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    Teofilo at |

    Un antico motto romano diceva Divide et Impera..

    ..da cui “In politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell’opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità, ciascuna titolare di una quantità di potere, possano unirsi, formando un solo centro di potere, una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che quest’ultime non trovino mai la possibilità di unirsi contro di esso.
    Questa tecnica permette quindi ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.
    Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si contribuisce all’indebolimento e al successivo deterioramento dei rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili eventuali alleanze o coalizioni tra esse che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Altra caratteristica è il concedere aiuti e promuovere eventuali tendenze a rendersi disponibile e fedele al dominatore. Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei suoi campi specifici: scienze politichestoria politica e psicologia generale e nella fattispecie politica.
    Ove la tecnica del “divide et impera” risulta applicabile rende risultati soddisfacenti, soprattutto nel caso di società frammentate e frammentarie, coinvolte già in uno scenario d’equilibrio tra le tribù o fazioni interne.
    Tale tecnica è stata applicata in particolar modo per l’amministrazione dei grandi imperi, che grazie ad essa riuscirono a controllare territori con forze armate esigue.” 

    Saluti,

    E.S. 

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    Anonimo at |

    a meno che i ‘divisi’ (o qualcuno tra loro) non riescano a sviluppare un pericoloso potere ricattatorio nei confronti di chi impera (o crede di)

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    Anonimo at |

    Ciao Silendo, mi spiego (ce provo) meglio:
    non di rado c’è un attore che conta sul ‘divide et impera’ perché sa che all’interno di tale logica avrebbe spazio per il proprio gioco (essendo, metti, ‘piccolo’ ma pericoloso o assai problematico), mentre se dovesse confrontarsi con altri rispetto a tentativi di unificazione o di accordo avrebbe poco da guadagnare e tutto da perdere.
    ora, se io lo so e scelgo lo stesso di stare al gioco delle divisioni tenendo conto degli attori che rimarranno inaffidabili quasi per mestiere (diciamo così), è un conto; se io credo che i ‘divisi’ da tali non rappresenteranno per me un problema almeno sul medio periodo per poi svegliarmi una mattina e scoprire che nel tutelare il mio interesse ho in realtà fatto il gioco di un altro (che non ha interesse a sviluppare una visione di compromesso alcuna perché non fa al caso suo)…allora cercavo una soluzione e ho trovato un problema.
    non so se è chiaro……
    credo che ‘ricattatorio’ fosse inadatto come termine….:-?
    ???

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