15 Responses

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    Linus at |

    A me viene il dubbio che queste classifiche siano un pochino sbilanciate a favore degli angli. Ma solo un pochino.

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    Giovanni Nacci at |

    Inutile ripetere che il nostro Paese appare sempre più estraneo alle dinamiche globali dell’economia della conoscenza.

    Ti voterei come Presidente e ti proporrei per il premio Nobel al coraggio intellettuale. Io mi candiderei per quello per la pace, ovviamente. Ormai lo danno a tutti… 😛 

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    Nemo Profeta at |

    Sicuramente sbilanciate a favore degli angli.
    Molti parametri che concorrono a fare punteggio sono legati per esempio alle infrastrutture, ma se guardo alla reale preparazione, mi viene in mente che mio padre nel 50 al liceo non aveva la palestra, il computer,  e stavano in 30 in aula, eppure ha ricevuto una preparazione mediamente migliore di quella che ho ricevuto io al liceo e assolutamente superiore, ma senza paragoni , a quella che offrono i licei oggi… tanto per intenderci lui al ginnasio traduceva roba che oggi non si sognano nemmeno alla maturità… e allora?

    tanto per intederci: se guardo quello che studiano a Mosca nei primi anni di ingegneria  e poi lo confronto coi programmi del MIT, vince cento a zero Mosca… un livello assolutamente superiore… all’MIT hanno i soldi per i laboratori, in cui poi mettono laureati russi… 

     

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    beppe at |

    ..non riesco a capire come mai, IIT,Indian Institute of Technology sia oltre il 225 posto….solo tre-quattro anni fa era considerato meglio di MIT….penso che questo ranking sia davvero un po “sbilanciato” ad occidente….senza nulla togliere al valore delle nostre universita’…
     

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    half-baked at |

    Inutile ripetere che il nostro Paese appare sempre più estraneo alle dinamiche globali dell’economia della conoscenza.
    C’è per fortuna un piccolo trucco all’italiana che ammorbidisce questa situazione: la top 30 sarà pure altrove, ma tra gli studenti di quegli atenei ci sono parecchi nostri connazionali, che restano tali anche se studiano in America o in Inghilterra. Al momento non sono valorizzati, ma esistono e chissà, magari un giorno si riuscirà anche a trovare un buon modo per farli tornare indietro…


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    Jolly at |

    Le elementari, le scuole medie, le superiori in italia sono tremende.

    L’Università è di scarissimo livello.

    Poi, i nostri studenti vanno all’estero e non hanno difficoltà a insegnare, ad ottenere Ph.D., e altro.

    Deve essere sicuramente il cibo americano o quello inglese …

    Che siano gli hamburgers o i fish & chips ? 

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      barry lyndon at |

      😀 😀 😀
      Jolly, cmq i 2 aspetti non contrastano totalmente: la Scuola e l’Università italiane – tranne rare eccezioni – non brillano. Le “menti” del nostro Paese, al contrario, si distinguono bene – e in molti casi eccellono – all’estero. E non è questione di…”junk food” 😉

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    mv at |

    a parte la questione della dotazione infrastrutturale (in alcuni casi determinante), il problema dell’università italiana è uno solo: la selezione avversa dei docenti. e poi mi taccio.

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    #35 at |

    … non si può far competere il pubblico con il privato… tutto qui!
    Le risorse sono completamente diverse. E’ come paragonare il cinema USA con il nostro… (si, si… i nostri film sono pieni di sentimenti e bla bla bla….)
    Noi non investiamo in nulla… e sicuramente non possiamo competere con i fondi e con gli sponsor di USA o UK.
    In italia si basa tutto sul singolo. Università  dei baroni… Servizi dei figli d’arte… Politici a vita… e poi il singolo che si rimbocca le maniche lavora per tutti gli altri mettendoci il cuore…
    Professore italiano che spiega per sei ore… senza l’ausilio di un bel niente… studente che studia come un matto a casa e test super difficili… Alla fine lo studente italiano non sa niente del mondo reale in cui andrà a lavorare…
    Professore americano che spiega 10 minuti, 30 minuti di filmato multimediale, 20 minuti su macchinario da 5 milioni di dollari… test semplice e pratico… Studente soddisfatto ed esperto.

    Noi possiamo esportare solo la pasta… magari quella made in Italy con il grano radioattivo comprato tra Ucraina e Bielorussia e lavorato in Basilicata (ipotizzo…) :)

    Un amico dice sempre… in italia il 90% sono raccomandati.. di questi il 30% non sa lavorare, un 30% non ha voglia di lavorare e un 30% sarebbe meglio non lavorasse per evitare danni irreparabili…

    Quoto al 100%.  

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    Jolly at |

    Barry perdonami ma credo poco alla genetica … se ci sono delle “menti” nel nostro Paese è perchè vi è anche un sistema complessivo che ne consente lo sviluppo.

    Continuo a pensare che si tratti del cibo che mangiano negli USA e in UK.

    p.s.: spero che capiate che non sto mettendo in dubbio l’eccellenza di questi centri, semplicemente non penso siano questo complessivamente questa impressionante macchina da guerra, vi è una differenza, ma non è così marcata come si vuole fare credere. Ad ogni modo tutto quello che serve a svecchiare i nostri Atenei è il benvenuto. 

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