Viva le Forze Armate, viva l’Italia!
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04
4 novembre 2012 - 7:00 am | by Silendo | 28 Comments »
Tags: difesa, italia.
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04
4 novembre 2012 - 7:00 am | by Silendo | 28 Comments »
Tags: difesa, italia.
Viva le Forze Armate! Viva l’Italia..!
Auguri a tutti..!
VIVA, VIVA, VIVA!!!
En.
Viva le Forze Armate!
Viva l’ITALIA!
Auguri ragazzi!
Tanti auguri ragazzi.
Roberto
Viva la Repubblica!
Viva le nostre Forze Armate!
Queste le parole del Ministro Di Paola:
“il nostro pensiero riconoscente a tutti i militari che, in guerra e in pace, sono caduti in difesa della sicurezza del nostro Paese. Ultimo, in ordine di tempo, il Caporal Maggiore Tiziano Chierotti, che è caduto in Afghanistan il 25 ottobre scorso. A tutti i familiari dei nostri caduti, la Difesa oggi rinnova i sentimenti di cordoglio e vicinanza. Il ricordo del sacrificio di tutti i Caduti accresca il vostro orgoglio di vestire l’uniforme. L’Italia intera vi apprezza per il quotidiano impegno posto al servizio delle Istituzioni, del Paese e della nostra gente”
Onore ai nostri caduti!
Onore!
Viva le Forze Armate! Viva l’Italia!
Nemo
Viva le Forze Armate! Viva la Repubblica! Viva l’Italia!!!
Viva !
VIVA L’ITALIA ORA E SEMPRE!!!!
VIVA LE FORZE ARMATE!!!
VIVA VIVA VIVA
D.
Viva l’Italia, viva le Forze Armate!!
T
Buongiorno a tutti, Il Foglio in edicola oggi segnala questa analisi delle nostre capacitá militari.
http://www.aei.org/outlook/foreign-and-defense-policy/regional/europe/italian-hard-power-ambitions-and-fiscal-realities/
Ciao Anonimo, non ho letto il documento ma mi sembra molto interessante.
Grazie
“Any analysis of Italian grand strategy faces one overriding difficulty: there is no systematic production by the government of national-level strategy papers. To the extent that strategic documents have been issued, more often than not, they have been at the initiative of individual ministers rather than an established policy-planning process.”

Ma davvero?! Non se ne era accorto nessuno!!
Vero Barry? Ma cosa sono questi documenti??? Non è tempo perso? Le nostre burocrazie sanno e fanno. Mica che possono perdere tempo….
D.
GranCHE’???????? Se magna????????????
F.
Ciao Silendo,
ora l’ho letto e, purtroppo, é interessante…
anonimo nazionale
Almeno negli studi storici siamo attivi
http://www.magazine.unibo.it/NR/rdonlyres/31F88CEA-370D-4881-A540-6FF8B034B399/258776/PRESENTAZIONEVOLUMERIVISTADISTUDIMILITARI.pdf
“… the increase in personnel costs was squeezing the training, maintenance, and investment accounts. Indeed, by 2006, more than 70 percent of the base defense budget was going to personnel costs—far from the “model” allocation in which 50 percent goes to personnel costs, 25 percent is spent on maintaining the force, and 25 percent is spent on procurement and recapitalization.”
questo è un problema serio, che caratterizza (e limita) lo strumento militare (ma anche altri fondamentali stumenti del nostro Paese: intelligence, diplomazia, pubblica sicurezza).
sulle attività fuori area e sulla loro (difficile) sostenibilità nel medio termine:
“According to General Marco Bertolini, commander of the Italian joint operations headquarters, if funds for training were not boosted, Italy would not be able to undertake another mission like Afghanistan; or, as the defense ministry itself notes more prosaically, this year’s increase will still be “insufficient” to meet the services’ needs.”
Questo nome non m’è nuovo…
Eh già…
Nelle conclusioni, la riflessione più interessante:
) sintesi:
“…if the United States follows through on its decision to focus more of its attention on ensuring a favorable military balance in the Asia-Pacific region, and does so by reducing its military footprint in Europe, then countries such as Italy will be expected to do more in meeting their own security needs. And those security tasks appear to be growing, not receding. Not only is Iran’s threat to stability in the Gulf increasing, but the Horn of Africa and large segments of the Mediterranean Basin appear less and less stable—all of which could, and probably will, impact Italy’s security. But with military spending cut to the bone, Italy’s ability to help address those challenges will likely fall short not only of what one might expect of a country its size and economic weight, but also of Rome’s own ambitions at the century’s turn.”
In estrema (e pecoreccia
- gli USA stanno guardando e si stanno spostando ad oriente (Pivot Asia), disimpegnandosi dall’Europa, dal quadrante mediorentale e dalla regione mediterranea;
- gli stati europei, e quindi l’Italia, dovranno assumersi, conseguentemente, nuove responsabilità e maggiori impegni (militari, diplomatici e intelligence) per “colmare il buco” che gli USA lasceranno;
- i budget destinati alla difesa (ed alla sicurezza) degli stati europei, e dell’Italia, già ridotti al lumicino, andranno a ridursi ulteriormente.
PROBLEMA: come si faranno a sostenere i nuovi e gravosi impegni, che saremo ievitabilmente chiamati ad assumere (in partnership con gli altri Paesi europei) con risorse finanziarie sempre più ridotte e risorse umane sempre più “scarse” (età media elevata, scarsa specializzazione/aggiornamento, turn over limitatissimo)??!!
Chi risponde bene vincerà, per una sola notte, una (delle tante) segretarie particolari del Vate!
Uhhhhm… ricordo di averlo letto da qualche parte. Ma dove??? Dove…. :faccinapensierosa:
F.
Caro Silendo, questo è il paper al quale ho lavorato con Gary all’AEI, di cui ti parlai mesi fa. Grazie per la pubblicità. Spero sia piaciuto.
Riccardo
Molto! Complimenti…