11 Responses

  1. avatar
    mv at |

    South Stream, nei tempi indicati, continua a restare secondo me un bluff.
    Ma, qui lo dico e qui lo nego, un bluff che ci conviene far finta di credere: se si realizza South Stream, il Nabucco è davvero inutile. A quel punto, il gas azerbaigiano prenderebbe la via dell’Italia attraverso il TAP, favorendo la diversificazione delle nostre forniture e aumentandone la concorrenzialità (sarebbe il primo tubo non-Eni).
    In base al noto principio: i nemici dei miei nemici sono miei amici, viva il South Stream!
     

    Reply
  2. avatar
    Morgana at |

    Buongiorno Silendo, come state??? Bluff a parte, come appreso dagli studi pregressi siamo abituati ad incrociare le informazioni con eventi utili a comprendere presenza ed interessi economici: Monti docet.

    Pertanto, sono stata sorpresa di leggere questo:
     http://www.agi.it/economia/notizie/201210231707-eco-rt10266-italia_russia_nelle_marche_task_force_per_pmi_e_distretti

      

    Reply
    1. avatar
      mv at |

      Buongiorno Morgana,
      qualche dato in più in effetti serve: secondo Eurogas i consumi europei nel triennio 2010 (527 miliardi di metri cubi), 2011 (471 Gmc), 2012 (previsione: 466 Gmc) sono in contrazione. La Germania, principale cliente di Gazprom (34 Gmc), ha perso nel 2011 il 13% del mercato (che nel 2011 valeva 78 Gmc) e non ci sono segni di ripresa nel 2012. I sussidi alle rinnovabili hanno strutturalmente ridotto la domanda per generazione elettrica in Germania, Italia e altrove.
      In tutto questo, Gazprom e i suoi soci europei hanno costruito 55 Gmc di capacità annua di trasporto sotto il Baltico, in parte per aggirare l’Ucraina, in parte per far fronte alla nuova domanda che si prevedeva esistere a metà anni Duemila.
      Considerando che il tasso di utilizzo della capacità di importazioni di gas naturale liquefatto euroepa (circa 180 Gmc annui) è di circa il 50%, che ci sono diversi gasdotti (come il Medgaz, 8 Gmc) che lavorano a una frazione della capacità nominale e che arriveranno almeno altri 10 Gmc dall’Azerbaigian entro fine decennio (TANAP), lo spazio commerciale per una nuova infrastruttura come South Stream, da 60 Gmc annui, è quantomeno dubbia.
      Quanto alla task force di cui parli, è un appuntamento fisso da quando esiste la Federazione Russa, ricordo che Scajola l’aveva voluta fare a Sanremo nel 2008. Vista la location di quest’anno, credo ci sia di mezzo Indesit (che produce in Russia da 1974).
      Da quel che so, il governo russo è da almeno un decennio che certa di attrarre, con alterne fortune, la produzione dei distretti (non solo italiani) nelle aree economiche speciali russe. Forse l’accesso al WTO potrebbe migliorare un po’ la situazione, ma c’è ancora molta diffidenza rispetto alle garanzie di terzietà dei tribunali e della PA russa.
      Un ultimo dato interessante da incrociare che ieri non avevo sotto mano: i (grigi) risultati per il primo semestre 2012 di Gazprom (http://www.gazprom.com/press/news/2012/november/article147571/).

      Reply
  3. avatar
    Morgana at |

    Ti ringrazio mv per le indicazioni, come ringrazio Silendo per questo “Almanacco” che ogni giorno racconta la realtà. E’ davvero incredibile riuscire ad avere un nuovo punto di vista: negli anni accademici l’osservazione si orientava perlopiù a capire come le devianze presenti nel nostro territorio fossero in sintonia con sistemi criminali all’estero. Ad oggi, con un pò di ottimismo, e con sane letture è possibile incontrare persone straordinarie che attraversano i vari continenti con la voglia di fare qualcosa di buono insieme. Ci sono davvero persone eccellenti che con molta umiltà riescono ogni giorno a rendere questo mondo, meno incasinato, più orientato al bene comune e con tanta voglia di educare alla legalità, al confronto e ai rapporti stabili tra i popoli.
    Non è un’utopia, la buona informazione sconfigge davvero l’irrazionale conflittualità, ma come da tempo annotato in questo blog alcune elitè non l’hanno capito…continuo a confidare nella saggezza e nel dialogo che unisce, piuttosto che negli altolocati egoismi che rompono la socialità.

    Cordialmente

    Morgana   

    Reply
    1. avatar
      mv at |

      di nulla! :)

      Reply
  4. avatar
    Jolly at |
    Reply
  5. avatar
    Anonimo at |

    Ciao Jolly curioso questo articolo che ancora una volta risolleva la questione della decenza dei luoghi di detenzione nel mondo, ma anche i misteri sovietici in termini di servizi e pubblica sicurezza. Sono lontani i tempi in cui Gorbaciov si apriva alla pace. Le informazioni, eccetto Mitrokin sono scarse e dal materiale sul web si evince che anche la municipale è poco generosa, multando i cittadini soltanto per avere la targa sporca…per non dimenticare le vittime ammutolite dal sottomarino Kursch affondato..e le vittime dei sobborghi di Mosca che non resistono a meno trenta gradi, ubriachi di vodka e destinati a perire.  Se queste sono le premesse, tracciando delle linee molto lunghe, i servizi sovietici nel nostro continente che fanno?

    Reply
  6. avatar
    mv at |

    a proposito di South Stream, oggi è stato confermato che (se e quando si farà) non arriverà in Italia.
    http://www.sicurezzaenergetica.it/?p=939

    Reply
  7. avatar
    Silendo at |

    Buongiorno MV :)
    Grazie per la notizia. Posso chiederti come la interpreti, in relazione ai nostri interessi nazionali? 

    Reply
    1. avatar
      mv at |

      Buongiorno! :)
      Direi che era ampiamente prevedibile, quindi non si tratta di una riduzione rispetto a livelli di “sicurezza” attesi.
      In generale, per noi potrebbe essere un vantaggio, perché accelerare il processo di avvio di South Stream (e cancellare il ramo sud contribuisce a far chiarezza) potrebbe determinare il definitivo abbandono di Nabucco, facendo arrivare il gas azerbaigiano (tramite TAP) in Italia, anziché in Austria.
      Sul fronte Eni, che tramite Saipem dovrebbe costruire l’infrastruttura sottomarina e che sta rinegoziando le condizioni con South Stream, bisognerà vedere l’impatto. A mio avviso, tagliare il ramo Sud è positivo per Eni, perché togliere dall’imbarazzo di arrivare ancora una volta sul mercato italiano, rispetto al quale il cane a sei zampe sembra intenzionato a diversificare. E un South Stream tutto verso l’Europa centrale andrebbe in quella direzione.
      Insomma, ben venga un South Stream che non arriva in Puglia. E poi, occorre sempre considerare che, se ci sarà bisogno (e ne dubito), al massimo il gas russo del South Stream potrà arrivare al Tarvisio tramite l’Austria.
       

      Reply
      1. avatar
        Silendo at |

        Grazie!!! 😀
        Sei sempre splendidamente chiaro 😉

        Reply

Leave a Reply


(obbligatorio)