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12 Responses to “Le sfide future per l’industria energetica”

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  1. avatar mv scrive:

    c’è sempre qualcuno più veloce di me a segnalare i paper… chapeau, as usual. :)

    • avatar Anonimo scrive:

      Gent.mo mv,
      si sperava in un tuo commento o chiosa, veramente….
      (molto umilmente, yours sincerely)

      • avatar mv scrive:

        è invero assai difficile chiosare queste analisi di Chatham House! :)
        la conclusione più interessante dal punto di vista geopolitico è lo spostamento dell’asse del mercato verso l’Asia, ma questa direi che non è una novità… (in nessun settore, temo).
        per quanto riguarda le nostre più umili vicende domestiche, mi butterei nel dire che forse è ora davvero di sganciarci dai campioni nazionali (il -ci è inteso nel senso di Paesi europei): il petrolio sta diminuendo di importanza (e in ogni caso è spostato dai soldi, non dalle bandiere) e il gas va dove sono le infrastrutture (e anche in questo caso, le bandiere delle compagnie contano poco).
        forse è davvero ora di pensare a vendere i pacchetti azionari pubblici, ridurre il debito e pensare a fare politica energetica solo con le regole (e di quelle che non prevedono sussidi, possibilmente).
        il resto è uso manipolatorio del termine sicurezza.

    • avatar Silendo scrive:

      Caro Matteo…. http://www.chathamhouse.org/publications/papers/view/186429 :)
      Non l’ho letto ma mi sembra interessante. 

      • avatar mv scrive:

        bel paper, chiarisce le idee sulla situazione attuale.
        diciamo che forse si sovrastima il rischio di guerra in Iran e si sottostimano i problemi economici europei e cinesi, ma sono mie percezioni.
        bellissima la ricostruzione del ciclo prezzi-stabilità interna-prezzi… e l’unione della penisola araba sotto i sauditi secondo me nel breve stabilizza, ma nel lungo crea più rischi di prima.

        • avatar Silendo scrive:

          l’unione della penisola araba sotto i sauditi secondo me nel breve stabilizza, ma nel lungo crea più rischi di prima.

          Posso chiederti come mai? Penso di avere capito ma mi piacerebbe che mi chiarissi il tuo pensiero.

          • avatar mv scrive:

            Le forze di sicurezza saudite rappresentano una bella garanzia nei confronti di possibili contagi da primavera araba, pilotati o meno dagli iraniani. Anche politicamente, un intervento “stabilizzante” nell’ambito del CCASG – e di fatto compiuto dai sauditi – ha una leggimità molto più alta di qualunque alternativa (parlo del Barhain).
            L’unione monetaria è in stallo, ma prima o poi ci si arriverà: plausibilmente, alla prima decisa e prolungata contrazione del prezzo del petrolio. In quel caso, le spalle larghe dei sauditi serviranno a mantenere stabilità (unica parziale eccezione il Kuwait, che però visti i vicini che si ritrova, ha un gran bisogno dei sauditi come deterrente).
            Tutto questo, alla voce stabilità.
            Per quel che riguarda l’instabilità, i sauditi portano con loro un sistema politico che definire rigido è un complimento: nessuna forma di partecipazione, difficoltà a integrare forzosamente l’esercito di immigrati che si trova sul proprio territorio, repressione diffusa. Il mondo arabo va in un’altra (tutta sua) direzione e non credo che i sauditi potranno isolare in eterno il proprio sistema sociale. e credo però anche che non abbiano reali possibilità di riforme. oltre alla rigidità rispetto alla società, c’è poi il problema del passaggio generazionale: ogni morte di sovrano è un rischio-implosione. 
            Estendere il controllo saudita agli altri stati vuol dire esporli direttamente a tutti questi rischi, privandoli di margini di manovra autonomi. anzi, potrebbe perfino aumentare i rischi: le diversità rispetto ai sauditi potrebbero creare spinte centrifughe negli stati assorbiti, in caso di crisi. e in questo caso potrebbero aggravare la crisi stessa.
            Tutto questo è reso ancora più incerto dal fatto che una duratura contrazione del prezzo del greggio potrebbe mettere in crisi alla fine anche i sauditi, con ricadute disastrose sugli altri. in caso di crisi da prezzi bassi, infatti, con tanti stati autonomi non è automatico che saltino tutto: anzi, magari qualche emirato più piccolo può trovare margini di manovra per riformare e mantenersi stabile. se invece aumenta l’integrazione coi sauditi, saltati i sauditi, saltati tutti.
            Ma sono mie riflessioni da politologo, non da esperto d’area (quale naturalmente non sono).

  2. avatar Name * scrive:

    Silendo : volevo segnalare Omnibus della La7 di oggi.

    La situazione dei Nostri 2 Maro’ e’ legata alla tangente pagata in India da Finmeccanica?

    In India sembrerebbe che la mediazione sia penalmente perseguibile … pensa la tangente .

    Buona Domenica .

    B.A. …..

    • avatar Silendo scrive:

      La situazione dei Nostri 2 Maro’ e’ legata alla tangente pagata in India da Finmeccanica?

      Personalmente ho qualche dubbio ma magari sbaglio.

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