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    Name * at |

    Gentile Silendo,
    innanzitutto lasciami dire che ti seguo sempre con vivo interesse. In merito alla formazione dell’analista di intelligence, ho notato che hai postato diversi testi sul ragionamento critico e sulle tecniche di analisi strutturata. Mi chiedevo però, al di la di strategie di giudizio analitico che —-comunque restano imprescindibili nell’accostarsi al mondo dell’informazione incompleta, che ruolo hanno (o potrebbero avere!) metodi probabilistici e/o di statistica descrittiva e inferenziale? penso a tecniche di analisi quantitativa e perchè no anche qualitativa, che ruolo potrebbero giocare nell’analisi di intelligence? ti ringrazio
    C. 
     
     

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    Nemo Profeta at |

    per esempio metodi Bayesiani?

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      The Hooded Claw at |

      Ecco Nemo, un piccolo commento (condensato e semplificato) sull’applicazione dei metodi Bayesiani sarebbe molto apprezzato dall’artiglio, che è pigro a non ha voglia di leggersi wikipedia, la quale non lo spiega neanche tanto bene secondo lui…

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    Jolly at |

    Molto interessante Sile, grazie
    J.

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    The Hooded Claw at |

    Molto interessante, senza rendermene conto recentemente in un mio articolo su un materiale nanostrutturato ho fatto uso di una concept map estremamente complessa. Si trattava di raccordare misure sperimentali che avevo ottenuto dai miei collaboratori con tecniche molto diversificate e non necessariamente complementari o relazionate. Tutto ciò per poi estrarne una narrativa coerente e supportata dalla letteratura esistente. 
    Ero partito da un layout disorganizzato per poi strutturarlo mano a mano che i tasselli andavano a comporsi. Alla fine la conclusione era così lampante che mi sembrava ovvia e mi sono chiesto come avessi fatto a non vederla immediatamente.
    Una volta mostrata ai miei collaboratori erano tutti d’accordo che quello era l’unico messaggio possibile. Al quel punto mi sono chiesto se questo fosse vero o se fosse la nostra percezione ad essere influenzata da una narrativa molto forte e convincente, ma non necessariamente più veritiera di altre possibili che magari mi erano completamente sfuggite. In fin dei conti vista l’eterogeneità e complessità dei dati a mia disposizione nessuno mi può garantire che non esistano altre interpretazioni. La Peer Review pronuncerà la sentenza immagino…
     
    Mi fa piacere vedere che gli analisti tendano a pensare come noi manovali della scienza.

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    barry lyndon at |

    Rimanendo in tema, segnalo un articolo che traccia, in modo molto chiaro e sintetico, i tratti essenziali che caratterizzano il rapporto tra analisi di intelligence e processo decisionale, evidenziando la mission della funzione analitica e, più in generale, degli apparati di nformazione e sicurezza:
    http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/il-mondo-intelligence/lanalisi-di-intelligence-nel-processo-decisionale.html

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