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    castemar at |

    Ha ragione da vendere Mr. Parker quando afferma:
    1. <<Overall, I do not believe the terrorist threat is worse now than before. But it is more diffuse. More complicated. More unpredictable>>
    2. <<The second, perhaps greater, challenge is the accelerating technology race.
    The internet, `big data’, and leaps in technology continue profoundly to change how we all live. There are healthy debates about how society and indeed the economy gain most from the best, while setting aside less welcome effects. Its relevance to our subject tonight is in the opportunities it gives to terrorists, and the challenges posed to us in tracking what they do.
    What do I mean? The internet is used by terrorists for many purposes: broadcasting their propaganda, radicalising vulnerable individuals, arranging travel, buying items, moving money and so on>>.
    Buon lavoro!
     

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    CaioDecimo at |
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    Paolo Zucconi at |

    Salve a tutti,
    sono Paolo, studente di Scienze Politiche alla facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze. Mi permetto di rilasciare un commento, perché ciò che sostiene Mr. Parker, penso sia vero e vorrei esprimere la mia opinione sul terrorismo che avanza. Io ritengo che sarà veramente impossibile eliminare definitavamente il terrorismo islamico, perché se è vero che non è forte come lo era per l’attacco del 9/11/01, ritengo che sia molto più radicato e locale nelle comunità e questo è peggio. Penso che non si parli più di terrorismo di Al-Qaeda da anni, ma di terrorismo islamico, in cui ogni gruppo opera localmente e indipendentemente, opera in maniera logorante e questa ritengo essere stat la strategia iniziale di Al-Qaeda: cioè dopo l’attentato al World Trade Center ( evento unico nel suo genere), penso che i vertici dell’organizzazione sapessero che non potevano durare fisicamente, ma che la loro ideologia si sarebbe diffusa in tutto il mondo, grazie alla risonanza che i mass media hanno dato all’evento. Io penso che puntassero, certamente ad uccidere migliaia di persone, ma valutando anche che la diffusione delle loro idee sarebbe avvenuta, grazie ai sistemi di comunicazione del mondo occidentale, che ha dato grande importanza, ovviamente, a questo evento straordinario, così da divulgare in molti paesi un più forte senso anti-occidentale, con conseguente rottura della piramide gerarchica dell’organizzazione e dare vita a cellule indipendenti che si auto-rigenerano in Medio Oriente, Africa e non solo. Ritengo che Al-Qaeda sapesse che dopo quell’attacco i vertici sarebbero stati presi o uccisi e che avrebbero finito i fondi, ma il feedback sarebbe stato la creazione di una strategia dai connotati logoranti per chi ne era ed è l’obiettivo. Ormai sono più di dieci anni che si combatte questo terrorismo, con pochi rusltati, perché in molte situazioni è stata sbagliata la strategia di intervento. Iraq e Afghanistan sono stati dei fallimenti, è chiaro ed evidente, anche Obama lo sa, per questo non ha autorizzato l’attacco verso la Siria. Perché sarebbe stato un nuovo Iraq con ripercussioni verso le truppe in Afghanistan e verso Israele. Personalmente ritengo che serva un cambio di strategia, non più attività militari massicce, ma investire nell’Intelligence, che operi “chirurgicamente”, “dietro le linee nemiche” e nella collaborazione tra stati, non tra governi (i governi cambiano), ma tra stati. Servono strategie di collaborazione a lungo termine e l’Occidente dovrebbe supportare meglio queste. Non serve intercettare internamente le chiamate e i messaggi di milioni di americani, ma intercettare da e verso l’estero, ciò che sono le conversazioni in entrata e in uscita dai confini territoriali. Cosa più importante, secondo me, ma io sono un normale studente, quindi è possibile che dica delle “cavolate” e mi scuso per questo, una vera lotta ai finanziamenti che ottengono. Obbligare società, multinazionali, banche, ad una vera cooperazione: governi, apparati militari e d’intelligence, banche, multinazionali, tutti devono coooperare verso un’unico obiettivo con la medesima strategia, e sanzionare molto duramente le banche e gli apparati economici di coloro che aiutano queste attività, altrimenti non si progredisce…

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    CaioDecimo at |

    I mezzi di informazione di tutto il mondo prendono spunto dai documenti recentemente pubblicati nel proseguimento del ” caso Smowden” ( sotto un link) per parlarci dell’NSA che ha ” studiato” anche il campo dei videogiochi (“Exploiting Terrorist Use of Games & Virtual Environments “).
    Del possibile utilizzo improprio della chat su Xbox da parte dei terroristi si era gia’ parlato nel corso della conferenza cui si riferisce questo post: grazie Silendo, sempre un passo avanti!
    http://cryptome.org/2013/12/nsa-spy-games.pdf
     
     
     

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