Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Huawei e ZTE come minaccia alla sicurezza nazionale americana

ott
09


Dopo un anno si è conclusa l’indagine del Permanent Select Committee on Intelligence e ieri è stato diffusa la versione non classificata del rapporto finale.
Le conclusioni sono sfavorevoli alle due aziende cinesi di telecomunicazioni.

Investigative Report on the U.S. National Security Issues Posed by Chinese Telecommunications Companies Hua…



9 ottobre 2012 - 7:00 am | by | 15 Comments »
Tags: , , .

15 Responses to “Huawei e ZTE come minaccia alla sicurezza nazionale americana”

Show / Hide Comments
  1. avatar jackallo scrive:

    Il problema del controllo della ”catena di produzione” dell’hardware e del software è ben noto e meriterebbe sicuramente anche maggiore visibilità.

    Seppure il testo proposto nella sua versione non classificata non si sofferma sui “perchè” di una simile decisione, il ragionamento e le motivazioni che sono alla base di questo Investigative Report sono abbastanza agevoli da immaginare.

    Per ”saltare” subito alle raccomandazioni effettuate nel testo, qui:
    http://www.stefanomele.it/news/dettaglio.asp?id=326
    … dove si possono trovare anche i link ai precedenti report governativi americani del 2009 e del 2011 sempre nei confronti della Cina. Importanti per avere un quadro completo.

      
    Ovviamente occorre riflettere sulle rilevanti ricadute anche per la Nostra amata sicurezza nazionale, dato che anche Noi, come il resto del mondo, abbiamo da tempo implementato hardware e software provenienti da questo Paese e, in particolar modo, da Huawei e ZTL.
      

  2. avatar Giovanni Nacci scrive:

    Pienamente consapevole della mia estrema ripetitività, mi sacrifico di buon grado per il Paese affidandomi anima et core alla vostra tenace, seppur debilitata , pazienza: ma al “…problema del controllo della ”catena di produzione” della Informazione…” quando ci vogliamo arrivare?
    O una simile problematica non esiste/non è copntemplata nell’ordine superiore delle Cose cibernetiche?

  3. avatar Nemo Profeta scrive:

    Quoto Stv Nacci… anche noi italiani dobbiamo avere la nostra fabbrica del consenso… 

  4. avatar half-baked scrive:

    Umile richiesta per il padrone di casa: puoi introdurre un tag ‘economia’? Faciliterebbe le ricerche. Grazie in anticipo e scusa la scocciatura :)

  5. avatar half-baked scrive:

    No no ma niente retagging retroattivo, solo per quelli nuovi :)

  6. avatar Teofilo scrive:

    E intanto oggi Leon Panetta avvisa che gli USA sono molto vulnerabili a cyber-attacchi, paragonando la situazione corrente a Pearl Harbour.
     
     Saluti,
     
     E.S.

    • avatar AllegraBrigata scrive:

      Ciao Teofilo. Questa storia della Pearl Harbor digitale è vecchia. E’ dalla fine degli anni Novanta che negli Stati Uniti la ripetono in continuazione.
      Silendo potrà confermare.

      Vittorio

      • avatar Anonimo scrive:

        Gentile Vittorio, riguardo all’abitudine di lanciare allarmi datati,
        la mia umile impressione è questa:
        per tanti e ‘strutturali’ motivi non si può più e non conviene (soprattutto) ripercorrere o ricorrere agli strumenti di un’altra era(glaciale) ovvero il ‘mamma, Cecco mi tocca’ della Guerra Fredda;
        nel senso che non conviene più individuare il Cecco di turno e scontrarsi a brutto muso tra ‘grandi potenze’, e poi i ‘cyber-attori’ ormai sono tanti e mi pare si tratti di un terreno in cui non si muovono solo attori statali (anche se mi pare di aver capito che sferrare un vero ‘cyber-attacco’ agli USA, ad esempio, non è un lavoro del tutto a misura di cyber-’terroristi’ ma semmai di cyber-specialisti all’interno di strutture che rispondono ad uno stato),
        allora si fa come nei condomini litigiosi: senza fare nomi e senza discutere veramente di quello che ti fa incazzare da parte del vicino X, tu aspetti che X si affacci in balcone a stendere la biancheria e attacchi a parlare con la dirimpettaia e urli:
        c’è qualcuno, in questo condominio, che fa questo e quello e uno poi si deve preoccupare e avere il pensiero di stare tra gente incivile. fa bene uno allora a guardarsi e casomai poi a prendere provvedimenti, eh! bisogna guardarsi, signora mia, che noi gente per bene scontiamo il fatto che vogliamo essere educati, noi!’
        ecco, secondo me gli AmE a volte parlano così. è una delle loro caratteristiche che non sopporto e non ho mai sopportato….oltre alla retorica da soap (opera).
        (per altre cose, mi piacciono tanto. non ce l’ho mai avuta con gli USA io. ho tanti difetti ma non quello di ragionare da prospettive anti-americane. non mi piacciono le prospettive ‘anti’. non sono costruttive. sono nulle, si azzerano)

         

  7. avatar Teofilo scrive:

    Ma poi voglio dire.. Pearl Harbour :D :D

    Saluti,

    E.S. 

  8. avatar Nemo Profeta scrive:

    Se posso dare il mio contributo…

    sapete da altri posto che sono un TLC…

    quello che io vedo come reale pericolo è questo:

    1. ZTE e Huawei godono di condizioni speciali nel proprio paese d’origine, dovute alla loro “organicità al sistema”. Sia che si tratti di fondi che arrivano dallo stato cinese (p.es. come commesse militari, come fondi per la ricerca duale o magari addirittura come trasferimenti di cash)  sia che si tratti della certezza che difficilmente a qualcuno sarà permesso di minacciare il loro posizionamento in Cina. 

    2. rispetto ai loro competitor occidentali, la condizione di cui sopra consente mosse e posizionamenti strategici che altri non si possono permettere. In primis si dilata l’orizzonte su cui valutare la redditività degli investimenti (decenni contro i 3 – 5 anni di chi non controllato dallo stato,) , con conseguenze enormi sia sulle scelte strategiche che si possono fare, sia brutalmente sul costo del capitale (il WAAC, per intenderci) , in secundis le politiche di prezzo possono farsi molto più aggressive, molto più di quanto non consenta il solo fattore di basso costo della manodopera.

    3. Sintesi dei punti 1 e 2: l’analisi che mi viene in mente è che oggi ZTE e Huawei molto probabilmente stanno vendendo se non sotto costo, per lo meno a livelli di prezzo che non potrebbero sostenere se non fossero back-uppati dallo stato cinese, con un chiaro obiettivo strategico: prima mandare a gambe all’aria la base industriale occidentale del settore, e poi aumentare i prezzi una volta che saranno rimasti gli unici     
    player. Dumping strategico insomma… 

    4. Attenzione anche a una cosa: nelle TLC la questione del legacy è una rogna da gestire: una volta che ho montato la rete con sistemi di una data azienda, poi saranno rogne se decido di passare a un altro fornitore (alla faccia dell’interoperabilità e degli standard) su orizzonti temporali che arrivano ai 20-30 anni… e ora siamo messi male: le telco europee devono tagliare i costi immediatamente, mentre ZTE e Huawei possono aspettare decenni…

    Chiave 

    • avatar Anonimo scrive:

      Caro Nemo,
      io che non sono un’esperta ti TLC ho trovato il tuo commento molto utile e chiaro.
      è bello leggere su questo blog, grazie agli esperti e al padrone di casa, of course.
      (ho deciso che ti faccio cavaliere: Sir Silendo)
      :-)
       

  9. avatar jackallo scrive:

    Huawei offers access to source code and equipment

    Huawei has offered to give Australia unrestricted access to its software source code and equipment, as it looks to ease fears that it is a security threat.
    http://www.bbc.co.uk/news/business-20053511

Lascia un commento

Nome:

Email:

Il tuo sito Web:

Il tuo commento:

(obbligatorio)