigata at |

      Diversi tra Boston e Washington passando per New York.
      F.

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