18 Responses

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    Eule at |

    ???
    Qualcuno dice che l’obiettivo era diverso …

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    Teofilo at |

    Cari amici, preghiamo perchè la situazione è seria.
    Saluti,
    E.S.

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    AllegraBrigata at |
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    Anonimo at |

    SPIE

    Il Prigioniero x che imbarazza Israele
    Morte Ben Zigyer forse legata a blitz in Dubai.
    Mahmud el-Mabhuh. L’assassinio del cofondatore dell’ala militare di Hamas, avvenuto a Dubai nel gennaio del 2010, potrebbe essere legato alla misteriosa vicenda di Ben Zigyer. Figlio di un influente esponente della comunità ebraica australiana e fervente sostenitore della causa sionista, Zigyer, il cosiddetto prigioniero X, la Maschera di ferro del Mossad (morto in carcere in Israele nel 2010, ufficialmente suicida) é ormai oggetto dell’interesse nazionale in Israele e a livello internazionale.
    SCAMBIO DI INFORMAZIONI SEGRETE. Il quotidiano kuwaitiano al-Jaridam, che in passato ha dimostrato di avere buone fonti in Israele, ha sostenuto che Zygier passò in seguito alle autorità del Dubai informazioni segrete e per questo sarebbe stato poi rapito da un commando israeliano e portato in gran segreto nello Stato ebraico.
    DUE ELEMENTI (FORSE PROVE). A sostegno di questa ipotesi, due elementi centrali: la tempistica, Zigyer fu rinchiuso nel carcere di massima sicurezza israeliana di Ayalon pochi mesi più tardi, nel maggio 2010, e il possesso di un passaporto australiano, come quelli usati per infiltrarsi nell’Emirato da alcuni degli uomini che uccisero el-Mabhuh. Non mancano del resto altre teorie: ad esempio che Zigyer possa essere inciampato in qualche oscuro intoppo, mentre cercava di fondare società di comodo per allacciare (su ordine dello stesso Mossad) legami commerciali con Paesi ostili ad Israele, fra cui l’Iran. E questo, nel contesto degli sforzi dello Stato ebraico di sabotare gli intenti nucleari di Teheran.
    LA MEZZA AMMISSIONE DI ISRAELE. Il 13 febbraio Israele – dopo giorni di silenzio e mezze censure – ha ufficialmente ammesso d’averlo tenuto in custodia. Il giorno successivo un celebre avvocato impegnato nella difesa dei diritti civili, Avigdor Feldman, ha rivelato di aver incontrato Zygier nella sua cella il giorno prima del presunto suicidio: «Non sono certo uno psichiatra, ma quel giovane non dava l’impressione che fosse in procinto di togliersi la vita», ha detto, rinfocolando i sospetti su una vicenda che è diventata sempre più nebulosa e imbarazzante.
    INCRIMINATO, AVEVA TRE LEGALI. Dal racconto del legale, si è appreso che nel dicembre 2010 Zygier era già segretamente detenuto da otto mesi. Nel frattempo era stato incriminato e si era consultato con tre avvocati difensori. La sua famiglia era stata informata. Zygier aveva chiesto il colloquio con Feldman per sentire un parere in più e le autorità carcerarie non avevano frapposto alcun ostacolo. E il celebre avvocato ha rammentato di essersi trovato di fronte un giovane attento, molto «concentrato» sul processo che stava per subire e sulle ragioni della sua linea di difesa. Si rendeva conto in pieno della gravità delle accuse, ha aggiunto il legale, senza precisare quali fossero.
    MORTE PER SOFFOCAMENTO. Il 14 febbraio si è pure saputo che la sua morte in cella è stata oggetto di inchiesta da parte di un giudice, terminata solo di recente: cosa che desta stupore e polemica sulla stampa. La conclusione è che il giovane israelo-australiano sia morto per soffocamento: e anche questo elemento disorienta l’opinione pubblica, in quanto la cella del carcere di massima sicurezza di Ayalon in cui era recluso (a Ramle, vicino a Tel Aviv) era in teoria controllata in permanenza, e in ogni angolo, da telecamere a circuito chiuso. Fatta eccezione per il gabinetto e una parte della doccia.

    Venerdì, 15 Febbraio 2013

     
     
    Una missione del Mossad in Italia nel passato del prigioniero X

    RETROSCENA

    Una missione del Mossad in Italia nel passato del prigioniero X
    Israele, l’ex agente lo disse agli austrialiani.
     Anche l’Italia sembra entrare ufficialmente nel mistero di Ben Zigyer, il prigioniero X detenuto segretamente e morto in un carcere israeliano nel 2010.
    Sendo quanto riferito dalla tivù australiana Abc, la spia avrebbe potuto passare informazioni all’ingelligence australiana su un’operazione segreta del Mossad in Italia.
    «Zigyer venne arrestato perché il Mossad sospettava avesse passato informazioni al servizio segreto interno australiano (Asios)», ha scritto l’Abc sul suo sito.
    CONTATTI CON L’ASIOS. E in effetti, ha evidenziato l’emittente che ha rivelato la vera identità del prigioniero X, «Zigyer si incontrò con responsabili dell’Asios e fornì informazioni sui dettagli di numerose operazioni del Mossad, inclusi i piani per una missione top-secret in Italia la cui preparazione aveva richiesto anni».
    Abc non ha specificato di che missione si trattasse, ma ha precisato che nel 2009 Zigyer presentò una richiesta di visto per l’Italia.
    L’emittente ha aggiunto che, a quanto affermano le fonti, il prigioniero X «aveva messo in piedi per il Mossad in Europa un’azienda di componenti elettroniche per telecomunicazioni che esportava nei Paesi arabi, Iran incluso».

    Lunedì, 18 Febbraio 2013

    B.A.

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    The Hooded Claw at |

    Buonasera Babbano, avevo riportato anch’io la notizia da fonti albioniche in un altro post.
    La cosa comune è che nessuno (dei giornalisti che ne hanno scritto finora) sembra avere la più pallida idea di cosa fosse la missione in Italia, nessuno menziona neppure il nome della front company che veniva impiegata per vendere componentistica ai paesi arabi. Magari componentistica taroccata e modificata stile Huawei? Forse usavano l’Italia come copertura per vendere elettronica ‘zombie’ a paesi nemici che di sicuro non comprerebbero da una ditta israeliana? Just a thought, i nostri servizi ne erano al corrente?

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    SG at |

    salve,
    di Ben Zigyer ci sono delle foto molto chiare, magari qualcuno in Italia potrebbe riconoscerlo e fare 2+2..

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      Anonimo at |

      Ho chiesto la collaborazione della redazione di “CHI L’HA VISTO ?”  ….
      spero che si riesca ad avere qualche spunto su Milano  ….
      B.A.
       

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    SG at |
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      Anonimo at |

      …. Colonnello Mario Ferraro …. ecco

      B.A.

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      The Hooded Claw at |

      Davvero non l’avevo letta questa, quindi le mie ipotesi non erano completamente campate in aria. Nell’articolo si parla solo di tecnologia ‘difettosa’ ma nulla esclude che potesse essere invece come quella sospetta della Huawei. 

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      Anonimo at |

      DUE CADAVERI E UN MISTERO: L’OMBRA DELLA GUERRA ALL’IRAN DIETRO LA MORTE DELLO 007 ITALIANO RICCARDO BARBA E QUELLA DELL’AGENTE DEL MOSSAD BEN ZYGIER? – IL “PRIGIONIERO X” MORTO “SUICIDA” IN CARCERE IN ISRAELE SAREBBE STATO PROTAGONISTA DELLA VENDITA ALL’IRAN DI TECNOLOGIE SABOTATE – STABILITOSI A MILANO, POTREBBE AVER LAVORATO IN COLLABORAZIONE COI SERVIZI ITALIANI – IL GIALLO DELLA MORTE DEL TENENTE DELL’AISE…

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      Guido Olimpio per il “Corriere della Sera
      C’è un’operazione del Mossad a Milano dietro il giallo di Ben Zygier, il Prigioniero X morto in una prigione di Israele nel dicembre 2010? Le ultime rivelazioni della tv Abc dall’Australia, lo fanno sospettare. Zygier, cittadino israeliano e australiano, reclutato dall’intelligence di Gerusalemme, sarebbe stato mandato in Italia per aprire società attraverso le quali vendere tecnologia – probabilmente fallata – all’Iran. Un’operazione dove sono ancora tanti i misteri e che si intreccia, ma solo per coincidenza di date, con la fine drammatica di un nostro agente.
      BEN ZYGIER
      Riprendiamo da Zygier. Membro di una importante famiglia della comunità ebraica australiana, emigra in Israele e si arruola nell’esercito, quindi passa nel Mossad. Lo assumono anche se il suo profilo non è perfetto. È sempre sopra le righe, si vanta di essere una spia. Ma il suo passato – vero, in Australia – e quel documento pulito sono perfetti per la campagna ideata dall’allora capo dell’intelligence Meir Dagan. Contrario al blitz in Iran, preferisce le azioni di sabotaggio. Dirette, con esplosioni negli impianti iraniani usando degli oppositori ai mullah. Indirette, con la vendita di tecnologia che è destinata a incepparsi o a creare problemi. Materiale offerto ai mediatori di Teheran presenti in Occidente.
      BEN ZYGIER
      Ecco che Zygier – secondo le rivelazioni – si stabilisce in Italia (area di Milano), usa diversi alias, viaggia in Paesi sensibili. È lui uno dei «soldati» di un piano che porta a risultati? I siti iraniani sono colpiti da virus informatici (come il famoso Stuxnet), strani incidenti devastano basi strategiche, le macchine comprate all’Ovest hanno guai. Il controspionaggio khomeinista si sfianca, vede nemici ovunque, a volte li scopre e li manda sul patibolo. Ma ciò non ferma l’offensiva israeliana. E Zygier, sempre secondo le rivelazioni, ne è parte integrante insieme ad altri due australiani. La sua copertura salta alla fine del 2009, quando un giornalista australiano, imbeccato dagli 007 del suo Paese, viene a sapere che Zygier è un agente del Mossad.
      BEN ZYGIER
      Lo affronta, lui nega. La sua posizione si fa difficile, possibile che gli australiani lo mettano alle strette. Ben – sostiene la tv – svela dettagli chiave sull’attività anti-Iran, qualcosa che è costato «anni di lavoro». Il 24 febbraio 2010 le autorità australiane scoprono che è stato rinchiuso in isolamento in un carcere di massima sicurezza in Israele. Detenzione tenuta nascosta per coprire il danno subito. Il 15 dicembre 2010 Zygier – secondo la versione ufficiale – si suicida in cella. Aveva 34 anni, lascia moglie e due bimbi. Il caso del Prigioniero X buca la cortina di ferro solo pochi giorni fa, la spy-story esplode, con l’Iran sempre a fare da sfondo.
      BEN ZYGIER
      E veniamo alla coincidenza, puramente temporale. Il 7 novembre 2010, sulla ferrovia vicino alle Capannelle (Roma) trovano il cadavere del tenente Riccardo Barba, funzionario dell’Aise, il servizio segreto militare. Si pensa al suicidio per ragioni sentimentali anche se, chi lo conosce bene, non ci crede. Fatto è che la notizia del decesso – come per Zygier – rimane riservata. Il caso dell’ufficiale riemerge con le indagini dei magistrati che accertano un elemento importante: nei polmoni di Barba ci sono tracce di gas di scarico, una quantità tale che non avrebbe permesso all’agente di camminare fino ai binari. È stato «suicidato»?
      Poi si guarda al contesto. Rilevante. Barba era appena rientrato da una complessa azione a Milano per bloccare un traffico di tecnologia in favore dell’Iran. Insieme ai nostri 007 c’erano, si dice, israeliani e americani. Un intervento durante il quale – secondo il quotidiano Libero del novembre 2012 – gli agenti «perdono» un computer. O forse è stato sottratto da uno dei loro mezzi. Ombre, silenzi, interrogativi. Una storia che si specchia in quella dello 007 israeliano.
      Non sappiamo se i percorsi di Zygier e Barba si sono mai incontrati. Ma è certo che i due agenti hanno camminato sui pericolosi sentieri della guerra segreta all’Iran.
       

      B.A.

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    Anonimo at |

    Il caso ha voluto che segnalassi sia il caso del “suicidio” del Tenente dell’Aise Riccardo Barba sui binari della stazione delle Capannelle (mi ricorda un altro “suicidio” del …. al Torrino) sia del Prigioniero X .

    B.A. ….

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    Anonimo at |

    19/02/2013  – “IL GIORNALE”, Pag. 15
    “ABBIAMO RAPITO L’ITALIANO PER I TROPPI TORTI AD ALLAH”
    19/02/2013  – “LA REPUBBLICA”, Pag. 18
    IL “PRIGIONIERO X” E I SEGRETI DEL MOSSAD IN ITALIA
    di: FABIO SCUTO
    19/02/2013  – “IL MESSAGGERO”, Pag. 15
    DETENUTO X, UNA PISTA ITALIANA
    di: ERIC SALERNO
    19/02/2013  – “L’ UNITA'”, Pag. 13
    PER IL “PRIGIONIERO X” MISSIONE MOSSAD IN ITALIA
    di: UMBERTO DE GIOVANNANGELI

    devo cercare l’articolo di Guido Olimpo sul CORRIERE DELLA SERA del 19/2/2013  …
    B.A.
     

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    SG at |

    Qualche osservazione riguardo all’articolo di Guido Olimpio.
    Solo Olimpio dice che la sede dell’azienda di copertura di BEN ZYGIER si trovava a Milano, evidentemente ha degli informatori validi (oppure si è fatto prendere dall’entusiasmo).
    L’articolo ha un’incongruenza. La vendita di materiale tecnologico fallato all’Iran sarebbe opera del Mossad, ma, secondo l’articolo, anche l’azione per contrastarla sarebbe stata condotta dai nostri servizi in collaborazione con “gli israeliani”. Qualcosa non torna nella ricostruzione.
     
    Infine. Ben Zygier era australiano, un ex agente dei servizi segreti di quel paese intervistato dall’emittente ABC spiega che un agente con passaporto australiano è un ottima copertura perchè gli australiani sono considerati dal resto del mondo un popolo pacifico, “innocente”, non sospetto. Però, a dispetto di questa attenzione da parte del Mossad nello scegliere la nazionalità dei propri agenti non si puo non notare come inviare un australiano in italia con un visto per lavoro è come inviare un abitante delle Maldive in vacanza estiva a Milano Marittima.
    Saluti
     

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    The Hooded Claw at |
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    The Hooded Claw at |
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