La reazione del governo cinese all’inchiesta mi ha fatto sorgere un dubbio non da poco: ma davvero la popolazione della Cina è ignara delle rendite di posizione di cui gode la nomenklatura?
Sembra una domanda facile ma non lo è, soprattutto perchè non ho vissuto in Cina e non ne conosco la società. Quand’è che la popolazione italiana ha acquisito piena consapevolezza del sistema di clientele nazionale? Quand’è capitato in URSS? C’è uno scarto tra il “sapere come vanno le cose” e il portare questi elementi nel dibattito pubblico, ma da cosa dipende? Il tutto è molto affascinante, ma non ho gli elementi per rispondere. Aiutino dai lettori?
Vero, però il fatto che i notabili di partito abbiano privilegi forse circola anche in mancanza di libertà di informazione. Mi immagino che si veda che hanno uno stile di vita più agiato, che hanno accesso a servizi migliori rispetto agli altri e così via. Hanno, che so, automobili o altri beni visibili e ostentati che sono preclusi agli altri? Hanno trattamenti dentari e capi di vestiario che il cinese comune non si può permettere, ne fanno mostra? La cosa è accettata un po’ come nelle nostre società un tempo si accettava che i nobili stessero meglio in quanto il popolo introiettava la loro presunta superiorità? O è piuttosto, come mi verrebbe da pensare leggendo delle reazioni ufficiali al reportage, smentito in continuazione che i dirigenti stanno meglio del popolo, lasciando la consapevolezza delle rendite e delle disuguaglianze a livello informale? Come funziona la vita di un giovane cinese promettente, i genitori gli dicono di farsi amici dentro al partito? Gli dicono di riportare i voti migliori possibili nei corsi obbligatori di comunismo? Ci sono davvero nelle scuole, non è una battuta.
La reazione del governo cinese all’inchiesta mi ha fatto sorgere un dubbio non da poco: ma davvero la popolazione della Cina è ignara delle rendite di posizione di cui gode la nomenklatura?
Sembra una domanda facile ma non lo è, soprattutto perchè non ho vissuto in Cina e non ne conosco la società. Quand’è che la popolazione italiana ha acquisito piena consapevolezza del sistema di clientele nazionale? Quand’è capitato in URSS? C’è uno scarto tra il “sapere come vanno le cose” e il portare questi elementi nel dibattito pubblico, ma da cosa dipende? Il tutto è molto affascinante, ma non ho gli elementi per rispondere. Aiutino dai lettori?
Anche io non ho mai vissuto in Cina. Direi che quel Paese di certo non brilla per libertà nell’informazione e libertà tout-court.
V.
Vero, però il fatto che i notabili di partito abbiano privilegi forse circola anche in mancanza di libertà di informazione. Mi immagino che si veda che hanno uno stile di vita più agiato, che hanno accesso a servizi migliori rispetto agli altri e così via. Hanno, che so, automobili o altri beni visibili e ostentati che sono preclusi agli altri? Hanno trattamenti dentari e capi di vestiario che il cinese comune non si può permettere, ne fanno mostra? La cosa è accettata un po’ come nelle nostre società un tempo si accettava che i nobili stessero meglio in quanto il popolo introiettava la loro presunta superiorità? O è piuttosto, come mi verrebbe da pensare leggendo delle reazioni ufficiali al reportage, smentito in continuazione che i dirigenti stanno meglio del popolo, lasciando la consapevolezza delle rendite e delle disuguaglianze a livello informale? Come funziona la vita di un giovane cinese promettente, i genitori gli dicono di farsi amici dentro al partito? Gli dicono di riportare i voti migliori possibili nei corsi obbligatori di comunismo? Ci sono davvero nelle scuole, non è una battuta.
Il New York Times è il New York Times
Vittorio
ci sono le elezioni, capitano i regolamenti di conti