6 Responses

  1. avatar
    Anonimo at |
    Reply
  2. avatar
    Anonimo at |
    Reply
  3. avatar
    Giovanni Nacci at |

    bellissimi questi post… :)

    Reply
  4. avatar
    Anonimo at |

    Grazie ! Il vostro complimento è un brillante che riluce sullo sfondo del fiume che scorre.

    Reply
  5. avatar
    Morgana at |

    Gentile Silendo, buonasera a pag 135 del doc (pag. 136 scribd) è sinteticamente inserita una tabella “Force sctucture of PLA Air Force” nella quale si evince che dal 1985 al 2012 è per lo più evidente una diminuzione del personale, delle strutture e degli armamenti.
    A pag. 158 (scribd) invece si rileva che è aumentato dal 1985 al 2012 “Numbers of Missile Launchers.”
    In questo doc del SIPRI di ottobre 2013, a pag. 30 si evidenzia l’organigramma degli organismi che in Cina intervengono in merito ai controlli di export degli armamenti:
    http://books.sipri.org/files/PP/SIPRIPP38.pdf
    Il PLA è un organo di controllo nel sistema di export cinese, tuttavia a pag. 31 il SIPRI evidenzia il “risk assessment” sulla responsabilità di autorizzare “arms trading-company”.
    A pag. 49 c’è l’elenco di tutti i Paesi versi i quali la Cina si dedica all’export: al primo posto in share c’è il Pakistan e al secondo l’Iran.
    Quesiti:
    1- Come si conciliano questo “risk assessment” e gli orientamenti di export cinese, rispetto alla regolamentazione del commercio di armi in UE?http://europa.eu/legislation_summaries/foreign_and_security_policy/cfsp_and_esdp_implementation/ps0012_it.htm
    2- Che rapporti intercorrono con la Russia, in termini di export? (non ho trovato dati)
    3- Curiosità: a pag. 53 del SIPRI scribd si evidenzia che nel 2009 lo Yemen aveva redatto una blacklist public di armi importate senza autorizzazione. E’ possibile che si tratti di materiale bellico funzionale al terrorismo yemenita?
     
     
     
     

    Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)