32 Responses

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    Sultano at |

    Mi piace!

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      AllegraBrigata at |

      Anche a me.

      A.

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    Anonimo at |

    L’Erika Lexie  non batte  la  bandiera  della Marina  Militare, batte  la bandiera  della  
    Marina Mercantile.  

    http://www.marinetraffic.com/ais/shipdetails.aspx?MMSI=247232700

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    XXL at |

    Solo a me vedere queste cose fa ancora più pena?
    Veramente il massimo che sappiamo e possiamo fare per riportare i due marò a casa è mettere lo yellow ribbon un po’ dappertutto?

    Ognuno di noi s’è chiamato fuori da questa faccenda, e deterge la coscienza con la semplice ostensione del nastrino giallo. Utilità?

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      AllegraBrigata at |

      XXL capisco e condivido la tua riflessione ma bisogna distinguere tra coloro che avrebbero il potere di incidere e non lo usano e coloro che non hanno questo potere ed usano tali manifestazioni di solidarietà come unica possibilità che hanno a disposizione per poter esternare il loro sostegno.

      R.

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        XXL at |

        tutti hanno potere di incidere

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          AllegraBrigata at |

          No, non è così. Nei rapporti tra governi il singolo cittadino non può nulla se non in tempi lunghi, su cicli elettorali.
          Non mi pare certo il caso in questione.
          Queste sono vicende da Governo e da classe dirigente.

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            XXL at |

            Non sono affatto d’accordo. Un popolo che possa chiamarsi tale, protesta e fa sentire la sua voce, urlandola ai politici inetti.
            Qui non facciamo nulla se non attaccare nastrini al bavero e incensarci con un inutile patriottismo verbale. Chi di noi (me compreso) ha solo pensato di unire le forze e far sentire la voce a Terzi? Nessuno.

            Ribadisco, quindi, che tutti hanno potere di incidere. Pochi ne hanno voglia.
            XXL
             

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              AllegraBrigata at |

              Un popolo che possa chiamarsi tale, protesta e fa sentire la sua voce, urlandola ai politici inetti.

              XXL, su questo siamo d’accordo.

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              Jolly at |

              Purtroppo, quello che scrivi XXL è più che condivisibile.

              p.s.: allo stato attuale quello che dobbiamo “sperare” è la soluzione del caso come avvenne nel caso “Rainbow Warrior” ai due francesi Alain Mafart e Dominique Prieur.

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            XXL at |

            Aggiungo che, se avessero attaccato una foto di Terzi al muso della Ferrari, avrebbero fatto sentire in modo ben maggiore la loro voce.
            Così facciamo fare una ricca risata agli indiani (i pochi che distingueranno la bandiera nella sua declinazione marinara). 

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    Anonimo at |

    <<distinguere tra coloro che avrebbero il potere di incidere e non lo usano e coloro che non hanno questo potere > >     e  non  dovremmo includere  le resposabilità   per   l’impiego  di personale  militare  su  navi mercantili? 

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      AllegraBrigata at |

      Anonimo scusa ma non ti ho capito.

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    Anonimo at |
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    Anonimo at |

     
    <<«non è possibile garantire la sicurezza dei traffici marittimi imbarcando militari in servizio sui mercantili italiani», perché «in questo modo essi devono assoggettarsi alle decisioni di un comandante civile, si ritrovano equiparati al rango di “contractors” e, di fatto, costretti a dipendere da una catena di comando inadatta ad affrontare la complessità degli scenari giuridici e politici internazionali». «La presenza di militari sui mercantili si è rivelata sbagliata e pericolosa per loro e per l`Italia   perchè è una soluzione ibrida ed ambigua che ha esposto il paese alle conseguenze di una grave crisi diplomatica».
    «Quando si è scritta la legge   si è parlato di responsabilità dei team solo nel caso di un attacco pirata. Ma c`è un`ambiguità profonda. Il comandante della nave svolge i compiti anche di polizia giudiziaria sia in acque internazionali che in acque territoriali di altri paesi o dell`Italia. Quindi si possono creare dei conflitti come credo sia avvenuto anche in questo caso, prendendo la decisione di attraccare al porto di Kochi in India».? L`ex capo Kfor «Probabili conflitti con i capitani, come l`attracco a Kochi» >>

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    Anonimo at |

    <<”Utilizzare eventi sportivi per promuovere cause che non sono di natura sportiva significa non essere coerenti con lo spirito sportivo”. Cosi’ il ministero degli Esteri indiano sulla scelta della Ferrari di correre il Gran Premio in India con la bandiera della Marina militare italiana in segno di solidarieta’ con i maro’.>>
     

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      Anonimo at |

      LA VINCENDA DEI DUE MARo’ E IL GP
      India accusa la Ferrari per lo stemma della Marina sulle monoposto: non è un gesto sportivo

      Per me, andava messo sulle monoposto all’ultimo momento senza nessun avviso.

      Ora cosa faranno alla Ferrari ? Le terranno o le toglieranno.

      A questo punto, se alle Ferrari avessero un po’ di … “Coraggio”  non dovrebbero partecipare al Gran Premio se obbligati a togliere il simbolo della Marina Militare.

      Un bel casco dei piloti Ferrari con la bandiera della Marina Militare o tutti i dipendenti ai box Ferrari con … 

      B.A. pro Marò

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        AllegraBrigata at |

        Le terranno o le toglieranno.

        Le terranno, Babbano.

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          XXL at |

          come volevasi dimostrare …

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        XXL at |

        Ma li vogliamo portare a casa veramente così? A suon di retorica?

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          Jolly at |

          Alain & Sophie Turenge

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            XXL at |

            ma chi? noi a fare operazioni come quella?

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              Jolly at |

              ma va….

              andate oltre,

              andate a studiare come si è conclusa la vicenda dopo il loro arresto

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    Princesse at |

    vorrei leggere i vostri commenti, sul primo GP d’India…;)
    Sil, che ne pensi…

    P

     

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    Ga78 at |
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      XXL at |

      la prova concreta che un singolo può incidere molto, molto, molto.

      i fischi di oggi sono stati come ceffoni per il ministro. 

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    Ga78 at |

    Verissimo XXL! Il Ministro deve far di tutto per riportare a casa i nostri marinai, e anche di più!

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    Anonimo at |

     
    <<Aggiungo che, se avessero attaccato una foto di Terzi al muso della Ferrari, avrebbero fatto sentire in modo ben maggiore la loro voce.>>  specie  dopo  un fortuito  ..tamponamento.

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      AllegraBrigata at |

      :) :) :) :)

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    Jolly at |

    Accordo tra Italia e India sul trasferimento delle persone condannate

    E’ forse il modo italiano di rispondere agli illeciti internazionali di cui l’Italia è vittima. Invece di reagire interrompendo le relazioni diplomatiche o economiche, di richiamare l’ambasciatore, etc., l’Italia sceglie una strada inusuale: firmare un accordo internazionale con lo Stato che l’ha offesa. E lo ha fatto con l’India, stipulando, il 10 agosto 2012, un accordo sul trasferimento delle persone condannate. Il 26 ottobre 2012 è stata poi adottata la legge n. 183 (LEGGE 26 ottobre 2012) con la quale l’Italia ha ratificato e dato esecuzione all’accordo. Adottato, come detto, proprio mentre la crisi provocata dall’arresto dei due ufficiali del Battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, raggiungeva il punto più alto, con la chiara volontà delle autorità indiane di affermare la propria giurisdizione e di mantenere agli arresti i due militari che svolgevano il proprio dovere per conto dello Stato italiano a bordo della nave Enrica Lexie.
    L’accordo fissa le condizioni per il trasferimento di una persona condannata in uno dei due Stati per scontare la pena inflitta nell’altro Stato. In base al trattato, le autorità dello Stato ricevente devono eseguire la condanna «rispettando la natura e la durata della pena inflitta dalla sentenza dello Stato trasferente». Spetta poi a quest’ultimo Stato decidere sulle domande di revisione delle sentenze mentre, per quanto riguarda l’amnistia, la grazia e l’indulto deciderà ciascuno Stato sulla base delle proprie leggi dando comunicazione all’altro Stato.
    Immaginiamo come finirà per i due militari che, ricordiamolo, erano a bordo della Enrica Lexie per un’attività di contrasto alla pirateria. L’incidente che ha provocato la morte di  due pescatori indiani, scambiati per pirati, è avvenuto in alto mare. Poi la strana decisione italiana (di chi, rimane un mistero) di far rientrare la nave nel porto indiano e addirittura di far scendere i militari, che si sono consegnati alle autorità indiane. Adesso, mentre da mesi i due militari sono lontani dalle proprie famiglie e agli arresti domiciliari, un accordo che però non serve a riportare subito a casa i militari.
    http://www.marinacastellaneta.it/accordo-tra-italia-e-india-sul-trasferimento-delle-persone-condannate.html

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    Ga78 at |

    Caro Sil e cari lettori,
    penso che, nel corso del tempo voi abbiate capito quanto rispetto io abbia nei confronti delle nostre Forze Armate,e nei confronti della mio Paese, ma con tutto ciò che leggo, mi sta venendo veramente l’acidità di stomaco( per esser fine!!)!
    NON MI E’ PIACIUTO PER NULLA LA VIDEOCONFERENZA PUBBLICATA SU TUTTE LE TELEVISIONI ITALIANE ( e sapete bene a cosa io mi riferisca!). Guarda caso arriva dopo i fischi alla manifestazione dei Parà della Folgore…..!!!

    Chiudo con: Viva le Forze Armate! Viva la Repubblica! Viva l’Italia!
    Ma…abbasso le ipocrisie !!!!!
    Mi scuso con voi tutti , ma sicuramente capirete lo sfogo!!! 

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