Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

21 Responses to “Il reclutamento nell’Intelligence: un’idea da Londra”

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  1. avatar Anonimo scrive:

    …e per i futuri Silendo, quale idea semplice proponi? grazie e buona giornata :)

  2. avatar elperroloco scrive:

    ….basta poco: che ce vo’ ????…molto semplice, ma difficilmente esportabile in terra italica…

  3. avatar Jolly scrive:

    mi raccomando non lo raccontiamo in Italia altrimenti cominciano ad assumere anche giardinieri e idraulici “di fiducia”  …

  4. avatar Anonimo scrive:

    Silendo, io non ho capito, non vedo la ‘semplicità’….
    cioé, è il come che non mi è chiaro..l’articolo dice ‘regardless of their academic background’
    ma come verrebbero individuati/e?
    voglio dire, l’idea sarà semplice, ma il metterla in pratica non sarà certo uno scherzo…
    ???
     

    • avatar Silendo scrive:

      Non ci vuole niente. E’ sufficiente avere poca gente veramente esperta all’interno dell’amministrazione. Saranno loro ad indicare ambienti, network ecc all’interno dei quali condurre una normale attività di monitoraggio delle potenziali risorse.
      In altre parole, Anonimo, è solo questione di volontà. Se si vuole si fa. Se non si vuole si trovano cento scuse: sicurezza, segretezza, procedure, e bla bla bla… ;)

      • avatar Giovanni Nacci scrive:

        - gente veramente esperta all’interno dell’amministrazione
        - questione di volontà

        Concordo al 720%. Inoltre mi pare proprio che una cosa del genere sia davvero il minimo che un “servizio” debba saper/voler fare… 

      • avatar Anonimo scrive:

        ‘E’ sufficiente avere poca gente veramente esperta all’interno dell’amministrazione.’
        caro Silendo grazie per la risposta (come sempre), allora forse è che è quanto sopra che ai miei occhi appare comunque degno di nota
        (cioé, sarà pure normale pretenderlo, ma non mi appare scontato)
        thanx

      • avatar Nemo Profeta scrive:

        Sono d’accordo con Silendo. Il problema è la weltanschauung di svolge questa attività. Se  la weltanschauung è sbagliata, finiranno per assumere le persone sbagliate, rinformzando quella stessa weltanschauung e così via in un circolo vizioso…

        Perchè alla fine si trova quello che si cerca…  

  5. avatar elperroloco scrive:

    bravo Jolly….hai colto nel segno…tuttavia, bisogna ammettere che chi per anni ha militato in un “Nucleo Mantenimento”, sicuramente, per default, avrà acquisito spiccate doti di analista…intesa come esperto in analisi del rischio…quantomeno di infiltrazioni…si, ma di acqua nel muro di qualche alloggio….

  6. avatar anonimo pensatore scrive:

    L’intelligence è stata inventata dagli inglesi i quali, nel campo la fanno da maestri.
    La loro secolare mentalità, la loro ormai salda struttura e la volontà dimostrata nei cambiamenti finalizzati ad una propedeutica evoluzione sono da esempio europeo.

  7. avatar Anonimo scrive:

    19 APR 18:46
    RECLUTAMENTI WEB – SEI DISOCCUPATO? DATTI UNA MOSSAD!
    - Dagli esperti dell’hi tech ai falegnami, dai chimici agli avvocati, i disoccupati possono tentare la strada dello spionaggio – Lontani i tempi in cui la parola “Mossad” veniva censurata sui giornali…

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    Fabio Scuto per “La Repubblica

    «Cerchiamo giovani audaci, intelligenti, creativi che amino le sfide, pronti ad avventure oltreoceano. Sei hai valore, intelligenza e abilità mentale, puoi realizzare il sogno di compiere una missione nazionale e personale». È questo il messaggio centrale della vasta campagna di arruolamento lanciata su siti web israeliani e social network dal Mossad, il servizio segreto israeliano, che cerca nuove reclute da avviare nel “mondo delle ombre” dove serve «carisma, capacita di leadership, e fascino».
    La racconta un po’ troppo in stile hollywoodiano il Mossad per attirare aspiranti 007 nella sua campagna pubblicitaria che si intitola “Con nemici come questi, abbiamo bisogno di amici”, ma è evidente che anche il mondo dello spionaggio ha bisogno di messaggi accattivanti.
    I posti disponibili per uomini e donne riguardano incarichi diversi, ed è possibile presentare candidature per un massimo di tre offerte di lavoro. Ma c’è certamente meno fascino e glamour vedendo le posizioni vacanti.
    L’Istituto per l’intelligence e i servizi speciali è alla ricerca di persone altamente qualificate che siano veterani delle unità di intelligence dell’esercito israeliano, persone che parlino lingue straniere – in particolare il persiano e l’arabo – , insegnanti di lingue straniere, specialisti nell’hi-tech, chimici, tecnici scientifici, graphic-designer, avvocati, psicologi, ma anche un magazziniere e un falegname. Accolti con favore gli aspiranti con doppia cittadinanza e doppio passaporto.
    Il Mossad è una delle agenzie di intelligence più famose al mondo. I suoi numerosi successi gli hanno procurato una solida reputazione di efficienza, spesso ingigantita dai mass media e resa mitica dagli arabi che tendono a enfatizzare le risorse del nemico. Due anni fa il governatore del Sud Sinai accusò lo spionaggio israeliano di aver addestrato pescecani per attaccare i turisti nei resort sul Mar Rosso per far fallire l’industria turistica egiziana.
    La notorietà dell’Istituto è tale che spesso le sue imprese sono oggetto di romanzi e film di spionaggio. Ma negli anni non è sfuggito a grandi fiaschi e disfatte, che però non hanno intaccato il mito della sua efficienza. L’operato del Mossad resta il più efficace baluardo contro la minaccia nucleare iraniana.
     
    La sede ufficiale dell’Istituto è a Tel Aviv, dove la sua torre di comunicazione svetta su ogni altra costruzione: la chiamano “il dito di Dio”, perché “Dio” è anche il soprannome del Mossad nel linguaggio di strada.
    A dispetto di quel che si crede fra le tre agenzie che si occupano di sicurezza in Israele – lo Shabak (meglio noto come Shin Bet), competente per la sicurezza interna dello Stato, e l’Aman, quello militare – è quella meno numerosa. I dipendenti ufficiali dell’Istituto fondato da David Ben Gurion nel 1949 sono poco meno di 2mila – anche se stime ufficiali non ce ne sono – organizzati in sei diversi dipartimenti, fra cui le Operazioni Speciali, da cui dipendono le Kidon (baionette), le micidiali unità di eliminazione.
    Un tempo la parola Mossad non si poteva scrivere sui giornali per non incappare nella censura e il nome del suo “ramsad”, capo, poteva essere indicato soltanto come “Mr. M.”. Adesso gli si può mandare una e-mail.
    B.A.

  8. avatar Asso scrive:

    “Un tempo la parola Mossad non si poteva scrivere sui giornali per non incappare nella censura e il nome del suo “ramsad”, capo, poteva essere indicato soltanto come “Mr. M.”. Adesso gli si può mandare una e-mail”.
    Quella sopra indicata credo ormai sia la tendenza di quasi tutte le intelligence. Avvicinare l’intelligence al cittadino vuol dire anche questo.
    Il Mossad sa bene che con questo meccanismo di reclutamento potranno esserci svariati “tentativi” di infliltrazione da parte di Intelligence a loro “ostili”. Evidentemente, hanno ben valutato “sul piatto della bilancia” i pro ed i contro.

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